
Anticipazioni sulla prima puntata del nuovo programma di Rai2 dedicato ai personaggi che hanno lasciato una traccia nello spettacolo, in onda il 7 Novembre in prima serata.
Giovedì 7 Novembre alle 21.10 su Rai2 andrà in onda il nuovo programma ‘Unici’, che racconta personaggi che hanno lasciato una traccia indelebile nello spettacolo. Talenti straordinari, diventati un costante modello di riferimento per generazioni diverse.
Si parte con la prima puntata, dal titolo ‘Mina – D’altro canto’. La più importante cantante italiana verrà raccontata con filmati inediti e testimonial eccellenti come Placido Domingo, Giorgio Faletti, Josè Feliciano, Luca Ronconi, Piero Pelù, Zucchero, Miguel Bosè, Marco Mengoni, Chiara Galiazzo, Emma Marrone, Aldo,Giovanni e Giacomo, il giornalista Fernando Fratarcangeli, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e tanti altri. Ciascuno di loro racconterà aspetti poco conosciuti del talento e della versatilità della “tigre di Cremona”.

Nel corso della trasmissione saranno proposte immagini rare e significative come un commento di Giorgio Gabersulla popolarità di Mina e i “caroselli” girati dall’artista con la regia di Valerio Zurlini. Sarà un viaggio nei luoghi di Mina, dal mitico Studio Uno – con filmati di repertorio raccontati dal regista Antonello Falqui – passando per la Bussola di Viareggio con Enzo Decaro che, con il trio La Smorfia, si esibì prima degli ultimi concerti di Mina, fino alla sala di incisione di Lugano, dove Massimiliano Pani mostrerà per la prima volta tutti gli strumenti musicali utilizzati dall’artista nelle sue numerose incisioni e i tanti provini che la cantante riceve continuamente da autori famosi ed emergenti.
La serata è dedicata alla memoria di Gianni Ferrio, autore di alcuni delle canzoni più celebri di Mina, come Parole parole e Non gioco più, scomparso nei giorni scorsi.
Tra i prossimi appuntamenti di Unici da segnalare Francesco Guccini – L’ultima volta, in cui il cantautore si racconta nella sua casa di Pavana attraverso ricordi, canzoni ed idee con i contributi di Umberto Eco, Caterina Caselli, Ligabue, Beppe Carletti dei Nomadi, Roberto Benigni, Max Gazzè, Carlo Petrini, Vinicio Capossela e Leonardo Pieraccioni.
Una speciale puntata sarà poi dedicata a Roberto Bolle, inseguendone la straordinaria verve tra New York, Milano e Roma.
Inoltre ecco cosa scrive Mina di X Factor nella rubrica settimanale delle lettere su Vanity Fair. Già in passato aveva mostrato gradimento per due concorrenti: Mengoni e Chiara. Una lettrice le chiede se, dopo Marco Mengoni e Chiara Galiazzo, il suo orecchio ha già individuato “il nuovo mito”.
E lei risponde: “Seguo X Factor. Quest’anno, poi, oltre ai soliti giudici, c’è Mika. Una vera delizia di personcina. Dunque, ci sono due ragazze che mi sono piaciute subito. Una è dentro e l’altra l’hanno eliminata. Temo che l’esclusa sia la più forte”.
Probabilmente per l’esclusa si tratta di Roberta Pompa, riammessa nella seconda puntata, mentre l’altra è una tra Gaia Galizia, Violetta Zironi e Valentina Tioli.

In passato la cantante aveva scritto: “Chiara, la tua freschezza, il tuo candore, la tua classe, la tua inconsapevolezza ti porteranno lontano. Hai un’aura, una presenza scenica preterintenzionalmente potente. Grande dono. È una durlindana naturale che ti mette subito tra coloro che non hanno bisogno di fare i salti mortali per «esserci». Ti ho riconosciuto subito, già ai primi test. Non è merito mio, ma tuo. Io sapevo che avresti vinto. Tu no. E anche questo è un dono. La mancanza di spavalderia, di presupposizione è merce rara, in questo ambiente. Nel «rutilante mondo delle sette note» per un pò ti divertirai. Poi non so. Ma non pensarci adesso. Benvenuta, Chiara”.

Ma anche: “Marco Mengoni è pazzesco. Sembra che canti da vent’anni. Ha una confidenza incredibile che salta agli occhi soprattutto quando canta le cover, spesso meglio degli originali. Usa la voce da grande interprete, la arrotola, la schiaccia, ne fa quello che vuole. E poi, ha il coraggio di esagerare. Temerarietà che ti viene più avanti nella carriera e, il più delle volte, non ti viene affatto. Onorata di fare il suo stesso mestiere”.
Ecco le dichiarazioni e i video di Emma Marrone, Marco Mengoni e Chiara Galiazzo in Unici-Mina d’altro canto:

Emma Marrone: “Ho conosciuto Mina quando ero una bambina. Avevo 8-9 anni, in casa si ascoltava quel genere di musica, i primi successi di Mina, Una zebra a pois, Il cielo in una stanza, Le mille bolle blu… nella mia cameretta cantavo queste canzoni con la cassettina dello stereo. Io credo che l’attualità di Mina sia data dal fatto che lei non cerca di essere attuale, è semplicemente se stessa dagli Anni 60 ad oggi, continua a cantare in quel modo, non ha mai cambiato niente di se stessa. Ricordiamo anche il duetto con Manuel Agnelli: una cosa forte, molto bella, che ha funzionato tantissimo. Io credo che lei sia stata un’anticonformista, per la vita che conduceva in quegli anni in cui molte cose erano un tabù, per il suo essere. Una donna con una fisicità importante, aveva dei lineamenti forti che esaltava con un trucco molto evidente. Lei era Mina”.
Marco Mengoni: “Da Mina c’è imparare forse troppo perché lei è un’artista completa, ha fatto tutto, non solo musica, non ha usato solo la voce per posarla perfettamente su accordi o su un tappeto di note. Benedetta Mazzini, quando diventò mia amica, mi passò il telefono: ‘Ti devo fare un in bocca al lupo…’. ‘Pronto, sono Mina’. Mi si gela la faccia. Ma mi si è stretto di più il cuore quando mi consegnò una sua foto. C’era scritto un messaggio per me e alla fine una frase di un’umiltà struggente ‘Onorata di fare il tuo stesso mestiere’. Detto da una che lo fa da tantissimi anni e come l’ha fatto è un grande colpo al cuore”.
Chiara Galiazzo: “Mina significa cantante. Tutte vorremmo essere come lei. Bisogna ringraziarla. Quando è arrivata lei si è capito cosa doveva essere una cantante con la c maiuscola. Io leggo sempre la sua rubrica su Vanity Fair, mi piace vedere come risponde. Quel giorno lì (in cui scrisse di Chiara, ndB) erano le 7 del mattino, stavo per andare a fare il video di Due respiri, mi stavano truccando sulla spiaggia, avevo sentito che c’era una sorpresa, andai a leggere cosa c’era scritto… innanzitutto è incredibile che un tuo mito ti conosca, sappia che esisti e il tuo nome – già questo sconvolge – e poi cosa ha scritto! Quando ero piccola, se mi avessero detto una cosa del genere, avrei detto ‘andiamo sulla Luna!'”.
Mina, nome d’arte di Mina Anna Maria Mazzini (Busto Arsizio, 25 Marzo 1940), è una cantante, conduttrice televisiva e produttrice discografica italiana naturalizzata svizzera. Dopo il matrimonio del 10 gennaio 2006 con Eugenio Quaini è diventata Mina Anna Maria Quainisecondo la consuetudine svizzera. Erroneamente molte fonti riportano Anna Maria Mazzini come nome di nascita di Mina, che in realtà è Mina Anna Maria Mazzini.
Annoverata tra le più grandi cantanti italiane di tutti i tempi, è nota per le qualità della sua voce che si possono definire di soprano drammatico d’agilità, pur non avendo l’impostazione accademica del soprano classico. Il suo strumento, dal timbro caldo e personalissimo, subito riconoscibile, è dotato di grande ampiezza, estensione, agilità, capace di coniugare la potenza vocale con la duttilità, ed è sostenuto da una tecnica saldissima; Mina si distingue anche per le doti interpretative e l’ecletticità, che l’hanno portata ad affrontare con successo generi musicali spesso lontani tra loro (particolarità quest’ultima che la rende probabilmente unica nel panorama musicale mondiale).
Durante la sua carriera, iniziata alla fine degli anni cinquanta, Mina ha interpretato oltre 1 400 brani e venduto più di 150 milioni di dischi. Sulla scena internazionale ha raccolto il plauso di artisti quali Frank Sinatra, Louis Armstrong, Michael Jackson, Aretha Franklin,Antony and the Johnsons, Jennifer Lopez, Mónica Naranjo, Céline Dion, Barbra Streisand, Liza Minnelli, Luciano Pavarotti.
Nel 1960 Mina partecipa alla decima edizione del Festival di Sanremo: il 28 Gennaio presenta “Non sei felice” in doppia esecuzione con Betty Curtis; il 29 Gennaio “È vero” in doppia esecuzione con Teddy Reno. Il 30 Gennaio si ripresenta con “È vero”. La canzone si classifica al settimo posto ma per Mina è comunque un successo: per la richiesta dei suoi dischi, la Italdisc è costretta alla pubblicazione di due o tre nuovi 45 giri al mese.
Nel 1961 è di nuovo in gara al Festival di Sanremo e in questa occasione ha luogo un atteggiamento inconsueto da parte della stampa e degli organi di comunicazione in generale, che la danno subito per vincente, adulandola, forse al fine di aumentare l’interesse verso l’evento musicale. Tutto ciò è motivo di forte stress per la cantante, già provata dai due primi anni di carriera ininterrotta e da molti mesi di critiche e pesante invadenza mediatica. Il 26 Gennaio si esibisce con “Io amo tu ami” in doppia esecuzione con Nelly Fioramonti. Da sempre molto incline a tonsilliti, il 27 Gennaio, con una infiammazione alla gola, presenta “Le mille bolle blu”, in doppia esecuzione con Jenny Luna. La canzone risulta però troppo moderna per il pubblico sanremese, e il suo gesto ormai celebre, delle dita che scivolano sulla bocca ad ogni ritornello, viene colto da una parte degli spettatori come uno sberleffo, una mancanza di rispetto nei loro confronti. L’atmosfera si surriscalda quando i giornalisti raccolgono questo malcontento e contrappongono a Mina quella che diventò poi, per qualche tempo, la sua virtuale rivale: Milva. Il 28 Gennaio arriva in finale con entrambe le canzoni. Si classifica al quarto posto con “Io amo tu ami” e al quinto con “Le mille bolle blu”. Le premesse della vigilia erano ben diverse e per Mina è emotivamente un brutto colpo; la cantante viene colta da crisi di pianto e dichiara di non volere più partecipare a gare canore, Festival di Sanremo compreso. Una promessa fatta a se stessa e sempre mantenuta.
L’esperienza sanremese è una doccia fredda che la cambia profondamente, ma la sua popolarità non viene minimamente intaccata e “Le mille bolle blu” riscuote un notevole successo di vendite e di ascolti (in quegli anni infatti la misura del successo di un brano era evidenziata anche dalle “gettonature” nei juke-box).