
Stando a quanto pubblicato dal sito Ynet, l’EBU-UER ha prorogato da ottobre a dicembre il termine entro il quale i paesi possono ritirarsi dall’Eurovision Song Contest 2026 senza pagare una penale.
La decisione consentirebbe alle emittenti pubbliche partecipanti all’Eurovision Song Contest di ritirarsi facilmente dalla gara una volta che verrà presa la decisione definitiva sulla partecipazione di Israele a Vienna.
La notizia arriva secondo quanto hanno dichiarato alcuni funzionari europei che collaborano con l’EBU-UER a uno dei tre principali siti web di notizie in Israele, Ynet (ynet).
Come sappiamo, la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2026 rimane incerta mentre la guerra si protrae, ma la decisione è considerata eccezionale, poiché negli ultimi anni la scadenza per i ritiri senza penali era fissata a ottobre. Quest’anno, tuttavia, l’EBU-UER estende l’opzione fino a dicembre, mese in cui le emittenti pubbliche affiliate dovrebbero votare sulla partecipazione di Israele.
La decisione suggerisce due possibili scenari: che l’EBU-UER si stia preparando alla partecipazione di Israele e voglia semplificare la procedura per le emittenti pubbliche che desiderano ritirarsi, oppure che questa decisione potrebbe aprire la porta a un’ondata significativa di ritiri che potrebbero seriamente compromettere la partecipazione di Israele, anche se approvata dal voto.
L’EBU-UER ha nominato un Supervisore esterno per valutare la partecipazione di Israele. Si prevede che tale funzionario parlerà con diverse delegazioni ed esaminerà attentamente la questione in vista del voto invernale che determinerà se Israele potrà partecipare alla competizione.
Un alto funzionario dell’EBU-UER ha dichiarato a Ynet, dopo l’incontro precedente, che “se la guerra continua, sarà difficile per Israele rimanere in gara”. Tuttavia, il funzionario ha sottolineato che “questa non è una decisione definitiva”.
Nonostante le forti pressioni esercitate sull’EBU-UER affinché espellesse Israele, solo pochi paesi hanno minacciato di ritirarsi se Israele partecipasse, in particolare Slovenia e Islanda. Nessuno degli stati membri più grandi o finanziariamente significativi ha avanzato tali minacce. Al contrario, l’Austria, paese ospitante, ha espresso sostegno alla partecipazione di Israele, inviando messaggi indiretti che forniranno assistenza per le misure di sicurezza e che “Israele è il benvenuto a partecipare”.
Separatamente dall’Eurovision Song Contest, i giornalisti dell’EBU-UER hanno organizzato e prodotto un video che evidenzia la carestia a Gaza, ribadendo la loro richiesta a Israele di consentire ai giornalisti stranieri di accedere per coprire gli eventi. In particolare, dopo il massacro del 7 ottobre 2023, l’EBU-UER non ha prodotto un video di condanna dell’attacco, né i giornalisti si sono uniti contro gli atti terroristici di Hamas.
Aggiornamento: Le emittenti che desiderano partecipare all’Eurovision Song Contest 2026 hanno una scadenza per l’invio delle loro candidature all’EBU entro il 15 settembre 2025, dopodiché l’EBU concede alle emittenti un periodo di grazia per ritirare le loro candidature senza incorrere in sanzioni finanziarie. Per il 2026, la scadenza era inizialmente fissata al 13 ottobre 2025, ma l’EBU l’ha ora prorogata a metà dicembre. Tale decisione è stata presa dall’Eurovision Song Contest Reference Group. Pertanto, alle emittenti è stata data la possibilità di confermare la propria partecipazione all’ESC 2026 entro metà dicembre.
L’elenco ufficiale dei paesi partecipanti all’ESC 2026 dovrebbe essere pubblicato entro metĂ /fine dicembre.Â
Martin Green, CBE (Direttore dell’Eurovision Song Contest) ha rilasciato a ESCToday.com la seguente dichiarazione: “Come annunciato a luglio, stiamo attualmente conducendo un’ampia consultazione con le nostre emittenti affiliate in merito alla partecipazione all’Eurovision Song Contest. Mentre questa consultazione è in corso, desideriamo offrire alle emittenti maggiore flessibilità e chiarezza nella finalizzazione della loro domanda di partecipazione all’evento del prossimo anno. Per facilitare questo processo, l’Eurovision Song Contest Reference Group, l’organo di governo dell’evento, ha accettato di offrire alle emittenti la possibilità di confermare la propria partecipazione al più tardi entro metà dicembre. Si tratta semplicemente di una questione procedurale e non ha alcun effetto sulla pianificazione generale del 70° Eurovision Song Contest a Vienna il prossimo maggio.”
L’Eurovision Song Contest 2026 si terrà il 12, 14 e 16 maggio 2026 presso la Wiener Stadthalle di Vienna, in Austria. Finora 22 paesi hanno confermato la loro partecipazione al prossimo Eurovision Song Contest 2026. Si prevede che altri paesi confermeranno la loro partecipazione nelle prossime settimane e mesi.
Aggiornamento: L’EBU-UER concede ai Paesi la possibilità di ritirarsi dall’Eurovision Song Contest 2026 senza penali fino a dicembre, in attesa della decisione sulla partecipazione di Israele.
La partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio, resta una delle questioni più discusse in vista della 70ª edizione del concorso musicale europeo. L’European Broadcasting Union (EBU-UER) ha preso una decisione inedita: i Paesi membri potranno ritirarsi senza penali fino a dicembre, una misura mai adottata prima.
Negli anni passati, la scadenza era fissata a ottobre, ma l’EBU-UER ha scelto di posticiparla al mese in cui verrà presa la decisione definitiva sull’ammissione di Israele, prevista per fine anno.
Secondo fonti riportate da Ynet, questa mossa può essere interpretata in due modi: da un lato, un segnale per preparare il terreno all’inclusione di Israele, concedendo un’uscita “indolore” a chi non intende accettarla; dall’altro, il timore di una serie di ritiri a catena che potrebbe compromettere l’evento.
Per valutare la situazione, l’EBU-UER ha nominato un supervisore esterno che sta incontrando le delegazioni nazionali, così da analizzare l’impatto politico e mediatico della presenza israeliana.
Le reazioni restano contrastanti. Islanda e Slovenia hanno minacciato il ritiro in caso di partecipazione israeliana, mentre Spagna, Belgio e Irlanda mantengono una linea critica. Al contrario, Austria, Paese ospitante, ha già fatto sapere che Israele sarà il benvenuto e che verranno garantite sicurezza e supporto logistico.
A sostenere Israele ci sono inoltre Germania (principale finanziatore del contest), Italia, Svizzera, Cipro e Grecia. Alcune indiscrezioni parlano addirittura di una minaccia di ritiro da parte di Germania e Italia se Israele venisse escluso, scenario che metterebbe a rischio la stabilità finanziaria della manifestazione.
Ad oggi non è stata presentata alcuna richiesta formale di espulsione di Israele dall’EBU-UER. La decisione finale arriverà entro dicembre, ma fino ad allora la partecipazione del Paese resta in bilico tra inclusione e proteste. Quel che è certo è che la 70ª edizione dell’Eurovision a Vienna si annuncia come una delle più controverse e seguite di sempre.
Mentre l’EBU-UER discute, Vienna si prepara ad accogliere l’evento. In città sono già in corso dibattiti sugli orari di apertura dei negozi durante la settimana del contest: la vicesindaca Bettina Emmerling e la Camera di Commercio spingono per aperture straordinarie anche nei festivi, mentre i sindacati si oppongono.
Sul fronte organizzativo, la Wiener Stadthalle ha aperto le candidature per la posizione di Event Manager dedicato all’Eurovision 2026, con scadenza a fine settembre.
