ESC 2027 – 🇨🇦 Canada: CBC/Radio-Canada sceglierà il suo primo rappresentante con una selezione nazionale

L’emittente pubblica CBC/Radio-Canada debutterà all’Eurovision Song Contest 2027 in Bulgaria e sceglierà il suo primo rappresentante attraverso una selezione nazionale L’annuncio del premier Mark Carney.

Il Canada si prepara a scrivere una pagina storica della musica internazionale. Dopo l’annuncio ufficiale della partecipazione all’Eurovision Song Contest 2027, il governo canadese ha confermato che il primo artista chiamato a rappresentare il Paese nella competizione europea sarà scelto attraverso una selezione nazionale aperta al pubblico.

Da ricordare che l’emittente pubblica CBC/Radio-Canada non ha ancora confermato ufficialmente se utilizzerà una selezione nazionale o una selezione interna per l’Eurovision Song Contest. Nel comunicato ufficiale rilasciato in occasione del Canada Day, l’emittente ha dichiarato che svelerà i dettagli sul metodo di selezione dell’artista e del brano nel corso dell’anno

Tuttavia, indiscrezioni e dichiarazioni politiche diffuse subito dopo l’annuncio indicano che la creazione di uno show televisivo dedicato è un’ipotesi concreta: il Primo Ministro del Canada, Mark Carney, durante il discorso ufficiale per il Canada Day a Ottawa, ha annunciato lo storico debutto del Canada all’Eurovision Song Contest 2027, specificando che saranno i cittadini a decidere chi manderà il Paese sul palco europeo: “Sarete voi a decidere quale artista canadese salirà per primo sul palco dell’Eurovision sotto la nostra bandiera”. Questo conferma lo sviluppo di una selezione nazionale aperta al voto del pubblico.

L’annuncio è arrivato direttamente dal primo ministro canadese Mark Carney, che ha sottolineato l’importanza di coinvolgere cittadini e industria musicale in quella che si preannuncia come una delle decisioni artistiche più attese del prossimo anno.

L’ufficializzazione della partecipazione canadese è stata formalizzata il 1° luglio 2026, dopo che l’emittente pubblica CBC/Radio-Canada è diventata un membro a pieno titolo della European Broadcasting Union (EBU). Il Canada diventerà così il primo nuovo Paese a entrare nell’Eurovision Song Contest dal debutto dell’Australia nel 2015.

L’operazione è stata fortemente voluta dal governo di Mark Carney, che aveva già stanziato 150 milioni di dollari canadesi per l’emittente nel bilancio statale per esplorare questa opportunità

Canada prenderà parte alle Semifinali dell’Eurovision Song Contet 2027, in programma in Bulgaria, aprendo una nuova fase nella progressiva internazionalizzazione della manifestazione.

Durante la presentazione ufficiale del progetto Eurovision Song Contest, il premier Mark Carney ha escluso l’ipotesi di una selezione interna, annunciando invece una competizione nazionale televisiva: “Il popolo canadese avrà il difficile compito di decidere chi ci rappresenterà all’Eurovision”.

Il primo ministro ha inoltre ribadito il valore simbolico della partecipazione canadese con una frase destinata a diventare uno slogan: “Il mondo ha bisogno di più Canada.”

La scelta di affidare al pubblico la selezione dell’artista rappresenta un chiaro segnale di coinvolgimento nazionale, trasformando il debutto eurovisivo in un vero evento collettivo.

Anche la presidente e CEO di CBC/Radio-Canada, Marie-Philippe Bouchard, ha confermato che i telespettatori canadesi continueranno a partecipare attivamente all’Eurovision attraverso il voto, ma con una novità fondamentale: “I canadesi potranno finalmente vedere il proprio Paese rappresentato sul palco dell’Eurovision.”

L’emittente pubblica canadese dovrebbe rendere noti entro la fine del 2026 tutti i dettagli relativi alla selezione nazionale, comprese modalità di partecipazione, sistema di voto e format televisivo.

Chi sarà il primo artista canadese a salire sul palco dell’Eurovision? Con una tradizione musicale che ha prodotto artisti del calibro di Justin Bieber, The Weeknd, Shania Twain e Alanis Morissette, l’aspettativa è altissima.

Per CBC/Radio-Canada, la partecipazione rappresenta un’opportunità per mettere in mostra la diversità culturale e musicale canadese a un pubblico globale e rafforzare la presenza internazionale dell’emittente pubblica del Paese.

Con la conferma del suo debutto nel 2027, il Canada apre un nuovo capitolo nella storia dell’Eurovision ed entra ufficialmente a far parte del concorso su uno dei più grandi palcoscenici musicali televisivi del mondo.

Aggiornamento: Martin Green CBE, Direttore dell’Eurovision Song Contest, in un’intervista esclusiva a Variety ha parlato a tutto tondo dell’Eurovision Song Contest e del futuro del concorso. Oltre ad aver chiarito ancora una volta la questione legata alla partecipazione di Israele e boicottaggio.

Variety è il più grande settimanale di spettacolo americano, fondato nel 1905, a testimonianza della portata ormai globale dell’Eurovision Song Contest, dopo l’ingresso di Canada e Australia e dopo la partenza della versione asiatica.

Su Israele e le polemiche legate alla sua partecipazione, Martin Green è chiaro: “Non ci sarà un secondo voto, la questione è chiusa. I membri si sono espressi in modo definitivo. Quasi il 70% ha deciso che le emittenti di servizio pubblico non sono responsabili delle azioni dei propri governi e che l’emittente israeliana Kan dovrebbe poter partecipare.”

Green spegne anche le polemiche relativamente al voting, che erano emerse dall’indagine del New York Times su possibili manipolazioni del voto da parte di Israele: “Abbiamo esaminato tutto poco fa. Purtroppo, mi è sembrata solo una sorta di rivisitazione di tanti frammenti sparsi. Anche quest’anno abbiamo avuto una votazione pienamente convalidata. Non abbiamo riscontrato alcuna prova di promozione a pagamento su larga scala, né alcuna prova di irregolarità nelle nostre votazioni. Sappiamo che la possibilità per ogni spettatore di votare 10 volte non influisce in alcun modo sul risultato. La nostra votazione è equa, autentica e convalidata, ed è come qualsiasi altra votazione, in realtà. Se il risultato non vi convince, l’anno prossimo votate di più e votate per qualcos’altro.”

Parole molto forti, alle quali Green aggiunge quelle sul boicottaggio: “Alcuni paesi che lo scorso anno hanno boicottato torneranno? Ad essere onesti, anche se lo sapessimo, ce lo terremmo per noi perché spetta a loro raccontarlo e io non parlerei mai a loro nome. Che io sappia invece, non ho informazioni riguardo a nuovi possibili boicottaggi da parte di altri Paesi.”

Su questo punto poi precisa, spiegando anche perché alcuni Paesi a volte scelgono di fermarsi: “Abbiamo una scadenza a settembre di ogni anno entro la quale i paesi possono comunicarci la loro partecipazione, e i paesi possono avere motivi diversi per decidere di non partecipare. Potrebbero semplicemente voler prendersi una pausa per un paio d’anni — è un lavoro dannatamente duro, no? Oppure potrebbe esserci qualche problema all’interno della loro organizzazione o qualche altra ragione.”

Le dichiarazioni di Green sicuramente non passeranno inosservate. Con la chiusura ad una nuova votazione su Israele, i cinque Paesi che hanno boicottato Eurovision Song Contest 2026 ovvero Irlanda, Islanda, Paesi Bassi, Spagna e Slovenia di fatto sono stati messi di fronte ad una scelta. Non resta ora che attendere le reazioni.

il Direttore dell’Eurovision Song Contest ha spiegato il perché dell’ingresso del Canada: “Credo che i contatti siano iniziati già diverso tempo fa. Il punto centrale era l’interesse di CBC/Radio-Canada a diventare membro a pieno titolo dell’EBU, e vale la pena soffermarsi su questo aspetto: l’EBU è un’organizzazione che riunisce emittenti di servizio pubblico, in una fase storica in cui il servizio pubblico radiotelevisivo è davvero sotto pressione. Nel corso di questo percorso, naturalmente, è emerso anche un altro elemento: diventando membro a pieno titolo, un’emittente acquisisce il diritto di partecipare all’Eurovision Song Contest. E credo che questa possibilità sia diventata molto interessante per la televisione canadese. Adesso che hanno ufficializzato la volontà di partecipare, li accompagneremo in questo percorso e li accoglieremo a braccia aperte. È una novità davvero entusiasmante.”

Green ha quindi risposto a una provocazione che ha preso piede dopo l’annuncio del debutto dell’emittente pubblica canadese, ovvero un ipotetico cambio di denominazione per l’Eurovision Song Contest: “No. Oggi Eurovision significa molte cose, ma resta anche il nome di un progetto nato in Europa, con radici profondamente europee, pensato per unire l’Europa. Siamo tra i marchi più riconoscibili al mondo, al livello delle Olimpiadi e degli Oscar. E, paradossalmente, più il progetto si apre ad altri territori e ad altre esperienze, più diventa importante che il nome conservi il riferimento alla sua origine e alla ragione per cui è nato. È una cosa bellissima.”

In merito a un ipotetico ingresso degli Stati Uniti – ricordiamo che Variety è il più grande settimanale di spettacolo statunitense – o più in generale di altri Paesi extraeuropei, il Direttore ha aggiunto: “Non conosco i dettagli, perché non mi occupo direttamente dei rapporti con i membri. Quello che posso dire, però, è che, in un momento così delicato per il servizio pubblico radiotelevisivo, sempre più realtà nel mondo stanno capendo il valore dello stare insieme e del poter parlare con una voce comune, più forte.”

Per concludere Green ha usato parole molto forti per smentire la voce secondo cui, visto il boicottaggio dei cinque Paesi nel 2027 e il calo di spettatori, l’ingresso del Canada è stato una risposta con l’unico obiettivo di sanare i conti dell’Eurovision Song Contest, in difficoltà dal punto di vista economico: “Lasciatemi smentire queste voci. Uso il termine tecnico: sono stronzate. L’Eurovision Song Contest ha un modello molto solido e in 70 anni ha superato tutto quello che il mondo ha provato a rovesciargli addosso. Saremo qui ancora per moltissimi anni. Capisco perché la domanda sia inevitabile, ma la risposta è no: il Canada parlava da tempo della possibilità di entrare nell’EBU, sapendo che questo gli avrebbe dato anche il diritto di partecipare all’Eurovision Song Contest. L’anno scorso avevamo 35 Paesi in gara e mi aspetto che l’anno prossimo ce ne sia qualcuno in più. Come è evidente, più partecipazioni rendono lo show ancora più forte, quindi le nostre porte restano aperte. E, ancora una volta, lo scopo dell’Eurovision Song Contest è unire il mondo: per questo siamo felici che il Canada si unisca a noi.”

Alle dichiarazioni di Martin Green si aggiungono quelle del Primo Ministro canadese, Mark Carney, che durante le celebrazioni del Canada Day a Ottawa, mentre annunciava la partecipazione del Paese all’Eurovision Song Contest, ha fatto intuire che CBC/Radio-Canada dovrebbe puntare su una finale nazionale: “È fantastico, siamo il terzo maggiore esportatore di musica dopo gli Stati Uniti e il Regno Unito. Il mondo vuole il Canada e la cultura canadese, e questo è un altro modo per diffondere il messaggio e mandare amore e unità. Il popolo canadese sarà chiamato a prendere la difficile decisione su chi ci rappresenterà all’Eurovision Song Contest.”

Non ci resta dunque che attendere per scoprire di più sulla partecipazione canadese all’Eurovision Song Contest 2027 in Bulgaria e per sapere dunque chi sarà il primo portacolori del Canada nella storia del concorso che, dal 1956, unisce l’Europa e il mondo attraverso la musica.

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