ESC 2019 – Francia: Pioggia di insulti omofobi per il rappresentante francese Bilal Hassani

bilal-hassani

Bilal Hassani, 19enne gay dichiarato, è stato travolto dall’odio omofobo sui social dopo aver conquistato il pass francese per la 64ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà per la terza volta in assoluto in Israele (dopo l’Eurovision Song Contest 1979 e l’Eurovision Song Contest 1999), presso l’EXPO Tel Aviv (International Convention Center) il 14, 16 e 18 maggio del prossimo anno, grazie alla vittoria di Netta Barzilai con la canzone “TOY”.

Il compositore e celebre youtuber con origini marocchine visto nel 2015 a The Voice Kids, Bilal Hassani è stato scelto dalla Francia per rappresentare l’intero Paese all’Eurovision Song Contest 2019, che nel mese di maggio diverrà realtà a Tel Aviv.

Il giovane ha battuto la folta concorrenza nel corso del programma Destination Eurovision 2019, il loro format di selezione nazionale per selezionare il candidato francese per Tel Aviv, con il brano “Roi” (King).

Peccato che sui social l’odio omofobo si sia abbattuto sul giovane, dichiaratamente gay. Hassani ha fatto coming out nel 2017, 24 ore prima del Pride di Parigi.

Gli infamanti attacchi omofobi sono stati talmente violenti da portare SOS Homophobie e Urgence Homophobie, associazioni LGBT di Francia, ad annunciare l’immediata denuncia nei confronti di chi ha cinguettato odio.

“In seguito alla scioccante ondata di odio nei confronti di Bilal Hassani, SOS Homophobie e Urgence Homophobie collaboreranno per colpire ogni persona che ha insultato, discriminato o minacciato Bilal Hassani sui social network. Le parole che possono essere lette contro di lui sono indegne, inaccettabili e non resteranno impunite”.

Le due associazioni hanno già identificato più di 1.500 tweet rivolti al cantante a causa del suo orientamento. “Tutti questi tweet saranno soggetti a denunce. Tutti, senza eccezione. Non lasceremo andare niente. Bilal Hassani è un esempio per molti giovani: gli è dovuto rispetto. La vergogna deve cambiare lato. Lesbofobia, transfobia, bifobia, ma anche razzismo, omofobia e queerfobia non sono un’opinione, ma un crimine”.