
Lâemittente pubblica islandese RĂV ha ufficialmente annullato lâedizione 2026 dello SĂśngvakeppnin, il tradizionale festival nazionale che seleziona il rappresentante islandese per la kermesse europea, dopo essersi ritirata come noto, questâanno dalla 70ÂŞ edizione dellâEurovision Song Contest 2026 che si svolgerĂ presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.
SĂśngvakeppnin non si terrĂ piĂš nel 2026 dopo che lâemittente pubblica islandese si è ritirata dallâEurovision Song Contest, in seguito alla recente decisione dellâUnione europea di radiodiffusione (EBU-UER) di permettere a Israele di prendere parte al concorso, nonostante le polemiche legate alla guerra a Gaza e alle accuse di tentativi dâinfluenza sul voto pubblico durante lâedizione 2025.
La decisione è stata comunicata dallâemittente pubblica RĂV, che ha giĂ informato gli artisti e gli autori che avevano presentato i brani per il concorso, ma sta valutando una sostituzione.Â
Eva Georgs ĂsudĂłttir, direttrice del programma di RĂV, ha chiarito come lâassenza dellâIslanda dallâEurovision renda impossibile mantenere il formato tradizionale dello SĂśngvakeppnin: âĂ chiaro che lo SĂśngvakeppnin nel format in vigore da quando partecipiamo allâEurovision non si terrĂ . I presupposti per organizzarlo vengono meno con la nostra non partecipazione allâEurovision Song Contest, e cosa faremo in seguito non è ancora stato deciso. Faremo del nostro meglio per offrire un buon programma al posto del concorso canoro.â
Al momento, dunque, non è stata annunciata unâalternativa nĂŠ è chiaro se il concorso tornerĂ in una veste diversa negli anni successivi.
La cancellazione del SĂśngvakeppnin 2026 rappresenta un momento di pausa e riflessione per la televisione pubblica islandese e per gli artisti locali, che negli ultimi anni avevano trovato nellâEurovision una vetrina internazionale importante. Resta ora da capire se RĂV deciderĂ di tornare in gara in futuro e se il concorso nazionale verrĂ ripensato in una nuova forma.
Lo SĂśngvakeppnin è stato organizzato a intermittenza dal 1981, prima del suo debutto allâEurovision Song Contest nel 1986. Lâultima volta che un concorso non è stato organizzato è stato nel 2021, quando a Daði og Gagnamagnið è stato concesso il diritto di rappresentare lâIslanda a Rotterdam dopo la cancellazione dellâEurovision Song Contest del 2020.
RĂV è una delle cinque emittenti che si sono ritirate dalla competizione dellâEurovision Song Contest 2026 a Vienna, in Austria, per protestare contro la continua partecipazione di Israele alla competizione.
Da ricordare che il 28 giugno 2025, lâemittente IPBC ha confermato la partecipazione di Israele allâedizione 2026 del concorso. Tuttavia lo scoppio della guerra Israele-Hamas, con il successivo genocidio nella striscia di Gaza da parte delle forze armate israeliane, e lâinterferenza del governo israeliano sullâesito del televoto nellâedizione precedente (che ha visto la vittoria della proposta israeliana nel televoto nonchĂŠ la seconda posizione nella classifica finale), hanno spinto diverse emittenti partecipanti a presentare ulteriori richieste allâUER per escludere Israele dal concorso. In particolare, le emittenti di Irlanda (RTĂ), Paesi Bassi (AVROTROS/NPO), Slovenia (RTV SLO) e Spagna (RTVE) hanno annunciato il loro ritiro dalla competizione qualora Israele non fosse stato escluso, mentre altre emittenti hanno dichiarato lâintenzione di partecipare solo se lâUER avesse soddisfatto determinate condizioni. A causa di ciò, il gruppo di controllo della manifestazione ha esteso la scadenza di conferma, prima della quale le emittenti possono ritirare lâintenzione di partecipazione senza incorrere in una sanzione finanziaria, dal 13 ottobre a metĂ dicembre per consentire unâampia consultazione con le emittenti sulla partecipazione israeliana. Una riunione straordinaria in cui si sarebbe dovuto votare sulla partecipazione israeliana al concorso era prevista per il mese di novembre, ma è stata annullata in seguito allâattuazione di un accordo di cessate il fuoco e di un piano di pace volto a porre fine alla guerra, posticipando la decisione al mese di dicembre. Il 4 dicembre 2025, in seguito ai risultati di una votazione relativa al nuovo sistema di voto durante lâassemblea generale dellâUER a Ginevra, che ha de facto permesso la partecipazione di Israele alla manifestazione senza procedere ad ulteriori votazioni, le emittenti di Irlanda (RTĂ) [per la prima volta dal 2002], Paesi Bassi (AVROTROS/NPO) [per la prima volta dal 2002], Slovenia (RTV SLO) [per la prima volta dal 2000] e Spagna (RTVE) [per la prima volta nella sua storia dal debutto del 1961] hanno ufficialmente annunciato il loro boicottaggio e il conseguente ritiro dallâevento; il 10 dicembre, con un comunicato ufficiale, anche lâemittente islandese (RĂV) [per la prima volta dal 2002] ha annunciato il ritiro dal concorso. In seguito alla conferma della partecipazione israeliana, Nemo e Charlie McGettigan, rispettivamente vincitori delle edizioni 2024 e 1994, hanno deciso di restituire i propri trofei come gesto di protesta nei confronti della scelta adottata dellâente paneuropeo. Altri ex partecipanti, come lâitaliano Marco Mengoni, hanno invece espresso il proprio sostegno alle nazioni che hanno aderito al boicottaggio della manifestazione.
La rinuncia dellâIslanda allâEurovision Song Contest 2026, non è un caso isolato. RĂV è infatti una delle cinque emittenti che hanno deciso di ritirarsi dalla competizione come forma di protesta contro la continua partecipazione di Israele al concorso. Una scelta che segna una frattura significativa allâinterno della comunitĂ eurovisiva e che potrebbe avere ripercussioni anche sulle future edizioni del festival.
Inoltre, il 16 settembre 2025, con la pubblicazione del regolamento del Festival da Canção 2026, lâemittente portoghese RTP non ha confermato ufficialmente la partecipazione del Portogallo alla manifestazione europea, limitandosi solamente ad indicare che la canzone vincitrice ârimane abilitata a rappresentare lâemittente al concorso canoroâ. La decisione finale sulla partecipazione è stata quindi rinviata a dopo lâassemblea generale dellâUER, svoltasi a Ginevra nel dicembre dello stesso anno. Il successivo 4 dicembre lâemittente ha annunciato la presenza del Portogallo allâEurovision Song Contest 2026. Tuttavia, nel corso del mese di dicembre, tredici dei sedici concorrenti selezionati per la finale nazionale portoghese hanno dichiarato lâintenzione di boicottare la partecipazione alla manifestazione europea in caso di vittoria a causa della presenza di Israele al concorso.
