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🇧🇬 ESC 2027: Martin Green ha rilasciato un’intervista esclusiva per fare chiarezza sul futuro dell’ESC

Il direttore dell’Eurovision Song Contest, Martin Green, ha rilasciato un’ampia intervista a Variety, per fare chiarezza sul futuro dello show, affrontando le recenti polemiche sui boicottaggi, l’allargamento internazionale e la reale situazione economica del festival.

Martin Green ha espresso grande entusiasmo per l’ingresso ufficiale di CBC/Radio-Canada nell’Eurovision Song Contest a partire dal 2027, sottolineando che la sua partecipazione è una diretta conseguenza dell’adesione di CBC come membro a pieno titolo dell’EBU-UER.

Il Canada competerà partendo dalle semifinali ed è il primo Paese extra-europeo a unirsi stabilmente alla kermesse dopo il debutto dell’Australia avvenuto nel 2015. La decisione segue l’enorme interesse del pubblico canadese, che si è posizionato nella top 3 delle votazioni del “Resto del Mondo” durante l’edizione precedente.

Ha inoltre sottolineato che l’Eurovision Song Contest resta aperto a nuovi paesi, a condizione che aderiscano nell’ambito della cooperazione tra i servizi di radiodiffusione pubblici, aggiungendo che il concorso si sta evolvendo in un marchio globale con una portata significativa anche al di fuori dell’Europa.

Green ha spento sul nascere le ipotesi riguardo a una potenziale nuova votazione per l’esclusione dell’emittente pubblica israeliana Kan. Martin Green ha chiarito che la questione è da considerarsi chiusa, poiché i membri dell’emittenti radiotelevisive pubbliche EBU-UER hanno già raggiunto una decisione definitiva e non è prevista alcuna nuova votazione in merito: “I membri si sono espressi in modo inequivocabile. Quasi il 70% dei votanti ha deciso che, a loro avviso, le emittenti radiotelevisive pubbliche non devono essere ritenute responsabili per le azioni dei rispettivi governi nazionali.”

Ha fatto notare che il voto ha dato quasi il 70% dei consensi a favore della permanenza di Israele nella competizione, in base al principio che le emittenti di servizio pubblico non sono responsabili delle decisioni politiche dei loro governi. Di conseguenza, l’emittente pubblica israeliana Kan rimane a pieno titolo partecipante all’Eurovision Song Contest, senza che siano previste nuove votazioni.

Green ha inoltre difeso la regolaritĂ  delle votazioni, confermando che i processi sono interamente controllati e privi di manipolazioni.

Il Comitato esecutivo dell’Eurovision Song Contest si è rivolto anche ai paesi che si sono ritirati o hanno scelto di non partecipare per motivi politici o di altra natura, sottolineando che la partecipazione al concorso è una decisione annuale presa da ciascuna emittente.

Come ha spiegato, ogni Paese può decidere entro settembre se partecipare, creando una naturale flessibilità nella programmazione annuale. Non ha confermato né commentato le voci riguardanti futuri ritiri o ritorni, precisando che tali annunci sono di competenza esclusiva delle emittenti stesse. Ha tuttavia sottolineato che quest’anno hanno partecipato 35 Paesi e si aspetta un numero maggiore nel 2027.In r

isposta alle indiscrezioni secondo cui il Contest si troverebbe in crisi economica a causa del boicottaggio intrapreso da diverse emittenti europee (tra cui Spagna, Paesi Bassi e Irlanda) sono state respinte categoricamente da Green con un termine molto colorito: “Bollocks” (totali sciocchezze), ribadendo che l’Eurovision Song Contest ha un modello finanziario solido e stabile che resiste da decenni e continuerà a operare con successo per molti anni a venire.

Inoltre, ha assicurato che non vi è alcun rischio operativo e ha concluso con una rassicurazione sul lungo termine: “Saremo in giro per molti, molti anni a venire”. 

Per le prossime edizioni, l’organizzazione prevede anzi il rientro di alcuni Paesi che si erano temporaneamente ritirati in passato per ragioni di budget.

Martin Green ha parlato anche della continua espansione del concorso, che include nuovi format come Eurovision Asia, nonché della crescente popolarità globale del marchio Eurovision.

Ha sottolineato che l’Eurovision Song Contest continua ad espandersi, ad attrarre nuovi paesi e a consolidare la sua posizione come uno dei più grandi eventi televisivi al mondo, basato sulla musica, sul servizio pubblico radiotelevisivo e sulla cooperazione internazionale.

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