
L’annosa questione della partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest torna a far discutere.
Una settantina di ex concorrenti e addetti ai lavori del concorso ha firmato una lettera aperta in cui si chiede l’esclusione di KAN, la televisione pubblica israeliana, dall’evento organizzato dall’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER).
La lettera, pubblicata nelle ultime ore, accusa l’EBU-UER di adottare due pesi e due misure, riservando alla delegazione israeliana un trattamento di favore rispetto a quello concesso alle altre emittenti in gara. Un’accusa già circolata lo scorso anno a Malmö, specialmente dopo la squalifica dei Paesi Bassi: secondo voci di corridoio e testimonianze dirette ora ribadite dai firmatari, a Israele “viene concesso tutto”.
Tra i nomi che hanno sottoscritto la lettera compaiono artisti e addetti ai lavori come Dadi Freyr e i Gagnamagnið (Islanda 2020 e 2021), Hatari (Islanda 2019), Gåte (Norvegia 2024), Paulo de Carvalho (Portogallo 1974 e 1977), Salvador Sobral (Portogallo 2017, vincitore), LPS (Slovenia 2022), Mae Muller (Regno Unito 2023) e altri ancora. Nessun artista italiano ha aderito all’iniziativa.
Particolarmente incisivo il contributo dei norvegesi Gåte, in gara lo scorso anno a Malmö, che nella loro adesione dichiarano di aver visto “con i propri occhi” il trattamento riservato alla delegazione israeliana e di averlo riferito all’EBU-UER. La protesta, però, arriva in un momento che appare ormai in ritardo per sortire effetti concreti. Le prove a porte chiuse sono già iniziate da giorni e la stessa Israele ha già avuto accesso al palco. Inoltre, l’EBU-UER – insieme alla tv ospitante SRG SSR – ha già introdotto diverse misure correttive, come il codice di condotta, la figura di un responsabile per il benessere dei partecipanti, la creazione di no film zone e l’aumento delle prove a porte chiuse.
Ecco si seguito il testo integrale della lettera:
“We, the undersigned former Eurovision participants, urge all members of the European Broadcasting Union (EBU) to demand the exclusion of KAN, the Israeli public broadcaster, from the Eurovision Song Contest. KAN is complicit in Israel’s genocide against the Palestinians in Gaza and the decades-long regime of apartheid and military occupation against the entire Palestinian people. We believe in the unifying power of music, which is why we refuse to allow music to be used as a tool to whitewash crimes against humanity. Last year, we were appalled that the EBU allowed Israel to participate while it continued its genocide in Gaza broadcast live for the world to see. The result was disastrous. Rather than acknowledging the widespread criticism and reflecting on its own failures, the EBU responded by doubling down — granting total impunity to the Israeli delegation while repressing other artists and delegations, making the 2024 edition the most politicized, chaotic and unpleasant in the competition’s history. Silence is not an option. When authoritarian movements and the far-right are on the rise around the globe, our duty to speak out has only become more pressing. We therefore join together to state that the EBU’s complicity with Israel’s genocide must stop. By continuing to platform the representation of the Israeli state, the EBU is normalising and whitewashing its crimes. The EBU has already demonstrated that it is capable of taking measures, as in 2022, when it expelled Russia from the competition. We don’t accept this double standard regarding Israel. We stand in solidarity with this year’s contestants and condemn the EBU’s repeated refusal to take responsibility. As singers, songwriters, musicians and others who have had the privilege of participating in Eurovision, we urge the EBU and all its member broadcasters to act now and prevent further discredit and disruption to the festival: Israel must be excluded from Eurovision.
Tradotto in italiano: “Noi sottoscritti, ex partecipanti all’Eurovision, invitiamo tutti i membri dell’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) a chiedere l’esclusione di KAN, l’emittente pubblica israeliana, dall’Eurovision Song Contest. KAN è complice del genocidio in corso da parte di Israele contro i palestinesi a Gaza, e del regime di apartheid e occupazione militare che da decenni opprime l’intero popolo palestinese. Crediamo nel potere unificante della musica. Proprio per questo ci rifiutiamo di permettere che essa venga usata come strumento per ripulire crimini contro l’umanità. L’anno scorso siamo rimasti scioccati dal fatto che l’UER abbia permesso a Israele di partecipare mentre il genocidio a Gaza veniva trasmesso in diretta al mondo intero. Il risultato è stato disastroso. Invece di ascoltare le critiche e fare autocritica, l’UER ha preferito raddoppiare gli sforzi per garantire l’impunità alla delegazione israeliana, reprimendo invece artisti e delegazioni che hanno espresso dissenso. Il risultato è stata un’edizione 2024 caotica, politicizzata e sgradevole. Il silenzio non è un’opzione. In un’epoca in cui l’autoritarismo e l’estrema destra avanzano in tutto il mondo, sentiamo il dovere di far sentire la nostra voce. L’UER, continuando a promuovere la presenza dello Stato israeliano, finisce per normalizzare e sbiancare i suoi crimini. Ma l’UER ha già dimostrato di poter agire: lo ha fatto nel 2022, escludendo la Russia. Pretendiamo lo stesso trattamento ora.”
Sebbene non sia arrivata una risposta ufficiale da chi il concorso lo organizza, vale a dire dall’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER), la posizione dell’ente è nota: l’Eurovision Song Contest è un concorso tra televisioni, non tra stati, attraverso la musica. La politica non ha nulla a che vedere con i valori dell’ESC, per questo il regolamento vieta riferimenti a temi quali politica e religione nei brani in concorso.
La televisione di stato israeliana, KAN, ha diritto di partecipare al concorso in quanto membro effettivo e regolare dell’ente e, a differenza di altre televisioni in precedenza escluse (il riferimento è alla russa Pervyj kanal e alla bielorussa BTRC), non è usata dal governo del premier Benjamin Netanyahu come mezzo di propaganda filogovernativa, ottemperando inoltre all’European Media Freedom Act.
A difesa di KAN occorre inoltre precisare che più volte il governo del primo ministro Netanyahu ha cercato di “spegnere” la televisione privatizzandola o privandola di contributi statali, minacciandone dunque l’indipendenza. Per questo motivo l’EBU-UER accoglie la televisione di stato di Israele e ne consente regolarmente la partecipazione all’Eurovision Song Contest.
Sappiamo che la tematica è molto divisiva, ma va chiarito che un conto è la tv pubblica d’Israele (che cerca di fare del suo meglio per mantenere la sua indipendenza) e un conto sono le decisioni di un governo e del suo Primo Ministro.
Aggiornamento: Oltre 70 ex concorrenti dell’Eurovision chiedono l’espulsione dell’emittente israeliana Kan dall’UER, accusando l’ente europeo di radiodiffusione di doppio standard rispetto alla guerra a Gaza.
Una lettera aperta firmata da oltre 70 ex partecipanti all’Eurovision Song Contest ha infiammato il dibattito politico e culturale sul ruolo di Israele nel concorso canoro europeo. I firmatari accusano l’Unione europea di radiodiffusione (Uer) di “sbiancare” le azioni di Tel Aviv nella Striscia di Gaza e chiedono l’espulsione dell’emittente pubblica israeliana Kan dai membri dell’organizzazione.
La presa di posizione è arrivata a pochi giorni dall’inizio dell’edizione 2025 dell’Eurovision, che si terrà a Basilea, in Svizzera, con le semifinali fissate per il 15 maggio.
Secondo quanto riportato dai principali media internazionali, tra cui il britannico The Independent, gli artisti denunciano un evidente doppio standard da parte dell’Uer, che aveva escluso la Russia nel 2022 in seguito all’invasione dell’Ucraina, mentre continua a consentire la partecipazione di Israele nonostante le “gravi violazioni del diritto internazionale umanitario” commesse durante l’offensiva su Gaza.
“Due pesi e due misure”: le critiche degli artisti e il confronto con il caso Russia. La cantante maltese Thea Garrett, che ha rappresentato il suo Paese nel 2010, ha dichiarato: “Non può esserci una regola per la Russia e una diversa per Israele. Se bombardi, sei escluso.” La frase riassume lo spirito della protesta che sta unendo ex concorrenti di diversi paesi, in una mobilitazione senza precedenti nella storia del concorso.
I firmatari non si limitano a criticare la decisione di ammettere Israele al concorso, ma accusano direttamente l’emittente Kan di essere complice di un presunto “genocidio contro il popolo palestinese”, sostenendo che l’Uer stia normalizzando i crimini di guerra attraverso la partecipazione di Israele a un evento di rilievo culturale e mediatico come Eurovision.
L’Uer replica: “Riconosciamo le preoccupazioni internazionali”. In risposta alla lettera, l’Uer ha dichiarato di “riconoscere pienamente la preoccupazione internazionale associata al conflitto in Medio Oriente” e ha sottolineato che è in contatto costante con le delegazioni partecipanti. Tuttavia, non ha fornito segnali di voler rivedere la propria decisione riguardo alla partecipazione di Israele.
Le tensioni, intanto, continuano ad aumentare. Già lo scorso anno la presenza della concorrente israeliana Eden Golan aveva sollevato proteste e boicottaggi da parte di altre delegazioni, tra cui Irlanda e Grecia. Durante le semifinali e la finale, Golan era stata fischiata dal pubblico e aveva dichiarato di essersi esibita sotto pesante protezione di sicurezza, indossando persino una parrucca per motivi di sicurezza.
Eurovision 2025: tra tensioni politiche e sfide diplomatiche. Quest’anno, a rappresentare Israele è la cantante Yuval Raphael, un sopravvissuto all’attacco al Nova Music Festival del 7 ottobre 2023. La sua partecipazione è già oggetto di controversie, soprattutto dopo che la scorsa edizione fu segnata da un acceso dibattito sulla canzone “October Rains” di Eden Golan, il cui testo fu modificato su richiesta del comitato organizzatore per evitare riferimenti troppo espliciti agli attacchi di Hamas.
L’edizione 2025 si preannuncia quindi come una delle più tese e politicamente delicate nella storia dell’Eurovision. Le pressioni per un trattamento equo e coerente tra i membri dell’Uer si scontrano con considerazioni geopolitiche e con il crescente utilizzo dei palcoscenici culturali come spazi di protesta e rivendicazione politica.
Ecco la lista completa dei artisti che hanno sottoscritto la lettera:
| Artist | Band (or actual full name) | Category | Country | Year(s) |
| Hersi | Hersi Matmuja | Artist (contestant) | Albania | 2014 |
| Nino | Vahidin-Nino Pršeš | Artist (contestant) | Bosnia and Herzegovina | 2001 |
| Alma Čardžic | Artist (contestant) | Bosnia and Herzegovina | 1994 ,1997 | |
| Almir Ajanović | Songwriter | Bosnia and Herzegovina | 2016 | |
| Amila Glamočak | Artist (contestant) | Bosnia and Herzegovina | 1996 | |
| Anita Välimaa | Anita Välimaa | Backing (vocal, instrument or other) | Finland | 1984, -85, -86, -89, -91, -92, -93 |
| Jukka Välimaa | Jukka Välimaa | Lyricist | Finland | 1991 |
| Kaija Kärkinen | Kaija Kärkinen | Artist (contestant) | Finland | 1991 |
| Kati Bergman | Kati Bergman | Backing (vocal, instrument or other) | Finland | 1986 |
| Linda Ilves | Linda Ilves | Backing (vocal, instrument or other) | Finland | 2016 |
| Outi Popp | Outi Popp | Commentator | Finland | 1993 |
| Samuli Kosminen | Samuli Kosminen | Artist (contestant) | Finland | 1998 |
| Samuli Laine | Samuli Laine | Other (specify) | Finland | 2007 |
| Sanna Kojo | Sanna Kojo | Commentator | Finland | 1993-2013 |
| Timo Kiiskinen | Timo Kiiskinen | Songwriter | Finland | 2010 |
| La Zarra | Fatima Zahra Hafdi | Artist (contestant) | France | 2023 |
| Jessy matador | Kimbangi jessy | Artist (contestant) | France | 2010 |
| Mariline | Marolany | Artist (contestant) | France | 1998 |
| Sylvia Night | Ágústa Eva Erlendsdóttir | Artist (contestant) | Iceland | 2006 |
| Ásdís María | Ásdís María Viðarsdóttir | Songwriter | Iceland | 2024 |
| Árný Fjóla Ásmundsdóttir | Daði & Gagnamagnið | Artist (contestant) | Iceland | 2021 |
| Daði Freyr Pétursson | Daði & Gagnamagnið | Artist (contestant) | Iceland | 2021 |
| Hulda Kristín Kolbrúnardóttir | Daði & Gagnamagnið | Artist (contestant) | Iceland | 2021 |
| Daníel Ágúst | Daníel Ágúst Haraldsson | Artist (contestant) | Iceland | 1989 |
| Eyþór Ingi | Eyþór Ingi Gunnlaugsson | Artist (contestant) | Iceland | 2007 |
| Andrean Sigurgeirsson | Hatari | Dancer | Iceland | 2019 |
| Ástrós Guðjónsdóttir | Hatari | Dancer | Iceland | 2019 |
| Einar Hrafn Stefánsson | Hatari | Artist (contestant) | Iceland | 2019 |
| Klemens Hannigan | Hatari | Artist (contestant) | Iceland | 2019 |
| Matthías Tryggvi Haraldsson | Hatari | Artist (contestant) | Iceland | 2019 |
| Sólbjört Sigurðardóttir | Hatari | Dancer | Iceland | 2019 |
| Lay Low | Lovísa Elísabet Sigrúnardóttir | Songwriter | Iceland | 2022 |
| Paul Oscar | Páll Óskar Hjálmtýsson | Artist (contestant) | Iceland | 1997 |
| Heiðar Örn Kristjánsson | Pollapönk | Artist (contestant) | Iceland | 2014 |
| Óttarr Proppé | Pollapönk | Backing (vocal, instrument or other) | Iceland | 2014 |
| Svala | Svala Björgvinsdóttir | Artist (contestant) | Iceland | 2017 |
| Elín Eyþórsdóttir | Systur | Artist (contestant) | Iceland | 2022 |
| Elísabet Eyþórsdóttir | Systur | Artist (contestant) | Iceland | 2022 |
| Sigríður Eyþórsdóttir | Systur | Artist (contestant) | Iceland | 2022 |
| Andri Hrafn Unnarsson | Other (specify) | Iceland | 2019 | |
| Björn Thors | Backing (vocal, instrument or other) | Iceland | 2006 | |
| Eiríkur Hauksson | Artist (contestant) | Iceland | 1986, 2007 | |
| Gaukur Úlfarsson | Backing (vocal, instrument or other) | Iceland | 2006 | |
| Ingibjörg Stefánsdóttir | Artist (contestant) | Iceland | 1993 | |
| Karen Briem | Other (specify) | Iceland | 2019 | |
| Kristjana Stefánsdóttir | Backing (vocal, instrument or other) | Iceland | 2010 | |
| Pálmi Gunnarsson | Artist (contestant) | Iceland | 1986 | |
| Sigurður Örn Jónsson | Lyricist | Iceland | 2000 | |
| Charlie McGettigan | Charles Joseph McGettigan | Artist (contestant) | Ireland | 1994 |
| Mickey Harte | Mickey Joe Harte | Artist (contestant) | Ireland | 2003 |
| Brian Kennedy | Artist (contestant) | Ireland | 2006 | |
| Mark Caplice | Songwriter | Ireland | 2018 | |
| Amber | Amber Bondin | Artist (contestant) | Malta | 2015 |
| Thea Garrett | Thea Falzon Garrett | Artist (contestant) | Malta | 2010 |
| Glen Vella | Artist (contestant) | Malta | 2011 | |
| GÅTE | Artist (contestant) | Norway | 2024 | |
| António Calvário | António Calvário da Paz | Artist (contestant) | Portugal | 1964 |
| Lena d’Água | Helena Águas | Backing (vocal, instrument or other) | Portugal | 1978 |
| Paulo de Carvalho | Manuel Paulo de Carvalho Costa | Artist (contestant) | Portugal | 1974, 1977 |
| Rita Reis | Nonstop (Ana Rita Reis) | Artist (contestant) | Portugal | 2006 |
| Fernando Tordo | Artist (contestant) | Portugal | 1973, 1977 | |
| Salvador Sobral | Artist (contestant) | Portugal | 2017 | |
| Filip Vidušin | LPS | Artist (contestant) | Slovenia | 2022 |
| Gašper Hlupič | LPS | Artist (contestant) | Slovenia | 2022 |
| Martin Mutec | LPS | Artist (contestant) | Slovenia | 2022 |
| Zala Velenšek | LPS | Artist (contestant) | Slovenia | 2022 |
| Žiga Žvižej | LPS | Artist (contestant) | Slovenia | 2022 |
| Zala Kralj | Zala Kralj | Artist (contestant) | Slovenia | 2019 |
| Rykka | Moon Löffler | Artist (contestant) | Switzerland | 2016 |
| Hadise | Hadise Açıkgöz | Artist (contestant) | Turkey | 2009 |
| Bianca Nicholas | Electro Velvet | Artist (contestant) | UK | 2015 |
| Mae Muller | Holly Muller | Artist (contestant) | UK | 2023 |
