Sanremo 2013: già pronta la scenografia dell’Ariston

SANREMO_scenografia1Ecco le prime immagini della scenografia della 63ma edizione del Festival della Canzone Italiana, realizzata da Francesca Montinaro che al RadiocorriereTv edizione speciale (disponibile nelle due sale stampa del Festival, al teatro Ariston durante le serate, in città e on-line da lunedì 11 febbraio) ha presentato il suo lavoro. Più che un palco, quello di Sanremo 2013 è un allestimento scenografico.

Una struttura ispirata al movimento delle mani. Un palco tra passato e futuro che porta in scena lo strappo a una consuetudine. 

Ci voleva un vero e proprio «strappo» per abbandonare l’idea classica del palco sanremese e condividere con il pubblico una traccia della nostra storia millenaria. L’idea dell’artista Francesca Montinaro – prima scenografa donna nella storia del festival – è quella di una scena con una identità chiara e che fosse li da sempre, una stratificazione del tempo passato e futuro.

«La prima fonte d’ispirazione – racconta la Montinaro – è lo stupore barocco ideato dai fratelli Bibbiena che si unisce direttamente agli strappi logori di Burri ed ai tagli filosofici di Fontana che fenderanno lo spazio». 

Sono previsti cambi e colpi di scena grazie a sofisticate macchine teatrali che appaiono e scompaiono creando sul palco coreografie sempre diverse. L’orchestra non è nella buca ma sospesa come tagli obliqui sui fondali del palcoscenico per mostrare uno ad uno tutti gli orchestrali.

«Tutti sappiamo – prosegue la Montinaro – che il teatro di Sanremo è un guscio straordinario che partorisce canzoni e sentimenti per i protagonisti e per tutti gli spettatori che lo attendono. La mia scena lascia spazio all’interpretazione, al sogno, e all’emozione. È una scena calda che risveglierà i nostri più antichi ricordi» conclude.

In scena per le cinque serate del Festival, dal 12 al 16 febbraio, una serie di macchine scenografiche molto avanzate che permettono cambi e colpi di scena. Molto avveniristiche le scale, uno dei simboli classici della scenografia del Festival: «La scala c’è» dice Montinaro all’Ansa. «Ma è innovativa, diversa, antropomorfica come a mimare il movimento delle mani, il modo di gesticolare».

La scenografa ha collaborato più volte con Fabio Fazio, disegnando gli studi di «Che tempo che fa», «Vieni via con me» e «Quello che (non) ho». È stata lei a concepire «lo schermo immateriale», un materiale tecnologico da lei scoperto a cui è riuscita a dare potenza espressiva usandolo nelle apparizioni e sparizioni dello spazio e reinventandolo come schermo di proiezione.

Ecco la scenografia del 63° Festival di Sanremo, la prima nella storia della rassegna a essere firmata da una donna, Francesca Montinaro.

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