
L’Irlanda è uno dei cinque Paesi ad aver boicottato l’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest per la presenza in gara di Israele e tale boicottaggio sembra non abbia intenzione di cessare in vista dell’Eurovision Song Contest 2027.
Il sindacato SIPTU ha scritto una lettera formale all’emittente pubblica irlandese RTÉ chiedendo di rifiutarsi di trasmettere le partite di calcio della nazionale irlandese contro l’Israele, previste per settembre e ottobre 2026 nell’ambito della UEFA Nations League, sostenendo ai lavoratori che si rifiutano di lavorare a tali eventi; oltre ad un plauso per il boicottaggio dell’Eurovision Song Contest di quest’anno, dal momento che RTÉ ha scelto anche di non trasmettere l’evento (a differenza di Paesi Bassi e Islanda, che pur boicottandolo, lo hanno trasmesso su canali minori, con cali drastici di ascolti).
Il SIPTU (Services, Industrial, Professional and Technical Union; An Ceardchumann Seirbhísí, Tionsclaíoch, Gairmiúil agus Teicniúil) è il più grande sindacato irlandese, nato nel 1990 dall’unione di due sindacati precedenti, ed è considerabile equivalente alla CGIL in Italia anche per un legame con la politica di sinistra.
In questa lettera indirizzata a RTÉ, il responsabile della divisione servizi del SIPTU, Adrian Kane ha affermato che il governo irlandese e la FAI (Football Association of Ireland) devono intervenire per garantire che le partite non si svolgano e che qualora non dovessero riuscirci, i lavoratori del SIPTU che lavorano per RTÉ non accetteranno di essere dalla parte sbagliata della storia.
Il sindacato ha esortato l’emittente a mostrare lo “stesso coraggio morale” dimostrato con il precedente boicottaggio dell’Eurovision Song Contest, dichiarando che i propri iscritti non coopereranno con operazioni di sportswashing legate al conflitto in corso a Gaza: “Prendiamo atto e lodiamo la decisione di RTÉ, insieme ad altre emittenti pubbliche europee, di rifiutarsi di trasmettere l’Eurovision all’inizio di quest’anno. Chiediamo di dimostrare lo stesso coraggio morale anche in questa occasione e di rifiutarsi di trasmettere le partite in programma per settembre e ottobre. Tra l’opinione pubblica irlandese serpeggia una forte indignazione per il fatto che questi giochi si svolgano mentre la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha stabilito che Israele sta plausibilmente commettendo il crimine di genocidio contro i palestinesi a Gaza.”
Il SIPTU, che rappresenta oltre 600 dipendenti all’interno di RTÉ, ha confermato che tutelerà legalmente e sindacalmente tutti i membri che si rifiuteranno di lavorare alla produzione o alla messa in onda dei match.
L’emittente ha risposto specificando di avere un obbligo contrattuale e legale per la trasmissione delle partite della Nations League contro Israele, previste per settembre e ottobre.
Ha inoltre sottolineato che la situazione dell’Eurovision Song Contest era differente, dove, in qualità di membro partecipante, RTÉ ha la libertà di scegliere se partecipare o meno in totale autonomia nella decisione di non partecipare o non trasmettere, poiché in quel caso i singoli canali pubblici gestivano direttamente il processo di selezione e la scelta di partecipare, la trasmissione di queste le partite di calcio sono vincolate da accordi contrattuali ed è obbligatoria in base al contratto di diritti di RTÉ. L’emittente pubblica irlandese non ha la facoltà di decidere se queste due partite in particolare debbano essere trasmesse.
Nonostante la Federazione calcistica irlandese (FAI) abbia già ottenuto dalla UEFA il trasferimento della partita del 4 ottobre in campo neutro all’estero e a porte chiuse, il sindacato ritiene che questo “sposti solo la linea di protesta fuori dalla vista” e chiede la cancellazione o il boicottaggio totale della copertura mediatica.
La risposta di RTÉ non si è fatta attendere, specificando come le partite di calcio e la trasmissione delle serate dell’Eurovision siano per forza di cose molto diverse. Un portavoce dell’emittente pubblica RTÉ ha specificato che a mancata trasmissione di queste partite comporterebbe un’infrazione delle clausole contrattuali, mettendo a rischio i diritti già detenuti da RTÉ e potrebbe impattare negativamente su ulteriori accordi di acquisizione dei diritti sportivi da parte di RTÉ.
Sebbene non ci sia una dichiarazione ufficiale sulla partecipazione dell’Irlanda all’Eurovision Song Contest 2027, è indubbio che questi recenti sviluppi portino ad una pressione maggiore e che dunque potrebbe portare al prolungamento del boicottaggio di un anno. Questo porterebbe di fatto al periodo di maggior assenza dell’Irlanda all’Eurovision Song Contest, che dalla prima partecipazione nel 1965 ha mancato esclusivamente le edizioni del 1983 (a causa di uno sciopero dei dipendenti di RTÉ) e del 2002 (retrocessa a causa di scarsi risultati ottenuti nell’edizione del 2001).
Come già scritto, la prima partecipazione irlandese è datata 1965, anno in cui il concorso si tenne a Napoli. È ad oggi il Paese con il maggior numero di vittorie insieme alla Svezia (ben sette), sebbene l’ultima sia datata 1996.
Dopo un periodo trionfante tra gli anni ’80 e ’90, indubbiamente avvantaggiati dal cantare in inglese insieme al Regno Unito, il ventunesimo secolo segna più dolori che gioie per l’isola di Smeraldo: dal 2000 al 2025 si contano appena tre top 10, con record di punti raggiunto nel 2024 grazie a Bambie Thug ed a “Doomsday blue”, ed un totale di dodici mancate qualificazioni alla finale, arrivando addirittura all’ultimo posto in semifinale per due edizioni di fila.
L’Irlanda non ha partecipato all’Eurovision Song Contest 2026 in protesta per la partecipazione di Israele, dunque l’ultima partecipazione ad oggi risulta essere quella di Emmy Kristiansen, norvegese, con il brano “Laika party” dedicato alla cagnolina Laika ricordata come il primo essere vivente ad essere spedito nello spazio. Il brano non si è qualificato in finale, chiudendo al 12° posto in semifinale.
Al momento i Paesi che hanno confermato la partecipazione all’Eurovision Song Contest 2027 sono 11, ovvero Bulgaria (paese organizzatore), Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Norvegia, San Marino, Svizzera, Regno Unito.
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