Saranno le emozioni a far da padrone all’Eurovision Song Contest 2013. “Un salto di qualità”, secondo Martin Österdahl.
Negli ultimi tre anni, i vincitori dell’ESC sono stati Lena, Ell/Nikki e, naturalmente, Loreen. Dieci anni fa, gli artisti femminili, come Ruslana e Elena Paparizou, hanno vinto il Festival con molti ballerini. Da allora, gli effetti speciali sono stati potenziati, arrivando ad esempi molto evidenti come Lordi e Dima Bilan.
Tuttavia, dopo questo, però, è successo qualcosa – i vincitori sono sempre più diventati artisti con performance meno travolgenti, ma al tempo stesso gli organizzatori della manifestazione hanno continuato a sostenere l’uso di tecnologie avanzate. Questa tendenza è qualcosa che la Svezia vuole fermare.
Martin Österdahl, che è il produttore esecutivo del Contest e responsabile per il comitato organizzativo svedese, ritiene che l’Eurovision Song Contest, nella sua forma attuale, sia superato.
“Non c’è continuazione del percorso intrapreso a Mosca e Baku. Semplicemente non funziona per creare una narrazione interessante con la stessa attrezzatura che hanno usato negli anni passati. Non è possibile creare uno show più straordinario in quanto a tecnologia rispetto a Mosca, anche se si dispone di un pozzo senza fondo di soldi. Se si vuole portare avanti questo programma, si deve scegliere un altro percorso, e il nostro cammino si appoggia di più verso le emozioni e una buona resa finale. Sicuramente si noterà e lo spettacolo sarà proiettato in una dimensione completamente nuova.”
Alla selezione nazionale svedese, il Melodifestivalen, la direzione, per un certo numero di anni, si è rivolta a una vasta gamma di musica e grandi nomi. Martin Österdahl ritiene che la selezione nazionale svedese richiami anche ascoltatori dall’estero.
“Il nostro modo di produrre il Melodifestivalen è sicuramente andando a influenzare il modo in cui costruire l’ESC. Siamo l’unico paese in Europa che trasforma la finale nazionale in sei arene eurovisive ogni anno. Questo significa che siamo ben preparati. Non c’è più niente da dire quando si tratta di grandi schermi a LED e una quantità fantastica di luci lampeggianti. Ciò significa che le inquadrature devono essere prese da una grande distanza, il che significa che gli artisti diventano molto piccoli. Vi è una distanza molto grande e tra questi e lo sfondo c’è un sacco di spazio. Non otteniamo un sufficiente coinvolgimento emotivo e credo che la gente lo abbia iniziato a capire – consapevolmente o meno, ma in realtà la maggioranza ne è consapevole. Questo è ciò che ha distinto Loreen dagli altri artisti. Quando lo sfondo è stato spento, ci si è concentrati sul cantante. Le parole che ha cantato hanno iniziato a dire qualcosa. La musica ha trasmesso qualcosa. Sono assolutamente certo che questa sia la via da seguire…”.
Il gruppo organizzatore dell’ESC vuole rinnovare lo show, ma vuole farlo tornarndo ai valori fondanti della manifestazione, distaccando la grandezza dello show e puntare sulle emozioni e una buona narrazione durante lo show.
(Tratto da: Eurovision.tv, svt.se)

