
L’emittente pubblica spagnola RTVE ha deciso di non cambiare la propria posizione sulla partecipazione di Israele al concorso, ritiene “insufficienti” le misure adottate dall’EBU-UER e si ritirerà dall’Eurovision Song Contest se parteciperà Israele, dopo una discussione tenutasi questa sera.
Nonostante l’accordo fra quest’ultimo e la Palestina, la tv spagnola ha deciso di boicottare ugualmente l’evento ritenendo che quello che è successo non possa essere dimenticato. Nei prossimi giorni anche altri paesi prenderanno la loro decisione.
Il presidente de RTVE, José Pablo López, ha ribadito davanti alla Commissione Parlamentare Mista di Controllo della Corportation, la posizione ufficiale dell’emittente pubblica spagnola di non partecipare all’Eurovision Song Contest 2026 se l’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER) consentirà a Israele di rimanere in competizione.
“La posizione di RTVE rimane invariata: sosteniamo la stessa posizione da mesi, ovvero che la presenza di Israele è insostenibile. Stiamo parlando di un genocidio a Gaza e che l’Eurovision è una competizione, ma i diritti umani non sono una competizione.”, ha dichiarato José Pablo López, il direttore dell’emittente televisiva spagnola, che non ha cambiato posizione nemmeno dopo che l’EBU-UER ha modificato le regole di voto e rafforzato la sua supervisione.
José Pablo López ha sottolineato nei suoi commenti alla commissione che: “Israele ha infranto le regole e non è stato sanzionato almeno negli ultimi due anni. Qualsiasi altro Paese che avesse adottato questa pratica sarebbe stato sanzionato.”
Riguardo alle modifiche alle regole annunciate dall’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU), López è stato chiaro: “Le misure non sono sufficienti e non garantiscono che un governo come quello di Israele o di qualsiasi altro governo non possa esistere.”
Ha aggiunto che: Martin Green, il direttore dell’Eurovision, ha recentemente scritto una lettera affermando che le reti televisive e gli artisti non rappresentano i governi e che si tratta di una competizione culturale. Mi chiedo se il signor Green stia prendendo in considerazione il ritorno delle emittenti russe e bielorusse al festival. Spero di no, perché sappiamo tutti che se queste emittenti tornassero, lo userebbero in modo simile a Israele, perché per loro il concorso è molto più di una semplice competizione e ha una dimensione politica molto significativa. L’EBU sa che queste misure rappresentano un passo avanti, ma non sono sufficienti e, soprattutto, come ho detto, lasciano inalterate le azioni di Israele durante questo periodo. Sono necessarie ulteriori misure e questa sarà la proposta che presenteremo alla prossima Assemblea Generale, che si terrà il 4 e 5. Quello che chiedevamo 4 o 5 mesi fa è la stessa cosa che chiediamo di nuovo oggi.
• Punti Salienti della Posizione di RTVE:
- Condizione Vincolante: La partecipazione di Israele è stata definita una “linea rossa” invalicabile per RTVE.
- Critiche all’EBU-UER: López ha espresso il suo dissenso verso l’EBU-UER per non aver agito contro Israele, evidenziando un doppio standard rispetto alle sanzioni imposte ad altri paesi ad esempio Russia).
- Motivazione Etica: La posizione si basa su principi etici, sostenendo che “di fronte ai diritti umani, il silenzio non è un’opzione”.
- Ritiro Congiunto: La Spagna si allinea ad altri paesi, tra cui Slovenia, Islanda, Irlanda e Paesi Bassi, che hanno espresso simili intenzioni di boicottaggio.
- Futuro del Benidorm Fest: La selezione nazionale spagnola, il Benidorm Fest, si terrà comunque, ma il vincitore non parteciperà al concorso europeo se la posizione di RTVE verrà mantenuta.
RTVE è la prima emittente a dichiarare pubblicamente di non ritenere sufficienti le modifiche al regolamento introdotte per l’Eurovision Song Contest 2026. La decisione, precedentemente adottata dal Consiglio di Amministrazione di RTVE, che aveva approvato a maggioranza assoluta (con dieci voti a favore, quattro contrari e un astenuto) il “boicottaggio” della manifestazione, è definitiva e la Spagna si unirà agli altri Paesi che hanno minacciato di ritirarsi se non verranno imposte sanzioni contro Israele.
L’EBU-UER, da parte sua, ha confermato che Israele parteciperà all’Eurovision Song Contest 2026, ribadendo che i criteri di partecipazione sono legati allo status di membro delle emittenti e non a decisioni politiche governative.
L’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER) aveva spiegato la scorsa settimana che le modifiche al regolamento sono state approvate dall’Eurovision Song Contest Reference Group e saranno monitorate e riviste dopo l’Eurovision Song Contest 2026. Ai membri dell’EBU.UER “sarà chiesto di valutare questo pacchetto di misure e garanzie e di decidere se siano sufficienti a soddisfare le loro preoccupazioni in merito alla partecipazione, senza dover votare sull’argomento”.
In una dichiarazione a SVT, Dave Goodman, portavoce dell’EBU/UER, ha confermato che: “Ci auguriamo che il pacchetto di misure assicuri ai membri che abbiamo adottato misure rigorose per proteggere la neutralità e l’imparzialità della competizione in futuro. Solo se riterranno che le misure non siano sufficienti, si procederà a una votazione per stabilire chi potrà partecipare”.
Ora non ci resta che attendere la Conferenza Generale dell’Unione tra una settimana esatta per vedere se la Spagna metterà effettivamente in atto la sua decisione.

