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ESC 2025 – 🇧🇦 Bosnia ed Erzegovina: Il tribunale ordina la vendita delle partecipazioni immobiliari di BHRT per ripagare il debito dell’EBU-UER

I media bosniaci riferiscono che l’emittente pubblica BHRT ha ricevuto un’ordinanza del tribunale che le impone di vendere beni immobili per saldare i debiti con l’Unione europea di radiodiffusione – EBU/UER.

L’emitttente pubblica della Bosnia ed Erzegovina BHRT dovrà vendere alcuni dei propri asset immobiliari per saldare l’enorme debito che ha nei confronti dell’EBU-UER. Un debito che riguarda i mancati versamenti al consorzio pari a circa 8,1 milioni di franchi svizzeri (8,36 milioni di euro). Il tribunale municipale di Sarajevo ha stabilito che salderà quanto dovuto vendendo parte dei propri immobili, complessivamente 9 per 84,6 milioni di euro. A darne notizia  è il giornale online Klix.ba, che si lamenta proprio del fatto che la questione blocca la partecipazione bosniaca all’Eurovision Song Contest.

La vicenda chiude un contenzioso di quasi 6 anni: in risposta ai mancati versamenti (6,2 milioni di euro saliti appunto a 8,36 con gli interessi maturati), EBU-UER ha fatto causa alla tv e le ha interrotto l’accesso all’Eurovision News Exchange, la linea di interscambio e fruizione dei prodotti a marchio EBU-UER fra i Paesi aderenti. Pur mantenendo quindi l’affiliazione, è come se questa fosse stata congelata, impedendo anche la partecipazione all’Eurovision Song Contest.

La sentenza di primo grado, che ha condannato l’emitttente pubblica della Bosnia ed Erzegovina BHRT è del 2018, confermata poi  anche nel verdetto di secondo grado. Nel 2022 il tribunale municipale ha emesso una decisione di esecuzione, secondo la quale il debito sarebbe stato restituito dopo la valutazione e la vendita degli immobili di proprietà di BHRT. Nel marzo di quest’anno è stata redatta una perizia e un parere ed è stato determinato il valore delle proprietà, dando dunque il via alla riscossione del debito. BHRT ha annunciato un altro ricorso, ma la strada è in salita, anche perché a spingere per il pagamento del dovuto c’è anche il Ministero delle Comunicazioni bosniaco.

Ma dunque una volta saldato il debito BHRT si prepara a tornare in gara, magari all’Eurovision Song Contest 2025? Tecnicamente, sarebbe così, perché cadrebbero le sanzioni. In realtà però il ritorno in concorso appare quantomeno lontano.

BHRT infatti rimane in una situazione di stress finanziario importante. Lejla A. Babović di BHRT ha spiegato ai media internazionali che il ministro delle comunicazioni ha incontrato l’EBU-UER  più volte l’anno scorso, poiché credeva che il governo potesse aiutare a saldare i debiti verso l’EBU-UER. Ma il quadro è tutt’altro che semplice: “Purtroppo, nell’ultimo semestre abbiamo assistito che non c’è modo di regolare la riscossione della tassa RTV, che consentirebbe a BHRT di operare normalmente, e quindi, partecipare all’Eurovision Song Contest”.

La questione, che nel 2017 era finita anche sul tavolo dell’UE con una lettera sottoscritta da 24 deputati per invitare le autorità bosniache a soddisfare gli standard richiesti da Unione Europea e Consiglio d’Europa assicurando il finanziamento del servizio pubblico, rischia di diventare primaria adesso che la Bosnia Ezergovina è ufficialmente diventata una delle candidate per entrare nell’Unione Europea.

Perché la vicenda dei debiti è purtroppo all’origine delle guerre interne che da alcuni anni stanno minando l’integrità della Federazione di Bosnia ed Erzegovina e che dal 2022 si sono riacutizzati da quando la parte di etnia serba della stessa sta cercando di staccarsi per ricongiungersi alla Serbia, spalleggiata in questo dal presidente dei serbi di Bosnia Milorad Dodik e da quello della Serbia Aleksandar Vučić.

Le azioni per far implodere l’emitttente pubblica della Bosnia ed Erzegovina BHRT sono  una delle principali armi che vengono usata per combattere questa battaglia dalla parte serba e c’è da credere che ora che Sarajevo sta provando ad entrare nella UE il boicottaggio si intensificherà.

BHRT è infatti l’ombrello sotto il quale convivono le tre entità pubbliche radiotelevisive: BHRT (Radiotelevizija Bosne i Hercegovine) l’ente radiotelevisivo pubblico, incaricato di mandare onda e trasmettere i programmi del canale televisivo nazionale (BHT1) e del canale radiofonico nazionale (BH Radio 1); RTVFBiH (Radiotelevizija Federacije Bosne i Hercegovine) che possiede propri canali e frequenze all’interno della Federazione di Bosnia ed Erzegovina e che trasmette in bosniaco e croato; RTRS (Radiotelevizija Republike Srpske) che possiede propri canali e frequenze all’interno della Repubblica Srpska e che trasmette in serbo.

A svuotare le casse dell’ente radiotelevisivo pubblico della Bosnia ed Erzegovina di Sarajevo è il comportamento dell’ente dei serbo-bosniaci della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina che si rifiuta di girare nelle casse federali la quota di incassi derivati dal canone che ciascuna entità riscuote dai telespettatori. Questo ha provocato un buco che l’entità federale non riesce a colmare e che probabilmente, si riaprirà subito una volta chiuso col pagamento del debito.

L’ultima partecipazione di BHRT risale al 2016, quando Dalal and Deen feat. Jala Brat, accompagnati dalla violoncellista croata Ana Rucner hanno mancato per un soffio la qualificazione in Finale col brano “Ljubav je”. Si trattò quasi certamente di una partecipazione pagata dagli stessi artisti, perché in realtà fu estemporanea, dato che la BHRT mancava dal 2012, in quell’occasione a rappresentare il Paese fu Maya Sar con il brano “Korake ti znam”, classificandosi 18ª nella finale dell’evento. 

La Bosnia ed Erzegovina ha debuttato all’Eurovision Song Contest nel 1993 con Fazla e la sua “Sva bol zvijeta” (qualificata nella preselezione “Kvalifikacija za Millstreet” di Lubiana) eseguita dopo essere arrivato a Millstreet scappando a piedi dalle bombe, dopo la dissoluzione della Federazione Jugoslava. Da allora ha partecipato ad ogni edizione, tranne che nel 1998 e nel 2000 per i bassi risultati ottenuti l’anno prima, fino al 2012.

Nel 1993 la Repubblica di Bosnia ed Erzegovina, assieme ad altre sei nazioni che desideravano partecipare all’Eurovision Song Contest per la prima volta, partecipò ad una Semi-Finale denominata “Kvalifikacija za Millstreet” che si svolse a Lubiana: si classificò al secondo posto e poté così partecipare all’Eurovision Song Contest 1993.

Il miglior risultato è stato il discusso terzo posto del 2006 con “Lejla” cantata dal gruppo Hari Mata Hari scritta dal cantante, compositore e musicista serbo Željko Joksimović (Жељко Јоксимовић). Motivo per il quale l’emittente pubblica fu accusata dai fan di “tradimento” per essersi messa nelle mani di un compositore del paese responsabile dello sterminio di numerosi bosniaci durante la guerra dei Balcani.

A partire dal 2012 si è ritirata per problemi economici della tv di stato.

È ritornata nell’edizione 2016 a Stoccolma, quattro anni dopo l’ultima partecipazione, ma per la prima volta dall’introduzione delle Semifinali non si è qualificata per la serata finale.

A partire dal 2017 si ritira nuovamente dalla manifestazione sempre a causa di problemi economici.

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