
Lâemittente pubblica islandese RĂV ha annunciato oggi che non parteciperĂ alla 70ÂŞ edizione dellâEurovision Song Contest 2026 che si svolgerĂ presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.
Sono ora cinque i Paesi che boicotteranno lâedizione 2026 dellâEurovision Song Contest (unâedizione segnata da forti tensioni politiche) in seguito alla recente decisione dellâUnione europea di radiodiffusione (EBU-UER) di permettere a Israele di prendere parte al concorso, nonostante le polemiche legate alla guerra a Gaza e alle accuse di tentativi dâinfluenza sul voto pubblico durante lâedizione 2025.
Il ritiro dellâIslanda â giunta seconda nel 1999 e nel 2009 ma mai vincitrice â segna un ulteriore colpo alla reputazione dellâEurovision Song Contest, che da anni si presenta come evento culturale âapoliticoâ, rischiando di trasformare il contest in un terreno di boicottaggi culturali.
LâEBU-UER aveva spiegato di consentire la partecipazione di Israele, rafforzando però la neutralitĂ e la trasparenza dellâevento con una serie di modifiche al regolamento.
La decisione è stata comunicata dallâemittente pubblica islandese RĂV, poche ore prima della scadenza per confermare la presenza a Vienna. Il ritiro dellâIslanda arriva dopo quello di Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna a seguito del risultato della votazione svoltasi allâAssemblea Generale dellâEuropean Broadcasting Union (EBU-UER), in cui è stata confermata di fatto la partecipazione di Israele allâEurovision Song Contest 2026.
In un comunicato stampa firmato da StefĂĄn EirĂksson si afferma che la partecipazione della televisione di stato israeliana KAN ha recentemente causato disunione: âLa Icelandic National Broadcasting Corporation ha deciso di non partecipare allâEurovision Song Contest che si terrĂ a Vienna, in Austria, il prossimo anno. La partecipazione dellâemittente nazionale israeliana KAN al concorso ha recentemente causato disaccordi, sia tra le emittenti membri dellâEuropean Broadcasting Union (EBU), sia tra il pubblico. La partecipazione di KAN è stata discussa in dettaglio durante le riunioni dellâEBU allâinizio di questâanno, prima a Londra questâestate e poi a Ginevra la scorsa settimana. Alla riunione di Ginevra, unâampia maggioranza delle emittenti membri dellâEBU ha concordato che le varie modifiche apportate al regolamento e allâattuazione del concorso fossero soddisfacenti, e pertanto non si è tenuta alcuna votazione sulla partecipazione di KAN al concorso. Il direttore generale dellâemittente ha spiegato durante lâincontro di Ginevra che, sebbene le modifiche rispondessero a molte delle osservazioni formulate dai rappresentanti della RĂV in varie fasi della cooperazione con lâEBU negli ultimi anni, la RĂV nutriva ancora dubbi sulla loro utilitĂ . Era stato ripetutamente affermato che le parti interessate in Islanda, ad esempio le associazioni di artisti, e il pubblico islandese erano contrari alla partecipazione al concorso. Il consiglio di amministrazione della RĂV aveva quindi chiesto allâEBU di rimuovere KAN dal concorso, tenendo conto dei precedenti. La questione era complessa da risolvere e aveva giĂ danneggiato la reputazione del concorso e dellâEBU. Era importante trovare una soluzione per tutte le parti coinvolte. Dal dibattito pubblico in questo Paese e dalla reazione alla decisione dellâEBU presa la scorsa settimana, emerge chiaramente che non ci saranno nĂŠ gioia nĂŠ pace riguardo alla partecipazione di RĂV allâEurovision. Ă quindi la decisione di RĂV di informare oggi lâEBU che RĂV non parteciperĂ allâEurovision Song Contest del prossimo anno. Il Song Contest e lâEurovision Song Contest hanno sempre avuto lâobiettivo di unire il popolo islandese, ma ora è chiaro che tale obiettivo non sarĂ raggiunto e questa decisione è stata presa su queste basi programmatiche. Non è ancora stata presa una decisione in merito allâorganizzazione di un concorso canoro da parte della RĂV il prossimo anno. Le opzioni disponibili sono in fase di valutazione e la decisione verrĂ annunciata non appena disponibile.â
Nel frattempo, lâEBU-UER ha dichiarato allâemittente norvegese NRK che, nonostante i ritiri di alcuni Paesi, la quota di partecipazione dei paesi membri allâEurovision Song Contest del prossimo anno non aumenterĂ : âLe quote di iscrizione preliminari sono state comunicate alle emittenti affiliate interessate a settembre. Possiamo confermare che nessuna emittente pagherĂ di piĂš per partecipare alla competizione del prossimo anno a seguito del ritiro dei paesiâ, scrive lâEBU. Sebbene un piccolo numero di emittenti affiliate potrebbe non unirsi a noi nel 2026, prevediamo che parteciperanno circa 35 emittenti.â
Nonostante le tensioni, la maggior parte dei Paesi ha confermato la propria presenza a Vienna. Resta ora da capire come lâEurovision Song Contest affronterĂ una delle crisi piĂš profonde della sua storia. Lâelenco completo delle emittenti partecipanti alla competizione del prossimo anno sarĂ svelato prima di Natale.
LâEurovision Song Contest 2026 sarĂ la 70ÂŞ edizione dellâannuale concorso canoro. Il concorso si svolgerĂ presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con la canzone âWasted Loveâ nellâedizione precedente; sarĂ la terza edizione a svolgersi nella capitale austriaca, dopo quelle del 1967 e 2015.
Come giĂ avviene dallâedizione 2023, lo slogan è United by Music. Il 18 agosto 2025, in occasione della 70ÂŞ edizione della manifestazione europea, lâEBU-UER ha presentato una nuova versione grafica del logo ufficiale. Nello stesso giorno è stato svelato anche il logo specifico dellâedizione, costituito dal numero 70, in cui lo zero è stilizzato a forma di cuore per richiamare lâemblema principale del concorso, denominato Chameleon Heart.
I seguenti paesi hanno confermato la loro partecipazione: Albania, Australia, Austria (organizzatore), Azerbaigian, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Italia, Israele, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Cechia, Romania, San Marino, Serbia, Svezia, Svizzera e Ucraina.
I seguenti paesi hanno confermato che non parteciparanno in questâedizione: Andorra, Bosnia ed Erzegovina (non è ancora in grado di tornare in gara, rimarcando inoltre la situazione ancora pendente dalle sanzioni da parte dellâUER, per mancato pagamento dei debiti), Bielorussia (in seguito alla sospensione dellâemittente bielorussa BTRC dallâEBU-UER, avvenuta il 1Âş luglio 2021 e successivamente estesa a tempo indeterminato il 23 aprile 2024, la nazione non dispone dei diritti di partecipazione e trasmissione del concorso canoro), Russia (in seguito allâespulsione a tempo indeterminato di tutte le emittenti televisive russe dallâUER, avvenuta il 26 maggio 2022, la nazione non dispone dei diritti di partecipazione e trasmissione del concorso canoro), Macedonia del Nord (per le difficoltĂ finanziarie e la necessitĂ di concentrarsi sullâorganizzazione di festival e competizioni locali, valutando con certezza e sicurezza un possibile ritorno nellâedizione 2027), Slovacchia (se riesce ad assicurarsi condizioni âeconomiche ed artisticheâ favorevoli, non esclude una possibile partecipazione in futuro), Irlanda (nonostante unâiniziale conferma,lâ11 settembre 2025 lâemittente RTĂ ha dichiarato che non avrebbe partecipato allâedizione 2026 se a Israele sarebbe stato ancora consentito di prendere parte alla manifestazione canora, e che avrebbe atteso lâesito della prossima assemblea generale EBU-UER, prevista per il mese di dicembre, per prendere una decisione in merito alla propria partecipazione. Il 4 dicembre 2025, in seguito alla conferma della partecipazione di Israele durante lâassemblea generale dellâEBU-UER a Ginevra, la delegazione nazionale ha annunciato il boicottaggio dellâevento, confermando il suo ritiro per la prima volta dal 2002), Islanda (nonostante la conferma del SĂśngvakeppnin 2026 come metodo di selezione del rappresentante nazionale, lâ8 settembre 2025 StefĂĄn JĂłn Hafstein, presidente del consiglio dâamministrazione dellâemittente RĂV, ha dichiarato che la partecipazione dalla nazione era âincertaâ, in parte dovuta anche dalla presenza di Israele e al suo coinvolgimento nella guerra di Gaza Il 10 dicembre 2025, in seguito alla conferma della partecipazione di Israele durante lâassemblea generale dellâEBU-UER svoltasi a Ginevra il 4 dicembre precedente, la delegazione nazionale ha annunciato il boicottaggio dellâevento, confermando il suo ritiro per la prima volta dal 2002), Paesi Bassi (nonostante unâiniziale conferma con la relativa apertura di candidature per una selezione interna, il 1Âş settembre 2025, il giorno dopo lâiniziale scadenza per confermare la partecipazione al concorso, lâemittente AVROTROS ha confermato di essere in ancora trattative con lâUER in merito alla partecipazione di Israele, e che dichiarava la propria ancora âincertaâ. Il successivo 12 settembre, la stessa emittente ha diffuso un comunicato dichiarando il ritiro dalla manifestazione qualora a Israele fosse stato ancora consentito di partecipare. Il 4 dicembre 2025, in seguito alla conferma della partecipazione di Israele durante lâassemblea generale dellâUER a Ginevra, la delegazione nazionale ha annunciato il boicottaggio dellâevento, confermando il suo ritiro per la prima volta dal 2002), Slovenia (il 26 maggio 2025 lâemittente RTV SLO ha dichiarato che avrebbe riconsiderato la propria partecipazione al concorso se lâUER non avesse risposto adeguatamente alle preoccupazioni relative alla trasparenza del sistema voto, facendo inoltre riferimento alla vittoria di Israele nel televoto durante la finale dellâedizione precedente. Il 3 settembre successivo, il portale online Evrovizija.com ha riportato che Ksenija Horvat, direttrice generale dellâemittente slovena, si era dichiarata insoddisfatta della gestione delle controversie da parte dellâUER durante le edizioni 2024 e 2025, sottolineando come le richieste dellâemittente allâente paneuropeo fossero state ÂŤpiĂš o meno ignorateÂť. In seguito, la Horvat ha proposto â e ottenuto â la cancellazione di un programma originariamente pensato per selezionare possibili partecipanti per lâEMA, la selezione nazionale utilizzata per scegliere il rappresentante sloveno. Il giorno seguente, RTV SLO ha diffuso un comunicato dichiarando che, in assenza di una risposta adeguate da parte dellâUER, lâemittente si sarebbe ritirata dalla manifestazione europea qualora a Israele fosse stato ancora consentito di partecipare. Il 4 dicembre 2025, in seguito alla conferma della partecipazione di Israele durante lâassemblea generale dellâUER a Ginevra, la delegazione nazionale ha annunciato il boicottaggio dellâevento, confermando il suo ritiro per la prima volta dal 2000), Spagna (nonostante la conferma del Benidorm Fest 2026 come metodo di selezione del rappresentante nazionale, lâ8 settembre 2025 Ernest Urtasun, ministro della cultura spagnolo, ha dichiarato che la nazione dovrebbe ritirarsi dalla manifestazione canora se ad Israele sarĂ permesso di continuare a partecipare. Il giorno seguente, lâemittente RTVE ha dichiarato che una decisione relativa alla partecipazione sarĂ presa dopo la prossima assemblea generale UER, prevista per il mese di dicembre. Il successivo 16 settembre, in seguito a una votazione del consiglio amministrativo dellâemittente, è stato deciso che la nazione si sarebbe ritirata dalla manifestazione europea qualora a Israele fosse stato ancora consentito di partecipare. Il 4 dicembre 2025, in seguito alla conferma della partecipazione di Israele durante lâassemblea generale dellâUER a Ginevra, la delegazione nazionale ha annunciato il boicottaggio dellâevento, confermando il suo ritiro per la prima volta nella sua storia dal debutto del 1961).
Altri Paesi che potrebbero debuttare sono: Canada, il 4 novembre 2025, il governo canadese ha proposto nel suo bilancio federale del 2025 di collaborare con lâemittente nazionale, la Canadian Broadcasting Corporation (CBC), per organizzare un possibile debutto alla manifestazione canora. In caso di debutto, la partecipazione del Paese richiederebbe un invito diretto da parte dellâUER, poichĂŠ lâemittente canadese è attualmente membro associato allâente paneuropeo; una situazione analoga si verifica annualmente con lâAustralia, che partecipa allâEurovision Song Contest su invito dellâUER, nonostante non sia un membro attivo dellâorganizzazione; Kazakistan, lâ8 luglio 2025 Kemelbek OiĹybaev, presidente del consiglio di amministrazione dellâemittente KA, ha dichiarato che durante lâassemblea generale dellâUER tenutasi a Londra allâinizio di quel mese, il direttore generale dellâente Noel Curran ha reagito positivamente alla proposta di invitare la nazione alla competizione, e che la questione di un possibile debutto sarebbe stata discussa alla successiva riunione dellâUER, prevista per il mese di settembre. In caso di debutto, la partecipazione del Paese richiederebbe un invito diretto da parte dellâUER, poichĂŠ lâemittente kazaka è attualmente membro associato allâente paneuropeo; una situazione analoga si verifica annualmente con lâAustralia, che partecipa allâEurovision Song Contest su invito dellâUER, nonostante non sia un membro attivo dellâorganizzazione.
Da ricordare che il 28 giugno 2025, lâemittente pubblica israeliana IPBC/KAN ha confermato la partecipazione di Israele allâedizione 2026 del concorso. Tuttavia lo scoppio della guerra Israele-Hamas, con il successivo genocidio nella striscia di Gaza da parte delle forze armate israeliane, e lâinterferenza del governo israeliano sullâesito del televoto nellâedizione precedente (che ha visto la vittoria della proposta israeliana nel televoto nonchĂŠ la seconda posizione nella classifica finale), hanno spinto diverse emittenti partecipanti a presentare ulteriori richieste allâUER per escludere Israele dal concorso. In particolare, le emittenti di Irlanda (RTĂ), Paesi Bassi (AVROTROS/NPO), Slovenia (RTV SLO) e Spagna (RTVE) hanno annunciato il loro ritiro dalla competizione qualora Israele non fosse stato escluso, mentre altre emittenti hanno dichiarato lâintenzione di partecipare solo se lâUER avesse soddisfatto determinate condizioni. A causa di ciò, il gruppo di controllo della manifestazione ha esteso la scadenza di conferma, prima della quale le emittenti possono ritirare lâintenzione di partecipazione senza incorrere in una sanzione finanziaria, dal 13 ottobre a metĂ dicembre per consentire unâampia consultazione con le emittenti sulla partecipazione israeliana. Una riunione straordinaria in cui si sarebbe dovuto votare sulla partecipazione israeliana al concorso era prevista per il mese di novembre, ma è stata annullata in seguito allâattuazione di un accordo di cessate il fuoco e di un piano di pace volto a porre fine alla guerra, posticipando la decisione al mese di dicembre. Il 4 dicembre 2025, in seguito ai risultati di una votazione relativa al nuovo sistema di voto durante lâassemblea generale dellâEBU-UER a Ginevra, che ha de facto permesso la partecipazione di Israele alla manifestazione senza procedere ad ulteriori votazioni, le emittenti di Irlanda (RTĂ), Paesi Bassi (AVROTROS/NPO), Slovenia (RTV SLO) e Spagna (RTVE) hanno ufficialmente annunciato il loro boicottaggio e il conseguente ritiro dallâevento; questâoggi 10 dicembre 2025, con un comunicato ufficiale, anche lâemittente islandese RĂV ha annunciato il ritiro dal concorso.
Boicottaggi e proteste ad Eurovision Song Contest, una storia lunga mezzo secolo. Il boicottaggio messo in atto da cinque televisioni rispetto alla partecipazione allâEurovision Song Contest 2026 non è una novitĂ .
Le lancette della storia tornano indietro soprattutto agli anni 70, quelli nei quali il boicottaggio ad Eurovision Song Contest è stato piĂš forte, ma nel corso della sua storia e per vari motivi, diverse tv hanno scelto di non partecipare ad una determinata edizione.Â
Il boicottaggio contro la Spagna di Franco. Quando RTVE vince per un solo punto lâEurovision Song Contest 1968 davanti a Cliff Richard con âLa La Laâ di Massiel, la Spagna franchista festeggia perchĂŠ lâobiettivo di portare Eurovision a Madrid è centrato. ĂRF, i cui voti sono stati decisivi per la vittoria spagnola, decide comunque di non partecipare per non dare visibilitĂ al franchismo. Diverse altre nazioni minacciano lo stesso ma alla fine è lâunica rinuncia.Â
Lâedizione 1969 si conclude con quattro vincitrici per altrettante nazioni (Lenny Kuhr per i Paesi Bassi; Frida Boccara per la Francia; Lulu per il Regno Unito e Salomè per la Spagna). Il regolamento non prevede infatti alcun meccanismo di barrage. Finlandia, Norvegia, Portogallo e Svezia decidono come forma di protesta di non partecipare allâEurovision 1970 che va in scena ad Amsterdam. EBU introdurrĂ da questa edizione una regola per dirimere i pari merito in caso di primo posto.
Grecia vs Turchia: la storia (in)finita. Nel 1974 il regime dei Colonnelli in Grecia crolla dopo che la Giunta militare fallisce il blitz attuato attraverso lâorganizzazione Eoka B sullâIsola di Cipro che dal 1960 è una federazione bi-etnica regolata da un trattato stipulato fra greci e turchi a Londra dopo essere diventata indipendente dal Regno Unito. Eoka B riesce a rovesciare il capo di Stato, lâarcivescovo ortodosso Makarios III ma il colpo di Stato dura 9 giorni. Tanto ci mette infatti la Turchia ad invadere lâisola, sfruttando la clausola del trattato che permette di intervenire se è a rischio lâintegritĂ del Paese. Rauf DenktaĹ, vicepresidente turcofono di Cipro, divide lâisola lungo la Green Line demilitarizzata. Per i turchi, lâoperazione âAtillaâ (5000 morti e 3000 dispersi) è di peacekeeping; per i greci una invasione.
Ad Eurovision, la situazione va in scena fra il 1975 e il 1976. Quando nel 1975 la Turchia debutta ad Eurovision, la Grecia â che aveva esordito lâanno precedente â si ritira. La Turchia ricambia la scortesia lâanno successivo, quando la Grecia torna in concorso. Mariza Koch fra lâaltro, canta un brano dal titolo âPanaghia Mouâ (La mia madrepatria) che parla proprio della vicenda di Cipro. Mentre la Koch canta, la tv turca manda in onda un altro brano. Titolo: pure questo, la mia madrepatria.
Nel 1981 debutta lâisola di Cipro con âMonikaâ degli Island. La Turchia, che è regolarmente in concorso, non manda in onda il brano âin segno di protesta per le rivendicazioni greche sullâisolaâ. Fa lo stesso nellâanno successivo con âMono I agapiâ di Anna Vissi.
Israele debutta ad Eurovision Song Contest nel 1973, pochi mesi dopo che i terroristi palestinesi di Settembre Nero avevano sterminato mezza squadra olimpica nellâattentato perpetrato ai Giochi Olimpici di Monaco di Baviera.
Il clima si capisce subito: Ilanit è costretta ad esibirsi indossando un giubbotto antiproiettile sotto allâabito di scena e al pubblico viene ordinato di restare seduto.  Le tensioni sono solo allâinizio e vengono certificate dalla crisi petrolifera scaturita dagli esiti della Guerra dello Yom Kippur e  aggravata dalla rivoluzione iraniana che nel 1979 porta al potere il regime degli Ayatollah.
Il petrolio è proprio il motivo di due ritiri: quello della Tunisia â mentre è giĂ allineata al via â nel 1977 e quello della Turchia nel 1979. In entrambi i casi è la Lega Araba a minacciare i due Paesi: niente divisione del palco con Israele o saranno tagliate del tutto le forniture petrolifere. Quando nel 1980 â senza Israele al via â la Turchia torna in gara, la canzone di Aida Pekkan si intitola non casualmente âPetrâOilâ.
Nel 1978 la tv giordana e tutte quelle arabe collegate, mandano la pubblicitĂ mentre canta Israele. Per i giordani poi, quellâedizione è stata vinta dal Belgio, che in realtà è arrivato secondo: la tv aveva infatti staccato il collegamento quando era chiaro che Izhar Cohen & Alphabeta stavano vincendo. Il giorno dopo, al telegiornale, viene annunciato vincitore il belga Jean VallĂŠe.Â
Anno 2005. La tv libanese è pronta a debuttare con la bellissima âQuand tout sâenfuitâ di Aline Lahoud, ma viene squalificata. Motivo: TĂŠlĂŠLiban ha cancellato Israele dalla lista dei Paesi in concorso: âNon possiamo trasmettere la canzone di un Paese nemico col quale siamo in guerra nĂŠ invitare a votarlo o far vedere i festeggiamenti se vinceâ, dirĂ il direttore dellâemittente.
Il contrasto fra Armenia ed Azerbaigian per il controllo della regione del Nagorno Karabakh era iniziato nel 1991 e allâEurovision va in scena sin dalle prime edizioni a cui i Paesi partecipano. Lâapice arriva nel 2012, quando il concorso approda a Baku dopo la controversa vittoria di Ell & Nikki con âRunning scaredâ. Dopo lungo tira e molla, ARM TV decide  fuori tempo massimo di ritirarsi, giudicando non sufficienti le misure di sicurezza.
Tre anni prima, mentre lâArmenia si esibiva con Inga e Anush e la loro âJan Janâ, la tv azera aveva distorto il segnale, vendicandosi del fatto che ARM TV aveva messo il simbolo del Nagorno-Karabah nelle cartoline.
Qualcosa di simile accade allo Junior Eurovision 2021: mentre canta lâarmena Malena, i commentatori della tv azera ci parlano sopra, coprendola. Malena vincerĂ e la tv azera riuscirĂ a dirlo senza nominare mai la parola Armenia.
La vicenda russo-ucraina è storia recente: non veri e propri boicottaggi ma situazioni tese legate alla vicenda dellâoccupazione russa della Crimea. Yulia Samoylova, MARUV e Alina Pash gli apici della crisi, fino allâespulsione dal consorzio delle tv russe non per la guerra in corso dopo lâinvasione russa dellâUcraina, bensĂŹ per la maniera in cui veniva raccontata.
Nel 2009, sempre la Russia fu protagonista indiretta del ritiro della Georgia: lâEurovision si svolgeva a Mosca e la canzone degli Stephane & 3G si intitolava âWe donât wanna Put Inâ, con un testo piĂš che allusivo. La tv russa chiese ed ottenne dal Reference Group un intervento: alla richiesta di cambiare canzone, GPB rispose ritirandosi. Erano ancora fresche le ferite dei cinque giorni di guerra nelle regioni russofone della Georgia, occupate dallâesercito russo nel tentativo di annettersele.
