ESC 2019 – Italia: Arriva il disco d’oro per “Soldi” di Mahmood

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Mahmood continua a macinare un successo dopo l’altro, scrivendo il proprio nome nella storia della musica italiana. 

Attraverso il suo profilo ufficiale Instagram il rapper ha annunciato che il singolo “Soldi”, canzone con cui Mahmood ha vinto il 69esimo Festival di Sanremo, ha ricevuto il disco d’Oro dalla FIMI per gli oltre 25mila download e streaming. 

L’incredulità e la gratitudine del giovane rapper milanese traspare dal messaggio con cui ha voluto comunicare la notizia a tutti i suoi follower: “Mi sono sempre chiesto se la mia musica sarebbe piaciuta a qualcuno, se tutto questo scrivere avrebbe portato mai a qualcosa. A volte per raggiungere un risultato bisogno solo darsi tempo e non lasciarsi mai abbattere. OGGI SOLDI È DISCO D’ORO E IO VOGLIO RINGRAZIARVI UNO A UNO PER AVERMI AIUTATO A RAGGIUNGERLO.”

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Dobbiamo ricordare che il disco d’oro è un riconoscimento che viene attribuito agli artisti che hanno venduto un certo numero di copie del proprio album o del proprio singolo.

Nel corso del tempo il numero di copie che è necessario vendere per ottenere il disco d’oro è stata corretta al ribasso diverse volte, a causa del fatto che con l’evoluzione digitale vengono vendute sempre meno copie su supporto fisico.

Attualmente – il nuovo canone è stato fissato nel 2014 – è necessario vendere 25.000 copiefisiche del disco o 25.000 copie digitali (che devono però essere acquistate attraverso account premium di servizi di streaming musicale come spotify).

A controllare il numero di copie vendute e a dare il via libera per l’attribuzione dei dischi d’oro e di platino in Italia è la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana).

Mahmood ha quindi ottenuto il disco d’oro con il brano di Sanremo a meno di 10 giorni dalla vittoria. Si tratta di un risultato a dir poco strabiliante, soprattutto se si riflette sul fatto che il rapper è un artista completamente emergente, approdato all’Ariston dopo essersi conquistato il diritto a esibirsi tra i big vincendo Sanremo Giovani.

Il cantante, inoltre, infrange un altro primato: dopo essere diventato il primo artista in assoluto a vincere nella stessa edizione Sanremo Giovani, il premio della critica di Sanremo Giovani e il Festival di Sanremo, Mahmood batte tutti i record anche su Spotify: “Soldi” è infatti il singolo italiano più suonato di sempre, sia nell’arco di 24 ore in ambito global (11 febbraio – 1.676.481 stream) che nell’arco di una settimana di rilevamento (8.223.614 stream da venerdì 8 febbraio a giovedì 14 febbraio). Totalizzando la cifra impressionante di oltre 9 milioni di stream, “Soldi” vola nella classifica Top 50 Italia di Spotify e si conferma da giorni tra i brani più ascoltati al mondo nella Top 100 Global di Spotify (entrata più alta di sempre di un artista italiano nella Top 50 Global al n.40 in data 10 febbraio). Piazzandosi anche saldamente in testa alla classifica FIMI dei singoli oltre a quella dell’airplay radiofonico, “Soldi” si conferma la prima vera hit-rivelazione di questo 2019. Ed anche il video ufficiale su youtube è vicino al traguardo delle 20 milioni di visualizzazioni, risultando il brano più visto sulla piattaforma tra quelli in gara al Festival.

Il nuovo album di Mahmood uscirà prima del previsto. Il cantante, che con la “Soldi”, dopo aver vinto il Festival di Sanremo 2019 sta ottenendo ampi successi sulle piattaforme di streaming e in radio (la canzone, tra tutte quelle in gara al Festival, continua a guidare la classifica, almeno a livello di punteggi), ha anticipato la pubblicazione di “Gioventù bruciata” di una settimana: il disco, inizialmente atteso per il 1° marzo, uscirà venerdì prossimo, 22 febbraio, come annunciato da Mahmood sui suoi canali social ufficiali.

L’album “Gioventù bruciata”, in uscita per Island Records, è una versione espansa dell’Ep omonimo pubblicato dal cantante lo scorso settembre e oltre alle canzoni già incluse nell’edizione originale conterrà anche “Soldi” (prodotta da Dardust e Charlie Charles), sia in originale che nella versione realizzata con Gué Pequeno per la serata dei duetti di Sanremo e Anni 90 (featuring Fabri Fibra) e alcuni inediti. Questa la tracklist:

  1. Soldi (prod. by Charlie Charles e Dardust)
  2. Gioventù Bruciata (prod. by Ceri)
  3. Uramaki (prod. by MUUT)
  4. Il Nilo nel Naviglio (prod. by Katoo)
  5. Anni 90, feat. Fabri Fibra (prod. by MUUT)
  6. Asia Occidente (prod. by Katoo)
  7. Remo (prod. by Katoo)
  8. Milano Good Vibes (prod. by MUUT)
  9. Sabbie Mobili (prod. by Ceri)
  10. Mai Figlio Unico (prod. by Ceri)
  11. Soldi, feat. Gué Pequeno (prod. by Charlie Charles e Dardust)

Mahmood incontra i fan per autografare l’album durante un instore tour che attraversa l’Italia a partire dal 22 febbraio (date in aggiornamento):

  • 22 febbraio ore 18.00 – ROMA, Discoteca Laziale
  • 23 febbraio ore 18.00 – FIRENZE, Galleria del Disco
  • 24 febbraio ore 17.00 – NAPOLI, Feltrinelli piazza dei Martiri
  • 25 febbraio ore 18.00 – MARCIANISE, Mondadori CC Campania
  • 26 febbraio ore 18.00 – BOLOGNA, Feltrinelli piazza di Porta Ravegnana
  • 27 febbraio ore 18.00 – TORINO, Feltrinelli piazza CLN
  • 28 febbraio ore 18.00 – MILANO, Mondadori Duomo

In qualità di vincitore del Festival di Sanremo, Mahmood rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2019. Il cantante ha confermato che parteciperà proprio con “Soldi” all’edizione 2019 della manifestazione, che si terrà dal 14 al 18 maggio a Tel Aviv.

Inoltre, Mahmood ha parlato delle polemiche suscitate dalla sua vittoria al Festival tra razzismo e voci sulla presunta omosessualità. 

Tutto è nato da alcune dichiarazioni del cantante prima e dopo Sanremo. Partiamo dalle sue parole prima del boom mediatico che l’ha coinvolto. In un’intervista a Vanity Fair, Mahmood ha dichiarato: “Il coming out di personaggi pubblici, in realtà, può aiutare gli altri. Ma penso anche che sia sbagliato parlare di queste cose. Dichiarare “Sono gay” non porta da nessuna parte, se non a far parlare di sé. Andare in TV da Barbara d’Urso per raccontare la propria omosessualità mi sembra imbarazzante: così si torna indietro di cinquant’anni”. 

In un’intervista al Corriere della Sera, oggi – lunedì 18 gennaio, il vincitore a sorpresa dell’ultima edizione del Festival Mahmood replica alle voci sulla sua omosessualità, anche queste strumentalizzate dopo la vittoria, stavolta come potenziale elemento di disturbo per la propaganda leghista: “Io non ho mai detto di essere gay. La mia è una generazione che non rileva differenze se hai la pelle di un certo colore o se ami qualcuno di un sesso o di un altro. Io sono fidanzato, ma troverei poco educata la domanda se ho una fidanzata o un fidanzato. Specificare significa già creare una distinzione”.

“Io non ho mai avvertito di essere diverso. La differenza me la stanno facendo sentire oggi”, così Mahmood replica alle polemiche razziste che hanno fatto seguito alla sua vittoria a Sanremo con “Soldi”. Orde di commenti rancorosi e ignoranti dilagati sui social da parte di persone che hanno posto la sua origine mista – mamma italiana e padre egiziano – davanti al suo talento musicale, dimenticando che questo cantautore dallo stile peculiare è nato e cresciuto in un quartiere popolare di Milano.

Sempre al Corriere, si dice incredulo di fronte al polverone sollevato intorno alla sua persona e in particolare alle polemiche sul suo nome (Alessandro Mahmood) o sul fatto di avere un genitore egiziano da cui ha ereditato influenze della cultura araba confluite nella sua musica. Un razzismo dilagante e sdoganato da rappresentanti delle istituzioni che hanno a più riprese contestato l’esito della classifica sanremese velando le proprie proteste di una malcelata antipatia verso un cantante non ritenuto un perfetto rappresentante della musica italiana. Mahmood ricorda di provenire da un quartiere, Gratosoglio, in cui non sono mai esistite differenze di colore o status sociale, dove il multiculturalismo è un dato di fatto: Io non ho mai avvertito di essere diverso. La differenza me la stanno facendo sentire oggi. Ho fatto le scuole con bimbi russi, bulgari, rom. Il più figo della classe era cinese, quello un pò bullizzato era italiano, messo in mezzo perché cicciottello, non per altro”.

La sua canzone “Soldi” è dedicata al rapporto controverso col padre che lo ha abbandonato da bambino: da allora i due non hanno contatti: “Figlio mio, amore, vieni qua. Era con queste parole che mi chiamava per tornare a casa quando, bambino, giocavo nel parchetto del Gratosoglio. Avevo 5 anni e, di colpo, non mi ha chiamato più. Ora non so dove sia”.