ESC Malmö 2013: Nessun slogan per l’ESC 2013

Il produttore esecutivo dell’Eurovision Song Contest 2013, Martin Österdahl, descrive ancora una volta alcune delle idee che lui e il suo team di produzione stanno elaborando, compresa quella dell’uso di un solo presentatore, di essere “organici”, e dell’utilizzo di una narrazione per vivacizzare i milioni di telespettatori in tutta Europa e nel mondo.

Si parla anche della possibilità di non adottare alcuno slogan il prossimo anno, a differenza di quanto accaduto negli anni precedenti, come vi ricorderete: “Light Your Fire” da Baku, “Feel Your Heart Beat” da Düsseldorf e “Share The Moment” da Oslo. Martin Österdahl ritiene che questo aspetto possa non essere contenuto nel concetto per lo show del prossimo anno a Malmö.

Presentare uno show “Organico”

“Organico” è ciò che ha detto Loreen quando le fu chiesto di descrivere la Svezia in occasione della conferenza stampa dopo la sua vittoria a Baku. Ora Martin Österdahl analizza la possibilità di usare questa parola per sviluppare ulteriormente lo show: “Stiamo andando a cercare e costruire una storia più organica attraverso il programma. Una gran parte si trova nel modo in cui lavoriamo con il presentatore, il ruolo darà un’impressione diversa e collegherà i vari elementi dello spettacolo in modo migliore. Si può giocare con le forme e sfumare i bordi con l’aggiunta del presentatore ad altre parti dello spettacolo. Ciò potrebbe comportare che la persona appaia in momenti pre-registrati, forse anche nelle cartoline, in modo che ci si senta come in un passaggio naturale tra gli sforzi del conduttore e gli altri elementi. Si tratta anche di come sfruttare le opportunità per la produzione di materiale pre-registrato e di come collegare le varie parti del programma in un flusso naturale.”

Semplicemente con un presentatore

Collegato a questo ci sono piani per ripristinare l’antica tradizione di avere un solo conduttore. Martin Österdahl ritiene che vi sia un problema simile all’Eurovision Song Contest per gli Oscar. Là è utilizzato un unico presentatore: “Hanno bisogno di preparare molto con un sacco di prove. Qui il successo è stato ottenuto dando alla persona lo spazio necessario per mettere un suo timbro personale al programma. Se in un programma come questo si è in tre, allora diventa molto più difficile.”

Nessun slogan

La Svezia deve creare un tema coerente collegato ad un motto specifico? Questa questione è stata sollevata durante la pianificazione iniziale. Tutti gli organizzatori a partire dal 2004, ad eccezione di quelli di Mosca, hanno deciso di adottare un tema diverso negli ultimi anni: “Molti hanno fatto un lavoro molto bello. “Share The Moment” di Oslo nel 2010, è un esempio”.

Martin Österdahl non è sicuro che la Svezia avrà alcuno slogan: “Forse alla fine si creerà un tema come “Share The Moment”, ma non è una certezza. È un compito impossibile trovarne uno nuovo che sia brillante ogni anno e che non sia solo una riscrittura di qualcos’altro.”

Narrativa per iniettare vita al concorso

Al centro del progetto svedese con l’Eurovision Song Contest vi sono le stesse idee che sono state sviluppate quando il Festoval è stato fondato: per creare la unione culturale, ridurre le distanze e mettere in evidenza tutte le persone come uguali. L’idea dell’ESC ha un valore inestimabile per un produttore televisivo, e offre un potenziale che non è stato sfruttato negli anni precedenti, ritiene Martin Österdahl: “Forse suona molto pretenzioso quando si parla in questo modo, ma la verità della questione è che abbiamo anche bisogno di raggiungere una dinamica nella narrazione tra la gioia e la serietà di questo programma. Il buon umore è spesso una profondità. In tutta serietà credo che sia questa dinamica che permette (lo show) di avere davvero impatto. La cosa che ti fa pensare che questo non sia solo lo show più divertente e più cool del mondo, è anche la sensazione che ciò che stiamo facendo abbia un significato e un valore.”

Un potere che unisce

Martin Österdahl spera che dalla l’Eurovision Song Contest possa raggiugere nuove vette: “Crediamo che ci sia molta potenza mediatica nel pensare a tutte le persone d’Europe sedute contemporaneamente per vivere la stessa emozione. Riteniamo che questo costituisca una identità, un senso di comunità e solidarietà. Ci sono elementi importanti, ma anche questa è una cosa che si può sfruttare per creare qualcosa di molto grande e divertente. Di solito quando si parla di televisione internazionale, si dice che tutti sono uniti attraverso catastrofi. Vogliamo ottenere questo stesso effetto utilizzando però il divertimento e l’intrattenimento.”

(Tratto da: svt, eurovision.tv)