ESC 2018 – Slovenia: RTV Slo conferma la partecipazione all’ESC 2018, ma all’EMA 2018 scatta l’obbligo della lingua slovena

RTVSLO

L’emittente pubblica slovena RTV SLO ha confermato oggi la sua partecipazione alla 63ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà per la prima volta in assoluto in Portogallo nel mese di maggio del prossimo anno.

Il metodo e il meccanismo di selezione che verrà utilizzato per selezionare la canzone e il concorrente della Slovenia per la 63ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2018 sarà molto probabilmente l’EMA (Evrovizijska Melodija, Eurovision Melody), il format di selezione nazionale sloveno per l’Eurovision Song Contest utilizzato dal 1993 fino al 2015, con qualche anno di stacco (1994, 2000, 2012 e 2013), quando la Slovenia non ha partecipato all’ESC. Nei prossimi mesi saranno rilasciati ulteriori dettagli.

Stando a quanto pubblica il sito sloveno Evrovizija.com, ancora una volta l’EMA verrà utilizzato per selezionare brano/interprete per l’ESC 2018, tuttavia il format subirà dei cambiamenti, in seguito al buon successo delle canzoni in lingua nazionale, in Slovenia scatta l’obbligo della lingua slovena per i brani in gara alla selezione per la edizione 2018 dell’ESC.

Spinta forse dal trionfo della lingua portoghese all’Eurovision Song Contest 2017 e in seguito al mancato accesso alla finale di Omar Naber, penultimo classificato nella prima semifinale del Contest europeo, la dirigenza dell’emittente pubblica slovena RTV Slo ha già approvato una importante novità per la prossima selezione nazionale. 

L’Evrovizijska Melodija (EMA) 2018 introdurrà l’obbligo, per ogni candidatura al concorso musicale sloveno, di presentare un testo in lingua slovena o in una delle lingue parlate dalle minoranze linguistiche riconosciute sul territorio del Paese.

Non si tratta, dunque, del solo sloveno, ma anche di altri idiomi, come il tedesco, il croato, l’ungherese, il serbo e, ovviamente, l’italiano.

Il brano dovrà essere presentato al pubblico, nel corso delle serate eliminatorie di EMA 2018, proprio nella lingua con cui è avvenuta la candidatura, mentre per i testi che arriveranno alla serata finale, sarà possibile una traduzione in inglese, a discrezione di cantanti e autori.

Il modello è, chiaramente, quello del Söngvakeppni Sjónvarpsins / Söngvakeppnin islandese (concorso canoro che seleziona il candidato a rappresentare dell’Islanda all’Eurovision Song Contest), che da diversi anni prevede la lingua islandese per le semifinali e la possibilità di scelta tra lingua nazionale e l’inglese per la serata finale e, quindi, per l’Eurovision Song Contest.

Una regola dagli esiti altalenanti, in quanto le traduzioni inglesi hanno registrato piazzamenti anche disastrosi per l’Islanda, come confermano le eliminazioni di Greta Salóme Stefánsdóttir nel 2016 e Svala Björgvinsdóttir proprio quest’anno.

L’ultimo posizionamento in top 10 della Slovenia risale solo al lontano 2001, con il settimo posto di Nuša Derenda la quale, tuttavia, cantava in inglese.

La Slovenia è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Kyiv da Omar Naber con il brano “On My Way” (scelti attraverso la selezione nazionale, EMA 2017, dopo aver vinto il voto della giuria con 64 punti, ma è arrivato secondo nel televoto con 5.165 voti; tuttavia, la somma dei punti della giuria e del pubblico gli hanno assicurato la vittoria). All’Eurovision Omar ha cantato nella prima semifinale, competendo con altri 17 artisti ma non è riuscito a qualificarsi per la finale, essendo arrivato dodicesimo nella semifinale.

La Slovenia ha debuttato all’Eurovision Song Contestnel 1993 con 1X Band e la canzone “Tih deževen dan” (A quiet rainy day), dopo la dissoluzione della Federazione Jugoslava. Da allora ha partecipato a quasi tutte le edizioni (23 partecipazioni, 13 Finali), tranne nel 1994 e nel 2000.

Il risultato migliore rimane fino ad ora il settimo posto ottenuto nel 1995 con Darja Švajger e il brano “Prisluhni mi” (Listen to me) e nel 2001 con Nuša Derenda e la canzone “Energy” (Ne, ni res; No, it’s not true). L’unico altro Top ten del paese è stato 10° posto con Tanja Ribič e il brano “Zbudi se” (Wake up) nel 1997.

Nel 1993 la Slovenia, assieme ad altre sei nazioni che desideravano partecipare all’Eurovision Song Contest per la prima volta, dovette affrontare una semifinale (Kvalifikacija za Millstreet) che si svolse a Lubiana e fu organizzata proprio dall’emittente pubblica RTV SLO. Si classificò al primo posto e poté così partecipare all’Eurovision Song Contest 1993.

Come parte della Jugoslavia solo in quattro occasioni una canzone in lingua slovena fu scelta per l’Eurovision Song Contest: nel 1966, nel 1967, nel 1970 e nel 1975.

Con l’introduzione delle Semifinali, non ha raggiunto la Finale nel Dopo l’introduzione del turno semifinale nel 2004, in otto occasioni, mentre ha raggiunto la Finale nel  2007, 2011 e il 2014. 

Anche se l’elenco definitivo dei paesi partecipanti all’edizione 2018 dell’ESC sarà possibilmente soggetta a cambiamenti fino al rilascio della lista ufficiale dei partecipanti da parte dell’EBU-UER in programma per fine 2017 o all’inizio dell’anno, al momento, 14 Paesi hanno manifestato l’intenzione di partecipare alla manifestazione  dopo il Portogallo – automaticamente in Finale in quanto paese organizzatore: Finlandia (selezione: Uuden Musiikin Kilpailu – UMK 2018), Norvegia (selezione: Norsk Melodi Grand Prix 2018), Lituania (selezione: “Eurovizijos” dainų konkurso nacionalinė atranka 2018), Polonia, Cipro, Estonia, Repubblica Ceca, Belgio, Spagna, Germania, Francia, Slovenia e tra questi notiamo la Russia (selezione interna), che ritorna nel concorso dopo un anno d’assenza, dovuto al divieto di accesso sul territorio ucraino alla cantante russa Julija Samojlova, selezionata per rappresentare la Russia nella competizione con il brano “Flame is burning”, di una durata di tre anni per aver attraversato illegalmente il confine ucraino in occasione di un’esibizione in Crimea e al ritiro della Russia della competizione. Mentre hanno confermato l’assenza l’Andorra, per motivi economici a causa della mancanza di sponsor; Monaco e il Lussemburgo, che non hanno intenzione di rientrare nella competizione neanche quest’anno, portando così rispettivamente a 11 e 24 le edizioni consecutive di assenza.