Sanremo 2013: Gino Paoli, “Partecipo solo con Rea”

“Al Festival di Sanremo? A Fazio ho posto una condizione: sul palco con me deve esserci anche Danilo Rea. E poi devo avere due canzoni. E le devo scrivere. Se vogliono è così, altrimenti ciccia”. Queste le parole di Gino Paoli in risposta all’invito di Fabio Fazio di partecipare al prossimo festival di Sanremo, in programma dal 12 al 16 Febbraio. 

“Mi ha chiesto di andare a Sanremo e se ho le canzoni ci vado. Io due canzoni nuove per adesso non ce le ho. Se mi arrivano, volentieri. L’ho detto a Fabio, se queste canzoni arriveranno pongo come unica condizione di salire sul palco soltanto voce e pianoforte, senza orchestra né nient’altro. E deve esserci con me Danilo Rea. Sanremo è sempre un palcoscenico importante. Poi tu vai lì e col tuo comportamento puoi rompere qualsiasi schema. Quando andai nell’89 su invito di Aragozzini pretesi di cantare con la mia band e non su una base. E così fu”. E in effetti, quell’anno Paoli avrà il merito di riportare l’esecuzione dal vivo a Sanremo dopo dieci edizioni. E anche nel 2013, se ci andrà, dovrà operare una ‘rottura’: convincere Danilo Rea, che Sanremo lo ha sempre evitato. “Non amo la tv – ammette il pianista – ma Gino dice che con due canzoni l’esibizione sanremese assomiglierà di più ad un concerto”. I due hanno già in mente anche il brano che sceglierebbero per la serata dedicata alla musica popolare italiana di tutti i tempi: “Solo me ne vo per la citta’”, dice Paoli. “Una canzone spartiacque tra guerra e dopoguerra”.

Il cantautore, che nel 2004 a Sanremo ha ricevuto il Premio alla Carriera, esce il primo Ottobre con un nuovo album, ‘Due come noi che…’ (con brani di Paoli, Bindi, De André, Lauzi, Tenco, Brel, Pagani),  realizzato con il pianista, già suo compagno di avventure nel progetto ‘Un incontro in Jazz’, di cui la Parco della Musica Records nel 2011 ha pubblicato l’album ‘Auditorium Recording Studio’.

Paoli e il pianista jazz Danilo Rea sono saliti di nuovo insieme sul palco della Sala Santa Cecilia di Roma ieri sera per presentare “Due come noi che…”. Nel disco ritroveremo le canzoni più amate di Gino Paoli, da “Averti addosso” a “Il cielo in una stanza”, da “Vivere ancora” a “Perduti” passando per “La gatta” e “Come si fa”, insieme a chicche dei cantautori genovesi: “Canzone dell’amore perduto” e “Bocca di rosa”(strumentale) di De André, “Il nostro concerto” di Umberto Bindi, “Vedrai Vedrai” di Tenco e “Se tu sapessi” di Bruno Lauzi. Nella tracklist anche “Non andare via” traduzione italiana della meravigliosa “Ne me quitte pas” che proprio Jacques Brel chiese di tradurre a Paoli e “Albergo a ore”, il commovente brano di Herbert Pagani.

Con ‘Due come noi che…’ Paoli e Rea stanno già collezionando un sold out dopo l’altro nei concerti dal vivo sui palcoscenici più prestigiosi del paese, incantando ed emozionando il pubblico ogni volta. Un successo che di certo non stupisce dato il duo d’eccezione: la voce e il carisma di Paoli, uno dei più grandi autori e interpreti della canzone italiana, affiancata da uno dei più lirici e creativi pianisti riconosciuti a livello internazionale come Danilo Rea.

Un connubio artistico che vedrà insieme sul palco romano Gino Paoli, uno dei cantautori che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana e Danilo Rea, uno dei maggiori esponenti italiani, e non solo, nel jazz , basti ricordare le collaborazioni con alcuni tra i più grandi jazzisti statunitensi come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano, giusto per citarne alcuni.

Nel corso dell’intervista al quotidiano italiano ‘Il Tempo’ Paoli ha criticato aspramente il sistema dei talent show moderni in stile Amici e X Factor: “La canzone? Non esiste più. Ormai c’è solo la canzone televisiva. Non si compongono più canzoni, ma prodotti, immagini. Io e Danilo siamo contro. A tutti dico “signori, sono tutte cazzate: questa è la musica. i talent creano troppe illusioni. Il nostro è l’unico Paese al mondo dove ci sono 60 milioni di cantanti, allenatori della nazionale e presidenti del Consiglio. Cosa ci vuole per diventare un cantante di successo? Bisogna avere qualcosa da dire. Non bisogna fare musica perché si vuole diventare famosi ma perché si sente la necessità di farlo. Mi tornano in mente le parole che mi ha detto Lester Young dopo un concerto quando avevo 16 anni: “Fare il jazz è come pisciare”. Qualsiasi forma d’arte deve nascere da un bisogno profondo.”

Gino Paoli, uno dei cantautori che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana. L’autore di “Senza fine”, “Sapore di sale”, “La gatta”. Originario di Monfalcone, è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che Gino Paoli – dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore – debutta come cantante da balera, per poi formare un band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi. Quando la gloriosa casa discografica Ricordi, che aveva tenuto a battesimo Bellini e Donizetti, Verdi e Puccini, decise di estendere la propria attività alla musica leggera, scritturò questo cantante dalla strana voce miagolante oggi riconosciuto come uno dei più grandi rappresentanti della musica leggera italiana degli anni sessanta e settanta. Ha scritto e interpretato brani quali “Il cielo in una stanza”, “La gatta”, “Senza fine”, “Sapore di sale”, “Una lunga storia d’amore”, “Quattro amici”; ha partecipato a numerose edizioni del Festival di Sanremo; ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo; ha composto musiche per colonne sonore di film.

Danilo Rea riesce ad attirare l’attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla grande versatilità e all’apertura musicale. Dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e l’esperienza come musicista nel mondo del progressive rock, Danilo debutta nel mondo del jazz con il “Trio di Roma” nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. Inoltre la sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo che gli sono valsi l’accostamento al grande Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano, piuttosto che dal “Great American Songbook”. E quindi non sorprende che in Italia venga considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti come Claudio Baglioni, Domenico Modugno, Gianni Morandi, Pino Daniele e Mina.

Gino Paoli, il primo nome uscito tra i big del prossimo Festival targato Fazio è proprio il suo.

(Tratto da: ansa.it)