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🇦🇹 ESC 2026: Decimo giorno di prove dell’ESC 2026

Oggi decima giornata delle prove Generale della Prima Semi-Finale e finalmente il primo “Live TV Show” dell’Eurovision Song Contest 2026 in programma per stasera 12 Maggio 2026 alle 21:00 CEST.

Ecco di seguito il programma a Vienna:

Si riparte: da questa sera, a Vienna va in scena l’Eurovision Song Contest 2026. Un’edizione molto particolare, che è stata pesantemente segnata da critiche internazionali e polemiche legate al contesto geopolitico.

La critica principale riguarda la partecipazione di Israele, che ha portato diversi Paesi (Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda) a boicottare l’evento. Oltre 1.000 artisti, tra cui nomi di rilievo come Massive Attack, Sigur Rós e Brian Eno, hanno firmato lettere aperte per chiedere l’esclusione di Israele, accusando l’EBU (European Broadcasting Union) di ipocrisia e di aver perso la pretesa di neutralità del concorso. Viene contestata la coerenza dell’EBU, accusata di applicare due pesi e due misure rispetto alla sospensione della Russia nel 2022. A seguito delle polemiche sull’enorme quantità di voti accordati ai candidati israeliani negli ultimi anni, la validità del risultato dell’edizione 2025 rimane comunque indiscussa, sono state introdotte modifiche al regolamento di voto a partire dal 2026.

Le misure prevedono di dimezzare la quantità di voti (passerà da 20 a 10) che ogni membro del pubblico può esprimere; in questo modo il pubblico sarebbe più motivato a distribuire i propri voti a Paesi diversi. L’obiettivo è quello di rafforzare la fiducia e la trasparenza del sistema di voto. Tutti i residenti dei Paesi partecipanti possono votare per telefono, SMS o online. In ogni Paese vota anche una giuria di professionisti, composta da esperti di musica e che ora includeranno anche membri più giovani, tra i 18 ed i 25 anni. Le giurie di professionisti, che nelle scorse edizioni votavano solo nella finale, torneranno nelle semifinali. Inoltre, i giurati dovranno firmare una dichiarazione formale in cui confermano che voteranno “in modo indipendente e imparziale”. I voti del pubblico e delle giurie avranno lo stesso peso e nessuno dei due potrà votare per il proprio Paese.

Dobbiamo ricordare che l’Eurovision Song Contest è sempre stato un palcoscenico dove la politica filtra, anche quando tutti fingono che non accada. L’Eurovision Song Contest nasce nel 1956 come un gesto di fiducia: un continente ferito dalla guerra che prova a parlarsi attraverso la musica, immaginando che le note possano fare ciò che la diplomazia spesso non riesce a fare. Ma ogni volta che il festival ha tentato di dichiararsi neutrale, la storia gli ha ricordato che la neutralità non è possibile. Nel 1969, dopo la vittoria della Spagna franchista, l’Austria si ritirò per non legittimare il regime di Franco. Nel 1975, la Grecia abbandonò il concorso per protestare contro la partecipazione della Turchia dopo l’invasione di Cipro; l’anno successivo fu la Turchia a ritirarsi quando la Grecia tornò in gara. Nel 2009 la Georgia si vide respingere la canzone ‘We Don’t Wanna Put In’ perché considerata una provocazione politica diretta a Vladimir Putin. E nel 2022, appunto, la Russia venne esclusa all’istante, a seguito dell’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, segnando un precedente che oggi torna al centro del dibattito. La Bielorussia era stata esclusa un anno prima dopo la contestata rielezione del presidente Alexander Lukashenko.

Il boicottaggio del 2026, però, ha un carattere diverso: non è un gesto isolato di un singolo Paese, ma un movimento culturale che attraversa generazioni, generi musicali, nazionalità. È un coro che chiede coerenza, che rifiuta l’idea di un palco impermeabile al mondo che lo circonda. Alcune emittenti (Spagna, Irlanda, Islanda, Paesi Bassi e Slovenia) hanno annunciato il ritiro; alcuni artisti hanno restituito premi (Nemo) o dichiarato che non parteciperanno. L’Eurovision Song Contest, che da sempre si presenta come una festa, si ritrova improvvisamente a fare i conti con la sua ombra.

Come la edizione precedente, le prove sono ora a porte chiuse, accessibili solo alle delegazioni ufficiali. Lo scorso anno è stato introdotto un nuovo protocollo per garantire il benessere e la sicurezza di artisti e staff, che limita le riprese nelle aree backstage e crea spazi “protetti” per i partecipanti. Tutti – musicisti, tecnici, media – sono tenuti a firmare un codice di condotta per poter partecipare all’evento. È una reazione alle critiche degli anni scorsi, un tentativo di controllare meglio l’ambiente del concorso, ma anche un segno di una crescente chiusura.

In questo contesto, l’Italia si presenta a Vienna con Sal Da Vinci, trionfatore del Festival di Sanremo 2026, e il brano “Per sempre sì”. Una ballad che affonda le radici nella canzone d’autore italiana, un pezzo dall’impianto classico che nonostante tutto è diventato virale. E l’Eurovision si sa, ama la viralità.

L’Italia, però, è protagonista anche in altri modi. Oltre a Sal Da Vinci nato a New York durante una tournée del padre Mario Da Vinci e cresciuto artisticamente tra musica, teatro e tradizione napoletana; l’altra artista italiana in gara, SENHIT, nata e cresciuta a Bologna da famiglia eritrea, sarà in gara in rappresentanza di San Marino e con la partecipazione straordinaria di Boy George, si esibirà in posizione numero 17 con il brano “Superstar”, in gara per la Germania Sarah Engels, artista tedesca con origini italiane e siciliane da parte materna, che nel 2020 rappresentò addirittura l’Italia al Free European Song Contest con “Te Amo Mi Amor”. In diverse interviste ha raccontato quanto la cultura italiana abbia influenzato il suo rapporto con la musica, ricordando anche le ricette della madre e la passione mediterranea presente nella sua famiglia; anche nche la Svizzera porterà sul palco una storia profondamente intrecciata con l’Italia grazie a Veronica Fusaro. Nata a Thun, ha il padre originario di Acri, in Calabria, e non ha mai nascosto il legame con il Sud Italia. L’Italia arriva persino in Ucraina, la rappresentante ucraina LELÉKA ha infatti collaborato negli ultimi mesi con il compositore italiano Stefano Lentini, autore delle musiche di “Mare Fuori”; dalla collaborazione è nato l’EP “Anima Mundi”, registrato tra Berlino e Roma e utilizzato anche nella colonna sonora della nuova stagione della serie Rai. Una connessione artistica che rafforza ancora di più la presenza culturale italiana all’interno della competizione. C’è l’italiano nelle canzoni di ESC 2026: AIDAN, rappresentante di Malta canta il brano “Bella”, pur essendo principalmente in inglese e maltese, ruota attorno alla parola “Bella”, usata come gancio melodico principale. Non è solo un complimento, ma un richiamo alla tradizione melodica mediterranea che Malta condivide storicamente con noi; la Moldavia quest’anno presenta un testo multilingue molto ambizioso, oltre al rumeno, all’inglese e persino al latino, Satoshi ha inserito diverse parole in italiano (e spagnolo) per sottolineare il concetto di pace universale e fratellanza tra i popoli latini; e infine in Ferto di Akylas, rappresentante della Grecia, che mescola greco, francese e spagnolo, il ritmo e alcune espressioni richiamino lo stile dei tormentoni estivi italiani, confermando l’influenza della nostra musica pop sul mercato ellenico.

Questa sera in diretta dalla Wiener Stadhalle di Vienna alle 21:00 prenderà il via l’Eurovision Song Contest 2026 con la Prima Semi-Finale. A scontrarsi in questa Prima Semi-Finale ci saranno 15 canzoni. Solamente le prime 10 in classifica però passeranno il turno e si guadagneranno un posto nella serata della Finale, che si terrà sabato 16 maggio 2026.

Il momento più atteso dai fan eurovisivi è arrivato: inizia quest’oggi 12 maggio 2026 l’Eurovision Song Contest. Quest’anno 35 paesi portano la loro cultura e la loro musica variegata, folle, incantevole in inglese e in tante altre lingue che spesso a noi ascoltatori italiani possono apparire poco comprensibili. Così abbiamo deciso, in maniera sintetica, ma esaustiva, di raccontarvi quali sono i significati di tutti e 35 brani:

01.🇲🇩 Moldova: Satoshi –Viva, Moldova!, l’esibizione di Satoshi è sicuramente festosa e perfetta per aprire la prima semifinale nel segno dell’energia. La performance urbana fonde suoni e simboli nazionali come la bandiera moldava proiettata a LED con grafiche colorate d’ispirazione giapponese e avatar digitali. Il suo inno rap/pop-folk, però, non è certo un capolavoro e col ritorno delle giurie nelle semifinale, il rischio di non arrivare a sabato aumenta. Tra le coriste Aliona Moon (Moldavia 2013), che cita se stessa cantando il bridge del brano in piedi su un’alta piattaforma con una lunga gonna, proprio come fece nel 2013. Problemi nell’inquadratura finale.

02.🇸🇪 Sweden: FELICIA – My System, dopo la boccata d’aria fresca dello scorso anno, la Svezia sceglie di rifugiarsi nei propri canoni classici, confezionando un prodotto pop “artificiale” studiato su misura per i meccanismi della gara. Lo show punta tutto su un’estetica futuristica e un impatto sonoro massiccio, dove FELICIA, interagisce con una fitta trama di laser rossi e bianchi, degni di un kolossal di fantascienza. Vocalmente non è stata molto precisa in alcuni passaggi. Ma è la Svezia signori! impossibile pensare di non rivederla in Finale. Felicia dimostra un controllo non proprio eccellente della voce.

03.🇭🇷 Croatia: LELEK – Andromeda, la Croazia propone un brano raffinato capace di unire le radici tradizionali con suggestioni contemporanee. Le LELEK proiettano l’arena in una dimensione cosmica, dove le armonie vocali si fondono con un’atmosfera ancestrale e mistica. Visivamente, la performance si muove tra nebulose blu e viola avvolte dal fumo basso, squarciate da fiammate che rendono la performance quasi sacrale. Vocalmente perfette, le giurie dovrebbero gradire.

04.🇬🇷 Greece: Akylas – Ferto, è difficile digerire operazioni di questo tipo, dove il caos visivo prende il sopravvento sul resto. Akylas trasforma il palco in un frenetico videogioco anni ’90, assemblando un collage di pixel-art, riferimenti all’Antica Grecia e ostentazione del lusso moderno. L’artista si muove all’interno di un ambiente caleidoscopico, che rende l’intera messa in scena simile a una simulazione virtuale. Nel finale  un momento più intenso, e meno giocoso, dedicato alla madre.

05.🇵🇹 Portugal: Bandidos do Cante – Rosa, onore al Portogallo perché continua a puntare su proposte che restano fedeli alla propria identità. Il brano è commovente e mescola al meglio tradizione e modernità. A Vienna, i Bandidos do Cante presentano il loro Cante Alentejano in una dimensione intimista: la scena, dominata da eleganti rose bianche e grafiche floreali che sbocciano sui LED, crea un contrasto suggestivo con i toni caldi dell’oro e dell’ambra. Le giurie dovrebbero apprezzare e l’assenza dei lusitani dalla finale sarebbe davvero vergognosa.

06.🇬🇪 Georgia: Bzikebi – On Replay, nulla di nuovo sotto il sole e per di più l’esecuzione del brano è stata pessima. I Bzikebi, già campioni dello Junior Eurovision 2008, tornano puntando su una performance futuristica. I costumi gialli e neri omaggiano il loro passato da “api”. L’elemento chiave è l’interazione con i “Cyborg Bzikebi”, avatar digitali monumentali proiettati sui LED wall. La sensazione di già visto però rende l’approdo in Finale tutto in salita.

».🇮🇹 Italy: Sal Da Vinci – Per Sempre Sì (Esibizione fuori gara), l’Italia mette in scena un “matrimonio napoletano” in quattro atti, trasformando il palco in un racconto che punta sull’estetica mediterranea da cartolina. Vocalmente stasera Sal Da Vinci non ha dato il meglio di sé. Il finale è un trionfo di “italianità” tra alberi di limoni, gazebo neoclassici e fuochi d’artificio digitali, culminando nel momento in cui la gonna della sposa rivela una gigantesca bandiera italiana. A chiudere il tutto la coreografia con le mani vista sia a Sanremo che nel video ufficiale.

07.🇫🇮 Finland: Linda Lampenius x Pete Parkkonen – Liekinheitin, si andrà davvero a Helsinki il prossimo anno? Pare proprio di sì, almeno a giudicare da ciò che si è visto stasera. La performance è sicuramente di impatto: un’orchestra dismessa con leggii e sedie rovesciati a terra, arricchita da un inquietante confessionale al centro del palco. L’atmosfera è satura di fumo e tagli di luce rosso-ambra. Il gran finale è un’apocalisse di fuoco: un impiego massiccio di pirotecnica simula l’incendio integrale del palco. Il pacchetto è completo e profuma già di vittoria.

08.🇲🇪 Montenegro: Tamara Živković – Nova Zora, una proposta che condivide lo stile di quella svedese ma che, arrivando dal Montenegro, dovrà lottare per superare lo scoglio della semifinale. Tamara Živković, non canta alla perfezione, ma si distacca però dall’esibizione svedese, proponendo una performance strutturata come un’opera rock in tre atti. La messa in scena è cupa ed evolve tra proiezioni di lava e fulmini in tonalità rosso sangue, accompagnando una coreografia complessa che esplode in movimenti asimmetrici. 

09.🇪🇪 Estonia: Vanilla Ninja – Too Epic To Be True, le Vanilla Ninja tornano all’Eurovision con una proposta che sa di déjà-vu, ricalcando la formula già presentata nel 2005 per la Svizzera. Loro però cantano benissimo e la performance punta tutto sull’energia della band e sulla leadership di Lenna in passerella. Tra inquadrature veloci dal sapore nostalgico e un finale carico di pirotecnica, le artiste confermano una chimica perfetta.

10.🇮🇱 Israel: Noam Bettan – Michelle, il brano è sinceramente valido. Per chi scrive, supera addirittura le ultime due proposte, forse fin troppo classiche. Noam Bettan si esibisce all’interno di un’imponente struttura a diamante specchiata, un gioco di riflessi che crea l’illusione di una camera di cristallo infinita. Noam vocalmente garantisce una prova solida, peccato per qualche sbavatura nelle inquadrature.

».🇩🇪 Germany: Sarah Engels – Fire (Esibizione fuori gara), Sarah Engels propone una messinscena martellante, con grafiche LED che propongono parole chiave della canzone, accompagnate da un massiccio uso di pirotecnica. La sensazione è quella di una performance energica e sensuale che però preferisce proporre l’ennesima variazione sul tema di “Fuego”, per di più cantata non benissimo. Peccato, perché dopo i segnali positivi dello scorso anno, si ritorna a un pop sempliciotto già visto e già sentito.

11.🇧🇪 Belgium: ESSYLA – Dancing on the Ice, ESSYLA propone un brano che spicca per qualità e modernità. In una scenografia futuristica e di estrema classe, l’artista si presenta come una “Regina del Ghiaccio” tra nevicate artificiali e improvvisi fasci di luce dorata. La performance gioca sul contrasto visivo tra freddo e caldo, integrando una nevicata artificiale e fasci di luce dorata nel finale. Peccato per la voce che non è stata all’altezza della serata in cui votano le giurie.

12.🇱🇹 Lithuania: Lion Ceccah – Sólo Quiero Más, la Lituania punta su una delle proposte più originali, ma allo stesso tempo complicate del 2026. L’esibizione è oscura dominata dal volto “metallizzato” dell’artista e ricorda l’estetica de “Il settimo sigillo” di di Ingmar Bergman. È sicuramente una performance colta, ma anche spiazzante, pensata per incantare forse più le giurie e gli amanti delle proposte fuori dagli schemi. Arrivare in Finale non sarà lavoro facile.

13.🇸🇲 San Marino: SENHIT – Superstar, San Marino gioca la carta della simpatia e di un travolgente revival anni ’80 con Senhit, che trasforma l’arena in un party. La performance è un’esplosione di puro intrattenimento “camp” tra luci arcobaleno, scintille e pirotecnica massiccia. Basterà per la finale? Il pezzo è divertente, Senhit sa cantare e la messa in scena è una scarica di energia pura, ma la sensazione è che il destino di San Marino resti incerto.

14.🇵🇱 Poland: ALICJA – Pray, ALICJA porta a Vienna una voce spettacolare al servizio di “Pray”, un brano che però non brilla per originalità. Visivamente, l’esibizione colpisce per le grafiche di mani scultoree giganti e un sofisticato gioco di chiaroscuri. Nonostante la complessità della messa in scena, che vede una monumentale rampa inclinata su cui l’artista si muove, la stabilità vocale di ALICJA rimane impeccabile.

15.🇷🇸 Serbia: LAVINA – Kraj Mene, la proposta serba dei LAVINA è un boccone difficile da digerire. Il gruppo trasforma il palco in un inferno metal di fuoco e fiamme, dominato da una spada monumentale incastonata nella roccia. Vocalmente, il frontman Luka impressiona per la potenza dei “growl” e dei graffiati rock. Resta da capire se un’esibizione così particolare possa colpire le giurie.

A decidere chi saranno i 10 finalisti sarà il voto delle 7 giurie nazionali, che torna a votare in Semifinale per la prima volta dal 2022, e il voto del pubblico tramite il Televoto. Potranno votare gli spettatori dei 15 paesi che prendono parte alla Prima Semi-finale. Potranno votare anche due dei Paesi pre-qualificati per la Finale: Italia (dopo Georgia e prima di Finlandia) e Germania (dopo Israele e prima di Belgio), che si esibiranno stasera fuori gara.

Ieri sera si è svolta la prova generale ufficiale della Prima Semi-Finale in cui hanno espresso il proprio voto anche le giurie nominate dei 15 Paesi partecipanti e di Italia e Germania. Il voto delle giurie, verrà sommato ai risultati del voto del pubblico per decretare le 10 canzoni che si qualificheranno la finale.

Stasera, quindi, potremo votare anche noi, tramite le seguenti modalità:

Regolamento televoto completo.

La serata inizierà con uno speciale filmato commemorativo intitolato “By Your Side for 70 Years”, che racconta la storia settantennale dell’Eurovision Song Contest attraverso gli occhi di un giovane ragazzo austriaco di nome Toni. Da bambino, Toni scopre la primissima edizione dell’Eurovision Song Contest, vedremo spezzoni di alcune delle esibizioni più leggendarie degli ultimi decenni, mentre cresce affascinato dalle canzoni in TV, prima da solo e poi con il suo compagno, per sette decenni. A seguire, Toni ormai adulto è al pianoforte e un coro di 70 elementi rende omaggio a “L’amour est bleu”, una delle canzoni più famose dell’Eurovision Song Contest, originariamente eseguita quando Vienna ospitò il concorso nel 1967, l’anno in cui Vienna ospitò per la prima volta l’Eurovision Song Contest. Vicky Leandros sale sul palco e si unisce al canto (la canzone si classificò al quarto posto e solo cinque anni dopo, nel 1972, tornò all’Eurovision e vinse con “Après toi”).

Prima di ogni canzone, vedremo una breve “cartolina” mentre il palco viene preparato per l’esibizione successiva. Le cartoline per l’Eurovision 2026 combinano filmati reali girati in diverse località dell’Austria con registrazioni in studio degli artisti, sovrapponendoli per creare scene fantasiose e di grande impatto visivo. Gli artisti appariranno in una varietà di ambientazioni: da una seggiovia sopra montagne innevate a figure in miniatura che vagano tra boschi e prati tra piante giganti, fino a passeggiate con lo skyline di città spettacolari. Questa tradizione ha anche un legame speciale con l’Austria. La prima cartolina fu inventata nel 1869 da Emanuel Herrmann.

Dopo la Georgia, inizia la prima pausa pubblicitaria della serata. Per gli spettatori senza pubblicità, Victoria si trova nel backstage e presenta un video preregistrato sui ricordi dell’Eurovision raccontati da fan ed ex concorrenti (Sissal, Miriana Conte, JJ, Eleni Foureira, Victoria stessa) e da Will Ferrell (del film sull’Eurovision).

Dopo il video, Victoria presenta i “Big Four” e il prossimo paese a salire sul palco: l’Italia.

Dopo la Germania, inizia la seconda pausa pubblicitaria. Per gli spettatori senza pubblicità, viene trasmesso un video preregistrato in cui la presentatrice Victoria, nei panni della “Professoressa Eurovision”, ci illustra alcune statistiche dell’Eurovision. Questa volta, l’attenzione si concentra sui “punti zero”, tra cui la lingua che ha ricevuto il maggior numero di punti zero (tedesco), il paese che ha ricevuto il maggior numero di punti zero in assoluto (Austria) e il primo paese ospitante a ottenere zero punti (Austria 2015).

Dopo l’esecuzione di tutte le 15 canzoni, è il momento di iniziare le votazioni. Tutti i paesi partecipanti alla Semifinale 1, insieme ai due paesi già qualificati (Italia e Germania), possono votare in questa Semifinale.

I presentatori spiegano le regole e aprono rapidamente le votazioni: Start Voting Now!

Ogni paese partecipante avrà a disposizione due serie di punteggi da 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 10 e 12 punti. Una serie per la giuria di ciascun paese e una serie per il televoto di ciascun paese. Gli spettatori di alcuni paesi non partecipanti (“resto del mondo”) potranno votare online. I voti online del “resto del mondo” avranno lo stesso peso di quelli di un paese partecipante.

Dopo il primo riassunto, ci spostiamo nella green room, trasformata in un caffè viennese. Victoria spiega perché si chiama “Green Room”. Si dice che il colore verde abbia un effetto calmante e rilassante, quindi Michael indossa abiti tradizionali austriaci e conversa con alcuni degli artisti.

In attesa dei verdetti, l’intervallo di domani sera offrirà alcuni momenti di spettacolo e ironia. Il gruppo austriaco di danza e acrobatica Zurcaroh rievoca il Wiener Prater, uno dei parchi divertimento più antichi del mondo, di inizio Novecento con uno spettacolo che unisce acrobazie e danza, trasformando l’arena in un gigantesco circo. Uno spettacolare viaggio nel tempo.

Stop Voting Now! Le votazioni sono chiuse, ma dovremo aspettare ancora qualche istante. Segue un’altra pausa pubblicitaria. Per gli spettatori senza pubblicità, viene trasmesso il “Douze Points – Eurovision Quiz”, con Michael come presentatore e diversi commentatori come concorrenti.

Vengono poi mostrati brevi spezzoni delle canzoni della seconda semifinale di giovedì.

Siamo ora pronti a scoprire quali dieci paesi si sono qualificati, scelti tramite votazione popolare e giurie nazionali. Good Night Europe!

A condurre la Prima Semifinale dell’Eurovision 2026 ci saranno Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, affiancati da Go-Jo (Australia 2025 con “Milkshake Man”), i quali si esibiranno anche durante le votazioni, in un divertente numero musicale “Kangaroo” sull’equivoco geografico più celebre dell’Eurovision contemporaneo, la differenza tra Austria e Australia, e spiegano “una volta per tutte” le differenze tra i due Paesi.

Condotta da Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, la Prima Semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 sarà trasmessa alle 21.00 su su Rai 2 e RaiPlay, oltre che su Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre, preceduta da un’anteprima di circa 15 minuti alle 20.15. Su Rai Radio 2 la radiocronaca sarà affidata ai confermati Diletta Parlangeli e Matteo Osso, con Martina Martorano inviata da Vienna.

Anche quest’anno Rai Pubblica Utilità garantirà la piena accessibilità dell’evento. Le semifinali e la finale saranno sottotitolate e audio descritte. Inoltre, la finale sarà disponibile anche con la traduzione integrale nella Lingua Italiana dei Segni su un canale dedicato di RaiPlay. Performer sordi e udenti interpreteranno in LIS e ISL le canzoni in gara e quelle degli ospiti, mentre gli interpreti tradurranno quello che dicono i due conduttori.

Stasera proseguirà l’Eurovision Song Contest 2026 il cui vincitore verrà scelto attraverso in sistema misto di voto del pubblico e di giurie di esperti dei 35 Paesi partecipanti.

Dal 2024 sono state apportate diverse modifiche al sistema di votazione dell’Eurovision Song Contest.

I telespettatori di tutto il mondo, al di fuori dei Paesi partecipanti, potranno votare per 24 ore prima di ogni Semi-Finale e della Finale. Anche le votazioni per la Finale si apriranno poco prima dell’esecuzione della prima canzone e rimarranno aperte per tutta la durata delle esibizioni e fino a 40 minuti dopo l’esecuzione della canzone finale.

Tutte le votazioni sono gestite da Once, il partner dell’European Broadcasting Union (EBU-UER) per le votazioni, e supervisionate da E&Y, l’osservatore indipendente delle votazioni.

Tutti gli spettatori dei Paesi partecipanti e non partecipanti potranno votare utilizzando l’App ufficiale dell’Eurovision o collegandosi direttamente al sito www.esc.vote. Sia l’App che il sito web forniranno automaticamente il metodo di voto corretto per tutti i Paesi eleggibili.

Inoltre, i telespettatori dei Paesi partecipanti potranno votare per telefono e/o via SMS. I numeri pertinenti saranno visualizzati sullo schermo di ciascuna emittente partecipante e su http://www.esc.vote.

Una Giuria di professionisti è nominata dall’emittente in ciascuno dei 35 Paesi che partecipano al concorso. Ogni giuria è composta da 7 membri (compreso il presidente), con l’obbligo di includere due giurati di età compresa tra i 18 e i 25 anni, con una solida formazione musicale/artistica e un’esperienza professionale rilevante (con un curriculum comprovato) che ne giustifichi la nomina (ad esempio, cantante, musicista, compositore, autore di testi, professionista nel campo dell’intrattenimento televisivo/radiofonico, critico musicale/esperto, ballerino o coreografo).

Ogni giurato stilerà una classifica di tutte le canzoni in gara per ogni spettacolo dalla meno preferita alla preferita in base ai seguenti criteri: composizione e originalità della canzone, qualità della performance sul palco, capacità vocale dell’interprete o degli interpreti ed impressione generale dell’esibizione.

I punteggi assegnati alle singole canzoni da ciascun giurato vengono convertiti in un valore di punteggio specifico da 12 in giù, decrescente in modo esponenziale; la somma di tutti i valori di punteggio all’interno di una Giuria nazionale determina la classifica finale della Giuria nazionale. Alle 10 canzoni più votate vengono assegnati 1 – 8, 10 e 12 punti.

Le giurie dei Paesi partecipanti alla Prima Semi-Finale e alla Seconda Semi-Finale (nonché dei Paesi pre-qualificati che voteranno in ciascuna delle Semifinali) esprimeranno i loro voti, ma i loro voti questa volta conterà per il risultato delle Semifinali.

I voti delle giurie di tutti i 35 paesi partecipanti saranno comunque conteggiati nella Finale.

Il voto nelle Semifinali. Sarà il 49,3 % dal voto delle Giurie Nazionali (formate ognuna da 7 membri nominati da ciascuna emittente di ogni Paese partecipante) e il 50,7% dalla Votazione del pubblico a determinare l’esito delle due semifinali dell’Eurovision Song Contest 2026.

I telespettatori dei 15 Paesi che partecipano alla Prima Semi-finale potranno votare insieme a due dei Paesi pre-qualificati per la Finale: Italia e Germania.

I telespettatori dei 15 Paesi che partecipano alla Seconda Semi-finale potranno votare insieme a tre degli altri Paesi pre-qualificati per la Finale: Regno Unito, Francia e Austria.

I telespettatori dei Paesi partecipanti potranno votare utilizzando l’applicazione ufficiale dell’Eurovision Song Contest, oppure tramite telefono e/o SMS. I numeri pertinenti saranno visualizzati sullo schermo da ciascuna emittente partecipante. I telespettatori di qualsiasi altro Paese non partecipante possono votare tramite la piattaforma online www.esc.vote.

Le votazioni per i telespettatori dei Paesi non partecipanti – Resto del Mondo – si apriranno al termine della trasmissione della Seconda Prova Generale di entrambe le Semifinali, la sera precedente, e si chiuderanno all’inizio della trasmissione in diretta.

Le votazioni per tutti gli spettatori che guardano il Live Show si apriranno dopo l’esecuzione dell’ultima canzone per circa 15-25 minuti. Alla chiusura delle votazioni, alle 10 canzoni più popolari in ciascun Paese partecipante verranno assegnati punti da 1 a 8, 10 e 12 punti. Alle 10 canzoni che hanno ricevuto il maggior numero di voti dal Resto del Mondo saranno assegnati punti utilizzando la stessa scala e avranno il peso di un ulteriore Paese votante.

Il pubblico di ciascun Paese partecipante assegnerà un totale di 58 punti (1+ 2 + 3 + 4 + 5 + 6 +7 + 8 + 10 + 12). Il pubblico che vota online dai Paesi non partecipanti assegnerà anch’esso un totale di 58 punti (1+ 2 + 3 + 4 + 5 + 6 +7 + 8 + 10 + 12).

I telespettatori italiani e tedeschi e la Giuria Nazionale non possono votare la canzone in gara che rappresenta l’Italia e la Germania.

Una volta sommati tutti i punti delle Giurie Nazionali e dai telespettatori – attraverso il Televoto previsto nella maggior parte dei Paesi partecipanti, e il voto online a pagamento previsto in alcuni Paesi partecipanti (tra cui l’Italia e la Germania) e nel resto del mondo – e all’esito delle votazioni si determinerà una graduatoria finale, i 10 Paesi con il maggior numero di punti si qualificheranno per la Finale del 16 maggio 2026.

Questi Paesi saranno annunciati in un ordine casuale deciso dal Supervisore esecutivo dell’Eurovision Song Contest al termine della trasmissione in diretta.

Il numero di punti che ogni Paese qualificato ha ricevuto nella rispettiva Semi-Finale sarà pubblicato dopo la Finale su eurovision.com.

Il voto nella Finale. I telespettatori di tutti i 35 Paesi che partecipano all’Eurovision Song Contest 2026 potranno votare per le 25 canzoni della Finale (i 20 Paesi in gara qualificati per la Finale (i 10 qualificati delle Semifinali 1 e 2) unitamente ai 4 Paesi denominati “Big Four” e al Paese vincitore dell’ultima edizione (Austria)).

Le 35 Giurie Nazionali e dai telespettatori attraverso il Televoto, previsto nella maggior parte dei Paesi partecipanti, e il Voto online a pagamento, previsto in alcuni Paesi partecipanti (tra cui l’Italia) e nel resto del mondo.

I telespettatori dei Paesi partecipanti potranno votare utilizzando l’applicazione ufficiale dell’Eurovision Song Contest, oppure tramite telefono e/o SMS. I numeri pertinenti saranno visualizzati sullo schermo da ciascuna emittente partecipante. I telespettatori di qualsiasi altro Paese non partecipante possono votare tramite la piattaforma online www.esc.vote.

Le votazioni per i telespettatori dei Paesi non partecipanti – Resto del Mondo – si apriranno al termine della trasmissione della Seconda Prova Generale della Finale, la sera precedente, e si chiuderanno all’inizio della trasmissione in diretta.

Le votazioni per tutti i telespettatori si apriranno prima dell’inizio della prima esibizione nel Live Show e si chiuderanno circa 25-40 minuti dopo la fine dell’ultima esibizione.

Alla chiusura delle votazioni, alle 10 canzoni più popolari in ciascun Paese partecipante verranno assegnati punti da 1 a 8, 10 e 12 punti. Alle 10 canzoni che hanno ricevuto il maggior numero di voti dal Resto del Mondo verranno assegnati punti utilizzando la stessa scala e avranno il peso di un ulteriore Paese votante.

Il pubblico di ciascun Paese partecipante assegnerà un totale di 58 punti (1+ 2 + 3 + 4 + 5 + 6 +7 + 8 + 10 + 12). 37 Paesi x 58 punti = 2.146 punti assegnati dal pubblico nazionale dei Paesi partecipanti. Anche il pubblico che vota online dai Paesi non partecipanti (Resto del mondo) assegnerà un totale di 58 punti (1+ 2 + 3 + 4 + 5 + 6 +7 + 8 + 10 + 12). Il numero totale di punti distribuiti dal pubblico sarà di 2.204 (2146 da 37 Paesi partecipanti + 58 da Resto del Mondo).

Anche la Giuria di ciascuno dei 37 Paesi partecipanti assegnerà un totale di 58 punti (1+ 2 + 3 + 4 + 5 + 6 +7 + 8 + 10 + 12). Ciascuna Giuria assisterà ed esprimerà i propri voti sulla base della Seconda Prova Generale che si svolgerà la sera di venerdì 10 maggio. Il numero totale di punti che saranno distribuiti dalle 35 Giurie nazionali sarà di 2.030 (35 Giurie x 58 punti = 2.030 punti).

Al termine della finestra di televoto, i risultati di ciascuna Giuria nazionale saranno presentati in diretta uno per uno da un portavoce di ciascun Paese partecipante e appariranno su un tabellone determinerà la Classifica globale delle Giurie. Durante questo periodo, l’EBU-UER, il suo Partner di voto e l’Osservatore di voto indipendente conteranno e verificheranno i risultati del pubblico.

Una volta assegnati tutti i punti di ciascuna delle Giurie Nazionali dei 35 Paesi partecipanti, verranno sommati i punti totali combinati del pubblico dei Paesi partecipanti e del Resto del Mondo. Il totale dei punti cumulati per ciascun Paese nella Finale verrà quindi aggiunto al tabellone, Paese per Paese, partendo dal Paese classificato per ultimo dalla Giuria e risalendo il tabellone fino al Paese classificato per primo.

Il Paese che avrà raggiunto il punteggio maggiore, unendo televoto e giurie, sarà il vincitore.

In caso di parità, dopo la distribuzione di tutti i punti del voto del pubblico e della giuria, vincerà la canzone che avrà ottenuto il punteggio più alto da tutti i pubblici nazionali e dal pubblico del resto del mondo.

NOTA BENE: il pubblico nazionale e le giurie nazionali non possono votare per il Paese che rappresentano. I risultati finali, compresi i risultati del pubblico e della giuria per ogni Paese partecipante e il risultato del Resto del Mondo, saranno pubblicati su eurovision.tv dopo la Finale.

Aggiornamento: Questa sera seguiremo la prima semifinale dell’Eurovision 2026 in diretta dalla Wiener Stadthalle di Vienna e trasmessa a partire dalle 21 su Rai 2 con il commento di Gabriele Corsi e Elettra Lamborghini.

Il pubblico italiano sarà chiamato ad esprimere le proprie preferenze sui paesi in gara in questa semifinale: avrà infatti diritto di voto anche il nostro paese, che contribuirà così alla decisione delle sorti dei partecipanti della serata.

Saranno solo dieci gli artisti che potranno passare in finale, dove ritroveremo anche il rappresentante italiano Sal Da Vinci.

Da quest’anno ritornano le giurie nelle semifinali,  quindi  il risultato sarà deciso, secondo quanto riporta il regolamento ufficiale, dalla combinazione dei risultati del pubblico e dei risultati ufficiali delle Giurie Nazionali, secondo un rapporto stabilito dall’EBU: per il 50,7% dalla votazione del pubblico; per il 49,3 % dal voto delle Giurie Nazionali.

Le giurie nazionali da questa edizione sono formate ognuna da 7 membri (non più 5) nominati da ciascuna emittente di ogni Paese partecipante (di cui 2 obbligatoriamente di età compresa tra i 18 e i 25 anni), mentre il risultato della votazione del pubblico include sia il classico televoto che i voti inviati online e a pagamento dal “Resto del Mondo”.

Tornando al televoto, le uniche regole valide per questa serata sono legate alla quantità di voti che è possibile inviare: da ogni utenza (fissa o mobile) sarà possibile inviarne fino ad un massimo di 5 per sessione.

Il voto potrà essere espresso tramite SMS da utenza mobile, tramite chiamata da telefono fisso, o utilizzando la app ufficiale dell’evento (disponibile sia per dispositivi Android che Apple), che trasforma ogni voto in un SMS, valendo quindi a tutti gli effetti come voto inviato tramite SMS.

Televoto da telefono fisso. È possibile televotare nella prima semifinale dell’Eurovision 2026 chiamando l’894.001 da utenze dei seguenti operatori di telefonia fissa: iliad, TIM, Tiscali, WindTre, Convergenze, Netoip e Webcom TLC.

Non è possibile televotare da telefoni pubblici, telefoni cellulari o utenze fisse site all’estero. Il costo della chiamata (indistintamente dalla durata), addebitato solo in caso si esprima un voto valido, è di 0,51 euro (IVA inclusa).

Dopo aver composto il numero, occorre seguire le indicazioni della voce guida, quindi digitare il codice identificativo relativo alla propria canzone scelta.

Televoto da telefono mobile. È possibile televotare nella prima semifinale dell’Eurovision 2026 inviando un SMS al 475.475.0 contenente nel testo il codice di due cifre abbinato al paese a cui si vuole dare la propria preferenza, da utenze dei seguenti operatori di telefonia mobile: iliad, TIM, Vodafone, WindTre, PosteMobile, CoopVoce, ho. Mobile, Fastweb Mobile, Kena Mobile, Very Mobile, 1Mobile, Optima Mobile e Daily Telecom Mobile.

Per ciascun SMS ricevuto a conferma di voto valido, verranno addebitati 0,50 euro per tutte le utenze precedentemente elencate.

Nessun costo verrà addebitato nel caso in cui l’utente invii un numero eccessivo di SMS di voto oppure una sintassi di voto non corretta o fuori tempo massimo.

Il numero massimo di voti validi effettuabili da ciascuna utenza telefonica italiana, fissa o mobile, è di cinque per ciascuna delle sessioni di voto previste. Questa è la limitazione attualmente prevista in Italia per ogni sessione di voto (come da regolamento AGCOM), mentre il regolamento EBU impone un limite di 10 voti massimi per sessione.

Anche nel caso in cui si decidesse di inviare il proprio voto mediante la app ufficiale della rassegna, come già ricordato, questo voto verrà convertito in SMS e conteggiato tra questi.

Verificare sempre con il servizio clienti del proprio operatore telefonico di non avere attivo il blocco per numerazioni a sovrapprezzo o non sarà possibile televotare.

Voto online. Anche quest’anno, in aggiunta al voto via telefono fisso e SMS (o app ufficiale della rassegna), verrà attivata la possibilità di votare online a pagamento, collegandosi al sito web www.esc.vote.

Il voto online per la prima semifinale è già attivo e offerto sempre dalla società ONCE (precedentemente nota come digame GmbH), che sovrintende e organizza, per conto di EBU, la raccolta dei voti da tutti i paesi partecipanti all’Eurovision Song Contest 2026.

Sul sito ufficiale sono riportate tutte le condizioni di voto (sarà possibile inviare fino a 10 voti per carta di pagamento), in base al Paese in cui ci si trova.

Ad esempio, se ci si trova in Spagna, sarà possibile votare subito dopo aver visto un veloce recap dei brani in gara pagando 0,99€ ogni singolo voto inviato. È possibile votare una sola volta per ogni carta di pagamento e i voti non assegnati andranno persi subito dopo l’invio. Nell’esempio citato, è possibile pagare con carte VISA, Mastercard e con Apple Pay e Google Pay.

I codici di voto. A ciascun brano in gara è assegnato un codice numerico univoco corrispondente all’ordine di uscita. Per votare basta digitare il codice seguendo le istruzioni della voce guida (se si vota da telefono fisso) o inviare un SMS contenente, nel testo, il codice della canzone che si intende votare (se si sceglie lo smartphone). 

Di seguito la lista delle canzoni in gara nella prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 con relativo numero d’uscita (visibile anche a schermo lungo tutta la durata della diretta tv):

  1. Moldavia – Satoshi – Viva, Moldova – Codice 01
  2. Svezia – Felicia – My System – Codice 02
  3. Croazia – Lelek – Andromeda – Codice 03
  4. Grecia – Akylas – Ferto – Codice 04
  5. Portogallo – Bandidos do Cante – Rosa –  Codice 05
  6. Georgia – Bzikebi – On Replay – Codice 06
  7. Finlandia – Linda Lampenius & Pete Parkkonen – Liekinheitin – Codice 07
  8. Montenegro – Tamara Živković – Nova Zora – Codice 08
  9. Estonia – Vanilla Ninja – Too EPic To Be True – Codice 09
  10. Israele – Noam Bettan – Michelle – Codice 10
  11. Belgio – Essyla – Dancing on the Ice – Codice 11
  12. Lituania – Lion Ceccah – Sólo Quiero Más – Codice 12
  13. San Marino – Senhit feat. Boy George – Superstar – Codice 13
  14. Polonia – Alicja – Pray – Codice 14
  15. Serbia – Lavina – Kraj Mene – Codice 15

Aggiornamento: Sal Da Vinci all’Eurovision Song Contest 2026 di Vienna: quanto guadagna davvero, qual è il suo cachet e quanto vale il suo look tra abito sartoriale, gioielli e accessori Made in Italy.

L’Eurovision Song Contest 2026 è ufficialmente iniziato alla Wiener Stadthalle di Vienna, con 35 Paesi in gara e uno spettacolo seguito da oltre 200 milioni di spettatori in tutto il mondo. Tra i protagonisti più attesi c’è Sal Da Vinci, reduce dal successo a Sanremo, che porta sul palco europeo il brano “Per Sempre Sì”, accompagnato dai ballerini Francesca Tocca e Marcello Sacchetta.

Ma mentre cresce l’attesa per le performance, una domanda domina le ricerche online: quanto guadagna Sal Da Vinci all’Eurovision 2026?

La risposta, per molti sorprendente, è semplice: non guadagna nulla.

Nonostante la portata globale dell’evento, l’Eurovision Song Contest non prevede alcun cachet per gli artisti in gara. Né compensi diretti, né rimborsi artistici dall’organizzazione.

Sal Da Vinci, come tutti gli altri concorrenti, partecipa infatti nell’ambito degli accordi presi con la Rai dopo la vittoria sanremese. In altre parole, la sua presenza sul palco di Vienna è considerata un’estensione del percorso artistico nazionale, non una prestazione retribuita.

Anche il vincitore dell’Eurovision non riceve un premio in denaro: il riconoscimento si limita al celebre microfono di cristallo, simbolo iconico della manifestazione.

Il vero valore dell’Eurovision non è economico, ma mediatico: esposizione globale, crescita streaming e aumento della popolarità internazionale.

Se il compenso economico è pari a zero, il ritorno in termini di visibilità può essere enorme. La storia recente lo dimostra chiaramente: i Måneskin, vincitori nel 2021 con “Zitti e buoni”, hanno visto esplodere la loro carriera internazionale con milioni di ascolti e tour mondiali sold-out.

Per questo motivo, l’Eurovision viene spesso definito una “vetrina senza prezzo”, dove il guadagno non si misura in euro ma in opportunità.

Se gli artisti non guadagnano, i Paesi partecipanti invece investono cifre importanti.

L’Eurovision è una co-produzione tra circa 40 emittenti pubbliche europee. Le quote di partecipazione variano in base a popolazione e PIL.

Per i Paesi del cosiddetto “Big Five” (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), i costi superano spesso i 100mila euro solo per l’iscrizione, a cui si aggiungono: logistica e trasporti, delegazioni artistiche, costumi e scenografie, prove e personale tecnico, alloggi e produzione. 

Il Paese ospitante, quest’anno l’Austria, sostiene invece una spesa molto più elevata: tra 10 e 20 milioni di euro, compensati però da turismo, sponsor e diritti televisivi.

Se il cachet è pari a zero, il look di Sal Da Vinci all’Eurovision 2026 racconta tutta un’altra storia, come riportato da Qui Finanza. Il cantante napoletano porta infatti sul palco un outfit completamente Made in Italy dal valore complessivo di circa 25mila euro.

Un guardaroba pensato nei minimi dettagli, che unisce sartoria tradizionale, gioielli artigianali e design contemporaneo.

Il completo bianco doppiopetto firmato Angelo Toma, storica sartoria pugliese, è realizzato su misura. Presenta: taglio morbido contemporaneo, rever a lancia, pantaloni ampi, tessuto in lana fresca opaca. Valore stimato: circa 2.500 euro.

Sulla giacca spicca una grande spilla in stile neo-barocco, realizzata da Antichità Petrone di Napoli, con pietre bianche in pavé. Valore stimato: circa 800 euro.

Scarpe nere in pelle con suola chunky, probabilmente firmate Scarosso, brand italiano noto per la produzione artigianale tra Marche e Puglia. Valore: circa 350 euro.

Elemento centrale dello show sono gli anelli, parte integrante della coreografia di “Per Sempre Sì”: anello in oro giallo 18k con diamanti: circa 7.000 euro, anello in oro bianco con diamanti e binario rotante: circa 14.000 euro. Valore complessivo gioielli: 21.000 euro.

Sommando tutti gli elementi, il look di Sal Da Vinci all’Eurovision 2026 raggiunge circa 25mila euro complessivi.

Un outfit che non è solo estetica, ma anche dichiarazione d’intenti: valorizzare l’artigianalità italiana su uno dei palchi più seguiti al mondo.

L’Eurovision Song Contest conferma ancora una volta la sua natura unica: nessun compenso diretto per gli artisti, ma un impatto mediatico e professionale potenzialmente enorme.

Per Sal Da Vinci, la partecipazione a Vienna rappresenta quindi non un guadagno immediato, ma un investimento sulla visibilità internazionale e sul futuro della sua carriera.

In un evento dove il denaro non è protagonista, a contare davvero sono musica, identità e capacità di lasciare il segno davanti a milioni di spettatori.

Aggiornamento: Tre Paesi europei “oscurano” l’Eurovision Song Contest. Le emittenti pubbliche di Spagna, Irlanda e Slovenia boicottano la finale per la presenza di Israele e sostituiscono la diretta con programmi dedicati alla musica, ai palestinesi e a una serie tv.

I gruppi radiotelevisivi pubblici di Spagna, Irlanda e Slovenia hanno annunciato che non trasmetteranno l’Eurovision Song Contest, che hanno deciso di boicottare a causa della partecipazione di Israele. Il gruppo sloveno RTV ha annunciato che, al posto della finale di sabato, trasmetterà un programma dedicato ai palestinesi; la spagnola RTVE proporrà un evento musicale non legato all’Eurovision, mentre la televisione pubblica irlandese manderà in onda un episodio di una serie televisiva.

“Al posto del circo dell’Eurovision, la programmazione della televisione pubblica sarà nel segno della serie tematica Voci di Palestina, ha dichiarato domenica RTV in un comunicato. “La Televisione spagnola festeggerà i suoi 70 anni, sette decenni durante i quali sono state trasmesse milioni di canzoni di migliaia di artisti. RTVE rende omaggio a questa eredità e guarda al futuro con una nuova puntata speciale de “La Casa della Musica”, ha spiegato dal canto suo RTVE all’inizio di maggio, senza menzionare l’Eurovision. Ana María Bordas, direttrice della produzione dei contenuti di RTVE, ha sottolineato che il giorno scelto per la messa in onda ha un “significato particolare in Europa (…): è la Giornata internazionale del vivere insieme in pace”.

La rete irlandese RTÉ trasmetterà invece un episodio della popolare sitcom irlandese degli anni Novanta Father Ted. L’episodio vede protagonisti due preti completamente allo sbaraglio che scrivono una canzone per partecipare a un concorso canoro internazionale. Questi tre Paesi avevano annunciato il boicottaggio della 70ª edizione del concorso, organizzata quest’anno a Vienna, per protestare contro la decisione dell’Unione europea di radiodiffusione (UER) di mantenere la partecipazione di Israele.

Anche Islanda e Paesi Bassi hanno deciso di ritirarsi per la stessa ragione, ma hanno affermato che trasmetteranno comunque il programma. I cinque Paesi contestano a Israele la conduzione della guerra a Gaza, avviata come rappresaglia all’attacco compiuto il 7 ottobre 2023 sul suo territorio da parte del movimento palestinese Hamas. Anche oltre un migliaio di artisti o gruppi hanno chiesto il boicottaggio, così come Amnesty International. Le semifinali dell’Eurovision si terranno martedì e giovedì, mentre sabato ci sarà la finale.

Aggiornamento: Questa sera la prima semifinale: chi sale, chi scende e quanto conta davvero. 

Le scommesse su Eurovision Song Contest 2026 sono aperte ed è la Finlandia a confermarsi in testa.

Lampenius-Parkkonen guidano le quote con il 37% di possibilità di vittoria. Seguono Grecia e Danimarca, rispettivamente con il 13 e l’11%. Più indietro troviamo Israele, sesta, e Italia, nona.

Top 10 favoriti all’Eurovision Song Contest 2026:

1. Finlandia – Liekinheitin (Lampenius & Parkkonen)
2. Grecia – Ferto (Akylas)
3. Danimarca – Før vi går hjem (Søren Torpegaard Lund)
4. Francia – Regarde! (Monroe)
5. Australia – Eclipse (Delta Goodrem)
6. Israele – Michelle (Noam Bettan)
7. Malta – Bella (Aidan)
8. Romania – Choke Me (Alexandra Căpitănescu)
9. Italia – Per sempre sì (Sal Da Vinci)
10. Svezia – My System (Felicia)

Eurovision Song Contest 2026 Who will win the Eurovision Song Contest 2026? Winner Top 3 Top 5 Top 10 Top 15 Jury Tele Last Balkan Nordic Big-4 Baltic

Eurovision 2026 Semi-final 1 Who will qualify for the Final from Semi-final 1? Qualify Winner Not to qualify Top 3

Eurovision 2026 Semi-final 2 Who will qualify for the Final from Semi-final 2? Qualify Winner Not to qualify Top 3

Cosa influenza le scommesse? I primi flussi di scommesse si muovono sulla scia della risonanza degli artisti: quanto se ne parla sulla stampa, i sondaggi (non ufficiali) tra i fan di Eurovision e l’hype sui social sono indizi per individuare i primi favoriti. I dati di consumo sulle piattaforme online come Spotify e YouTube indicano quanto un brano sia popolare e accessibile, ma non predicono l’esito del televoto in modo lineare.

Un altro fattore importante sono le prove: le reazioni a coreografie, voce e presenza sul palco degli artisti possono far salire o scendere rapidamente le quote. Questo accade soprattutto a ridosso delle serate live. 

Sal Da Vinci, un pò sull’altalena dei bookmaker in queste settimane. La risposta del pubblico a ‘Per sempre sì’, potenzialmente buona, potrebbe non tradursi nella capacità del brano di convincere la giuria. Per dire della fragilità di certi equilibri, la pubblicazione di uno snippet (un estratto video di 30 secondi) della canzone può aver raffreddato la fiducia degli scommettitori.

Anche la Francia è scesa nelle quote dopo la prima settimana di prove, a conferma di quanto possano incidere sull’andamento del mercato.

Oltre all’esibizione, durante lo spettacolo conta la posizione in scaletta: chi arriva verso la fine ha più probabilità di essere ricordato dal pubblico durante il televoto; chi canta a inizio serata o subito dopo brani simili tende a essere meno memorabile.

Analizzando le edizioni 2005-2025 si nota come il favorito abbia vinto nel 65% dei casi. Si tratta di una percentuale eccezionalmente alta per una competizione con più di 25 partecipanti.

Spulciando nell’albo d’oro, è interessante il caso dei Måneskin, vincitori dell’edizione 2021. Con il sound energico di ‘Zitti e buoni’, la band guidata da Damiano David riuscì a superare le barriere culturali, portando alla vittoria il rock, genere non proprio rappresentatissimo all’Eurovision Song Contest. Una vittoria decretata sia dal pubblico sia dalla giuria (che contano ciascuno per il 50% del risultato finale).

A Malmö, nel 2024, Baby Lasagna figurava fra i più accreditati per la vittoria finale: Rim Tim Tagi Dim era favorita per stream e popolarità in rete, e infatti il televoto premiò l’artista croato. Le giurie, però, non furono d’accordo: furono conquistate da The Code di Nemo, con la sua combinazione opera-drum’n’bass e il racconto personale sull’identità non binaria. Ci ricordiamo bene come è andata a finire, con il trionfo della Svizzera.

Aggiornamento: Come Israele ha trasformato l’Eurovision in uno strumento di propaganda: ecco i documenti che lo provano.

Una lunga inchiesta del New York Times ricostruisce come il governo Netanyahu abbia speso oltre 800mila dollari per condizionare il voto del pubblico a Malmö e Basilea, mentre l’EBU gestiva la crisi nell’opacità e cinque Paesi annunciavano il boicottaggio. 

Benjamin Netanyahu aveva ben altri problemi sul tavolo. Una commissione dell’ONU lo accusava di genocidio, mentre i leader mondiali riconoscevano uno dopo l’altro lo Stato palestinese. Eppure, nell’autunno scorso, i diplomatici israeliani stavano inondando di telefonate ed email i vertici delle emittenti televisive europee per discutere di una questione apparentemente bizzarra: l’Eurovision Song Contest.

Lo rivela una lunga inchiesta del New York Times pubblicata l’11 maggio, firmata da Mara Hvistendahl e Alex Marshall, che hanno intervistato più di cinquanta persone e analizzato documenti interni dell’EBU – la European Broadcasting Union, l’ente che organizza la competizione – e del governo israeliano. Il quadro che emerge è quello di un Paese che ha deciso di usare la competizione canora più seguita al mondo (166 milioni di spettatori) come strumento di recupero d’immagine, nel momento in cui la sua reputazione internazionale era ai minimi storici.

Con la guerra a Gaza, però, la logica è cambiata. Non si trattava più solo di promuovere una canzone: si trattava di dimostrare che l’Europa, nonostante tutto, amava ancora Israele. A Malmö, nel maggio 2024, i documenti dell’Agenzia governativa israeliana per la pubblicità – ottenuti dall’organizzazione di controllo mediatico The Seventh Eye e condivisi con il New York Times – mostrano che il governo ha speso oltre 800mila dollari in campagne legate all’Eurovision. La maggior parte dei fondi proveniva dal ministero degli Esteri. Una voce separata riguardava l’ufficio hasbara del premier – il termine con cui Israele definisce, eufemisticamente, la propria propaganda all’estero – che aveva stanziato risorse specifiche per la «promozione del voto».

Non era la prima volta. Il cantautore Doron Medalie, che nel 2018 aveva scritto Toy – la canzone con cui Netta Barzilai aveva vinto quell’edizione – ha raccontato al New York Times che già allora il governo aveva investito più di 100mila dollari in pubblicità sui social per sostenere la cantante. Quella vittoria aveva convinto i vertici politici che l’Eurovision era un investimento che valeva la pena fare. Da lì in poi, i fondi non si sono mai fermati.

Eden Golan, la cantante israeliana in gara due anni fa a Malmö, in Svezia, è arrivata quinta nella classifica generale e seconda nel voto del pubblico. Prima, soprattutto, in Paesi come Spagna e Paesi Bassi, dove l’ostilità verso le politiche israeliane era in quel momento particolarmente accesa. L’emittente pubblica israeliana Kan ha detto al New York Times di non aver saputo niente delle campagne governative e di ritenere che le regole della competizione non fossero state violate. L’emittente slovena, invece, aveva chiesto all’EBU di pubblicare dati più dettagliati sul voto. Non ha mai ricevuto risposta.

A Basilea, l’anno dopo, la strategia si è fatta più esplicita. Il governo ha prodotto e distribuito video in cui Yuval Raphael – la cantante israeliana in gara – chiedeva al pubblico europeo, in più lingue, di votarla per venti volte: il massimo consentito dal regolamento. Netanyahu ha condiviso la grafica sui suoi profili social. Le ambasciate israeliane in tutta Europa hanno fatto altrettanto. Il vice ambasciatore a Vienna ha contattato direttamente gruppi della diaspora per organizzare la mobilitazione. E Raphael, accolta sul palco da fischi e da un mare di bandiere palestinesi, ha conquistato il voto del pubblico.

Il New York Times ha ricostruito la matematica di quello che è successo in Spagna, uno dei Paesi più critici nei confronti di Israele. Su 142.688 voti totali espressi, Raphael ne ha ottenuti 47.570 – il 33% del totale. Il gruppo ucraino degli Ziferblat, secondo classificato, si è fermato a 9.620. Una differenza che, fanno notare i giornalisti, sarebbe bastato produrre con circa 2.400 persone disposte a usare tutti e venti i voti a disposizione. Per superare semplicemente il secondo posto ne sarebbero bastate 482. Non ci sono prove di bot o manipolazioni tecniche. Ma la domanda rimane: se bastano poche centinaia di persone altamente motivate per determinare l’esito del voto in un Paese, in che senso è ancora un voto del pubblico?

L’EBU ha gestito la crisi in modo che il New York Times definisce «secretive» – riservato al limite dell’opaco. Ha commissionato un’indagine interna affidata al veterano dell’emittenza ceca Petr Dvorak, poi ha distribuito ai broadcaster solo un riassunto delle conclusioni, non il rapporto completo. Ha annunciato un voto d’emergenza sull’esclusione di Israele, poi lo ha cancellato dopo il cessate il fuoco con Hamas di ottobre. Ha fatto circolare internamente una email per scoraggiare le emittenti dal parlare con i giornalisti. I suoi legali, nel frattempo, avevano consegnato un parere che suonava come una bomba: l’EBU avrebbe potuto legalmente escludere Israele, se avesse voluto.

Nel frattempo la diplomazia israeliana lavorava su un altro fronte. Le ambasciate hanno contattato emittenti in almeno tre Paesi. In un quarto, il governo israeliano ha coinvolto direttamente il ministero degli Esteri locale. Il presidente Isaac Herzog ha sollevato la questione con diversi leader mondiali. «La voce di Israele deve essere ascoltata ovunque», ha dichiarato.

A dicembre, riuniti a Ginevra, i broadcaster hanno votato. Ma su cosa, esattamente? L’EBU aveva costruito una soluzione che evitava di affrontare la questione di fondo: anziché chiedere esplicitamente se Israele dovesse restare in gara, ha proposto un pacchetto di modifiche al regolamento – voti dimezzati da venti a dieci, divieto di campagne che «potrebbero influenzare l’esito», più peso alle giurie di esperti. Approvare quelle regole significava implicitamente tenere Israele dentro, senza che nessuno dovesse mai dirlo. La presidente dell’EBU Delphine Ernotte Cunci ha ammesso che il meccanismo «potrebbe sembrare piuttosto bizzarro», spiegando che non votare direttamente sulla questione israeliana era «la soluzione più democratica possibile». Il rappresentante dell’emittente belga VRT, Frederik Delaplace, non era d’accordo: l’Eurovision, ha detto durante la riunione, si stava «nascondendo dietro le linee guida» invece di discutere di diritti umani.

Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda hanno votato contro e annunciato il boicottaggio. La Spagna non trasmetterà nemmeno la finale.

L’Eurovision 2026 comincia oggi a Vienna. Noam Bettan, il cantante israeliano in gara, ha già pubblicato un video in cui chiede al pubblico di votarlo dieci volte. Il direttore Martin Green ha chiesto la rimozione del video, assicurando che queste campagne non possono influenzare il risultato. È la stessa cosa che diceva l’anno scorso.

Aggiornamento: A poche ore dall’esibizione del concorrente israeliano Noam Bettan nella prima semifinale del 70esimo Eurovision Song Contest, attivisti del movimento «Palästina Solidarität Österreich» hanno manifestato a Vienna contro la partecipazione di Israele alla competizione musicale.

Durante il presidio, organizzato in Schwedenplatz, i manifestanti hanno deposto simbolicamente piccole bare con fotografie di bambini morti nella guerra di Gaza seguita all’attacco di Hamas contro Israele. «A dispetto di diverse sentenze e dei pareri di Amnesty International, Onu e Medici Senza Frontiere, Israele continua il genocidio e l’occupazione illegale della Palestina con una brutalità ininterrotta», hanno dichiarato gli organizzatori della protesta. Gli attivisti hanno inoltre criticato il fatto che «Israele, nonostante i suoi crimini, abbia la possibilità di presentarsi questa settimana a Vienna come una nazione democratica, pacifica e arcobaleno». 

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