
La storica rinuncia a partecipare e a trasmettere l’Eurovision Song Contest 2026 ha generato proteste a RTVE; intanto il regolamento del Benidorm Fest 2027 apre alla possibile partecipazione futura, tuttativa il ritorno in gara nel 2027 rimane fortemente in dubbio e condizionato.
La decisione dell’emittente pubblica spagnola RTVE di ritirare la Spagna dall’Eurovision Song Contest 2026 e di non trasmettere la manifestazione ha scatenato accese polemiche tra il pubblico e gli esperti del settore nel Paese.
Secondo il rapporto del secondo trimestre 2026 dell’Ufficio dell’Ombudsman (l’Ufficio del Difensore dello Spettatore, Oficina de la Defensora de RTVE) di RTVE, proprio l’Eurovision Song Contest è stato il tema che ha provocato il maggior numero di proteste da parte dei telespettatori, risultando l’argomento più contestato e ricorrente da parte del pubblico spagnolo in questo periodo.
RTVE ha ricevuto esattamente 96 segnalazioni/proteste formali. Nel periodo analizzato sono state registrate segnalazioni legate al concorso europeo, con gli uttenti che criticano il fatto che l’emittente pubblica abbia deciso di non partecipare all’evento ospitato a Vienna, di uscire dal gruppo dei Big Five e di non mandare in onda l’evento (senza trasmettere né le semifinali né la finale della competizione) come forma di protesta politica contro la decisione dell’Unione europea di radiodiffusione (EB-UER) di ammettere la partecipazione di Israele. Durante la finale della manifestazione, l’emittente pubblica spagnola ha oscurato i programmi dell’Eurovision Song Contest per mandare in onda palinsesti alternativi, diffondendo lo slogan: “L’Eurovision è un concorso, i diritti umani no”.
Come detto, molti spettatori hanno contestato la decisione della televisione pubblica spagnola, arrivando a evidenziare una presunta incoerenza nella programmazione. Alcuni utenti hanno infatti criticato il fatto che RTVE abbia rinunciato alla trasmissione dell’Eurovision Song Contest a causa della presenza di Israele, continuando però a proporre eventi sportivi ufficiali con squadre israeliane, come le partite ufficiali di pallamano e pallanuoto. Un dato che ha reso l’Eurovision Song Contest l’argomento più contestato del trimestre, superando anche altre vicende legate all’informazione televisiva.
Le opposizioni politiche e una parte della critica televisiva hanno accusato la direzione di RTVE e il governo di strumentalizzazione ideologica e settarismo politico, sostenendo che abbiano trasformato un festival musicale in un comizio ideologico a scapito della cultura.
La decisione ha comportato la perdita dello status di membro del Big Five (i paesi co-fondatori con accesso diretto alla finale). Inoltre, la controprogrammazione interna di RTVE durante le serate dell’Eurovision ha registrato un netto flop di ascolti rispetto agli anni passati.
Dall’altro lato, la decisione ha incassato il pieno sostegno dei movimenti pro-Palestina, del Primo Ministro Pedro Sánchez e di una parte della comunità “eurofan” spagnola, che hanno lodato la scelta definendola una difesa coerente dei diritti umani.
Tra gli esempi citati nel rapporto figura la partita di qualificazione al Campionato mondiale di pallamano 2027 tra Spagna e Israele, trasmessa su Teledeporte il 15 maggio.
Il pubblico ha inoltre inviato diverse proposte alternative per la serata della finale europea del 16 maggio 2026. Alcuni telespettatori hanno suggerito film, iniziative benefiche o programmi speciali dedicati ai diritti umani. Alla fine RTVE ha scelto di proporre uno speciale di “La casa de la música”, accompagnato da contenuti informativi e da un messaggio dedicato alla difesa dei diritti umani.
Nel rapporto sono emerse anche domande sulla partecipazione spagnola allo Junior Eurovision Song Contest 2026, in programma il 24 ottobre 2026 a Malta. RTVE ha però chiarito che il paese sarà regolarmente in gara.
Intanto, il ritorno della Spagna all’Eurovision Song Contest è considerato più vicino grazie agli indizi contenuti nel regolamento ufficiale del Benidorm Fest 2027 pubblicato da RTVE e alle indiscrezioni del settore. Il nuovo regolamento del Benidorm Fest sa il condizionale e introduce infatti una modifica significativa, che specifica che, in caso di partecipazione della Spagna all’Eurovision 2027, il vincitore del Benidorm Fest volerà al concorso europeo, ma non sarà più obbligato automaticamente a rappresentare il Paese all’Eurovision Song Contest.
La ricezione delle proposte per l’edizione nazionale si è chiusa il 2 luglio 2026, dopo un periodo di apertura iniziato ad aprile 2026.
La norma concede maggiore libertà all’artista o al gruppo vincitore, che potrà accettare o rifiutare l’incarico. In caso di rinuncia, RTVE potrà scegliere la proposta successiva meglio classificata.
Questa apertura viene interpretata come un possibile segnale di avvicinamento al ritorno della Spagna all’Eurovision Song Contest 2027, dopo un anno segnato da polemiche, proteste e un acceso dibattito pubblico sul ruolo del concorso musicale europeo. Nonostante i chiari indizi normativi, RTVE non ha ancora sciolto del tutto la riserva definitiva sul rientro dopo l’assenza, ma i lavori e i contatti sono in corso.
Ma l’orizzonte per il 2027 vede una netta spaccatura e una fitta negoziazione dietro le quinte. I vertici dell’Eurovision hanno ammesso pubblicamente di non essere stati abbastanza rigidi nella gestione del televoto e delle controversie. L’EBU-UER ha avviato una strategia diplomatica e promesso riforme strutturali per incentivare il rientro di RTVE nel 2027.
L’emittente pubblica spagnola ha chiesto formalmente un dibattito interno per vietare permanentemente l’accesso al festival ai paesi coinvolti in conflitti militari attivi.
Lo scontro si è inasprito dopo le dichiarazioni del direttore del festival Martin Green, che non ha escluso del tutto un futuro rientro della Russia. RTVE ha definito queste parole “un insulto ai valori europei” e ha chiarito che, se l’UER cederà su questo fronte o manterrà un doppio standard, la Spagna estenderà la sua assenza anche al 2027.
Nonostante la linea dura nel festival per adulti, RTVE ha confermato che continuerà a partecipare alla versione Junior dell’evento.

Aggiornamento: La notizia circolava già da qualche giorno e trova conferma dal regolamento del Benidorm Fest 2027 e le indiscrezioni è un giornalista anche lui molto al dentro delle questioni eurovisive.
Il regolamento del Benidorm Fest. Proprio nella giornata di ieri, RTVE ha diffuso il regolamento del concorso e si fa chiaro cenno alla partecipazione eurovisiva. In diverse parti del regolamento si specifica “se RTVE deciderà di tornare ad Eurovision”, ma ci sono alcune altre parti che lasciano presagire un ritorno.
In particolare c’è una modifica al regolamento rispetto al passato. Negli ultimi anni infatti, il vincitore di Benidorm Fest era obbligato a partecipare ad Eurovision. Da quest’anno non sarà più così.

Si legge infatti: “RTVE si riserva il diritto di sostituire il candidato selezionato per rappresentare la Spagna all’Eurovision 2027, qualora partecipasse al concorso, con il candidato con il punteggio più alto successivo che soddisfi i criteri e le regole richiesti, qualora sussistano motivi giustificati a discrezione di RTVE. La tv si riserva inoltre il diritto di non partecipare all’Eurovision per qualsiasi motivo…”
Un’emittente nazionale che non abbia alcuna intenzione di tornare non inserirebbe questa clausola. Tutto lascia pensare quindi che si vada verso un modello portoghese, ricordando quello che sarebbe potuto avvenire all’ultimo Festival da Canção nel quale molti artisti avevano preventivamente annunciato il loro no in segno di protesta per la presenza di Israele, salvo poi la vittoria dei Bandidos do Cante, che invece erano fra i pochi ad aver accettato
Più del regolamento, hanno però le parole di Juan Manuel Fernández, direttore di Bluper, un media spagnolo online ed una fonte autorevole nel mondo eurovisivo spagnolo, che intervenendo online al podcast Eurocharla, ha confermato che sono in corso colloqui per arrivare ad un’intesa per riportare la Spagna all’Eurovision Song Contest 2027. Molto semplicemente: l’Eurovision ha bisogno della Spagna come Big 5 e super contribuente, ma anche viceversa. Perché senza l’Eurovision Song Contest, il Benidorm Fest ha avuto un riscontro praticamente nullo, sia a livello televisivo che discografico che non giustifica il forte investimento della tv e del governo andaluso sulla rassegna: “Tutti sono coscienti di quanto sia importante il festival sia per l’EBU sia per la televisione spagnola e quanto sia importante il Benidorm Fest per Eurovision e viceversa. Lo confermano i dati di quest’anno: è vero che il culmine del rappresentante di Eurovision dovrebbe essere quello che esce dal Benidorm Fest, ma è anche vero che il Benidorm Fest è un concorso ancora molto nuovo e ha bisogno di gas, ovvero portare l’artista ad Eurovision che si svolge a maggio. Il Benidorm da solo invece si ferma a Febbraio.”
Il risultato, come spiega il direttore di Bluper, è che Tony Grox & LUCYCALYS, ultimi vincitori del BenidormFest, non hanno tratto alcun beneficio dal concorso, “T AMARÉ” si è fermata in posizione 60 e nonostante il trionfo il duo è rimasto praticamente sconosciuto persino al pubblico spagnolo.
Juan Manuel Fernández, direttore di Bluper, lo racconta bene in un aneddoto: “Ovviamente negarlo è stupido, tutti sono coscienti che senza il marchio di Eurovision Song Contest il Benidorm Fest non ha funzionato come gli anni precedenti, basta vedere il brano vincitore: Quando Tony Grox & LUCYCALYS sono saliti sul palco di Plaza de Cibeles a Madrid per cantare il remix del loro brano “T AMARÉ” durante i festeggiamenti per la vittoria della Spagna ai Mondiali di Calcio 2026, si è creata una situazione curiosa che ha scatenato molte discussioni sui social (il cosiddetto “Twitter Fútbol”) e la sorpresa degli appassionati di musica, stupiti dal fatto che una canzone vincitrice di un festival nazionale non fosse ancora entrata nel patrimonio pop di tutta la popolazione. Nonostante il successo nel mondo legato al festival e tra gli eurofan, la folla oceanica di quasi due milioni di persone radunata a Cibeles — composta principalmente da tifosi di calcio di ogni età — non è apparsa particolarmente reattiva o a conoscenza delle parole del brano.”
Possibile, secondo il giornalista, che se ne parlerà a brevissimo, mentre ha infatti confermato che RTVE parteciperà allo Junior Eurovision Song Contest 2026 “con un cantante maschio che è già stato scelto” e che l’annuncio avverrà a breve. RTVE infatti sin qui aveva scelto di concentrarsi sui Mondiali ma ora si passerà al capitolo Junior Eurovision: “Si dovrà spiegare bene. Non sarà facile perché c’è una parte del pubblico totalmente disorientata: perché la Spagna continua a partecipare allo Junior Eurovision se è in conflitto con EBU? Non basta dire che è perché non vi partecipa Israele, va spiegata meglio. Si deve spiegare che i negoziati intrapresi dall’interno non hanno portato a nulla ma che la partecipazione allo Junior Eurovision è il segno della buona volontà di TVE. Due anni fa TVE ha organizzato un grande Junior Eurovision, rimettendoci anche dei soldi, è stato un festival in cui si è perso denaro. La Spagna, dal suo ritorno, ha sempre appoggiato l’EBU con lo Junior che era moribondo, quasi morto. Noi saremo a Malta per lo Junior e so per certo che EBU farà dei passi affinché possa finalmente prodursi quell’ipotetico ritorno. Cosa deve succedere? Una serie di circostanze. La Spagna non può tornare così, ci deve essere una serie di circostanze che permettano il ritorno.”
Difficile capire cosa possa chiedere in cambio RTVE visto che EBU ha già confermato che la partecipazione di Israele ad Eurovision 2027 non verrà in alcun modo rimessa in discussione.
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