ESC 2026: Sergey Lazarev critica l’Eurovision Song Contest

Sergey Lazarev (Сергей Лазарев) critica l’Eurovision Song Contest definendolo “una competizione di un giorno”. Ma molti artisti, dagli ABBA ai Måneskin, dimostrano il contrario.

Le dichiarazioni di Sergey Lazarev sull’Eurovision Song Contest stanno facendo discutere fan e addetti ai lavori. L’artista russo, che ha rappresentato la Russia nel 2016 e nel 2019 conquistando due terzi posti, ha espresso un punto di vista molto critico sul reale impatto della kermesse musicale.

“L’Eurovision è una competizione di un giorno che non porta successo. Solo pochi artisti hanno costruito carriere solide grazie a questo palco”, ha dichiarato Lazarev.

Parole forti, che mettono in discussione uno dei format musicali più seguiti al mondo. Ma è davvero così?

Nel dettaglio, il cantante ha rincarato la dose citando anche esempi concreti: “Anche pochi super vincitori sono riusciti ad avere carriere davvero importanti. Persino Loreen, che ha vinto due volte, non ha ottenuto un grande successo internazionale in America o in Inghilterra”.

E ancora: “L’Eurovision è un evento ‘wow’ nel momento, ma purtroppo non ha fatto emergere grandi artisti a livello globale”.

Una visione netta, che riduce il valore dell’Eurovision a un evento mediatico temporaneo, più spettacolare che realmente determinante per una carriera musicale internazionale.

Eppure, la storia dell’Eurovision racconta anche altro. Ci sono diversi artisti che, proprio grazie alla competizione, hanno costruito carriere globali.

Tra i più emblematici:

  • ABBA – vincitori nel 1974, diventati icone mondiali della musica pop
  • Céline Dion – trionfatrice nel 1988 per la Svizzera, poi superstar globale
  • Måneskin – vincitori nel 2021, oggi tra le rock band più influenti al mondo
  • Duncan Laurence – vincitore nel 2019 con “Arcade”, diventato hit internazionale
  • Rosa Linn – esplosa globalmente con “Snap” dopo Eurovision
  • Flo Rida – partecipante nel 2021 con San Marino, già star globale

Questi esempi dimostrano che, pur non essendo una garanzia di successo, l’Eurovision può rappresentare un trampolino fondamentale.

Il dibattito resta aperto. Da un lato, Lazarev sottolinea la natura “istantanea” del successo legato alla gara. Dall’altro, i numeri e le carriere di molti artisti raccontano un’altra verità.

Forse la risposta sta nel mezzo: l’Eurovision non crea automaticamente superstar, ma offre una visibilità unica. Sta poi agli artisti trasformarla in qualcosa di duraturo.

E proprio per questo, ogni anno, milioni di spettatori continuano a guardarlo: perché dietro quei tre minuti di performance, potrebbe nascondersi la prossima grande storia della musica internazionale.

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