ESC 2023: SVT conferma dell’aumento della quota di partecipazione a causa del ritiro dei paesi

L’emittente pubblica svedese SVT ha confermato che il costo della quota per partecipare all’Eurovision Song Contest è aumentato per il 2023.

Come anticipato SVT ha confermato al suo servizio di notizie che il prezzo della partecipazione all’Eurovision Song Contest 2023 è aumentato rispetto al 2022. Un aumento delle tasse associate alla competizione era stato precedentemente citato dalla Macedonia del Nord come motivo per cui si era ritirata dal prossimo gara dell’anno a Liverpool.

Il Project Manager della SVT per l’Eurovision Song Contest 2023 ha inoltre confermato quanto già si vociferava anche in BBC, l’emittente pubblica inglese che organizzerà l’Eurovision Song Contest 2023 per conto dell’Ucraina, ovvero che la quota di partecipazione era aumentata ma non ha specificato perché o di quanto.

Per partecipare all’Eurovision Song Contest infatti, ogni Paese membro dell’EBU-UER deve versare una tassa di partecipazione che non è di pubblico dominio e  che l’EBU la stabilisce in base al numero di paesi che decidono di essere in gara. Inoltre, varia in base alla grandezza dell’emittente pubblica, alla sua importanza a livello internazionale e allo status economico del Paese. 

Ad esempio è noto che i Big 5 (Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito) pagano una quota di partecipazione molto elevata (anche perché sono i Paesi che garantiscono la platea di ascoltatori più ampia possibile), e dunque contribuendo in larga parte all’organizzazione dell’evento insieme all’emittente del Paese ospitante, ragione per cui sono gli unici Paesi finalisti di diritto insieme al Paese ospitante.

Inutile dire che se l’emittente di un Paese non può permettersi di pagare una determinata somma di denaro, o la partecipazione del Paese non suscita interesse nel pubblico spettatore, tali spese vengono incanalate in altro. È ciò che ha fatto la Macedonia del Nord, che utilizzerà la quota di partecipazione (che nel 2022 era pari a poco meno di 40 mila euro) per pagare le utenze.

Sophia Ahlin è la presidente del Melodifestivalklubben, il più grande club di supporters dell’Eurovision Song Contest in Svezia. A suo avviso non è particolarmente sorprendente che alcune tra le nazioni più piccole abbiano deciso di tirarsi fuori dalla competizione prevista per quest’anno: “Bisogna ricordare che questo contest non è importante ovunque così come lo è in Svezia. Stiamo affrontando tempi difficili e bisogna dare priorità ad altre cose”.

Sophia Ahlin ha anche detto che l’Eurovision Song Contest sta diventando sempre più oneroso perché i fans si aspettano una competizione sempre più grande e più costosa. Ma, secondo le fonti della BBC, l’aumento della quota di iscrizione è dovuta in modo significativo anche all’esclusione della Russia dall’Eurovision Song Contest 2022 e dall’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER) dopo l’invasione dell’Ucraina. Situazione plausibile, visto che la Russia offre un bacino di spettatori molto ampio e vasto, e quindi le emittenti russe versavano una quota di partecipazione di poco inferiore a quanto versato dai Big 5.

Ahlin crede che l’Eurovision sarà comunque un successo, nonostante l’aumento dei prezzi, finché i paesi più grandi continueranno a prendervi parte: “Non è stato sempre così costoso, me non è mai stato nemmeno così grande come ora. Nessuno vuole che l’Eurovision torni a essere ospitato in una sala concerti”. dichiarato.

SVT in un’inchiesta ha cercato di mettersi in contatto con i membri EBU-UER per un’intervista per ricevere le quote di tutti i Paesi, ma è stata respinta ogni richiesta di intervista, rilasciando tuttavia a nome di EBU-UER una dichiarazione in cui sostiene il proprio interesse nel mantenere costi quanto più bassi possibili per garantire in tutti i modi la partecipazione del maggior numero di Paesi possibile.

La 67ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2023 come ben sappiamo si svolgerà il 9, 11 e 13 maggio 2023 presso la Liverpool Arena di Liverpool, nel Regno Unito, dopo che l’Ucraina, vincitrice dell’edizione precedente in seguito alla vittoria della Kalush Orchestra con “Stefania” – terza vittoria dell’Ucraina nella storia del concorso -, è stata dichiarata non in grado di ospitare il concorso a causa dell’invasione russa del territorio ucraino.

Il concorso sarà articolato, come dal 2008, in due semifinali e una finale, e saranno 37 i Paesi partecipanti, tre in meno rispetto all’edizione di Torino conclusasi lo scorso maggio. Bulgaria, Montenegro e Macedonia del Nord si sono tutti ritirati dal concorso adducendo il costo della partecipazione in un momento di difficoltà finanziarie in tutto il continente, con gli aumenti delle utenze dell’elettricità e l’incombente inflazione.

L’edizione 2023 dell’Eurovision Song Contest sarà il primo concorso dal 1979 che non si terrà nella nazione che ha vinto la precedente edizione. Sarà infatti la sesta occasione, dopo i Paesi Bassi nel 1960, la Francia nel 1963, Monaco nel 1972, il Lussemburgo nel 1974, Israele nel 1980 e l’Ucraina nel 2023. Non sarà anche la prima volta che la BBC organizza l’Eurovision Song Contest per conto di altri Paesi. Sarà infatti la nona edizione della manifestazione musicale a svolgersi in terra britannica, dopo le edizioni del 1960, 1963, 1968, 1972, 1974, 1977, 1982 e 1998. 

Al momento, quando mancano circa sei mesi all’inizio della sessantasettesima edizione dell’Eurovision Song Contest, e mentre le selezioni nazionali iniziano a rodare i motori, alcuni Paesi hanno già annunciato i loro rappresentanti. Infatti Israele, Cipro e Paesi Bassi hanno già annunciato i loro rappresentanti selezionati internamente, in ordine Noa Kirel, Andrew Lambrou e il duo composto da Mia Nicolai e Dion Cooper.