Sanremo 2026: La scenografia di Sanremo 2026 è di Riccardo Bocchini

Sono iniziati al Teatro Ariston i lavori per l’allestimento della scenografia della 76ª edizione del Festival di Sanremo.

A confermare all’Adnkronos l’entrata nel vivo della macchina organizzativa all’interno del teatro è lo storico proprietario  Walter Vacchino, che però mantiene il massimo riserbo sull’aspetto che avrà il palco più famoso d’Italia.

“Lascerò parlare a tempo debito chi se ne sta occupando”, spiega. “Posso però anticipare che, come ogni anno, il pubblico davanti alla tv, al primo sguardo, esclamerà ‘Wow’”.

Il palco della kermesse sarà curato anche quest’anno dall’architetto Riccardo Bocchini, alla sua quinta volta al Festival, dopo aver firmato le scenografie di tutte le edizioni targate Carlo Conti, dal 2015 al 2017 e l’anno scorso.

Mentre fuori dall’Ariston compaiono i cartelli ‘Sale in allestimento per il Festival della Canzone Italiana’, Bocchini mostra sui social il badge con cui entra nel teatro, commentando: “Tornare qui fa sempre un certo effetto. Il montaggio procede a pieno ritmo”.

La 76ª edizione del Festival si svolgerà dal 24 al 28 febbraio, ed avrà al suo interno una serie di omaggi ai grandissimi della tv e della musica italiana scomparsi nel 2025 e che hanno contribuito a rendere il festival quello che è: da Pippo Baudo ad Ornella Vanoni, fino al maestro Peppe Vessicchio.

Aggiornamento: L’assessore al Turismo fa il punto su installazioni, sicurezza, rapporti con la Rai e ritorni economici e d’immagine di un evento centrale per Sanremo e per l’Italia. 

Il Festival di Sanremo resta il grande motore di visibilità della città, a livello nazionale e internazionale. È questo il messaggio che emerge dall’intervista all’assessore al Turismo Alessandro Sindoni, che fa il punto sulle installazioni, sulle polemiche e sulle prospettive legate alla prossima edizione della kermesse. Archiviate le feste di fine anno con un bilancio positivo, l’attenzione è già tutta concentrata sul Festival. Un evento che, per Sanremo, rappresenta molto più di una semplice manifestazione musicale. «Quella settimana deve essere, come giudica la Rai, una sorta di Super Bowl italiano», sottolinea Sindoni, evidenziando come l’obiettivo sia rendere la città viva, attrattiva e protagonista, senza però trasformarla in una «cagnara completa».

Il tema delle installazioni – comprese quelle ipotizzate sulle spiagge – è al centro del dibattito. L’assessore ricorda il cambiamento avviato nel 2020 con il palco esterno in Piazza Colombo: «L’idea nasceva dal riportare i cantanti in città, cosa che non si vedeva da tanti anni, soprattutto per permettere anche a chi non ha il biglietto per l’Ariston di vedere dal vivo almeno un artista». Da allora, il rapporto tra palco e città è diventato centrale e destinato a crescere. La parola d’ordine resta equilibrio: sicurezza, rispetto delle attività che lavorano tutto l’anno e attenzione a non favorire fenomeni speculativi, ma anche apertura a quelle iniziative che garantiscono un ritorno d’immagine importante. «Con circa 100.000 persone in città l’anno scorso, penso che per i commercianti non ci sia stato da lamentarsi», osserva Sindoni, ricordando l’impatto positivo su ristorazione, commercio e accoglienza.

Grande attenzione anche al tema della pubblicità e del marketing territoriale. Per i villaggi radiofonici, il Comune ha introdotto criteri più stringenti: «Oltre alla parte economica, vogliamo valutare il tipo di messaggio pubblicitario che le radio possono veicolare per Sanremo in tutta Italia». Un approccio che mira a massimizzare il ritorno d’immagine della città durante e dopo il Festival. I lavori per le installazioni principali dovrebbero partire tra metà e fine gennaio, con Piazza Colombo e l’area del Porto Vecchio protagoniste, affiancate da altri villaggi diffusi in città. Un Festival sempre più “spalmato” sul territorio, insieme alle numerose iniziative collaterali come Casa Sanremo e Villa Ormond.

Sul fronte dei rapporti con la Rai, Sindoni rassicura: «Sono ottimi, anche sul piano personale». I contatti sono costanti e concentrati soprattutto sul prossimo Festival, mentre resta in sospeso l’organizzazione dell’evento estivo, in attesa delle decisioni della tv di Stato su date e format. Quanto alla location, per l’evento estivo si valutano Pian di Nave e il Piazzale del Porto, con un obiettivo chiaro: «Non tanto portare tantissima gente in un solo giorno, ma dare un’immagine bella e televisiva di Sanremo d’estate». Ancora una volta, dunque, il Festival si conferma come il cuore pulsante della promozione di Sanremo, una vetrina unica capace di proiettare la città al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, con ricadute che vanno ben oltre la settimana della musica.

Aggiornamento: Sanremo Top torna nel 2026: due serate a Roma per rileggere il Festival, tra numeri, streaming e memoria a Pippo Baudo.

Il format storico rinasce con Carlo Conti dopo l’omaggio a Pippo Baudo: palco nella Capitale, ma riflettori ancora puntati sulla città dei fiori.

Il Festival di Sanremo 2026 guarderà al futuro passando, ancora una volta, dal suo passato più glorioso. Nell’edizione che renderà omaggio a Pippo Baudo dopo la sua scomparsa nell’agosto 2025, Carlo Conti decide di recuperare uno dei format più iconici legati alla storia recente della kermesse: Sanremo Top. Ma con una novità sostanziale che segna un cambio di prospettiva geografico e simbolico: le due serate non si terranno a Sanremo, bensì a Roma. Una scelta che potrebbe far storcere il naso ai puristi, ma che nei fatti non riduce il valore dell’operazione. Anzi. Pur spostandosi nella Capitale, Sanremo Top resterà profondamente legato al Festival e finirà per funzionare comunque come una vetrina promozionale indiretta per la città dei fiori, prolungando il racconto sanremese ben oltre la settimana dell’Ariston.

Secondo quanto trapela, le due puntate speciali andranno in onda su Rai 1 il 7 e il 14 marzo, a due e tre settimane dalla conclusione del Festival. Sul palco romano – o in studio – sono attesi tutti i 30 Big in gara, con l’auspicio di avere anche le 4 Nuove Proposte, per fare il punto su ciò che è rimasto di Sanremo “a freddo”, quando l’hype si è sedimentato e i numeri iniziano a raccontare una storia più chiara. Il senso dell’operazione è profondamente baudiano: rimettere ordine tra percezione, successo mediatico e riscontro reale. Solo che oggi il parametro non può più essere quello degli anni ’90. Se allora Sanremo Top fotografava le vendite dei CD nei negozi, oggi il racconto passa attraverso uno scenario molto più frammentato: streaming, download, viralità social, airplay radiofonico, certificazioni e permanenza in classifica. Un caos apparente che rende, paradossalmente, questo format ancora più attuale.

Il programma fu un grande successo tra la metà degli anni ’90 e i primi Duemila. Alla guida si alternarono volti storici della televisione italiana: Pippo Baudo (nel 1994, 1995, 1996 e 2002), Mike Bongiorno con Ambra Angiolini (1997) e Veronica Pivetti affiancata da Carlo Conti e Tiberio Timberi (1998). Anche se erano altri tempi per l’Auditel, gli ascolti erano imponenti, con una media compresa tra 7 e 9 milioni di spettatori. Il ritorno di Sanremo Top, anche se fisicamente lontano dalla riviera, si inserisce quindi in una strategia di allungamento del brand Sanremo nel tempo e nello spazio. Roma ospita le serate, ma il cuore resta quello della manifestazione ligure. E la città dei fiori, anche senza riflettori accesi, continuerà a essere al centro del racconto musicale italiano ancora per settimane.

Aggiornamento: Sanremo, la stazione ferroviaria si vestirà da Festival. Nuovi tapis roulant e accoglienza speciale per febbraio 2026.

Rfi completa gli interventi strutturali mentre il Comune valuta allestimenti a tema per creare l’atmosfera della kermesse già all’arrivo in città. 

Sarà una stazione ferroviaria già in clima Festival, quella che residenti, addetti ai lavori e turisti troveranno a febbraio, in occasione della kermesse canora matuziana. La conferma arriva da fonti ben informate e potrebbe essere una delle novità del Festival 2026.

Lo scalo ferroviario, tra l’altro, si presenterà già con i nuovi tapis roulant, che saranno attivi per i prossimi giorni e saranno molto importanti in futuro per il trasporto dei passeggeri, dopo anni di rotture e blocchi alle passerelle. Rfi, infatti, anche dopo i molti solleciti dell’amministrazione comunale matuziana, ha messo mano alle problematiche della stazione, installazione una serie di tapis roulant e motori che non dovrebbero creare preoccupazioni per i prossimi anni.

Intanto è emerso che il Comune potrebbe agghindare la stazione in tema Festival, ovviamente con uno speciale riguardo anche alle bellezze della città. Chi arriverà e partirà a febbraio troverà una accoglienza davvero particolare, che potrebbe poi diventare la normalità per creare l’atmosfera giusta per chi deciderà di trascorrere le vacanze a Sanremo utilizzando il treno.

Aggiornamento: 30mila firme per portare sul palco la sua storia di rinascita di Paolo Sarullo.

Superate le 25 mila firme su Change.org per chiedere che Paolo Sarullo, 25enne di Albenga, possa partecipare al Festival di Sanremo 2026. Il giovane è rimasto tetraplegico circa un anno e mezzo fa dopo un violento tentativo di rapina compiuto da una baby gang, un episodio che ha stravolto la sua vita e quella della sua famiglia.

L’obiettivo della petizione è offrire a Paolo l’opportunità di salire sul palco della kermesse musicale più seguita d’Italia per raccontare la propria storia, trasformando una tragedia personale in un messaggio educativo e di speranza, soprattutto per le nuove generazioni.

L’appello è stato promosso da Rossella Lamarra, presidente della Fondazione Uniti per Paolo e familiare del giovane, ed è indirizzato alla Rai e al direttore artistico Carlo Conti.

Nel testo della petizione si sottolinea il valore simbolico della presenza di Paolo al Festival: «Sanremo può diventare il palco del cambiamento, il palcoscenico della pace, dove il perdono e l’amore prevalgono sul rancore e sull’odio».

Un messaggio che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza giovanile e delle sue conseguenze, promuovendo una riflessione collettiva che vada oltre la cronaca.

A spiegare il senso dell’iniziativa è la stessa Rossella Lamarra, che ha dichiarato: «Fare partecipare Paolo a Sanremo sarebbe il punto di partenza per far capire a quante più persone possibili, soprattutto ai giovani, che nonostante tutto, con l’amore e l’unione l’impossibile diventa possibile, come Paolo dimostra ogni giorno».

La storia di Paolo Sarullo, già raccontata anche in televisione, continua così a raccogliere attenzione e consenso a livello nazionale. Ora la speranza dei promotori è che il suo messaggio possa arrivare al grande pubblico del Festival, trasformando Sanremo in uno spazio di ascolto, consapevolezza e cambiamento culturale.

Aggiornamento: Laura Pausini co-conduttrice di tutte le serate di Sanremo 2026: l’annuncio di Carlo Conti, la polemica di Selvaggia Lucarelli e il caso “Bella Ciao”.

Se il pubblico ha accolto la notizia con grande favore, non sono però mancate le reazioni critiche, tra cui quella di Selvaggia Lucarelli, che ha acceso il dibattito sui social.

La presenza fissa di Laura Pausini sul palco dell’Ariston rappresenta una scelta di grande peso per il Festival 2026. Un riconoscimento a una carriera internazionale costellata di successi, che la vedrà protagonista accanto a Carlo Conti per tutta la settimana sanremese.

Non a caso, la cantante avrebbe commentato con ironia: “Carlo, spero che mi farai cantare”.

Una battuta alla quale Conti avrebbe risposto con altrettanta leggerezza, lasciando intendere che la musica avrà un ruolo centrale anche nella sua conduzione.

Tra le voci più critiche spicca quella di Selvaggia Lucarelli, che nelle Instagram Stories del 13 gennaio 2026 ha lanciato una frecciata piuttosto chiara: “Ma sì ragazzi, lo so che Pausini a Sanremo è conseguenza del suo brillante curriculum musicale”.

Nella story successiva, la giornalista ha condiviso un vecchio articolo dal titolo: “Laura Pausini non canta Bella ciao alla tv spagnola: ‘Troppo politica’”, riaccendendo una polemica che risale a qualche anno fa.

L’episodio richiamato da Lucarelli risale al 2022, quando Laura Pausini era ospite del programma spagnolo “El Hormiguero”. Durante un gioco musicale, il conduttore Pablo Motos aveva provato a coinvolgerla intonando “Bella Ciao”, diventata molto popolare in Spagna grazie alla serie La casa di carta.

La risposta della cantante aveva fatto discutere: “Questa è una canzone molto politica e io non voglio cantare canzoni politiche”.

Una dichiarazione che aveva sollevato numerose critiche, vista la forte valenza storica del brano in Italia.

Dopo il clamore mediatico, Pausini era intervenuta sui social per chiarire la sua posizione: “Non canto canzoni politiche, né di destra né di sinistra. Canto quello che penso della vita da 30 anni”.

E aveva aggiunto: “Che il fascismo sia una vergogna assoluta sembra ovvio a tutti. Non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica. Non inventare ciò che non sono”.

L’annuncio di Laura Pausini co-conduttrice fissa di Sanremo 2026 ha dunque acceso non solo l’entusiasmo dei fan, ma anche un acceso confronto mediatico. In attesa di eventuali repliche o chiarimenti, una cosa è certa: la presenza dell’artista sul palco dell’Ariston sarà uno degli elementi più discussi e seguiti della prossima edizione del Festival.

Aggiornamento: Assistere dal vivo al Festival di Sanremo 2026 al Teatro Ariston costerà di più. I prezzi dei biglietti per la nuova edizione della kermesse canora hanno infatti registrato un aumento di circa il 20% rispetto agli anni precedenti. Una notizia che non è passata inosservata e sulla quale è intervenuto Walter Vacchino, storico proprietario del teatro simbolo del Festival.

Intervistato da Adnkronos, Vacchino ha chiarito subito un punto fondamentale, prendendo le distanze dalla decisione: “L’aumento dei prezzi dei biglietti per Sanremo 2026 non dipende dal proprietario”.

Il motivo va ricercato negli accordi istituzionali che regolano l’evento: “C’è una convenzione Rai e Comune, credo che certe decisioni siano condivise. Essendo la biglietteria in capo alla Rai, è ovvio che il soggetto debba essere la Rai”.

Secondo Vacchino, l’aumento dei costi dei biglietti è anche il riflesso di un trend generale che riguarda il mondo della musica: “Se guardo l’aumento dei prezzi che ci sono stati per i concerti, ho visto che l’aumento ha investito tutta la parte musicale. Questo perché lo spettacolo dal vivo ha avuto maggiore attenzione da parte del pubblico”.

Riuscire ad acquistare un biglietto per il Festival è ormai un’impresa quasi impossibile, ma anche questo contribuisce al mito dell’evento: “Come tutti i sogni, non sono facilmente raggiungibili, e questa difficoltà è un po’ anche un alone che crea il successo che la manifestazione, Sanremo e il teatro, hanno”.

Vacchino ha poi ricordato come il Teatro Ariston, pur avendo una capienza limitata, riesca idealmente ad accogliere milioni di spettatori: “Se è vero che la sala ha una sua capienza nei posti, l’Ariston ha questa particolare possibilità di essere un luogo che contiene le case di tutti gli italiani”.

Un concetto che oggi si estende anche al digitale: “Da una parte ci sono i posti in platea, dall’altra ci sono i posti della cucina, del salotto, della camera da letto. O anche dei posti più svariati possibili, perché il Festival si guarda anche con il telefonino. L’Ariston è un po’ ovunque”.

Nel corso dell’intervista, Walter Vacchino ha parlato anche delle novità previste per l’edizione 2026, senza però sbilanciarsi troppo: “Le novità per quanto riguarda la nostra struttura ci sono tutti gli anni, perché c’è un rinnovamento continuo, sia per la parte che si vede che per quella che non si vede”.

Gli interventi riguardano soprattutto gli aspetti tecnici: “Dagli impianti di condizionamento, elettrici e quant’altro”.

Sulle scenografie e sulla sala, però, il massimo riserbo: “Per quanto riguarda la parte sala e la parte scenografica, mi taccio perché ci stiamo lavorando: lascio a chi di dovere svelare quello che deve svelare”.

Ma una promessa non manca: “Io penso che, come sempre, quando uno accenderà la televisione o entrerà in sala, non potrà che dire ‘wow’”.

Tra biglietti più cari, grande richiesta e attese novità scenografiche, il Festival di Sanremo 2026 si prepara a confermare ancora una volta il suo ruolo centrale nella cultura e nello spettacolo italiano. Un evento che, anche a costo maggiore, continua a essere il sogno di milioni di spettatori.

Aggiornamento: Prosegue la preparazione del dispositivo di safety e security per il Festival di Sanremo 2026, in programma dal 24 al 28 febbraio. Nella giornata di oggi, 13 gennaio 2026, la Prefettura di Imperia ha effettuato un sopralluogo nelle aree considerate più sensibili della Città dei Fiori, a ridosso delle zone nevralgiche della kermesse.

L’ispezione, alla quale ha preso parte anche il prefetto Antonio Giaccari, rientra nel percorso di pianificazione delle misure di sicurezza previste per la 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, che si svolgerà al Teatro Ariston e in diverse location cittadine, secondo il format consolidato “Tra Palco e Città”.

Durante il sopralluogo sono stati analizzati ulteriori aspetti tecnico-operativi, con particolare attenzione: alla gestione dei flussi di pubblico, alla sicurezza delle aree ad alta affluenza, alla viabilità e ai piani di circolazione, alle dotazioni di sicurezza e alle procedure per la gestione di eventuali emergenze. 

L’obiettivo, come sottolineato dalla Prefettura in una nota ufficiale, è quello di garantire il massimo livello di sicurezza, assicurando al tempo stesso il regolare svolgimento dell’evento e la migliore esperienza possibile per cittadini, turisti e addetti ai lavori.

Il Festival di Sanremo 2026 conferma ancora una volta la sua natura di grande evento diffuso, capace di coinvolgere non solo il palco dell’Ariston ma anche le strade e le piazze della città, richiedendo un’attenta pianificazione in termini di ordine pubblico e sicurezza.

La Prefettura di Imperia continuerà nelle prossime settimane il lavoro di coordinamento con istituzioni, forze dell’ordine e organizzatori, affinché la manifestazione possa svolgersi in un clima di serenità, sicurezza e partecipazione, all’altezza di uno degli appuntamenti più seguiti del panorama musicale e televisivo italiano.

AggiornamentoDopo la tragedia di Crans-Montana, Novella 2000 chiede a Carlo Conti di invitare Achille Lauro a Sanremo 2026 per ricordare le vittime.

La tragedia di Crans-Montana continua a scuotere l’opinione pubblica italiana e internazionale. A pochi giorni dai funerali delle vittime, arriva un accorato appello di Novella 2000 a Carlo Conti, direttore artistico del Festival di Sanremo 2026: invitare Achille Lauro sul palco dell’Ariston per rendere omaggio a chi ha perso la vita nel drammatico incendio.

A colpire profondamente è stato il funerale di Achille Barosi, uno dei giovani coinvolti nella tragedia. La madre, Erica, ha scelto di far risuonare “Perdutamente” di Achille Lauro al termine della cerimonia. Una decisione carica di significato, che ha trasformato il brano in un simbolo di memoria, amore e coraggio.

Achille Barosi è ricordato come un eroe: dopo essere riuscito a mettersi in salvo dall’incendio del locale Le Constellation, è rientrato tra le fiamme per salvare l’amica Matilde, sopravvissuta. Un gesto che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo.

Da qui nasce l’iniziativa di Novella 2000, che si fa portavoce di un sentimento diffuso: non lasciare che il dolore venga dimenticato. L’appello a Carlo Conti chiede un momento di raccoglimento e memoria durante Sanremo 2026, affidato alla musica di Achille Lauro, artista capace di unire intensità emotiva e rispetto.

Un’eventuale esibizione all’Ariston avrebbe un valore che va oltre lo spettacolo: sarebbe un atto di solidarietà, un modo per ricordare le vittime e per esprimere vicinanza a chi è ancora ricoverato, lottando contro le conseguenze delle ustioni e dell’inalazione di fumi tossici.

Sanremo, da sempre, non è solo una gara canora ma anche uno spazio di riflessione collettiva. In questo contesto, la presenza di Achille Lauro potrebbe trasformare la musica in voce del ricordo e della giustizia, dando dignità e visibilità a una tragedia che ha segnato profondamente tante famiglie.

Ora la palla passa a Carlo Conti. L’auspicio è che il Festival possa farsi ancora una volta luogo di memoria, empatia e condivisione, affinché Crans-Montana non venga mai dimenticata. 

Aggiornamento: Sanremo 2026 entra nel vivo: l’assessore Alessandro Sindoni racconta a RivieraTime preparativi, novità, sicurezza, ospiti e l’impatto del Festival sulla città.

La macchina organizzativa del Festival di Sanremo 2026 è ufficialmente entrata nella sua fase decisiva. La 76esima edizione, in programma dal 24 al 28 febbraio, non sarà solo la gara canora più seguita d’Italia, ma un evento capace di coinvolgere l’intero territorio, trasformando ancora una volta la città dei fiori in una vetrina di rilievo internazionale.

A fare il punto su preparativi, criticità e prospettive è stato Alessandro Sindoni, assessore al Turismo, alle Manifestazioni e allo Sport del Comune di Sanremo, nel corso di un’intervista rilasciata a RivieraTime, nella quale ha tracciato un quadro dettagliato del lavoro svolto e delle sfide che attendono l’amministrazione.

Uno dei passaggi più delicati è stato senza dubbio il confronto con la Rai, dopo lo stop all’assegnazione diretta del Festival alla Tv di Stato. Un momento che ha richiesto dialogo e pazienza.

“È stata una trattativa, come è giusto che sia, complicata quando è iniziata”, ha spiegato Sindoni a RivieraTime. “Il momento più difficile è stato quando non potevamo parlarci”, ha aggiunto, riferendosi alla fase più tesa del rinnovo della convenzione.

Un negoziato reso complesso anche dall’entità degli investimenti economici in gioco. “Si parla di svariati milioni di euro e di impegni contrattuali e pubblicitari importanti sul territorio”, ha sottolineato l’assessore, evidenziando come oggi il Festival abbia una portata economica molto diversa rispetto al passato.

Superate le difficoltà iniziali, il clima è ora cambiato radicalmente: “I rapporti sono ottimali, davvero ottimi: c’è uno spirito di collaborazione concreto”.

Sanremo non è più solo il Teatro Ariston. Negli anni, il palco esterno di piazza Colombo (Suzuki Stage) è diventato uno degli elementi centrali della manifestazione.

“All’inizio ci siamo chiesti più volte se fosse conveniente realizzarlo”, ha raccontato Sindoni. Una scelta che si è però rivelata strategica: “Permette anche a chi non ha il biglietto di vivere il Festival, vedere il proprio beniamino e respirare l’atmosfera della kermesse”.

Oggi il palco esterno è considerato un vero punto di forza anche dal punto di vista mediatico: “Viene definito quasi come il ‘Super Bowl italiano’”, ha affermato l’assessore.

Sulle novità artistiche Sindoni mantiene il massimo riserbo, ma qualche anticipazione sugli eventi collaterali è trapelata. “La grande novità è il ritorno della Costa per sette giorni in rada”, ha confermato, annunciando anche nuove aree cittadine dedicate alle iniziative del Festival.

Per quanto riguarda gli ospiti, l’assessore si limita a qualche indizio: “Ci sarà qualche super ospite anche internazionale, molto internazionale”, lasciando intendere la presenza di almeno un grande nome femminile. Confermata invece una certezza già nota: Max Pezzali.

Come ogni anno, grande attenzione è rivolta alla viabilità. L’amministrazione sta valutando parcheggi esterni ad Arma, Bussana Mare, Tre Ponti Ovest e Pian di Poma, con l’area camper trasferita in zona Amaie Energia. Da qui partiranno navette, taxi e mezzi autorizzati che, nei primi sette giorni del Festival, potranno transitare anche sulla pista ciclabile.

Un tema che sta particolarmente a cuore a Sindoni: “La ciclabile è una delle risorse più belle di Sanremo. Nessuno vuole pregiudicarne la fruibilità”. E garantisce: “Se anche solo un piccolo tratto dovesse rovinarsi, verrà immediatamente ripristinato”.

Sul fronte sicurezza, confermati i metal detector agli accessi di piazza Colombo e l’introduzione di accrediti dedicati per residenti e commercianti, per ridurre i disagi nei giorni clou.

Confermato anche per il 2026 il Villaggio delle radio, che lo scorso anno ha fatto registrare numeri importanti. “Ci saranno tutte le radio più importanti”, ha assicurato l’assessore.

Lo sguardo, però, va oltre la settimana del Festival: “Vorrei una città che abbia un ritorno pazzesco non solo durante Sanremo”, ha concluso Sindoni. L’obiettivo è offrire ai visitatori un’esperienza tale da invogliarli a tornare anche lontano dai riflettori dell’Ariston.

Sanremo 2026 si avvicina e la città si prepara, ancora una volta, a essere al centro della scena nazionale e internazionale.

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