
Carlo Conti condurrà Festival Giovani il nuovo Sanremo Giovani. In onda a dicembre su Rai 1.
Quest’oggi al centro di produzione Rai di Napoli, oggi venerdì 27 giugno, è stata presentata la programmazione autunnale dei Palinsesti Rai.
In onda a dicembre su Rai1 “Festival Giovani” condotto da Carlo Conti.
I campioni del Festival di domani nascono dalle selezioni Giovani di oggi.
La Direzione Intrattenimento Prime Time e il direttore artistico Carlo Conti anche quest’anno daranno vita ad un percorso di selezione dei nuovi talenti, che partendo da Festival Giovani, con una Commissione Musicale appositamente costituita, valuterà le nuove promesse che approderanno sul palco del Festival. Una serata ricca di musica ed entusiasmo svelerà i giovani cantanti che accederanno alla kermesse canora più importante d’Italia.
Come si svolgerà? Verrà confermata una sezione Nuove Proposte oppure i giovani selezionati finiranno in un’unica categoria come nel 2022, 2023 e 2024? Si vocifera che verrà confermata una categoria a parte, come avvenuto nel 2025, quando a imporsi fu il giovane Settembre con l’intenso brano “Vertebre”. Da capire come verranno integrati i giovani provenienti da Area Sanremo, Un argomento attualmente in fase di discussione in una serie di incontri tra la Dirigenza Rai e l’Amministrazione Comunale della Città dei Fiori.
Nelle prossime settimane verrà svelato il regolamento di Festival Giovani e contestualmente le modalità di partecipazione. Resta un interrogativo. Perchè si è deciso di cambiare il consolidato nome Sanremo Giovani?
Anche quest’anno un percorso di selezione dei nuovi talenti, con una Commissione Musicale appositamente costituita, valuterà le nuove promesse che approderanno sul palco del Festival.
Intanto il Festival della canzone italiana rimane confermata a Sanremo e slitterà di qualche giorno rispetto al canonico inizio di inizio febbraio per dar spazio alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Per questo l’appuntamento sarà da martedì 24 febbraio 2026 a sabato 28 febbraio 2026.
“La Rai farà il Festival. Se non dovesse essere quello di Sanremo, la Rai farà il suo Festival, perché è in grado di avere una macchina produttiva unica in Italia, capace di organizzare questo tipo di evento ovunque”, lo ha detto l’ad Rai Giampaolo Rossi.
Intanto il Festival di Sanremo 2026, che vedrà Carlo Conti nuovamente alla guida per il secondo anno consecutivo, ha già iniziato a far parlare di sé. Anche se mancano ancora molti mesi all’evento, le indiscrezioni sul cast e sulla possibile squadra di conduzione cominciano a circolare con insistenza, sia online che sulla carta stampata.
Tra le prime autocandidature spunta quella di Nathalie Guetta, che non ha nascosto il desiderio di calcare il palco dell’Ariston in veste di co-conduttrice. Ma la sorpresa arriva da un volto molto amato dai giovani, Fabio Rovazzi.
In un’intervista rilasciata all’ultimo numero del settimanale Oggi, il cantante e creator ha escluso l’ipotesi di partecipare in gara, ma ha invece lasciato la porta spalancata a una sua presenza sul palco al fianco di Conti: “Come cantante ho qualche dubbio, bisogna avere il pezzo giusto, che ti metta a tuo agio al cento per cento e ti possa aiutare in quell’incubo assoluto che è il Festival… Come co-conduttore sul palco dell’Ariston, invece, mi ci vedo benissimo…“
Una vera e propria chiamata pubblica quella di Rovazzi, che sembra puntare dritto a una delle serate del Festival. Resta ora da capire se Carlo Conti prenderà davvero in considerazione la sua candidatura a sorpresa. Quel che è certo è che la macchina sanremese è già in moto, e le sorprese non sono finite qui.
Ormai è già da qualche settimana che si è avviata la macchina produttiva dietro al prossimo Festival della Canzone italiana. Secondo quanto emerge, Carlo Conti, confermato alla guida di Sanremo, avrebbe già in mente un nome preciso che vorrebbe come spalla sul palco dell’Ariston.
Aggiornamento: La Rai conferma il Festival nel 2026 anche senza la città di Sanremo; Carlo Conti lavora al regolamento e si ipotizza un ritorno di Fiorello.
Il Festival della Canzone Italiana resta al centro dell’identità Rai. Lo ha ribadito con forza l’amministratore delegato Giampaolo Rossi durante la presentazione dei palinsesti 2025-2026: “Il Festival di Sanremo è il Festival della Rai, senza la Rai non esisterebbe”.
Parole che arrivano in un momento di attesa per l’esito del bando e per la risposta definitiva del Comune di Sanremo in merito all’edizione 2026. “Siamo fiduciosi – ha precisato Rossi – e ci stiamo già lavorando. Carlo Conti è attivo nella definizione della nuova parte culturale e del regolamento”.
Ma l’AD della Rai ha voluto chiarire anche un punto cruciale: il Festival si farà comunque, con o senza Sanremo. “La Rai farà il suo Festival. Se non dovesse essere a Sanremo, lo faremo altrove. Abbiamo una macchina produttiva unica in Italia, in grado di realizzare questo tipo di evento ovunque”.
Rossi ha poi sottolineato come, sebbene il Teatro Ariston abbia un valore storico inestimabile, non sia del tutto adeguato alle esigenze produttive attuali. Da qui l’apertura, pur nella speranza di restare nella città dei fiori, a un eventuale cambio di sede.
Intanto la macchina organizzativa è già in moto: in onda a dicembre su Rai1 tornerà “Festival Giovani”, condotto da Carlo Conti, che guiderà il percorso di selezione delle nuove promesse della musica italiana. Una Commissione Musicale ad hoc selezionerà i talenti che approderanno poi al Festival.
Cambia anche il calendario dell’edizione 2026: per evitare la sovrapposizione con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, la kermesse slitterà di qualche giorno rispetto alla tradizione, andando in onda da martedì 24 a sabato 28 febbraio 2026.
E all’orizzonte potrebbe esserci anche il ritorno di un volto amatissimo dal pubblico, Fiorello. “Stiamo ragionando – ha detto Stefano Coletta, direttore della Distribuzione Rai – con lui non è mai possibile definire con largo anticipo, ma si sente a casa in Rai. Spero in un suo rientro, fosse anche solo alla radio”.
Solo pochi giorni fa è arrivata la notizia dell’«ammissibilità» della domanda Rai per gestire la trasmissione del Festival per le edizione 2026, 2027 e 2028 (con eventuale proroga per un massimo di due anni). Lo ha stabilito la Commissione di valutazione del Comune di Sanremo che il 18 giugno scorso ha proceduto all’apertura della busta Rai, unico soggetto ad aver presentato una manifestazione d’interesse.
La commissione ha ritenuto la domanda ammissibile, perché rispetta i criteri stabiliti dal bando del Comune. L’ammissibilità della domanda apre dunque la fase negoziale della gara per l’assegnazione dell’organizzazione del festival che dovrebbe tenersi dal 24 al 28 febbraio 2026, per evitare la sovrapposizione con Olimpiadi e Paralimpiadi invernali.
Il 30 maggio scorso il sindaco di Sanremo, Alessandro Mager, aveva detto che «l’assegnazione definitiva dovrebbe avvenire entro un mese», quindi entro la fine di giugno.
Aggiornamento: Il Festival di Sanremo potrebbe presto cambiare casa. La Rai valuta il trasloco.
Nei piani alti della Rai si studiano alternative concrete alla storica sede ligure per l’edizione 2027, complice una crescente frustrazione per le difficili trattative con il Comune di Sanremo. Tra pretese economiche elevate, bandi poco chiari e una città che non ha saputo rinnovare le sue strutture turistiche e il teatro Ariston, la tv di Stato sta seriamente valutando nuove località in grado di accogliere il più importante evento televisivo italiano ed europeo.
Il Comune ligure chiede un milione di euro in più e persino una quota degli introiti pubblicitari della Rai per continuare a ospitare il Festival, ma il clima è ormai logoro. Nelle stanze di Viale Mazzini e di Via Asiago, come riportato dal Messaggero, si è convinti che l’evento possa vivere altrove, in location più moderne, meglio collegate e soprattutto più collaborative. Anche il mondo discografico sembra stanco del braccio di ferro con la Riviera dei Fiori. E se Sanremo ha dato tanto al Festival, è altrettanto vero che è stata la Rai a rendere Sanremo un marchio riconosciuto ovunque.
Tre le aree geografiche che la Rai sta esplorando. La prima è la Costiera Amalfitana, con Sorrento tra le città favorite: una cornice iconica e suggestiva, legata alla musica grazie anche a Lucio Dalla che lì scrisse “Caruso“. Poi c’è la Versilia, con Viareggio in pole position, grazie alla sua lunga tradizione di spettacoli e turismo. Infine la costa adriatica, dove Rimini appare come una candidata forte: logisticamente accessibile, già abituata a grandi eventi, e sostenuta da una Regione – l’Emilia-Romagna – pronta a investire pur di portare a casa il Festival. Ma occhio anche a Senigallia e alla Puglia, con il suo appeal internazionale e la disponibilità dimostrata più volte dalle istituzioni locali. Occhio anche a Torino, città accessibile dal punto di vista logistico e che già ha ospitato l‘Eurovision Song Contest.
Tra le idee sul tavolo, c’è anche quella di rendere il Festival itinerante: due edizioni in una città, poi due in un’altra. Una possibilità che potrebbe stimolare le candidature e aumentare l’interesse sul territorio nazionale. La Sicilia, la Calabria, la Campania si stanno già muovendo. Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, si è subito fatto avanti: «Fatelo qui, vi diamo tutto».
Fonti interne alla Rai non hanno dubbi: il Festival si può spostare senza che il marchio perda forza. «La grande provincia italiana – spiegano – offre spazi meravigliosi e pronti a raccogliere la sfida». L’idea di fondo è che senza la Rai, Sanremo non sarebbe Sanremo. Mentre il Festival, invece, può continuare a vivere – e forse a crescere – anche altrove.
Così, mentre il tempo stringe per l’edizione 2026 (che con ogni probabilità resterà all’Ariston), il futuro del Festival della Canzone Italiana si fa sempre più incerto. E la città che lo ha ospitato per oltre settant’anni rischia di veder partire lo spettacolo che più di ogni altro l’ha resa famosa.
Intanto Sanremo Giovani ha cambiato nome in Festival Giovani e questo è un segnale da non sottovalutare.

