
L’European Broadcasting Union ha rilasciato una dichiarazione aggiornata riguardante la squalifica di Joost Klein dalla Finale dell’Eurovision Song Contest 2024.
Di seguito il comunicato:
“L’artista olandese Joost Klein è stato squalificato dalla finale dell’Eurovision Song Contest di quest’anno a seguito di un comportamento minaccioso nei confronti di un membro femminile della troupe. La polizia svedese ha indagato sul reato e il caso sarà presto consegnato al pubblico ministero con una procedura accelerata.
Il comportamento di Joost è stato una chiara violazione delle regole del Concorso, che mirano a garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutto il personale e a proteggere la produzione. Non stiamo giudicando il processo legale ma, date le circostanze dell’accaduto e il fatto che il caso della polizia sarà presto consegnato al pubblico ministero, non sarebbe stato appropriato per Joost partecipare alla Gran Final.
La decisione di escluderlo è stata sostenuta dall’organo di governo dei membri del concorso – il Gruppo di riferimento dell’Eurovision Song Contest – e appoggiata all’unanimità dal Consiglio esecutivo dell’EBU-UER, a seguito di un’approfondita indagine interna.
La versione dei fatti diffusa in alcuni commenti pubblici e sui social media non corrisponde alle dichiarazioni che il personale e i testimoni hanno rilasciato a noi e alla polizia svedese. Tuttavia, la questione è ora oggetto di un procedimento legale e purtroppo non possiamo aggiungere altro in questa fase.
Abbiamo una politica di tolleranza zero nei confronti di comportamenti inappropriati durante i nostri eventi e adotteremo sempre le azioni necessarie per affrontare le minacce al personale, indipendentemente da chi provengano.”
La dichiarazione aggiornata arriva pochi giorni dopo che l’emittente pubblica olandese AVROTROS ha rilasciato la propria dichiarazione sull’argomento in seguito alla squalifica dell’11 maggio 2024:
Statement AVROTROS #europapa #eurovision #eurovision2024 pic.twitter.com/XunuOe4jU6
— Songfestival (@songfestival) May 11, 2024
Joost Klein avrebbe dovuto rappresentare i Paesi Bassi nella Finale dell’Eurovision Song Contets 2024 il brano con “Europapa”.
Joost Klein è un musicista, scrittore e artista di 26 anni. Il suo stile energico combina elementi del pop mainstream con happy hardcore e pop punk. Nei Paesi Bassi, Joost è regolarmente in tour con la sua band e ha partecipato a festival come Lowlands e Pinkpop.
Lo scorso novembre ha registrato il tutto esaurito in due concerti all’AFAS Live. Anche all’estero la base di fan di Joost è in crescita. In Belgio si è esibito allo Sportpaleis di Anversa ed è stato candidato al popolare programma televisivo De Slimste Mens (La persona più intelligente).
L’estate scorsa, Joost ha ottenuto grande successo in Germania, Svizzera e Austria con “Friesenjung”. La canzone ha avuto oltre 100 milioni di streaming in tutto il mondo e ha vinto il premio come miglior canzone ai premi radiofonici tedeschi 1LIVE Krone. La canzone ha avuto un’ampia diffusione anche in Italia e in Ucraina.
Da ricordare che Nemo vince a Malmö l’edizione più controversa del Festival di Eurovision Song Contest.
Si dice che l’organizzazione del fe stival sia stata sottotono rispetto agli anni precedenti perché tante risorse sono state dedicate proprio alla sicurezza. Per dare supporto alla polizia svedese, sono arrivati anche i colleghi danesi e norvegesi. Già l’estate scorsa i roghi del Corano avevano infiammato il Paese e la polizia aveva alzato il livello di minaccia terroristica a 4, “alto”, su una scala di 5 punti. La tensione, nei giorni in cui si è esibita l’artista israeliana Eden Golan, è stata massima. Ancora di più per la finale, i cui pronosticila davano tra i superfavoriti, seconda solo alla Croazia di Baby Lasagna. Alla fine, ironia della sorte, è stata la neutrale Svizzera ad aggiudicarsi il primo posto. Dietro, Croazia e poi Ucraina. Settima Angelina Malmo con “La noia”.
La partecipazione di Israele al festival ha sollevato la contrarietà di molti. Oltre 60 associazioni svedesi, tra cui anche i Fridays for future di Greta Thunberg, si sono raccolte attorno al movimento “Stoppa Israel från ESC” (Ferma Israele dall’Eurovision) e hanno organizzato due grandi manifestazioni pro-Palestina, oltre a una non attesa fuori dall’Arena durante la gran finale. C’è chi ha comprato il biglietto per lo show ed è anche sceso in piazza per protestare con loro. Sono stati cortei pacifici e sottodimensionati rispetto alle aspettative: dei 25mila manifestanti attesi in città, ne sono arrivati circa 10mila, secondo la polizia svedese. A creare scompiglio anche rispetto alla partecipazione israeliana, l’olandese mancante, più che volante. Con la squalifica di Joost Klein e della sua “Europapa”, i finalisti, da 26, sono diventati 25. Tutta colpa di quello che l’EBU ha definito “incidente”: un comporta mento “violento” nei confronti di una donna della produzione televisiva. Nonostante le contestazioni, il clima è stato di gioia e di festa. Alla Malmö Arena e in città le bandiere e le lingue di tutti i Paesi si sono mescolate. I fan sono arrivati anche dagli Stati Uniti. Nonostante il Paese non abbia mai preso parte alla manifestazione, gli americani quest’anno sono stati al quinto posto per numero di spettatori. Arrivano da Philadelphia, dalla California centrale, da Seattle e fanno il tifo per l’evento, più che per un’artista in particolare. Proprio qui in Svezia, Eurovision è una cosa seria. Storicamente il Paese è all’avanguardia nella valorizzazione della cultura di ogni grado e tipo, senza pregiudizi, a patto che coinvolga la comunità. Non è forse un caso che, insieme all’Irlanda, sia la nazione con più vittorie alle spalle: è la settima volta che ospita Eurovision. La prima vittoria, e la più famosa, è arrivata con gli Abba 50 anni fa, nel 1974.
Durante la finale, tre vere regine di Eurovision, le svedesi Charlotte Perilli e Carola e l’austriaca Conchita Wurst, hanno reso omaggio a “Waterloo” e al quartetto più amato di Svezia. Ma c’è stata anche una sorpresa non preannunciata: gli avatar di Agnetha, Anni-Frid, Björn e Benny. In attesa della finale, anche Angelina Mango ha voluto sorprendere, presentandosi in sala stampa e cantando non “La noia”, ma “Imagine” di John Lennon. Ha saputo conquistare, anche se alla fine del complesso con teggio ha vinto Nemo, artista non-binario che a suon di set di 12 punti e con un gran successo al televoto, ha conquistato il trofeo di vetro, che ha accidentalmente rotto poco dopo. Quello che conta è che oltre al trofeo, con la sua “The Code”, ha rotto anche il codice di questo Eurovision.
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