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Dopo tre serate a suon di musica, i telespettatori di tutta Europa hanno finalmente scoperto la classifica finale dell’Eurovision Song Contest 2024, determinata per il 50.66% dalla media del televoto e dal voto delle giurie nazionali per il restante 49.34%. A vincere la 68esima edizione dell’Eurovision Song Contest è stato la Svizzera con Nemo e il brano “The Code”.
Si è conclusa stasera la Finale dell’edizione 2024 dell’Eurovision Song Contest. Polemiche, esclusioni, errori madornali, complotti e fuochi d’artificio, letterali e metaforici. È successo davvero di tutto a questo Eurovision Song Contest più del solito. Alla fine è Nemo, per la Svizzera, a vincere l’Eurovision Song Contest 2024 con il brano “The Code” (scritto e composto da Nemo, Benjamin Alasu, Lasse Midtsian Nymann e Linda Dale) ottenendo 591 punti totali dopo aver dominato il voto delle giurie e il secondo posto del televoto: 365 punti dalle giurie internazionali e ben 226 voti dal televoto.
“Spero che questo concorso possa mantenere le sue promesse e continuare a difendere la pace e la dignità per ogni persona” ha detto il cantante in viaggio verso l’abbraccio di un’identità non di genere, subito dopo la vittoria.
Mai come quest’anno all’Eurovision Song Contest (un’edizione che ha avuto risvolti politici, forse come non mai, a causa delle guerre in Ucraina e a Gaza) sembrano contare di più le proteste delle canzoni, ma nella sua lunga storia il concorso canoro internazionale è spesso stato accompagnato dalle polemiche, nonostante si professi apolitico fin dalle origini.
L’edizione di quest’anno è stata segnata dalla squalifica del concorrente olandese Joost Klein, motivada perchè la polizia svedese ha aperto un’inchiesta sulla condotta del cantante, e la partecipazione israeliana, rappresentata da Eden Golan in gara con Hurricane, blindata tutta la settimana, per via delle proteste contro la partecipazione di Israele al concorso. L’artista è stata pesantemente fischiata dal pubblico in sala, come già successo nella Semifinale, così come la giuria al momento delle votazioni. Anche se i ‘buu’ sono stati a tratti coperti dagli applausi dei fan, la cantante ha lanciato un bacio al pubblico al momento di lasciare il palco.
Sul palco non sono mancati gli artisti che hanno invocato la pace, come iolanda, in gara per il Portogallo, convinta che “la pace preverrà” o come il concorrente francese Slimane che ha gridato “uniti dalla musica, dall’amore, dalla pace”. In segno di protesta, si sono ritirati dal ruolo di portavoce delle rispettive giurie anche Alessandra Mele per la Norvegia, motivando la sua decisione con un netto “c’è un genocidio in corso”, e Käärijä per la Finlandia. Nel corso della serata è stato ricordato anche un altro conflitto: quello tra Russia e Ucraina. È stato il duo formato dalla rapper alyona alyona e da Jerry Heil, in rappresentanza di Kiev a chiedere “unità per il mondo, pace e libertà per l’Ucraina”.
Ha vinto la Svizzera e Nemo, con “The code”, che ha stravinto con le giurie nazionali battendo il favoritissimo croato Baby Lasagna (che ha vinto al televoto, ma non recuperando il gap). Terza l’Ucraina, quarta la Francia, quinto Israele, fortemente fischiato durante la sua performance a causa del dissenso del pubblico della Malmö Arena verso le azioni del suo governo in Palestina, è costretto ad accontentarsi della quinta posizione finale (ma raccoglie il primo posto del televoto in ben 15 paesi, Italia compresa) e sesta l’Irlanda, miglior risultato dal 2000. Mentre completano la top10 Armenia, Svezia e a sorpresa il Portogallo. L’Italia è arrivata a un onorevole 7° posto, con 268 punti (164 dalle giurie, per cui era 4° assoluta, dietro a Svizzera, Francia e Croazia; ma nessun “12”, e 104 dal televoto). Dopo i voti delle 37 giurie di qualità dei vari paesi Angelina Mango è al quarto posto dell’Eurovision Song Contest con 164 punti. La precedono Svizzera 365 punti, Francia 218 e Croazia 210. Lo svizzero Nemo ha ottenuto i 12 punti del primo posto da 21 giurie delle 37 che hanno votato. L’Italia di Angelina Mango non ha ottenuto neanche un primo posto. Al massimo il secondo posto dalle giurie di San Marino, Austria, Albania e Moldavia. Il pubblico di tutta Europa ha premiato la Croazia con 337 punti, davanti a Israele e Ucraina, mentre il vincitore finale ha ottenuto la quinta posizione in questa classifica e come già detto ha stravinto il voto delle giurie.
Angelina è stata perfetta, ha portato una canzone contemporanea interpretata con un’enorme padronanza del palco, con una messa in scena spettacolare di livello internazionale, un upgrade notevole rispetto a Sanremo. Peccato per le cose che sono successe attorno a questa edizione che l’hanno penalizzata.
Se Israele è stato fischiato dentro l’Arena, fuori le proteste non sono mancate. E non sono mancate neppure le prese di posizione pro-Gaza da parte di chi, all’Eurovison, avrebbe dovuto partecipare. I portavoci di Norvegia e Finlandia, la 21enne norvegese d’origini italiane Alessandra Mele e il cantante finlandese Kaarija, hanno rinunciato al loro incarico. “C’è in atto un genocidio, aprite gli occhi, aprite i cuori. Lasciate che il cuore vi porti alla verità”, ha detto Mele. Mentre Kaarija ha spiegato: “Ho deciso di ritirarmi dall’annunciare i voti della Finlandia questa sera: non mi sembra giusto farlo”. Le forze dell’ordine hanno invece allontanato i manifestanti pro-Palestina che si stavano vicinando alla Malmo Arena (tra loro anche Greta Thunberg, con kefiah al collo). Diversi attivisti sono stati allontanati con la forza, e fatti spostare in un’area a circa duecento metri dalla sede della competizione.
Como anticipato, era tra i candidati alla vittoria alla vigilia, e alla fine Nemo, rappresentante della Svizzera, ha vinto il microfono di cristallo con il brano “The Code”, che mescola gorgheggi, versi, drum’n’bass, opera e artcore. Nemo, che ha convinto sia le giurie nazionali sia il televoto che lo hanno incoronato vincitore, ha cantato su una pedana rotante. Il cantante ha portato sul palco della Malmö Area anche una bandiera con i colori giallo, bianco, viola e nero, ovvero la bandiera non binaria, che rappresenta le persone di genere non binario, in cui l’artista si riconosce. Nemo, dopo Lys Assia e Céline Dion, riporta così il microfono di cristallo nello stato federale. Sul podio la Croazia con Baby Lasagna e l’Ucraina con il duo alyona alyona e Jerry Heil.
Al secondo posto troviamo la Croazia con Baby Lasagna e la sua “Rim Tim Tagi Dim“, con 547 punti, mentre la terza classificata è l’Ucraina con alyona alyona & Jerry Heil e la loro “Teresa & Maria“, che ha raccolto 453 punti.
Dopo il conteggio dei punteggi della giuria, la Svizzera era in testa con 365 punti, mentre Francia e Croazia erano a ridosso rispettivamente con 218 e 210 punti.
Nemo Mettler, conosciuto semplicemente come Nemo, è un rapper svizzero di 24 anni. Suona il violino, il pianoforte e la batteria. Il suo EP dei “Clownfisch” ha raggiunto la posizione numero 95 nelle classifiche svizzere. Il singolo “Du” ha raggiunto la posizione numero 4 nelle classifiche svizzere. Ha partecipato alla seconda stagione di The Masked Singer Switzerland, mascherato da panda e si è classificato al quinto posto.
Ad un certo punto aveva messo la freccia e sorpassato a sinistra l’altro favorito alla vittoria, il croato Baby Lasagna con la sua “Rim tim tagi dim”, poi quest’ultimo è tornato in pole position ed è stato dato per favorito fino all’ultimo. Ma Nemo non si è arreso: il cantante, in gara con la sua “The code”, ha stravinto nelle giurie nazionali e ha preso punti sufficienza per battere il rivale e vincere all’Eurovision Song Contest 2024.
La canzone della popstar svizzera, icona della comunità LGBTQIA+, un inno alla fluidità di genere, può appassionare tantissimo il variegato popolo dell’Eurovision Song Contest. Nemo Mettler, questo il vero nome del cantante, classe 1999, la canta su una pedana rotante, indossando un abito piumato color rosa e una gonna: “Il brano parla dell’infrangere i codici – ha detto Nemo, che nelle interviste chiede di essere indicato con i pronomi inglesi they/them, di genere neutro, al quotidiano elvetico Le Matin – penso che tutti noi abbiamo desiderato superare certi limiti nella nostra vita. Nel mio caso, è perché non sono binario. Non mi sento né uomo né donna. Sono da qualche parte tra i due”.
Nemo lo diceva chiaramente: “Il mio obiettivo? Vincere l’Eurovision Song Contest”. Nel brano mischia gorgheggi da soprano lirico a versi rap Il risultato finale è qualcosa che rimane in bilico tra il disastro e il trionfo: “Questa canzone è composta da diverse sfaccettature della mia personalità.
“Ho studiato canto lirico dai 9 ai 13 anni. Lo amavo. Poi ho inziato ad ascoltare rap e l’ho fatto per molot tempo. Oggi mi sento a mio aggio nel pop. Metto insieme tutto questo per creare un pezzo magico”, dice. Stasera non dovrebbe faticare a conquistare uno degli ultimi dieci pass che rimangono a disposizione per la finalissima di sabato. Dovrà vedersela con la maltese Sarah Bonnici, l’albanese Besa, la greca Marina Satti, la ceca Aiko, l’austriaca Kaleen, la danese Saba, gli armeni Ladaniva, il lettone Dons, gli“ spagnoli Megara (che però rappresentano San Marino), la georgiana Nutsa Buzaladze, il belga Mustii, gli estoni 5miinust e Puuluup, l’israeliana Eden Golan, i norvegesi Gåte e l’olandese Joost Klein.
La sua carriera è iniziata presto da giovanissimo, con la pubblicazione dei singoli indipendenti sin dal 2015, quando di anni ne aveva 16. Il successo però è arrivato nel 2018 con la vittoria di ben quattro Swiss Music Awards, tra cui quelli per miglior canzone dell’anno (Du) e miglior performance live. In Svizzera Nemo si è fatto conoscere nel 2015 grazie al singolo “Du”, scritto in tedesco svizzero, che ha scalato la classifica ufficiale elvetica, la Schweizer Hitparade. Nel 2018 ha vinto quattro premi agli Swiss Music Awards, i principali riconoscimenti musicali svizzeri, conquistando le statuette come “miglior brano svizzero”, “miglior artista svizzero”, “miglior esibizione live” e “miglior artista solista maschile”. Nel 2021 ha partecipato alla versione svizzera de “Il cantante mascherato”, classificandosi quinto. “The code” conta già 6 milioni di stream su Spotify: “Ciò che rende questa canzone così speciale è il fatto di poter dire davanti a tutti che mi sento bene e che sono esattamente chi voglio essere”.
La Svizzera ha partecipato all’Eurovision Song Contest sin dalla prima edizione del 1956. Da allora ha vinto tre edizioni: proprio nel 1956 con Lys Assia che ha cantato “Refrain”, nel 1988 con la famosissima Céline Dion, che interpretò “Ne partez pas sans moi“, per arrivare alla vittoria di stasera di Nemo.
È una delle nazioni con il maggior numero di partecipazioni in assoluto (sono 4 le edizioni a cui non ha partecipato a causa degli scarsi risultati nelle edizioni precedenti). A partire dal 2004, anno in cui fu introdotta la semifinale, la Svizzera è riuscita a qualificarsi per la finale solo sei volte.
Come da tradizione, la serata finale dell’Eurovision Song Contest prende il via con la Flag parade. Tutti gli artisti in gara (25, dopo l’eliminazione dell’artista dei Paesi Bassi) sfilano sul palco con la bandiera del loro Paese, sulle note di grandi successi della Svezia, che ospita la manifestazione: Icona Pop: “I Love It”, Ace of Base: “Beautiful Life”, Roxette: “The Look”, Lykke Li: “I Follow Rivers”, Axwell & Ingrosso: “Sun is Shining”, ABBA: “Gimme! Gimme! Gimme!” e “The Winner Takes it All”. Nemo, l’artista che rappresenta la Svizzera, ha sfoggiato anche una bandiera con i colori giallo, bianco, viola e nero, ovvero la bandiera non binaria, che rappresenta le persone di genere non binario.
Tante sorprese hanno costellato l’ultima serata della 68ª edizione dell’Eurovision Song Contest, che segna il 50° anniversario dalla storica vittoria degli ABBA a Brighton: Ad aprire il gran finale di Eurovision Song Contest sua Altezza Reale la Principessa ereditaria Vittoria di Svezia passeggia per il Palazzo di Stoccolma, affronta la telecamera e dà il benvenuto a tutti in Svezia. Segue Un video mostra le città di tutta Europa che si svegliano. Luci da tutta Europa si incontrano a Malmö. Uno sguardo indietro di 50 anni fa, all’aprile 1974, quando gli ABBA vinsero l’Eurovision con “Waterloo”. C’è un tributo ai creatori di musica svedesi mostrato sui grandi palchi sospesi sul palco, e tutto culmina con Björn Skifs, cantautore, attore e sceneggiatore e mito della musica svedese che ha rappresentato la Svezia due volte all’Eurovision Song Contest nel 1978 e nel 1981. Canta una versione rivisitata di “Hooked on a feeling” di B. J. Thomas, brano storico che nel 1974 incise con la sua band riportandolo al successo e recentemente inserito anche nella colonna sonora del film Guardiani della galassia, mentre l’interval act ha visto protagonisti gli Alcazar (Andreas Lundstedt, Lina Hedlund e Tess Merkel), la celebre band degli anni’90, che riproporranno “Crying at the discotheque”; gli avatar virtuali degli ABBA in collegamento da Londra per celebrare i 50 anni dalla vittoria di “Waterloo”, che è stata però cantata da tre grandi vincitrici dell’Eurovision Song Contest Charlotte Perrelli (vincitrice nel 1999 per la Svezia), Carola Häggkvist (vincitrice nel 1991 per la Svezia) e Conchita Wurst (vincitrice nel 2014 per l’Austria). Infine, a intrattenere il pubblico nell’attesa dei risultati del voto, la performance della vincitrice uscente Loreen, la prima donna ad avere conquistato due Eurovision, che interpreterà “Tattoo” con cui ha trionfato a Liverpool e il nuovo singolo “Forever”. Loreen è la seconda artista, dopo il cantautore irlandese Johnny Logan, e la prima donna a vincere due Eurovision Song Contest e raggiungendo e superando l’eterna rivale Irlanda in un altro record: Insieme all’Irlanda, la Svezia è il Paese con il maggior numero di vittorie, 7 in totale su 63 partecipazioni dal 1958.
Nelle pause pubbicitarie della serata viene mostrato a Karin Falck, che in diretta da Stoccolma, condusse l’Eurovision Song Contest nel 1975, e viene mostrato un filmato di allora, incluso il famoso errore sul tabellone “Tre punti sulla Turchia”. Dopo viene mostrato un breve schizzo sulle “regole per ospitare”: conoscere bene l’inglese/francese, avere meno di 40 anni, conoscere tutte le 1758 canzoni. Le segue la seconda interruzione pubblicitaria, un divertente sketch registrato con la “portavoce dell’EBU-UER” Lynda Woodruff che nomina Käärijä (Köör-je… Kermit!) dell’anno scorso, Loreen come la sorella di Wolverine e Martin Österdahl come “Martin Estrogen”. Poi canta quella che secondo lei dovrebbe essere la canzone numero 27: “You’re Good to Go”. La terza interruzione pubblicitaria riguarda la persona che ha disegnato alcuni degli abiti iconici per vari artisti dell’Eurovision Song Contest. Dopo la pausa pubblicitaria vengono promosse le versioni fisiche di DVD, CD e vinile dell’Eurovision 2024. E la quarta pausa pubblicitaria della serata mostra una clip di Junior Eurovision, alcuni dei portavoce divertenti/strani nel corso della storia.
Le polemiche, l’EBU-UER e la Rai. ESC, dicevano gli organizzatori, non ha nulla a che vedere con la politica – ma si sapeva che sarebbe rientrata in ogni modo e da ogni pertugio possibile.
Fermare le polemiche era come tentare di svuotare un torrente con un secchiello e le scelte dell’organizzazione hanno fatto tutto fuorché placare gli animi. Diciamo che non era proprio l’anno in cui scegliere lo slogan “United by music”, perché la situazione ha diviso gli animi: in finale è stato contestato persino Martin Österdahl, capo di ESC.
Peggio è andata con il pasticcio della RAI, che ha pubblicato il Televoto dell’Italia giovedì sera – vietato perché influenza il resto della gara. Poi si è scusata, Un errore tecnico, ma intanto subito dopo la cantante israeliana – che in Italia avrebbe preso quasi il 40% – è volata al secondo posto nelle quotazioni degli scommettitori e la Mango è scesa al 7° posto – poi risultata la posizione finale.
Eurovision Song Contest è fatto con le canzoni, che poi sono quelle che contano di meno. Un’edizione, come sempre, dominata dal pop derivativo e dalla dance tamarra. Alla fine la vittoria di “The code” premia uno dei brani più accettabili in gara.
Eurovision Song Contest rimane non solo il più grande spettacolo televisivo non sportivo del mondo per numeri e quantità ma anche per la qualità di quello che si vede: può sembrare una baracconata, ma ci sono idee ed effetti di altissimo livello. Chapeau agli svedesi, che hanno messo insieme una serie di numeri a contorno della gara davvero notevoli, dal musical sul perché loro vincono sempre, al montaggio di film di Ingmar Bergman con canzoni eurovisive e un bel tributo agli ABBA.
Le performance, anche qua spettacolo allo stato puro. Una serie di videoclip in diretta dal vivo con una enorme quantità di idee e messe in scena, mostrate una dietro l’altra in sequenze velocissime – permesse dal fatto che solo le voci erano dal vivo (il cosiddetto “half playback” o “voce su base”). Cose notevoli (la stanza rotante dell’inglese Olly Alexander) e cose terribilmente trash che piacciono esattamente per questo motivo: al finlandese Windows 95 con le sue mutande a fuochi d’artificio e agli Estoni, meravigliosamente folli.
Annunciati in diretta da Malmö la classifica e il vincitore dell’Eurovision Song Contest 2024, tenutosi quest’anno a Malmö, in Svezia. Ecco la classifica Finale (Risultato – Televoto (Ucraina+Regno Unito+Lussemburgo+Azerbaigian+San Marino+Malta+Croazia+Albania+Cechia+Israele+Australia+Danimarca+Spagna+Norvegia+Germania+Armenia+Slovenia+Georgia+Svizzera+Moldavia+Grecia+Estonia+Paesi Bassi+Austria+Francia+Italia+Finlandia+Portogallo+Belgio+Islanda+Lettonia+Irlanda+Polonia+Cipro+Lituania+Serbia+Svezia+Resto del mondo) + Giuria (Ucraina+Regno Unito+Lussemburgo+Azerbaigian+San Marino+Malta+Croazia+Albania+Cechia+Israele+Australia+Danimarca+Spagna+Norvegia+Germania+Armenia+Slovenia+Georgia+Svizzera+Moldavia+Grecia+Estonia+Paesi Bassi+Austria+Francia+Italia+Finlandia+Portogallo+Belgio+Islanda+Lettonia+Irlanda+Polonia+Cipro+Lituania+Serbia+Svezia)):
- 🇸🇪 Sweden | Marcus & Martinus – Unforgettable, 174 punti (049 (00+00+00+00+00+01+02+00+03+00+00+06+00+10+00+00+01+00+00+08+01+01+00+00+00+00+00+00+00+07+00+00+02+0101+05+00+00) + 125 (08+06+01+05+02+00+02+00+08+00+05+05+08+03+12+00+00+00+00+01+01+06+00+00+00+06+07++0+03+01+05+10+05+02+05+05)) – 9°.
- 🇺🇦 Ukraine | alyona alyona & Jerry Heil – Teresa & Maria, 453 punti (307 (00+06+07+08+10+12+08+07+12+10+06+10+10+08+08+03+08+12+06+12+03+12+08+07+08+10+06+10+07+05+10+08+12+08+12+00+08+10) + 146 (00+00+05+01+00+00+07+00+12+08+01+06+00+04+04+00+00+05+02+12+02+10+02+06+10+00+08+06+01+03+08+02+10+01+06+01+03)) – 3°.
- 🇩🇪 Germany | ISAAK – Always On The Run, 117 punti (018 (00+00+01+00+00+00+00+00+00+08+00+00+00+00+00+00+00+00+03+00+00+00+00+04+00+00+00+00+00+02+00+00+00+00+00+00+00+00) + 099 (07+02+04+00+01+00+00+00+05+10+00+00+05+06+00+01+00+02+00+00+05+04+05+00+08+04+03+02+08+02+04+06+04+00+01+00+00)) – 12°.
- 🇱🇺 Luxembourg | TALI – Fighter, 103 punti (020 (00+00+00+00+00+00+00+00+00+12+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+03+00+00+00+01+00+00+00+00+00+00+00+00+04) + 083 (01+04+00+08+00+04+05+04+00+12+02+01+00+00+03+00+05+00+00+02+03+00+00+00+07+00+04+00+00+00+00+08+00+04+00+00+06)) – 13°.
- 🇳🇱 The Netherlands | Joost Klein – Europapa, — punti (— (—) + — (—)) – —°. *
- 🇮🇱 Israel | Eden Golan – Hurricane, 375 punti (323 (00+12+12+07+12+05+00+10+10+00+12+008+12+05+12+01+10+08+12+10+07+06+12+10+12+12+12+12+12+08+07+10+05+10+03+03+12+12) + 052 (00+00+00+00+00+03+00+00+00+00+00+00+00+08+08+00+00+03+00+03+00+05+00+00+03+00+00+00+05+00+02+00+00+08+04+00+00)) – 5°.
- 🇱🇹 Lithuania | Silvester Belt – Luktelk, 90 punti (058 (07+08+04+00+01+00+00+00+01+00+00+01+01+03+02+00+00+00+00+00+00+04+01+00+00+00+00+00+00+04+08+07+03+00+00+00+03+00) + 032 (05+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+01+00+00+00+00+05+00+02+04+00+01+00+00+07+00+00+00+00+00+00+00+07+00) – 14°.
- 🇪🇸 Spain | Nebulossa – ZORRA, 30 punti (011 (00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+02+01+03+03+00+00+00+02+00+00+00+00+00+00) + 019 (00+00+00+00+06+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+01+00+00+00+00+04+00+07+01+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00)) – 22°.
- 🇪🇪 Estonia | 5MIINUST x Puuluup – (nendest) narkootikumidest ei tea me (küll) midagi, 37 punti (033 (04+00+00+00+00+00+04+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+07+00+00+00+12+00+00+00+06+00+00+00) + 004 (00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+02+00+02+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00)) – 20°.
- 🇮🇪 Ireland | Bambie Thug – Doomsday Blue, 268 punti (104 (08+10+00+04+02+04+05+00+06+00+08+03+07+04+01+02+02+04+00+02+02+02+06+02+00+03+05+05+02+03+03+00+06+02+05+07+04+07) + 142 (10+07+00+10+07+07+08+00+07+00+12+07+10+00+00+00+01+00+10+00+00+00+00+03+00+10+06+10+04+07+00+00+01+00+03+02+00)) – 6°.
- 🇱🇻 Latvia | Dons – Hollow, 64 punti (028 (05+04+00+00+00+00+00+00+00+00+00+04+00+02+00+00+00+01+00+00+00+03+00+00+00+00+00+00+00+00+00+05+00+00+04+00+00+00) + 036 (00+03+08+00+00+05+00+00+00+00+00+04+04+00+00+00+00+08+00+00+00+01+01+00+00+00+00+00+00+00+00+00+02+00+00+00+00)) – 16°.
- 🇬🇷 Greece | Marina Satti – ZARI, 126 punti (085 (00+01+05+01+07+02+00+04+02+00+03+00+02+05+10+00+02+04+03+00+00+04+00+01+02+00+00+04+00+00+00+00+12+00+08+00+03) + 041 (00+00+00+00+00+00+00+07+00+00+00+00+00+02+00+04+02+00+12+00+00+00+00+00+04+00+00+00+00+00+00+00+00+07+00+03+00)) – 11°.
- 🇬🇧 United Kingdom Olly Alexander – Dizzy, 46 punti (000 (00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00) + 046 (00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+04+00+02+00+00+00+00+00+03+00+00+00+00+00+00+00+00+04+06+08+03+04+00+00+00+04+08)) – 18°.
- 🇳🇴 Norway | Gåte – Ulveham, 16 punti (004 (03+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+01+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00) + 012 (00+00+00+00+00+00+00+06+01+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+01+00+00+02+00+00+00+00+00+00+00+02+00+00)) – 25°.
- 🇮🇹 Italy | Angelina Mango – La Noia, 268 punti (104 (00+00+03+03+03+08+07+08+00+07+00+00+04+03+06+03+03+08+04+04+00+02+01+04+00+00+04+03+00+00+01+04+03+02+04+01+01) + 164 (02+05+00+06+10+08+06+10+00+06+07+00+01+05+02+08+03+07+06+10+08+03+06+10+00+00+00+05+07+00+00+00+07+03+00+06+07)) – 7°.
- 🇷🇸 Serbia | TEYA DORA – RAMONDA, 54 punti (032 (00+00+00+00+00+03+12+02+00+00+00+00+00+00+00+00+05+00+05+00+00+00+00+05+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00) + 022 (00+00+00+00+00+00+03+01+00+00+00+02+00+00+00+05+04+00+00+00+00+00+00+00+00+00+00+01+00+00+00+01+00+05+00+00+00)) – 17°.
- 🇫🇮 Finland | Windows95man – No Rules!, 38 punti (031 () + 007 ()) – 19°.
- 🇵🇹 Portugal | iolanda – Grito, 152 punti (013 () + 139 ()) – 10°.
- 🇦🇲 Armenia | LADANIVA – Jako, 183 punti (082 () + 101 ()) – 8°.
- 🇨🇾 Cyprus | Silia Kapsis – Liar, 78 punti (044 () + 034 ()) – 15°.
- 🇨🇭 Switzerland | Nemo – The Code, 591 punti (226 () + 365 ()) – 1°.
- 🇸🇮 Slovenia | Raiven – Veronika, 27 punti (012 () + 015 ()) – 23°.
- 🇭🇷 Croatia | Baby Lasagna – Rim Tim Tagi Dim, 547 punti (337 () + 210 ()) – 2°.
- 🇬🇪 Georgia | Nutsa Buzaladze – Firefighter, 34 punti (019 () + 015 ()) – 21°.
- 🇫🇷 France | Slimane – Mon Amour, 445 punti (227 () + 218 ()) – 4°.
- 🇦🇹 Austria | Kaleen – We Will Rave, 24 punti (005 () + 019 ()) – 24°.
(*) Non ha partecipato, squalificato per aver violato le regole della manifestazione nella semifinale di giovedì sera. Squalifiche così però non se ne ricordano. L’ultima è stata quella della Russia nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina. L’EBU-UER decise in 36 ore con questa motivazione: “Eurovision dovrebbe unire i popoli e celebrarne le diversità attraverso la musica”, ma la Russia ha chiaramente dimostrato che non è interessata né a unire i Paesi né a celebrarne le diversità. Il giorno dopo i tre canali russi che ne facevano parte uscirono dall’EBU-UER contestando che proprio l’organizzazione che si professava a-politica sacrificava la musica in nome della politica escludendo Mosca dall’edizione.
Nel 2021 era stata squalificata la Bielorussia. EBU-UER aveva chiesto una modifica della canzone scelta dal paese visto che il brano “violava le regole che assicurano che il festival non sia strumentalizzato” dal punto di vista politico. In Bielorussia da un anno erano in corso le proteste contro il regime del presidente Alexander Lukashenko. La canzone dei Galasy ZMesta, sostenitori di Lukashenko e delle sue politiche, esaltava la dittatura e si prendeva gioco degli oppositori in carcere.
Alla richiesta dell’EBU-UER di cambiare canzone, il gruppo aveva proposto un nuovo brano in cui veniva denigrato anche il concorso. Qualche mese dopo, per la prima volta in assoluto nella storia di EBU-UER, l’organizzazione aveva espulso anche la tv nazionale bielorussa per le “continue violazioni dell’indipendenza dell’informazione e della libertà di espressione”.
La Bielorussia fu al centro di un episodio misterioso anche nel 2019: in quell’anno era infatti stata squalificata la sua giuria. Da chi furono assegnati i 12 punti per Israele letti nella serata finale? Pare da una serie di risultati aggregati, approvati. Le “espulsioni” del passato, spesso prima dell’inizio dell’evento, avvenivano per ragioni politiche o per motivi prettamente economici: nel 2016 la Romania fu squalificata per non aver pagato il suo debito con Ebu. La stessa cosa accadde nel 2018 con la Macedonia del Nord, ma dieci giorni dopo il Paese pagò e fu subito riammesso.
Molte sono state nella storia di Eurovision le canzoni “problematiche”. In questa edizione due brani arrivati in finale sono stati rimaneggiati. Si tratta di quello della Norvegia, troppo simile in origine a un’antica ballata (anzi proprio quella) e di Israele che inizialmente si chiamava October Rain e conteneva precisi riferimenti al 7 ottobre 2023, giorno dell’attacco di Hamas. La canzone ha mantenuto la melodia, ma il testo è stato modificato con il nuovo titolo ‘Hurricane’.
Nel 2009, lo show era ospitato da Mosca. La Russia aveva invaso l’Ossezia, i cui abitanti filorussi chiedevano l’indipendenza dalla Georgia, che voleva entrare a far parte della Nato. Una decisione che non piaceva all’allora primo ministro russo, Vladimir Putin. La Georgia si era iscritta a Eurovision all’ultimo minuto: la canzone dei STEPHANE & 3G si intitolava “We don’t wanna put in”, un titolo dalla pronuncia inequivocabile. Alla richiesta di Ebu di cambiare il testo, dopo le pressanti richieste di Putin, la Georgia ritirò la sua partecipazione.
Nel 2007 la canzone ucraina Dancing Lasha Tumbai suscita polemiche: il titolo suona come “addio alla Russia” all’interno del ritornello.
Tra i casi più famosi di ritiro c’è il Libano, che nel 2005 aveva deciso di esordire sfoggiando la seconda lingua più diffusa d’Europa e portare a Eurovision il brano in francese “Quand tout s’enfuit”. Non ci fu nessun debutto: il Paese si rifiutò di riconoscere lo stato di Israele e annunciò che non avrebbe mai trasmesso il brano israeliano in gara a cinque giorni dalla manifestazione. L’EBU lo squalificò per tre anni dal concorso.
In genere i casi di “plagio” sono intercettati prima dell’inizio della competizione o dalle stesse tv che selezionano i brani o dall’Ebu. Nel 1982 gli organizzatori si accorsero all’ultimo minuto che la canzone della Grecia era una cover di un pezzo tradizionale. Chiesero di cambiare la canzone, ma nessuna di quelle che aveva partecipato alla selezione greca rispettava il regolamento. Il Paese dovette ritirarsi dalla gara.
Nel 2000 è Israele a rinnegare la propria canzone “Same’ach” di Ping-Pong, dopo che la band sventola bandiere siriane durante un’esibizione.
Nel 1974, diciannove giorni dopo aver gareggiato all’Eurovision Song Contest a Brighton, il brano portoghese, ‘E Depois Do Adeus’ di Paulo de Carvalho, viene utilizzato come segnale segreto per avvisare capitani e soldati ribelli e lanciare il colpo di stato militare noto come ‘Rivoluzione dei garofani’.
Ecco i risultati completi della Prima Semi-Finale (Scoreboard, Detailed voting results, Jurors), Seconda Semi-Finale (Scoreboard, Detailed voting results, Jurors) e Finale (Scoreboard, Detailed voting results, Jurors).
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Aggiornamento: L’EBU-UER ha reso nota la lista dei membri delle giurie nazionali, che hanno stilato parte della classifica durante la Finale dell’evento (a questo link l’elenco ufficiale e completo).
- Albania: Rael Hoxha, Julian Bulku, Erina Seitllari, Olimpia Smajlaj, Zana Prela
- Armenia: Aramayis Hayrapetyan, Robert Koloyan, Nare Manukyan, Lilit Arakelyan, Naira Gyurjinyan
- Australia: Alfie James Arcuri, Mason Lachlan Watts, Jane Barbara Albert, Meagan Versary Loader, Mia Elizabeth Rodriguez
- Austria: Philipp Emberger, Simone Lewarth, Anna-Sophie Heibl, Annemarie Reisinger-Treiber, Pia Maria Außerlechner
- Azerbaigian: Emil Quliyev, Vaqif Gərayzadə, Aynişan Quliyeva, Könül Arif Şükürova, Nigar Nikki Camal
- Belgio: Antoine Decocq, Aurel Zola Kiese, Olivier Biron, Alice Van Eesbeeck, Fanny Gillard
- Cipro: Arīs Kyprianou, Panagiōtī Geōrgiou, Korina Avraamidou, Kōnstantina Neofytou, Maria Porfyriou
- Croazia: Dino Jelusić, Mihovil Šoštarić, Srđan Skansi Sekulović, Ivana Vrdoljak, Gina Victoria Damjanović
- Danimarca: Jesper Groth, Las Thomsen, Søren Torpegaard Lund, Ihan Haydar, Vicky Leander
- Estonia: Olavi Pihlamägi, Rolf Roosalu, Sten Teppan, Alice Aleksandridi, Kaire Vilgats
- Finlandia: Marcus Sjöström, Mikko Niemelä, Pekka Ruuska, Kaisa Rönkkö, Sanni Kurkisuo
- Francia: Pierre Suppa, Sébastien Surel D’Assigny, Elise Mollet, Fanny Llado, Valérie Dissaux
- Georgia: Arhil Nizharadze, Merab Nutsubidze, Merab Sanodze, Nino Badurashvili, Tinatin Jamburia
- Germania: Florian Schrödter, Mirko Alexander Bogojević, Ireen Sheer, Mona Meiller, Nicola Keute
- Grecia: Anastasios Rōsopoulos, Panagiōtīs Binirīs, Geōrgia Fōtou, Stamatina Kōstianī, Vasilikī Karatzoglou
- Irlanda: Bill Hughes, Brian Sheil, Kim Hayden, Lisa Lambe, Tracy Clifford
- Islanda: Ívar Guðmundsson, Marino Geir Lilliendahl, Þórður Helgi Þórðarson, Diljá Pétursdóttir, Þórunn Erna Clausen
- Israele: Yaron Ashbel, Yakov Hezi Marimi, May Sfadia, Slomit Dersso, Maya Opal Drukman
- Italia: Marcello Sacchetta, Maurizio Filardo, Barbara Mosconi, Marianna Mammone, Elena Maria Di Cioccio
- Lettonia: Ingars Viļums, Kārlis Kazāks, Ance Krauze, Elizabete Gaile, Krista Luīze Priedīte
- Lituania: Jievaras Jasinskis, Kristupas Naraškevičius, Povilas Meškėla, Agneta Gabalytė, Monika Marija Paulauskaitė
- Lussemburgo: Patrick Greis, Alfred Nicolas Medernach, Germain Leon Martin, Irem Sosay, Vanessa Cum
- Malta: Cipryan Cassar, Matthew Mercieca, Paul Anthony Abela, Gail Attard, Haley Azzopardi
- Moldavia: Paul Gamurari, Roman Burlaca, Lidia Isac, Livia Stirbu, Violeta Botezatu
- Norvegia: Daniel Johansen Elmrhari, Lars Horn Lavik, Annprincess Johnson Koffa, Gunnilla Sussmann, Lisa Stokke
- Paesi Bassi: Raymond van Vliet, Rob Ester, Glen Walter Faria, Sera de Bruin, Shayveca Kreuger
- Polonia: Filip Sojka, Marek Sierocki, Łukasz Pieter, Monika Wydrzynska, Natalia Zastępa
- Portogallo: Edmundo Inácio, Joaquim Albergaria, Inês Henriques, Silva Rodrigues Rafaela e Ribas dos Santos, Patrícia Silveira
- Repubblica Ceca: Marek Slabý, Jaroslav Špulák, Ondřej Bambas, Kristyna Koreis, Bára Juránková
- Regno Unito: Adam Murray, Kojo Samuel, Chandrika Darbari, Louise Redknapp, Maia Beth
- San Marino: Augusto Ciavatta, Michele Giardi, Nicola Giaquinto, Camilla Ortolani, Viola Conti
- Serbia: Alek Aleksov, Luka Ivanović, Milovan Bošković, Lena Kovačević, Zejna Murkić
- Slovenia: Filip Vidušin, Martin Štibernik, Matevž Česen, Lea Sirk, Maja Keuc
- Spagna: Pedro Hernández Herrera, Juan Manuel Pinzás Sueiro, Irene Garrido Pascual, Rosa María Comin, Gema del Valle de la Cruz
- Svezia: Robin Bengtsson, Boris René Lumbana, Per Oscars Henrik Olsson, Elin Trogen, Annie Beata Ellen Berg
- Svizzera: Raphael Haldemann, Tobias Stuber, Kety Fusco, Laurence Desarzens, Jamila Olivia Awad
- Ucraina: Kostjantyn Tomil’čenko, Maksym Nahornjak, Iryna Horova, Olena Koljadenko, Olena Topolja
Aggiornamento: Nemo ha risposto alle domande dei giornalisti nella tradizionale conferenza stampa conclusiva dell’edizione.
L’artista in gara per la Svizzera, che riporterà l’evento nel paese elvetico a 37 anni dalla vittoria di Céline Dion, ha detto la sua su varie tematiche che hanno segnato la settimana eurovisiva e rimarranno negli almanacchi del concorso europeo.
A partire dalle controversie legate alle bandiere vietate nella Malmö Arena e da episodi come quello riportato in conferenza dal fotografo Daniel Stridh: “Durante la sfilata delle bandiere sul palco e nella green room avevi con te la bandiera non binaria, ma quando i fan hanno cercato di entrare in arena con quella stessa bandiera sono stati scortati dalla sicurezza e costretti a gettarla via prima di poter entrare”.
Nella risposta di Nemo la chiara opposizione alle decisioni prese dall’EBU nel corso degli ultimi giorni: “È incredibile. Ho dovuto far entrare di nascosto la mia bandiera perché l’Eurovision aveva detto di no. E l’ho fatto comunque, quindi spero che anche altre persone l’abbiano fatto. Questo è chiaramente un doppio standard. Ho rotto il codice e ho rotto il trofeo (il riferimento è al brano in cui canta “I broke the code” e al microfono di cristallo che si è rotto alla fine dell’esibizione post vittoria, ndr). Il trofeo può essere aggiustato, forse anche l’Eurovision ha bisogno di un po’ di aggiustamenti, di tanto in tanto.”
E sull’essere il primo artista dall’identità non binaria a vincere l’Eurovision Song Contest: “Mi rende incredibilmente orgoglioso, non per me ma per tutta la nostra comunità, per tutti coloro che sono non binari, gender fluid, transgender. Persone che osano essere se stesse, che hanno bisogno di essere ascoltate e comprese. Abbiamo bisogno di più compassione, più empatia, dobbiamo ascoltarci e cercare di capirci. Invece di parlare l’uno dell’altro, dobbiamo parlare l’uno con l’altro. Spero che questa serata possa essere un modo per ricordarlo”.
Nemo promette di impegnarsi attivamente affinché la Svizzera faccia dei passi avanti sul tema inclusione: “Voglio fissare un incontro con Beat Jans (membro del Consiglio federale della Confederazione Svizzera, la più alta autorità del paese, ndr). L’ho incontrato in modo del tutto casuale mentre mi stavo truccando per uno spettacolo a cui ho partecipato e anche lui era lì. In Svizzera non c’è un’opzione di terzo genere nei documenti ufficiali, credo che questo sia assolutamente inaccettabile e dobbiamo cambiarlo. Dobbiamo avere una rappresentanza anche nella nostra politica, è importante che le persone si sentano considerate e che si facciano dei passi in avanti come fanno anche altri paesi. Proporrò una telefonata con lui per parlargli di questo.
L’edizione 2024 del contest è stata segnata dalla presenza in gara di Israele, decisione dell’EBU che ha creato un forte clima di tensione culminato nelle ore prima della finale.
È Tobbe Ek del quotidiano svedese Aftonbladet a chiedere: “In un anno di Eurovision come questo, dominato da problemi di sicurezza, dalla guerra israeliana contro Hamas, dalle minacce, dall’odio sui social media e da tutto ciò che non è musica, come ti ha influenzato tutto questo e come ti senti ora ad essere il vincitore di questo Eurovision Song Contest?”.
Nemo non nasconde le difficoltà incontrate nell’approcciarsi al concorso e spera che il futuro per il contest sia più roseo: “Devo dire che questa esperienza è stata davvero intensa e non sempre piacevole. Ci sono state molte cose che non sembravano riguardare l’amore e l’unità e questo mi ha reso molto triste. Allo stesso tempo, però, c’era anche tanto amore, tanta unione, tante culture diverse che si incontravano. Persone piene di positività, di amore per la musica, che mi danno speranza e so che queste persone esistono nel mondo. Dobbiamo lavorare per creare un ambiente simile e dobbiamo chiederci cosa vogliamo rappresentare. Spero davvero che l’Eurovision continui e possa continuare a rappresentare la pace e l’amore anche in futuro. Credo che ci sia ancora molto da fare.”
A chi gli chiede cosa farà per fare in modo che il contest cambi, Nemo risponde: “È una bella domanda, ma non credo che questo sia necessariamente in mio potere. Quello che possiamo fare come artisti e concorrenti è continuare a parlare di ciò che l’Eurovision dovrebbe essere, ne abbiamo davvero bisogno. Spero che le prossime settimane possano essere un terreno per questo, dove poter valutare ciò che l’Eurovision rappresenta e ciò che dovrebbe essere.”
Come racconta lui stesso, la vittoria dell’Eurovision è l’apice di un percorso iniziato in maniera casuale, all’interno di un “songwriting camp”, un laboratorio musicale per autori e musicisti finalizzato alla scrittura di brani da presentare alle selezioni nazionali del concorso europeo.
Una procedura usuale nel mondo della discografia, che non si limita solo al mondo legato al contest europeo: “Lo scorso giugno ho partecipato a una sessione di scrittura di canzoni appositamente per l’Eurovision pensando di scrivere canzoni per altri artisti come autore. Dal nulla il mio team mi ha chiesto “Ti immagini di andare all’Eurovision?”. Ho risposto di non averci mai pensato ma che ci avrei provato e alla fine ho scritto una delle canzoni più speciali a cui abbia mai messo mano. Ripensando al giorno in cui abbiamo creato la canzone, è stata una delle esperienze più magiche della mia vita. Di solito questi laboratori musicali non sono il luogo più creativo, lo spazio in cui si creano le canzoni più audaci. Si seguono delle formule già scritte. Con Benjamin Alasu, Lasse Midtsian Nymann e Linda Dale (gli autori di “The Code”, ndr) abbiamo creato la canzone fidandoci completamente del nostro intuito comune e, come in un domino, una parte dopo l’altra si è scritta da sola. Alla fine della giornata eravamo tutti a bocca aperta e ci siamo detti “Cosa diavolo abbiamo creato? È incredibile”. Da quel momento ho capito che se avessi mai partecipato all’Eurovision, sarebbe stato con questa canzone.”
Quando gli viene chiesto che consiglio darebbe agli artisti che vogliono prendere parte all’Eurovision in futuro, Nemo afferma: “Penso che basti raccontare qualcosa che ti sta veramente a cuore, scrivere e creare qualcosa che abbia un significato per te e condividerlo con il mondo. Se riesci a creare qualcosa a partire dalla tua esperienza personale e a condividerla con il mondo, è una delle cose più belle che tu possa fare.”
Aggiornamento: Grande successo dell’Eurovision Song Contest trasmesso in prima serata su Rai 1: segna il 36% di share (due punti percentuali in più rispetto allo scorso anno) con una platea di 5 milioni 340 mila telespettatori. Un numero sostenuto da un picco di 6 milioni 663 mila telespettatori (durante l’esibizione di Angelina Mango) e uno straordinario 59.4 per cento di share nel momento della proclamazione del vincitore.
Risultato eccezionale anche per il profilo del pubblico, nettamente più giovane rispetto all’edizione passata (ad esempio il 52 per cento di share sulle donne 15-24 anni). Distaccati i programmi andati in onda sulle altre reti, Rai e Mediaset.
“In un contesto internazionale complicato, e malgrado le difficoltà oggettive – commenta la presidente Rai Marinella Soldi – ESC si è confermata un’occasione per unire i popoli e generazioni in nome della musica, dell’amicizia e dell’inclusività. Un dialogo sempre più importante che i servizi pubblici europei devono incoraggiare. Ringrazio tutti coloro che hanno reso questo risultato possibile”.
“Si tratta di un risultato mai raggiunto prima d’ora per questo incredibile festival – dice il direttore Intrattenimento Prime Time Marcello Ciannamea – che dimostra ancora di più la centralità che la musica, in tutte le sue espressioni, riveste per la Rai. Un grazie sincero ad Angelina Mango per averci regalato una straordinaria performance sul palco della Malmö Arena e alla coppia Maionchi-Corsi per la brillante ed efficace conduzione”.
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Aggiornamento: Un tifo da stadio per il ritorno a casa di Nemo. Reduce dal trionfo all’Eurosong la popstar è atterrata domenica sera a Kloten – Le congratulazioni del consigliere federale Beat Jans pronto ad affrontare con lui temi “queer”.
Si è fatto attendere Nemo, star svizzera dell’Eurosong, atterrando all’aeroporto di Kloten poco dopo le 22.30 con quasi un’ora di ritardo. Verso le 23:00 il 24enne è stato accolto nella sala arrivi da un centinaio di fan, prevalentemente giovani, che hanno festeggiato la popstar avvolti in bandiere non binarie nei colori giallo, bianco, viola e nero. Tra i presenti anche Erich Fehr, sindaco di Bienne, città d’origine dell’artista.
Nel frattempo l’impresa di Nemo ha attirato anche l’attenzione della politica. Il consigliere federale Beat Jans ha contattato Nemo, congratulandosi per il traguardo raggiunto: “Con la tua performance hai scritto la storia dell’arte e contribuito significativamente all’accettazione della comunità queer,” ha scritto Jans. “Hai rappresentato la Svizzera mostrando il lato migliore del Paese con il tuo carisma, le tue capacità e i tuoi messaggi positivi,” ha continuato il ministro, esprimendo il desiderio di incontrare Nemo per discutere anche dei diritti queer.
Tutto la Svizzera ha festeggiato il trionfo di Nemo con grande entusiasmo. Carine Bachmann, direttrice dell’Ufficio federale della cultura, ha elogiato l’artista per la sua “magnifica vittoria” e lo ha ringraziato a nome del suo dipartimento. “Questo traguardo proietta un’immagine molto positiva e innovativa degli artisti svizzeri, evidenziando la loro capacità di emergere a livello internazionale,” ha aggiunto.
La direttrice ha infine sottolineato l’opportunità unica che si apre per la Svizzera nell’ospitare un evento di grande calibro l’anno prossimo: “La manifestazione coinvolge 160 milioni di spettatori e gode di grande seguito sui social media. Questo è fondamentale per mostrare che la Svizzera è al cuore dell’Europa come costruzione culturale e può attivamente parteciparvi, il che è certamente positivo per il Paese e per tutti gli artisti svizzeri”.
Aggiornamento: Non si placano le polemiche in questo tormentato e controverso Eurovision Song Contest 2024, che questa sera vede il suo atto conclusivo in diretta dalla Malmö Arena di Malmö (Svezia).
Nella giornata di ieri avevamo già raccontato di come l’artista Joost Klein, in gara per i Paesi Bassi con il brano Europapa, non fosse apparso durante le prime due prove generali a causa di un “incidente” non meglio specificato e sotto investigazione da parte dell’EBU (European Broadcasting Union) e delle autorità svedesi. Durante la seconda prova generale, quella che viene tradizionalmente votata dalle giurie internazionali e vale per il 50% del risultato finale, al posto dell’esibizione live di Joost è stata mandata in onda la performance trasmessa in diretta durante la seconda semifinale.
Oggi l’EBU conferma la squalifica dei Paesi Bassi dalla competizione, confermando genericamente le speculazioni montate nella giornata di ieri e legate a un “incidente” avvenuto nella serata di giovedì fra l’artista olandese e una donna membro del team di produzione a cui ha fatto seguito una denuncia di quest’ultima alla polizia svedese. Non ci sono al momento ulteriori dettagli sulla situazione.
Queste le parole del comunicato rilasciato:
“L’artista olandese Joost Klein non parteciperà alla finale dell’Eurovision Song Contest di quest’anno. La polizia svedese ha indagato sulla denuncia presentata da una donna membro della troupe di produzione dopo un incidente seguito alla sua esibizione nella semifinale di giovedì sera. Mentre il procedimento legale fa il suo corso, non sarebbe opportuno per lui continuare nel Contest.
Vorremmo chiarire che, contrariamente a quanto riportato dai media e alle speculazioni sui social media, questo incidente non ha coinvolto nessun altro artista o membro della delegazione.
Manteniamo una politica di tolleranza zero nei confronti di comportamenti inappropriati durante il nostro evento e ci impegniamo a fornire un ambiente di lavoro sicuro e protetto per tutto il personale del Concorso. Alla luce di ciò, il comportamento di Joost Klein nei confronti di un membro del team è considerato contrario alle regole del Concorso.
La finale del 68° Eurovision Song Contest procederà ora con 25 canzoni partecipanti.”
In seguito è stato diffuso da EBU un ulteriore comunicato che ha confermato che il contest continuerà regolarmente, e che tutte le nazioni manterranno la loro posizione nel running order prestabilito. Nessuna nazione si esibirà al posto numero 05 (quello che avrebbero dovuto occupare i Paesi Bassi) e si passerà direttamente dal numero 04 del Lussemburgo al numero 06 di Israele. I voti delle giurie verranno ricalcolati in modo da escludere i Paesi Bassi; il voto della giuria olandese resta valido e i cittadini olandesi potranno esprimere comunque il loro voto venendo conteggiati all’interno del Resto del Mondo.
Il broadcaster AVROTROS, che gestisce la partecipazione all’Eurovision dei Paesi Bassi, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Abbiamo preso atto della squalifica dall’EBU. AVROTROS trova che la squalifica sia esagerata ed è estremamente sorpresa da questa decisione. Siamo profondamente rammaricati da ciò e torneremo più avanti sulla questione.”
AVROTROS ha rilasciato un secondo comunicato stampa dove chiarisce la propria posizione e quella dell’artista:
“Un incidente è accaduto dopo la performance di giovedì sera. Contrariamente agli accordi stabiliti in precedenza, Joost è stato filmato quando era appena sceso dal palco e stava raggiungendo la green room. In quel momento, Joost ha indicato ripetutamente che non desiderava essere filmato. Questo non è stato rispettato. Ciò ha portato a un movimento minaccioso di Joost verso la telecamera. Joost non ha toccato l’operatrice. Questo incidente è stato denunciato, ed è seguita un’investigazione da parte dell’EBU e della polizia.
Tra ieri e oggi abbiamo avuto lunghi colloqui con EBU e abbiamo proposto diverse soluzioni. Ad ogni modo, l’EBU ha deciso di squalificare Joost Klein. AVROTROS pensa che la punizione sia pesante e sproporzionata. Sosteniamo le buone maniere – non ci sia alcun dubbio su questo – ma secondo il nostro giudizio, un ordine di squalifica non è proporzionato a questo incidente.
Siamo estremamente delusi e sconfortati per i milioni di fan che erano così eccitati per stasera. Quello che Joost ha portato ai Paesi Bassi e all’Europa non avrebbe dovuto finire in questo modo.”

