ESC 2021 – Macedonia del Nord: Video musicale modificato a causa di problemi con le opere d’arte in primo piano

L’emitttente pubblica macedone MRTV ha dovuto modificare il video musicale di “Here I Stand” del brano con cui Vasil rappresenterà la Macedonia del Nord alla 65ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2021 che si terrà presso l’Ahoy Rotterdam a Rotterdam, nei Paesi Bassi, il 18, 20 e 22 maggio 2021.

È successo che Vasil e il suo staff hanno dovuto modificare a seguito di commenti il video musicale di “Here I Stand” coprendo una installazione artistica che rassomiglia alla bandiera della Bulgaria.

Si tratta, come spiega l’artista di un’opera di pregio che è da anni esposta nel luogo all’interno del quale è stato girato del video, che nulla c’entra in realtà con la nazione confinante, ma che ha creato confusione fra i fan Nord Macedoni: “Sebbene con il video dell’Eurovision Song Contest avessi il desiderio di mostrare nient’altro che musica e arte, mi dispiace davvero per il travisamento del lavoro della nostra famosa artista Žaneta Vangeli. Nessuno coinvolto nella realizzazione delle riprese video né rappresentanti dell’istituzione dichiarata è intervenuto deliberatamente nella cornice artistica della National Gallery Daut Pashin Amam. La galleria stessa ha affermato che l’opera è stata esposta in quel modo per molti anni. Per non avere ulteriori implicazioni negative e un’esposizione fuori luogo di quest’opera d’arte, abbiamo deciso di rimuovere i quadri ad essa pertinenti. Grazie per l’enorme supporto che mi stai dando in questi giorni e credi nella mia sincera intenzione. Canto e rappresento la Macedonia del Nord e la bandiera macedone da oltre 20 anni, 🇲🇰 e rimarrà. Ti amo, Vasil Garvanliev”

Il cantautore suo malgrado si è trovato coinvolto in questa situazione perché è in possesso di doppio passaporto, Nord Macedone e bulgaro, visto che la sua nonna paterna è originaria proprio della Bulgaria e questo gli ha consentito di ottenere il passaporto.

Lo scontro fra Macedonia del Nord e Bulgaria non si è mai sopito ma si è riacceso lo scorso novembre, quando la Bulgaria, paese membro della UE, ha bloccato i negoziati in corso per l’ingresso nella stessa dei macedoni. Il motivo è lo stesso che per anni ha visto scontrarsi questo paese con la Grecia: la Bulgaria considera infatti la Macedonia  del Nord parte del suo territorio.

Questo non solo perché le lingue sono sostanzialmente identiche e l’alfabeto è lo stesso ma perché, secondo i bulgari, la distinzione tra macedoni e bulgari sarebbe, secondo questi ultimi, solo la semplice divisione amministrativa, una linea di confine tracciata a tavolino senza conformarla a criteri etnici, politici, né geografici, varata nel 1913, quando durante la seconda guerra balcanica il territorio che oggi è parte della Macedonia del Nord passava dalla Bulgaria al Regno di Serbia e da allora è passato sotto le varie trasformazioni della zona sino a divenire, con l’avvento della Yugoslavia, parte della Repubblica Federale.

Con la dissoluzione di quest’ultima, nel 1991 il Paese è diventato indipendente ma la sua identità nazionale ha continuato ad essere disputata a lungo.

Anzitutto dalla Grecia, che ne contestava il nome, identico alla regione ellenica e impose a Skopje l’utilizzo della dicitura Former Yugoslav Republic of Macedonia (FYROM) nei consessi internazionali, compreso l’Eurovision e perfino la precedente bandiera, “Sole di Verghina”, usata su sfondo blu proprio dalla regione greca.

Con la Grecia, la situazione si è risolta con l’accordo di Prespa del 2018, che ha portato all’intesa sul nuovo nome.

Con la Bulgaria il primo agosto 2017 la repubblica post-jugoslava aveva finalizzato un’altra importante iniziativa: il Trattato di amicizia con la Bulgaria, il primo passo verso la normalizzazione del rapporto con l’ingombrante vicino, ma recentemente il Governo bulgaro ha risollevato la questione, accusando Skopje di non partecipare con impegno alla commissione nata da quell’intesa incaricata di elaborare una visione condivisa della storia delle due nazioni balcaniche.

La Macedonia fu protagonista di uno dei “casi” eurovisivi di questo genere. Nel 2013 la compianta Esma Redzepova, la regina della musica gitana e Lozano avrebbero dovuto cantare il brano “Imperija”, ma furono costretti a cambiarelo a seguito delle proteste della Grecia. 

Sebbene infatti non ci fosse alcun riferimento politico, la parola “impero” fu associata alla disputa sulla paternità di Alessandro Magno, l’antico re di Macedonia. Sotto accusa anche il video della canzone che ritrae i due artisti al fianco della grande statua di Alessandro Magno che si trova all’aeroporto di Skopje.

Così il duo uscì in semifinale dopo aver eseguito il brano di riservaPred da se rasteni“. Gli accordi di Prespa hanno risolto anche questa vicenda: nel 2018 Skopje ha rimosso la statua e cambiato la denominazione allo scalo, prima intitolato al condottiero.

Di contro la Grecia non aveva mai esposto la statua in bronzo realizzata dallo scultore Yiannis Pappas acquistata nel 1992 raffigurante il condottiero a cavallo: lo ha fatto solo nel 2019, a disputa conclusa.