Il Prix Italia (Concorso Internazionale per la Radio, la Televisione e il Web), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali è il più antico e prestigioso concorso internazionale per programmi radio, tv e web (fiction, documentari, musica e rappresentazioni artistiche). Concorrono oltre novanta organismi radiotelevisivi, pubblici e privati, dei cinque continenti.
Il Festival, storicamente itinerante, si è svolto nelle principali città d’arte. Dal 2009 al 2012, anche in omaggio al 150° dell’Unità d’Italia, Torino è stata prescelta come sede della manifestazione.
Prix Italia è caratterizzato dal concorso e da spettacoli, anteprime, proiezioni, rassegne, riunioni dell’EBU-UER e di altri organismi, convegni con esponenti delle politiche audiovisive, della comunicazione, della cultura e delle tecnologie. Gli appuntamenti, tutti di livello internazionale, sono aperti al pubblico e gratuiti.
Le giurie internazionali sono composte da professionisti della comunicazione nominati dagli enti radiotelevisivi membri del Prix Italia. La formazione delle giurie segue il criterio della rotazione. La selezione dei programmi è discussa in un dibattito pubblico prima della proclamazione dei vincitori.
La manifestazione è promossa dalla Rai che nomina il Segretario Generale responsabile dell’ideazione e della direzione dell’evento. Il Presidente è nominato ogni due anni dall’Assemblea Generale dei soci.
Il Prix Italia è stato fondato dalla Rai a Capri nel 1948 insieme alle radio pubbliche europee. Negli anni il Festival si è aperto alle emittenti di tutto il mondo e si è esteso a tv e web.
Venerdì sera si parlerà in qualche modo di Eurovision Song Contest sulle reti Rai. Il motivo: il sito dedicato all’Eurovision Song Contest della tv tedesca NDR (la branca nordista di ARD) è stato infatti candidato al Prix Italia 2012 nella categoria “Sito interattivo legato ad un programma radiofonico o televisivo“. La manifestazione organizzata da Rai World (ex Rai International) che vuole premiare i migliori prodotti di radio, televisione e nuovi media di 48 paesi da tutto il mondo. Saranno complessivamente 90 le produzioni in concorso nei varii settori.
Nel dettaglio, ad essere candidata è una produzione interattiva di Eurovision.de, ovvero “Social Viewing at Eurovision Song Contest”, che nel corso delle giornate eurovisive era raggiungibile al sito baku.soviet.de. In pratica si trattava di una video-chat eurovisiva nella quale l’ospite in studio – Roman Lob, partecipante per la Germania all’Eurovision 2012 – veniva intervistato sulla base dei feedback che da twitter, facebook o direttamente, arrivavano sull’ I-Pad della conduttrice Sandra Hoffman, che poi le girava all’ospite di turno. “L’aspetto innovativo di questa soluzione – dice la NRD – consiste nel presentare contenuti televisivi fortemente integrati con i social media. Gli spettatori non sono solo consumatori ma possono anche partecipare a questo nuovo tipo di programma televisivo“. Il programma è questo qui sotto:
Il social-programma eurovisivo dovrà vedersela con Ketnet.be (VRT, Belgio, per la comprensione dei media da parte dei bambini); Un monde à célébrer- 75 ans d’émotions (CNC/SRC; Canada, per i 75 anni della tv pubblica); Our art (DR, Danimarca, per la divulgazione dell’arte); Mission printemps (Arte France, Francia, Ricerca scientifica interattiva sul cambiamento climatico); Wer rettet Dina Foxx (ZDF, Germania, Giallo interattivo il cui colpevole è scoperto dagli utenti web); Melevisione (Rai, educational per bambini), Nederland van boven (NPO, Olanda, le bellezze olandesi viste dall’alto); Hurtigruten mniute by minute (NRK, Norvegia, una crociera ripresa live); Radia Wolnosci (PR, radio polacca: i messaggi delle radio libere prima della caduta del muro); De l’agneau au gigot (SSR/SRG, Svizzera, documentario sulla macellazione delle carni), The Voice UK live (BBC, Regno Unito, la piattoforma interattiva del talent show The Voice). Chi volesse approfondire, può andare in questo link. A votare il programma sarà una giuria di esperti selezionati per ciascuna categoria, fra le varie tv.
La manifestazione è ricca di eventi, qualcuno anche ad ingresso libero. Fra questi merita un cenno il confronto sul rapporto tra istruzione e servizio pubblico tra il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e Jean-Paul Philippot, presidente dell’EBU, in programma Domenica 16 dopo la lectio magistralis del ministor dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il concerto di apertura (diretta su Rai 5 e Radio 3).
La prima edizione si tenne a Capri nel 1948, originariamente soltanto per lavori radiofonici, e nel 1957 esteso anche ad opere televisive, è poi stata organizzata in molte delle più belle città d’Italia nel corso delle 62 edizioni che si sono svolte fino ad oggi. Il suo migrare annualmente nelle città d’arte più note, gli ha fatto assumere grande rilevanza internazionale divenendo presto una manifestazione fra le più importanti, del suo genere, in campo mondiale. L’idea di un premio radiofonico internazionale era balenata nella primavera del 1948 durante una riunione fra il direttore generale della Rai, Salvino Sernesi, il direttore dei programmi, Giulio Razzi e il dirigente del settore drammatica e rivista, il commediografo Sergio Pugliese. Fu il 13 settembre la data indicata per riunire nella suggestiva Capri, le delegazioni di quattordici enti radiofonici in rappresentanza di Austria, Stato del Vaticano, Egitto, Francia, Gran Bretagna, Italia, Principato di Monaco, Olanda, Polonia, Portogallo, Svezia, Svizzera, Cecoslovacchia e Trieste che allora era territorio libero. L’invito fu esteso anche agli Stati Uniti, all’UNESCO e ad alcuni enti culturali come il centro italiano di studi radiofonici, che parteciparono in veste di osservatori. In quella stessa occasione fu redatto un regolamento e ufficialmente istituito il premio di stampo internazionale. Una delle prerogative del Prix Italia, ancora oggi in vigore nell’attuale statuto, fu costituita dal fatto che l’ammontare delle vincite era frutto del contributo che ogni emittente doveva versare ad ogni edizione presso il Segretariato Generale; organismo che fu istituito fin dagli albori. Un meccanismo democratico che consentiva alle stesse emittenti di assumere la responsabilità del proprio operato.
L’istituzione del Prix Italia fu di grande impatto mediatico, tanto che la notizia giunse sia alla stampa italiana che a quella straniera, coinvolgendo giornalisti del calibro di Goffredo Bellonci, Vittorio Gorresio, Sandro De Feo, Ermanno Contini, Felice Chilanti. Anche il mondo degli artisti non rimase indifferente. Espressioni di consenso giunsero infatti da alcuni musicisti italiani dell’eopca quali Ildebrando Pizzetti e Luigi Dallapiccola, nonché da un artista eclettico, Alberto Savinio, molto noto all’estero e che si fece notare per le sue doti di pittore, scrittore e musicista.
Nel corso delle varie edizioni hanno presentato i loro lavori artisti fra i più noti in campo internazionale come Berthold Brecht, Riccardo Bacchelli, Umberto Eco, Italo Calvino, Eduardo De Filippo, Françoise Sagan fra gli scrittori, Ermanno Olmi, Francesco Rosi, Krzysztof Zanussi, Sidney Pollack, Roberto Rossellini fra i registi, soltanto per citarne alcuni.
Hanno vinto premi personaggi internazionali come Ingmar Bergman, Harold Pinter, Daisy Lumini, Eugène Ionesco, Federico Fellini,Samuel Beckett, René Clair, Werner Herzog e molti altri.
La bibliografia sul Prix Italia non è molto ricca, ma in occasione del suo 60º compleanno è stato pubblicato un volume Amelia Belloni Sonzogni, Cultura e qualità di rete. Storia del Prix Italia 1948 – 2008 che ne ripercorre la storia, ricercandone i fermenti culturali antecedenti la sua fondazione e provando a rintracciarne la linea editoriale.
Nel sito tutte le informazioni sul concorso e sulle modalità di partecipazione: www.prixitalia.rai.it
(Tratto da: Eurofestival News)

