
Dal (quasi) completo anonimato alla sua immagine nelle colonnine degli store musicali (”Guardo da lontano per vedere se sono sugli scaffali, ho comprato anche il mio CD: sono scaramantica, dicono che porta bene, ma ho preso anche quello dei Negramaro. In cassa mi vergognavo e il mio l’ho messo sotto”). Dalla vittoria al silenzio assoluto: “Non ho fatto ancora niente di mondano, mi sono messa in pigiama e chiusa in camera senza nessuno”. “Con quale disco?”, gli abbiamo chiesto: “Nessuno, niente, neanche la musica”. Eppure l’esperienza e quell’atmosfera le mancano (”Mi ripresenterei anche l’anno prossimo!”), così come l’idea di essere stata seguita e ‘protetta’ dallo staff e dai suggerimenti di Tommassini e Morgan (”è come quando sei con la mamma e il papà, poi vai via a studiare e devi fare tesoro dei consigli”).
Ci ha risposto che li ha incontrati ed è probabile che il nome di Morgan abbia facilitato le cose (anche se “Se non si fossero avvicinati li sarei andati a cercare io!”), ma “ogni cosa può avere un perché. ‘Due respiri’ di Ramazzotti è una canzone oggettivamente bella e molto difficile, ma è ancora più interessante il fatto che io scelga di fare canzoni ‘diverse’. Anche perché poi le canzoni che porterò a Sanremo non lo sono neanche così tanto: sono belle e a me piacciono le cose belle, a prescindere da chi le scrive”.
La tranquillità invidiabile di fronte a un’esperienza come quella del Festival della Canzone italiana (”Ho paura, ma affronto una cosa alla volta, mi concentro per non fare brutta figura e sono pronta anche all’idea che potrò essere criticata”) viene meno quando accenna alla lettera di Mina. “Ogni volta che me lo chiedono mi viene da piangere. È un onore, sono rimasta sconvolta. Quando l’ho letta stavo girando il video, mi stavo truccando e piangevo. È stata molto gentile con me, spero di non deluderla”.
E i Sanremo da spettatrice? Chiara racconta di averlo sempre seguito molto, incontrandosi con gli amici e dando un voto alle canzoni. Le chiediamo se negli anni c’è stato un brano in gara che l’ha colpita particolarmente o che avrebbe voluto interpretare lei stessa e ci ha stupito con un ricordo di Valentina Giovagnini (la cantante scomparsa nel 2009 che partecipò nel 2002 con “Il passo silenzioso della neve”) e con i La Scelta, band romana che partecipò nel 2008 con “Il nostro tempo”.
Del video di “Due Respiri” ci ricorda l’anteprima di ’stasera su Sky Uno e anticipa che è stato girato a Roma da Marco Salom e che “ci sono io e le mie quattro anime. C’è anche un cavallo… è un video un po’ surreale”. Alla fine ci togliamo una curiosità e le chiediamo di puntare in alto e pensare due artisti con cui sogna di lavorare in futuro. La risposta arriva velocissima: in ambito internazionale Antony and the Johnsons. E in quello italiano? Facile immaginarlo: Mina.
