ESC 2016: La Romania esclusa dall’Eurovision – Aggiornato

TVR

Niente Eurovision Song Contest 2016 per la Romania. L’emittente pubblica romena, TVR, infatti, è stata esclusa dal Festival che si svolge a Stoccolma a maggio perché non ha pagato i 14,5 milioni di euro di debiti accumulati negli anni con l’EBU-UER (European Broadcasting Union). 

Lo ha annunciato la stessa EBU-UER che organizza anche l’Eurovision.

L’EBU-UER (European Broadcasting Union), l’ente delle TV pubbliche europeo ha ritirato tutti i servizi che vengono normalmente forniti ai propri associati/membri all’emittente pubblica romena TVR (in grave crisi finanziaria), sostanzialmente, per morosità, non avendo pagato 16 milioni di franchi svizzeri (14,5 milioni di euro) arretrati dal 2007.

Una decisione senza precedenti perchè altri paesi che avevano avuto problemi erano sin qui stati aiutati (Grecia, Israele, Bosnia). Nel caso della Romania, però, a quanto dice l’EBU-UER, è mancato anche lo sforzo per provare a risolvere i problemi.

La conseguenza più immediata è l’esclusione della partecipazione della Romania a questa edizione dell’Eurovision Song Contest che si svolge a Stoccolma a maggio, a cui avrebbe dovuto prendere parte Ovidiu Anton, con “Moment of silence” (dodicesimo a cantare nella Seconda Semi-Finale), oltre a perdere l’accesso a tempo indeterminato ai diritti di trasmissione da tutti gli altri servizi forniti ai membri dell’EBU-UER, fra cui “l’accesso a Eurovision News e Sports News Exchanges, il diritto di mandare in onda determinati eventi sportivi (come gli Europei di calcio 2016 e le Olimpiadi di Rio 2016 di quest’estate), servizi di assistenza legale, tecnica e competenze di ricerca.”

Da quello che trapela dal comunicato EBU-UER, lunedì il premier romeno Dacian Ciolos aveva dichiarato che il governo avrebbe trovato una soluzione, ma nessun annuncio è stato fatto prima della scadenza per il pagamento fissata per mercoledì scorso ed estesa fino a giovedì. Entro il mercoledì 20 aprile era previsto un primo pagamento di 6 milioni di franchi svizzeri a cui doveva seguire un piano di rientro da svolgersi nel corso dell’anno. Nessun pagamento è stato effettuato e da qui la decisione di sospendere ogni servizio fornito fino ad ora. 

L’artista ha rilasciato una prima dichiarazione sui suoi canali social: “Cari amici, ho ricevuto anch’io la comunicazione ufficiale. Cerco di sorridere e non mi lascio andare ma… È ingiusto.Io resto lo stesso, lo stesso artista sincero, lo stesso guerriero che ha vinto con il voto della giuria e del pubblico… Eppure, paradossalmente, devo essere dichiarato sconfitto… Da chi? Perché? È giusto??? … Non so come dirlo gentilmente, quindi per ora taccio.”

È partita immediatamente una petizione online per chiedere a SVT, la tv organizzatrice dell’evento quest’anno, di consentire ad Ovidiu Anton di esibirsi almeno fuori gara e sarebbe almeno una ricompensa all’artista, che si è qualificato regolarmente vincendo la selezione nazionale e nulla c’entra in tutto questo. Intanto, il fatto è storico: è la prima squalifica per debiti della storia eurovisiva, anche se non la prima in assoluto.

Il Direttore generale dell’EBU-UER Ingrid Deltenre ha dichiarato: “È spiacevole essere costretti a prendere questa decisione. Siamo delusi che tutti i nostri tentativi di risolvere la questione non abbiano ricevuto alcuna risposta da parte del governo romeno. Nelle ultime settimane l’EBU-UER ha preso atto dei suggerimenti del Ministero delle Finanze che prevedevano che la TVR potesse essere messa in una procedura di insolvenza che potesse a sua volta portare a una profonda ristrutturazione dell’emittente. L’EBU-UER è un’associazione senza fini di lucro che rappresenta 73 emittenti del servizi pubblico n 56 paesi. Il continuo indebitamento della TVR mette a repentaglio la stabilità finanziaria dell’EBU-UER stessa”.

Il brano rumeno verrà escluso quindi dalla Seconda Semi-Finale dell’ESC 2016, che si terrà il 12 maggio. L’ordine delle esibizioni degli altri 18 Paesi rimarrà lo stesso. Come conseguenza la TVR non avrà nemmeno accesso alla trasmissione da Stoccolma, e quindi potrà trasmettere l’Eurovision Song Contest 2016.

“Questo è ovviamente deludente per l’artista scelto per rappresentare la Romania, per i nostri colleghi della TVR che hanno preparato la loro partecipazione così bene quest’anno e, non da ultimo, per gli spettatori rumeni e i molti fan dell’Eurovision nel Paese”, dice Jon Ola Sand, supervisore esecutivo dell’Eurovision song Contest. Alla domanda su cosa significhi per la TV organizzatrice svedese, SVT, Sand ha risposto: “Come con tutti i partecipanti, la SVT si stava preparando per l’esibizione rumena a fondo nelle ultime settimane. Escludere un partecipante in questa fase avanzata è, naturalmente, un pò problematico, ma non influenzerà negativamente l’Eurovision Song Contest 2016.”

Martin Österdahl, produttore esecutivo dell’ESC per conto dell’mittente svedese SVT ha affermato: “Pensiamo che sia un peccato. Non vedevamol’ora di accogliere la delegazione rumena a Stoccolma- Ora stiamo modificando lo schema di prova e l’ordine di partenza della Seconda Semifinale e continuiamo il nostro lavoro con la produzione degli altri 42 paesi partecipanti.”

Per quanto riguarda il CD ufficiale del concorso, già pubblicato, l’EBU-UER ha deciso di mantenere il download digitale e lo streaming della canzone, a titolo di cortesia per l’artista.

La stampa rumena e i fan che hanno ottenuto i loro accrediti non li perderanno e faranno parte della cosiddetta delegazione internazionale, che comprende stampa e fan provenienti da paesi non partecipanti. I biglietti per gli spettacoli venduti ai fan rumeni rimangono validi.

Aggiornamento: Dopo l’esclusione della Romania dall’Eurovision, Ovidiu Anton è stato invitato a cantare “Falling stars” con Lidia Isac per la vicina Moldavia, rientrando in un certo senso da una porta secondaria per Stoccolma.

Ecco la quello che dice Ovidiu Anton in rumeno: “Ma inclin in fata fratilor nostri din Moldova, este un gest extraordinar, unic si nobil. Pentru ca stiu cata munca este in pregatirea unui astfel de moment si cat de important este Eurovisionul pentru cariera unui artist nu vreau sa afectez in vreun fel prestatia Lidiei pentru care a investit atata energie. Este o piesa care i se potriveste de minune si oricat imi doresc sa fiu pe scena la care am visat, nu pot accepta sa o fac aducand riscuri pentru alti artisti. Eu imi doresc sa cant Moment of Silence pentru romani si pentru fanii eurovision de pretutindeni. Succes, Lidia, este momentul tau si ai sa stralucesti! Multumesc inca o data pentru acest gest deosebit. Nu voi uita niciodata. Ovidiu Anton” / è onorato di aver ricevuto tale offerta, ma la rifiuta poiché non intende danneggiare il lavoro di Lidia Isac.

A ben vedere, Anton ha le sue buone ragioni, perché a questo punto della spedizione moldava il lavoro su “Falling stars” è ormai in fase avanzata. In ogni caso, l’artista 33enne di Bucarest ha mostrato una notevole classe nel suo messaggio, e gliene va soltanto dato atto.

Quella della Romania è la prima espulsione dall’EBU-UER (e quindi dal concorso Eurovision Song Contest) per morosità. Ma nel corso della storia del concorso altre volte paesi non si sono allineati al via per squalifica.

Alcune volte è stato squalificato il brano e il paese è riuscito a cambiarlo. Talvolta è stato escluso direttamente il paese, altre volte il paese si è ritirato dopo la squalifica del brano, per l’impossibilità o il rifiuto di cambiare canzone. Ecco di seguito cosa è successo nel corso degli anni (non abbiamo considerato i semplici ritiri volontari dell’emittente pubbliche dopo aver selezionato il brano). Per ulteriori informazioni clicca ‘Le partecipazione mancate

Ecco di seguito alcuni esempi:

•Grecia 1982 – Themis Adamantidis (Θέμης Αδαμαντίδης) – Sarantapente kopelies (Σαρανταπέντε Κοπελιές): Nel 1982 l’EBU-UER squalifica il brano, che aveva appena vinto le selezioni greche: incredibilmente, nessuno s’era accorto che era una cover di un pezzo tradizionale greco. E nessuno se ne accorge per lungo tempo visto che la Grecia è addirittura allineata al via, sorteggiata per seconda sul palco di Harrogate. Quando l’EBU-UER se ne accorge, chiede alla ERT di selezionare un’altra canzone. Ma altrettanto incredibilmente, tutte le canzoni della selezione nazionale avevano qualcosa fuori dal regolamento. La Grecia, quindi, non partecipa all’edizione.

•Cipro 1988 – Giannis Demetriou (Γιάννης Δημητρίου) – Thimame (San to rock ‘n’ roll)Anche nel 1988 in realtà l’EBU-UER avrebbe squalificato la canzone, ma non il Paese. Semplicemente “Timame” aveva già quattro anni ed era già stata proposta alle selezioni cipriote. Ad accorgersene è la BBC guardando i video di preselezione. Cipro non accetta di cambiare il brano e si ritira.

•Libano 2005  – Aline Lahoud (الين لحود) – Quand tout s’enfuitIl caso del Libano è forse il più celebre della storia eurovisiva. Nel 2005 era tutto pronto per il debutto di Téle Liban, che per l’occasione aveva deciso di sfoggiare in Europa la seconda lingua molto diffusa, il francese. “Quand tout s’enfuit” di Aline Lahoud, allora diciannovenne emergente, è selezionata internamente e forse, in una edizione non straordinaria dal punto di vista dei brani, avrebbe anche potuto ben figurare. Ma il Libano non debutterà mai. Colpa della tv stessa e colpa della politica. Libano, come è noto, non riconosce lo stato di Israele ed il nodo è tutto lì.

Perché quando l’emittente pubblica la lista dei paesi in gara, Israele non compare, nonostante sia regolarmente iscritta con “Hasheket shenish’ar” di Shiri Maimon. L’EBU-UER bacchetta la TV, che dopo ripetute sollecitazioni, rimedia togliendo la pagina e linkando direttamente al sito ufficiale. Ma a soli cinque giorni dal via, la tv libanese avvisa la stessa EBU-UER che a causa della legge statale, che vieta di trasmettere “programmi a contenuto israeliano”, la canzone della Maimon non sarebbe stata trasmessa. Ciò è ovviamente vietato dal regolamento, e alla risposta negativa all’ordine di trasmissione, l’EBU-UER replica squalificando per tre anni dal concorso la tv.

•Georgia 2009 – Stephane & 3G (სტეფანე და 3G) – We don’t wanna put inIl caso della Georgia è in un certo senso simile agli altri, anche se più complesso. Perché l’Eurovision 2009 quell’anno si svolge a Mosca e la Georgia è in guerra proprio con la Russia, il cui esercito aveva appena invaso il territorio dell’Ossezia del Sud, i cui abitanti – filorussi – chiedevano l’indipendenza dalla Georgia stessa. Una vicenda legata sostanzialmente al fatto che la Georgia vorrebbe entrare a far parte dell’Onu, decisione avversata dalla Russia e dal suo primo ministro Putin.

La Georgia si era iscritta all’ultimo secondo, dopo aver inizialmente deciso di boicottare la rassegna per i motivi sopracitati. Erano stati – poeticamente – i bambini a far optare per l’iscrizione: pochi mesi prima, infatti, i georgiani Bzikebi avevano vinto la versione Junior dell’Eurovision grazie ai 12 points decisivi della giuria russa.  Ma quando la tv russa scopre che il brano che ha vinto la selezione si chiama sarcasticamente “We don’t wanna Put in (Put in dance)” lo squalifica e chiede al gruppo che lo interpreta, Stephane & 3G, di cambiarlo: sia perché è chiaramente contro il loro primo ministro, sia perché questo viola il regolamento che impone di non parlare di politica nei testi. GPB, la tv georgiana, risponde con un rifiuto e il ritiro.