
L’italiana Senhit nella bufera per colpa della recente polemica che coinvolge Boy George, che riguarda il suo sostegno alla partecipazione di Israele a grandi eventi internazionali, in particolare l’Eurovision Song Contest.
L’Eurovision Song Contest 2026 si avvicina, ma per San Marino l’attenzione mediatica non riguarda solo la musica. Dopo la vittoria di Senhit con il brano “Superstar”, il percorso verso Vienna è stato costellato di polemiche, soprattutto per il coinvolgimento di Boy George, l’icona britannica della new wave, nonché ex frontman dei Culture Club.
Fin dall’inizio, l’assenza dell’icona pop durante la finale nazionale aveva fatto discutere: «Dov’è Boy George?», si chiedevano i fan. A questo si sono aggiunte risposte ironiche e provocatorie dell’artista sui social, alimentando il dibattito.
Ora però una nuova controversia ha acceso ulteriormente gli animi. In un post su X, Boy George ha espresso il suo sostegno a Israele, scrivendo: «È molto trendy odiare Israele, ma ho sempre detto: “fashion for the fragile, style for the brave”». Una frase che ha immediatamente diviso il pubblico tra critiche e consensi.
Molti utenti hanno reagito duramente, mentre altri hanno difeso l’artista, sottolineando il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni. Un dibattito che dimostra quanto la musica e la cultura possano intrecciarsi con temi politici e identitari. Ma queste parole, pronunciate adesso e a poche settimane dall’Eurovision, hanno un peso politico decisamente diverso. A questo punto non rimane che attendere per scoprire cosa accadrà.
Per comprendere il significato del post, bisogna tornare agli anni ’80 e ai Culture Club. Il loro stile, influenzato dalla designer Sue Clowes, mescolava simboli culturali diversi, tra cui anche la Stella di David, legata alle origini del batterista Jon Moss.
Nel frattempo, cresce l’attesa per una possibile esibizione congiunta tra Senhit e Boy George (nonostante al momento l’artista britannico non risulta ancora formalmente accreditato come artista partecipante alla competizione) con il brano “Superstar” a Vienna, in quella che potrebbe diventare una delle performance più discusse dell’edizione. Nonostante ancora non vi sia alcuna certezza sulla presenza o meno di Boy George sul palco di Vienna, la sola ipotesi ha già scatenato non poche polemiche.
Il clima che regna attorno alla kermesse non è certamente idilliaco, con Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda che hanno già annunciato la loro assenza in segno di protesta contro la partecipazione di Israele, sostenendo che prendere parte alla manifestazione sarebbe “inconcepibile” alla luce delle vittime civili a Gaza.
Da ricordare che Boy George è stato recentemente al centro di diverse polemiche che spaziano da questioni finanziarie a scontri sui social media e partecipazioni televisive discusse:Debiti e rischio perdita del nome d’arte (2025) – nel febbraio 2025, è emerso che Boy George e i Culture Club stavano affrontando debiti per circa 12 milioni di sterline. A causa del fallimento della loro società di gestione tour, Mispocha Touring, l’artista ha rischiato di perdere i diritti sul proprio nome d’arte “Boy George” e sul catalogo della band. Per evitare il tracollo, ha concordato un piano di rientro forzato di circa 500.000 sterline ogni sei mesi fino al 2027; Scontri ideologici e social (2025-2026) – politiche identitarie: Nel luglio 2025, in un’intervista al Times, ha criticato le moderne politiche identitarie della comunità LGBTQ+, definendole “non d’aiuto per nessuno”; difesa di Emma Watson: Si è schierato pubblicamente contro J.K. Rowling per difendere l’attrice Emma Watson riguardo ai diritti delle persone transgender; lite con Róisín Murphy: Nell’ottobre 2025 ha avuto un acceso scontro social con la cantante Róisín Murphy, definendo chi critica le posizioni pro-trans come “persone brutte con anime brutte” e critiche a Chappell Roan: Nel marzo 2026, è stato criticato per aver suggerito alla giovane popstar Chappell Roan di “rallegrarsi” e accettare il peso della fama dopo che lei si era lamentata delle molestie dei paparazzi.
Recentemente, la sua conferma come partecipante all’Eurovision Song Contest 2026 per rappresentare San Marino insieme alla cantante Senhit ha scatenato accese reazioni tra i fan, portando l’artista a rispondere in modo polemico alle critiche ricevute online.
La recente polemica che coinvolge Boy George riguarda il suo sostegno alla partecipazione di Israele a grandi eventi internazionali, in particolare l’Eurovision Song Contest.
Ecco i punti chiave della vicenda: Sostegno all’Eurovision: Boy George è stato uno dei firmatari di una lettera aperta organizzata dall’organizzazione no-profit Creative Community for Peace per sostenere l’inclusione di Israele all’Eurovision 2024; Contrasto al boicottaggio: Insieme ad altre celebrità come Helen Mirren, Sharon Osbourne e Gene Simmons, il cantante si è opposto alle richieste di esclusione del Paese avanzate da migliaia di artisti nordeuropei a causa del conflitto a Gaza; Posizione ideologica: I firmatari hanno sostenuto che eventi come l’Eurovision debbano rimanere apolitici e che punire gli artisti per le azioni dei loro governi sia contrario ai valori di unità del festival; e Reazioni: Questa presa di posizione ha generato un acceso dibattito online tra chi difende la libertà dell’arte e chi, invece, chiede un boicottaggio culturale simile a quello applicato alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.
Aggiornamento: Senhit, rappresentante di San Marino ad Eurovision 2026 con il brano “Superstar”, insieme con Boy George è stata ospite a “La Volta Buona” su Rai 1.
Dopo una prima parte in cui ci si indigna sul fatto che Sal Da Vinci sia sceso nelle quotazioni ci si addentra nell’intervista con Senhit. Colpisce soprattutto l’approssimazione della conduttrice Caterina Balivo, che si sorprende alla notizia che Senhit sia bolognese.
Poi per fortuna, l’artista sposta il mirino: “Da regolamento, l’Italia non può votare per l’Italia Però può votare per San Marino! Io mi auguro che gli italiani votino San Marino.”
E ricorda la genesi del brano: “Questo brano è nato molto prima del San Marino Song Contest, così come la collaborazione con Boy George: abbiamo deciso insieme di fare questa follia, di metterci in gioco. Il sound anni 80 sta tornando molto quindi speriamo bene”.
Fra l’altro a breve ci sarà prima volta di Senhit e Boy George insieme perché l’artista britannico è stato annunciato nella lineup del London Eurovision Party in programma il prossimo 19 Aprile all’Here at Outernet, al quale prenderà parte anche Sal Da Vinci. Senhit e Da Vinci si incontreranno anche al pre party di Amsterdam nei Paesi Bassi questo sabato.
Nel frattempo, l’artista bolognese ha una fitta agenda, come ha spiegato a San Marino RTV: “Sono in giro per l’Europa non solo l’Italia. Adesso sono a Roma, dove ho appena fatto la promo su Rai Radio1, Rai Radio2, poi Ema Stokholma e Barbarossa con Radio2 Social Club. Poi, abbiamo fatto Georgia, Albania, Azerbaigian. Insomma, sto portando la mia ‘Superstar’, con la piccola Repubblica di San Marino – che in verità è enorme, perché stiamo avendo un grande successo – in giro per il globo. Si continua a lavorare assiduamente per portare ‘Superstar’ in giro per il mondo. E sono felicissima, perché sto ricevendo una bellissima accoglienza. Io continuo, voi continuate a seguirmi!! Ci vediamo senz’altro ad Amsterdam, Londra e poi, ovviamente, Vienna!”.
Nei giorni scorsi fra l’altro, proprio Boy George aveva parlato della controversa questione riguardante Israele. L’ex leader dei Culture Club era stato fra i firmatari di un manifesto in favore della partecipazione dell’emittente e nei giorni scorsi si è nuovamente espresso: “Odiare Israele è molto di moda in questo momento, ma ho sempre detto: la moda è per i deboli, mentre lo stile appartiene ai coraggiosi e ai forti.”
San Marino con Senhit ft Boy George– l’artista inglese ha confermato la sua presenza sul palco della Wiener Stadthalle – si esibirà per tredicesimo nella prima semifinale. Andranno a caccia della quinta finale con il brano “Superstar”, sperando anche nei voti Italiani, visto che è la stessa semifinale nella quale sarà chiamata a votare l’Italia e dove si esibirà fuori gara anche Sal Da Vinci, già finalista con la sua “Per sempre si”.
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