
Una struttura ispirata al movimento delle mani. Un palco tra passato e futuro che porta in scena lo strappo a una consuetudine.
Ci voleva un vero e proprio «strappo» per abbandonare l’idea classica del palco sanremese e condividere con il pubblico una traccia della nostra storia millenaria. L’idea dell’artista Francesca Montinaro – prima scenografa donna nella storia del festival – è quella di una scena con una identità chiara e che fosse li da sempre, una stratificazione del tempo passato e futuro.
«La prima fonte d’ispirazione – racconta la Montinaro – è lo stupore barocco ideato dai fratelli Bibbiena che si unisce direttamente agli strappi logori di Burri ed ai tagli filosofici di Fontana che fenderanno lo spazio».
Sono previsti cambi e colpi di scena grazie a sofisticate macchine teatrali che appaiono e scompaiono creando sul palco coreografie sempre diverse. L’orchestra non è nella buca ma sospesa come tagli obliqui sui fondali del palcoscenico per mostrare uno ad uno tutti gli orchestrali.
«Tutti sappiamo – prosegue la Montinaro – che il teatro di Sanremo è un guscio straordinario che partorisce canzoni e sentimenti per i protagonisti e per tutti gli spettatori che lo attendono. La mia scena lascia spazio all’interpretazione, al sogno, e all’emozione. È una scena calda che risveglierà i nostri più antichi ricordi» conclude.
In scena per le cinque serate del Festival, dal 12 al 16 febbraio, una serie di macchine scenografiche molto avanzate che permettono cambi e colpi di scena. Molto avveniristiche le scale, uno dei simboli classici della scenografia del Festival: «La scala c’è» dice Montinaro all’Ansa. «Ma è innovativa, diversa, antropomorfica come a mimare il movimento delle mani, il modo di gesticolare».
La scenografa ha collaborato più volte con Fabio Fazio, disegnando gli studi di «Che tempo che fa», «Vieni via con me» e «Quello che (non) ho». È stata lei a concepire «lo schermo immateriale», un materiale tecnologico da lei scoperto a cui è riuscita a dare potenza espressiva usandolo nelle apparizioni e sparizioni dello spazio e reinventandolo come schermo di proiezione.
Ecco la scenografia del 63° Festival di Sanremo, la prima nella storia della rassegna a essere firmata da una donna, Francesca Montinaro.
