
L’edizione 2025 dell’Eurovision Song Contest è alle porte, pronta ad accendere i riflettori sulla St. Jakobshalle di Basilea, in Svizzera, dove si terrà la manifestazione dal 13 al 17 maggio 2025, in seguito alla vittoria di Nemo e della sua “The Code” nell’edizione precedente; sarà la terza edizione della manifestazione a svolgersi in Svizzera, dopo quelle del 1956 e 1989.
Il concorso si articolerà , come dal 2008, in due semifinali e una finale, mentre saranno 37 i Paesi in gara nelle tre serate che animeranno il concorso di quest’anno, tutti determinati a conquistare il celebre microfono di cristallo e l’onore di ospitare l’edizione del 2026.
L’Eurovision Song Contest 2025 sarĂ trasmesso in diretta dalla St. Jakobshalle, con le due semifinali  in onda martedì 13 e giovedì 15 maggio 2025 in prima serata su Rai 2 e Rai Play oltre a essere trasmesse su Rai Radio 2 e sul Canale 202 del Digitale terrestre, e la finale sempre in prima serata, su Rai 1 (per il decimo anno consecutivo) oltre che su Rai Play e Rai Radio 2. A condurre la trasmissione televisiva BigMama e Gabriele Corsi (alla sua quinta partecipazione), mentre per Rai Radio 2 il commento in simulcast sarĂ a cura di Diletta Parlangeli e Matteo Osso.Â
Come sempre, 26 Paesi parteciperanno alla serata finale, tra cui l’Italia, qualificata di diritto grazie al suo status di membro dei Big 5 (insieme a Francia, Spagna, Germany, Regno Unito – che garantiscono il maggior sostegno economico all’EBU-UER). Dopo la novità introdotta nel 2024, anche quest’anno i Big 5 si esibiranno integralmente in Semifinale: l’Italia con Lucio Corsi e la sua “Volevo essere un duro” sarà protagonista nella prima Semifinale, quella del 13 maggio,  tra la canzone del Belgio e quella dell’Azerbaigian, e potrà esprimere il proprio voto durante la stessa serata.
L’edizione 69 dell’ Eurovision Song Contest sarà condotta da Sandra Studer e Hazel Brugger, a cui si aggiungerà Michelle Hunziker nella finale. In totale saranno presenti a Basilea 37 Paesi, con il ritorno del Montenegro e l’assenza della Moldavia: ventisei i cantanti solisti (tredici donne, tredici uomini), tre i duetti (uno maschile, due misti), sette gruppi (uno misto, due femminili e quattro maschili) e un DJ, Gabry Ponte.
Di seguito, il running order completo delle due semifinali:
• Semifinale 1 – Martedì 13 maggio 2025:Â
1.  Islanda: VÆB – RÓA. L’energia dei due ragazzi è inevitabilmente travolgente. Un pezzo eurovisivamente adeguato, anche se inspiegabilmente non troppo apprezzato dai bookmakers. Il brano  è godibile, divertente grazie a un ritornello martellante. Il finale con il cambio di tonalità regala una certa sensazione retrò, ma il pezzo funziona. Peccato per la collocazione nella prima semifinale, che potrebbe precludere l’approdo in finale.
2. Polonia: Justyna Steczkowska – GAJA. Justyna Steczkowska torna all’Eurovision Song Contest dopo la partecipazione del 1995, lo fa con ovviamente con una maturità diversa, “GAJA” è un brano potente, che sviscera tutta la forza e l’energia dell’artista. Una vocalità prorompente e una coreografia capace di trasmettere l’essenza del pezzo possono davvero essere la chiave per arrivare al pubblico.
3. Slovenia: Klemen – How Much Time Do We Have Left. La Slovenia ci prova con una ballad, in inglese, che inizia accompagnata solo dal suono del pianoforte, che mette in risalto la suadente voce del cantante sloveno.  I primi 30 secondi sono un po’ piatti, poi gli archi e la chitarra acustica arricchiscono la scena, in un brano sicuramente interessante, ma troppo poco d’impatto, a parte un finale che mette in risalto una vocalità potente e una produzione scarna ed essenziale. Unico punto di forza è proprio l’artista, eclettico e variegato, seppur in questo pezzo riesce a mostrare unicamente la sua parte intimista.
4. Estonia: Tommy Cash – Espresso Macchiato. Artista e brano che ormai non hanno piĂą bisogno di presentazioni. Diventati virali anche in Italia.  Una canzone in inglese e italiano maccheronico che piace al pubblico eurovisivo, grazie a un immaginario simbolico e a tratti esasperato. Tommy Cash, è un personaggio, e la sua travolgente “Espresso macchiato” sono destinati a restare scolpiti nella storia di questo Eurovision Song Contest, staremo a vedere in quale senso. Andando oltre le polemiche (dal primo ascolto ha diviso milioni di italiani in favorevoli e contrari per l’uso di stereotipi che associazioni e politica hanno voluto vedere come discriminatori), resta inevitabilmente iconico.Â
5. Ucraina: Ziferblat – Bird of Pray. Per l’Ucraina ecco uno dei gruppi piĂą celebri nel paese, i Ziferblat. Nonostante questo però, forse, la proposta ucraina di questa edizione è una delle piĂą deboli degli ultimi anni, dopo le due vittorie degli ultimi 8 anni e il podio del 2024.  Il testo è scolastico, la melodia dimenticabile e la produzione sottotono. Un pezzo che non lascia il segno. Tuttavia loro sono maestri nel mettere in scena sempre superbamente e trasmettere al pubblico l’intera essenza del brano e del tragico momento che il Paese sta vivendo.Â
6. Svezia: KAJ – Bara Bada Bastu. Brano catchy, pezzo in lingua svedese, i favoriti svedesi (ma in realtà finlandesi) portano un pezzo divertente e con un ritornello travolgente, dedicato al rito della sauna. Questo pezzo è il collage perfetto della canzone eurovisiva per eccellenza. Se lo staging sarà il medesimo del Melodifestivalen il risultato può essere davvero positivo. Basterà davvero per vincere? Negli ultimi anni, però, non sempre i favoriti hanno vinto.
7. Portogallo: NAPA – Deslocado. Malinconia, saudade, nostalgia e un pizzico di patriottismo portano un brano a dividere i fan in due parti ben distinte, quelli a cui piace e quelli che non la comprendono proprio. Un pezzo interessante che va assolutamente controcorrente e proprio per questo va apprezzato, ma che potrebbe essere penalizzata dal solo televoto.
8. Norvegia: Kyle Alessandro – Lighter. Pezzo accattivante, un sound vagamente dance retrò, ma con diversi elementi estremamente moderni, con un ritornello che resta in testa e in cui l’artista norvegese mostra tutta la sua potenza interpretativa con una coreografia studiata ad hoc. Non c’è molto altro da aggiungere. Lo staging e la performance potrebbero risultare decisivi per un pezzo che merita attenzione e che potrebbe essere la sorpresa in positivo di questa edizione della kermesse.
9. Belgio: Red Sebastian – Strobe Lights. Il Belgio quest’anno osa. Lo fa con un pezzo dance, da brano d’impatto, proposto da un artista che ha tutte le carte in regola per sorprendere il pubblico europeo.Nel pezzo non si riconoscono guizzi creativi innovativi, ma la canzone funziona proprio per quel senso di già sentita precarietà che caratterizza anche un testo semplice, ma efficace. Vocalità eccelsa, coreografia da rivedere in vista dell’esibizione in semifinale.
10. Azerbaigian: Mamagama – Run With U. Brano che sta passando molto inosservato, forse un pò ingiustamente. La vocalità e la musicalità del brano molto interessanti, che si alternano tra il falsetto del cantante e il ritmo tipico azero sparpagliato qui e là all’interno del pezzo, forse troppo casualmente. Manca, però, un finale convincente. Questo strano mix basterà all’Azerbaijan per tornare in finale?
11. San Marino: Gabry Ponte – Tutta L’Italia. Un brano energico, coinvolgente, un tormentone che ci ha coinvolto tutti durante l’ultimo Festival di Sanremo e ha tutte le potenzialitĂ per ottenere il miglior risultato per San Marino. Ritmo caratterizzante, martellante, come ci ha giĂ abituato Gabry in passato. Unico neo è far capire a chi guarda chi è che canta, cosa non per tutti è chiara ancora oggi. C’è curiositĂ sullo staging, che cambierĂ rispetto a Sanremo e al San Marino Song Contest.Â
12. Albania: Shkodra Elektronike – Zjerm. Quest’anno l’Albania potrebbe essere la rivelazione. Probabilmente il pezzo più interessante dell’Eurovision Song Contest 2025. Tra parte elettronica, voce, testo e folklore rendono il brano godibile e non solo il paese punta davvero tanto sul brano, che può colpire il pubblico, ma anche la critica, grazie al suo mix etnico tradizionale, in cui non si può non considerare la sua componente squisitamente pop. Una costruzione colta, ma allo stesso tempo popolare, per un pezzo che, senza timore di smentita, è una delle proposte eurovisive più interessanti degli ultimi anni.
13. Paesi Bassi: Claude – C’est La Vie. Un brano accattivante ma il testo è un unione di frasi idiomatiche francesi e inglesi, legate tra loro in modo più o meno riuscite, che avrebbe delle potenzialità . La melodia le raccoglie e salva un pò il tutto, ma la sensazione che si potesse far meglio resta vivissima. Claude riuscirà a sfruttare con la sua voce e con lo staging?
14. Croazia: Marko Bošnjak – Poison Cake. Dalla quasi vittoria dello scorso anno con Baby Lasagna al brano di quest’anno. Un pezzo dalle atmosfere dark e rock che creano una confusione che a un certo punto è totale e che non decolla mai. Il brano è interpretato da un artista che riesce a trasmettere poco o nulla. Esperimento non riuscito. Per ora.
15. Cipro: Theo Evan – Shh. Brano che ha qualche potenzialità , e che potrebbe lasciare il segno prevalentemente da come verrà portato sul palco e se sarà capace di accattivare il pubblico con luci, suoni e movimenti., ma questo lo scopriremo solo non appena potremo vederlo in azione.
• Semifinale 2 – Giovedì 15 maggio 2025:Â
1. Australia: Go-Jo – Milkshake Man. Scelta inusuale quella australiana quest’anno. Il brano è un pezzo ritmato divertente e riconoscibile, anche se non eccessivamente ispirato o innovativo. Idea divertente che si esplicita in un ritornello travolgente, ma che manca di qualche elemento. Più che sufficiente, ma l’Australia potrebbe davvero fare di meglio, visto che il podio manca ormai da un decennio.
2. Montenegro: Nina Ĺ˝iĹľić – Dobrodošli. Una ballata troppo classica in chiave riflessiva e completamente in lingua montenegrina. Un pezzo apparentemente simile per tutta la sua durata ma che la voce dell’artista è capace di smorzare, tra note basse e alte, spezzando una melodia piuttosto basica e ordinaria. Si gioca le sue possibilitĂ .Â
3. Irlanda: EMMY – Laika Party. Un brano dance, espresso attraverso una voce quasi robotica, metallica, meccanica che non è chiaramente il punto focale del pezzo che nel modo di cantare sembra ferma agli anni ’90 e primi 2000. Ovviamente decisiva sarĂ la messa in scena sul palco che potrebbe dare un senso all’intero brano.Â
4. Lettonia: Tautumeitas – Bur Man Laimi. Brano che definirei coraggioso, perché portare un gruppo al femminile, armonico e con un pezzo completamente in lettone è da assoluti temerari. E bisogna dare merito alla Lettonia di averci provato a rompere l’ordinario, la banalità . Andare oltre alla ricerca di qualcosa di originale, unico, rappresentativo. Solo per questo meriterebbero la finale. Proposta dimenticabile.
5. Armenia: PARG – SURVIVOR. Un brano rock elettronico, che trova la sua miglior esposizione in un inciso che trasuda consapevolezza e che musicalmente cresce fino a placarsi in un mood in cui risuonano certi strumenti folk, che trovano la loro miglior dimensione nel bridge. Una bella prova, che testimonia la volontà del paese di sperimentare.
6. Austria: JJ – Wasted Love. Una prova convincente da parte di un artista con una voce potente, sublime e molto versatile, brano ben orchestrato. Furbi gli austriaci a trasformarlo nel finale in un caos totale. Una forma di pop in cui convivono tradizione e sperimentazione. Un brano che piace al pubblico eurovisivo e che se supportato da uno staging adeguato può puntare in alto, molto in alto. Unico piccolo neo, l’essere eccessivamente somigliante per stile e vocalità a Nemo, il vincitore dello scorso anno. E questa similitudine potrebbe penalizzarlo.
7. Grecia: Klavdia – Asteromáta. La Grecia porta in gara all’Eurovision Song Contest un brano in lingua greca con un pizzico di sonorità greche al suo interno. Poi poco importa se lo faccia attraverso una ballata, un brano più ritmato o un pezzo dance. E quest’anno il compito è assolto attraverso questa ballad assolutamente sublime.
8. Lituania: Katarsis – Tavo Akys. Anche la Lituania ha deciso portare una scelta coraggiosa che probabilmente non premierà , ma è da apprezzare. Un brano classico indie rock anni ’90, in cui si riconosce un’attitudine tradizionale e una volontà legata alla sperimentazione sonora e vocale. L’inciso arriva dopo oltre un minuto, ma non incide, neanche nel suo outro, con una serie di vocalizzi accompagnati dal suono della chitarra elettrica. Un bell’esperimento, ma che riesce solo a metà .
9. Malta: Miriana Conte – SERVING. Dopo le polemiche di cambio del titolo e parte del ritornello, Malta si propone con questo pezzo divertente, con un incipit che profuma di festa tradizionale.  La costruzione armonica è classica e la produzione è squisitamente pop, con un inciso che denota una certa volontà di ispirarsi agli anni ’90 e primi 2000. L’interpretazione è convincente, così come la canzone, che dimostra la volontà di Malta di puntare a un buon piazzamento, una top5. Vedremo come andranno le cose. Osano, forse troppo.
10. Georgia: Mariam Shengelia – Freedom. Quella georgiana è una ballad con una vocalità importante, che va a disperdersi all’interno di tutti gli altri brani in gara, la cui unica nota apprezzabile è il testo quasi completamente in georgiano. Canzone poco incisiva e una costruzione che all’inizio ricorda certi musical e che prima del finale vira verso una sorta di breve improvvisazione jazz. Difficile abbia grosse possibilità nelle semifinali, dove sarà unicamente il televoto a decretare le finaliste. Avrebbe avuto decisamente più chance con le giurie.
11. Danimarca: Sissal – Hallucination. La Danimarca sceglie la strada del brano eurovisivo per antonomasia. Ritmo tipicamente dance, in cui la voce dialoga con un ipnotico synth, che cresce di intensità man mano che il brano prosegue, il ritornello entra in testa in modo permanente. Questa è la chiave dei danesi per raggiungere la finale e ottenere un buon risultato, un pezzo interessante, senza infamia e senza lode che però non passa inosservato per ritmo e capacità di essere catchy.
12. Cechia: ADONXS – Kiss Kiss Goodbye. Un pezzo dal chiaro sapore cinematografico, con una voce potente al servizio di una produzione che strizza l’occhio alla colonna sonora di certe pellicole d’azione. I cori si affiancano al cantante creando un affetto amplificato, in cui si porta in alto un messaggio d’amore. Il breve special è spiazzante, con la cassa in 4 e l’effetto remix che si impossessa del brano per qualche secondo, prima del finale dal forte impatto emotivo. A mio modesto avviso, uno dei dark horse di questa edizione.Â
13. Lussemburgo: Laura Thorn – La Poupée Monte Le Son. Un pezzo in francese divertente e convincente, con suoni contemporanei e un’interpretazione moderna. Un brano che risulta poco maturo e idoneo per concorrere, almeno così come è stato presentato nella selezione nazionale. Vedremo se lo renderanno maggiormente compiuto, magari attraverso una coreografia anch’essa meno fanciullesca e più accattivante.
14. Israele: Yuval Raphael – New Day Will Rise. Sorvolando qualsiasi polemica relativa alla sua partecipazione, bisogna ammettere che Israele ci sa fare, portando in gara sempre artisti di livello e pezzi sapientemente realizzati. Questo non fa eccezione. Un brano emozionale ed emozionante dal chiaro sapore eurovisivo, interpretato da un’artista che vocalmente sembra sapere il fatto suo. La scelta di cantare in più lingue è furba e sicuramente piacerà , così come le tematiche affrontate nel brano. Qui anche la semplicità sul palco potrebbe essere premiante.
15. Serbia: Princ – Mila. Un brano che non sembra aver attecchito tra i fan dell’Eurovision Song Contest, e onestamente non ne capisco il perchĂ©. Il pezzo ha tutte le caratteristiche tipiche di una ballad in stile balcanico. Testo romantico in lingua locale, melodie balkan, una voce calda.Â
16. Finlandia: Erika Vikman – ICH KOMME. Erika è un personaggio e lo dimostra anche sul palco eurovisivo, in cui porta una proposta divertente e convincente. Il paese nordico, dopo l’illeggibile parentesi dello scorso anno, punta ancora una volta in alto e il brano ha un appeal eurovisivo forte. Musicalmente non è niente di che, ma il mix, tra synth anni ’80 e ’90, movenze sensuali e un coro che amplifica il “messaggio” del ritornello, è travolgente e farà presa. Un plauso per l’accelerato finale, pensato per una perfetta resa live.
• Finale – Sabato 17 maggio 2025:Â
19.Svizzera: Zoë Më – Voyage. Anche quello svizzero è un brano che divide. Tra chi ne apprezza la poesia e la leggerezza e chi invece ne riconosce l’essenza ma percepisce un’eccessiva monotonia. La voce di Zoë è potente e ha potenzialità , ma la canzone ha una costruzione molto, troppo classica. Una proposta poco interessante, che non si salva nemmeno con l’interpretazione della cantante, che nel brano dimostra ben poca personalità . Lo staging ci farà cambiare idea? Difficile.
Francia: Louane – maman. La Francia ha tutte le carte in regola per puntare a una vittoria che manca da quasi mezzo secolo. Il brano in gara quest’anno non fa eccezione, una canzone dal sapore tradizionale, ma allo stesso tempo contemporanea. Una ballad materna, toccante che abbraccia chiunque l’ascolta, che si poggia su una produzione classica in cui spicca il coinvolgente suono degli archi e una voce moderna, ricca di sfumature.
Germania: Abor & Tynna – Baller. Anche i tedeschi quest’anno, osano ben oltre le mie piĂą rosee aspettative. Lo fanno con un brano in tedesco, e solo questo sarebbe giĂ sufficiente per gioire, in quanto il tedesco era assente dall’Eurovision Song Contest per la Germania dal 2007. Ma c’è dell’altro, il brano è un brano elettropop che non evoca niente, e che non si capisce a quale pubblico può essere rivolta e che si muove tra inutili clichè danzerecci e reference confuse.Â
Italia: Lucio Corsi – Volevo Esser Un Duro. Quest’anno l’Italia, dopo la rinuncia di Olly, mostra una nuova sfaccettatura della sua infinita varietĂ musicale. Certo, bisogna essere onesti, questo brano è un’assoluta scommessa. Italia porta nuovamente un pezzo di altissima qualitĂ nel contest, certo forse fuori dagli schemi. Un pezzo che meriterebbe 10 per come è costruito e interpretato. 6 se lo trasportiamo all’interno del contesto eurovisivo.Â
Regno Unito: Remember Monday – What The Hell Just Happened?. Un brano accolto a mio avviso troppo freddamente dai fan, solo perchĂ© portato in gara dal Regno Unito. Il pezzo libera vibrazioni che, specialmente per il pubblico lgbtq+, molto vicino all’ambiente eurovisivo, dovrebbe entusiasmare da matti. Ascoltandole vengono subito in mente le Sugababes in “Push the botton” ad esempio.Â
Spagna: Melody – ESA DIVA. La Spagna ci riprova con il pop al femminile. Esa diva è un brano dal forte carattere autobiografico, che racconta il percorso di carriera di Melody e si prefigge di restituire un’immagine ideale di ciò che una vera “diva” e un’artista del suo calibro dovrebbe rappresentare. Se pure a livello musicale si tratta di una proposta un po’ datata (e che in qualche modo si rifà all’Eurovision più camp e kitsch degli anni ’00) Melody ci sguazza con grande professionalità , portando in scena il carisma e la sicurezza derivanti da oltre vent’anni di carriera. Non gioca per vincere, ma dovrebbe evitare con tranquillità le ultimissime posizioni. Ma è un brano che ci sta perfettamente all’interno dell’Eurovision Song Contest.

