ESC 2027 – 🇭🇺 Ungheria: ll governo ungherese ha approvato la legge sui media e lo scioglimento di MTVA

Il parlamento ungherese ha approvato un emendamento per la riforma della legge sui media che rivede i meccanismi dei media statali e ne limita l’uso come strumento di propaganda del precedente governo, prevede lo scioglimento di MTVA e Duna Médiaszolgáltató, gli enti che dal 2011 gestiscono il servizio pubblico del Paese e che sono membri dell’European Broadcasting Union (EBU).

L’emendamento alla legge per la riforma sui media che ristruttura completamente il sistema dei media pubblici del paese è stato approvato la scorsa settimana con 145 voti a favore, 39 contrari e nessuna astensione, grazie al sostegno del partito Tisza Party (Tisza Párt), attualmente al governo, e di Mi Hazánk, contro l’opposizione di Fidesz-KDNP. 

La decisione rappresenta uno dei principali punti del programma del premier Péter Magyar, che durante la campagna elettorale aveva promesso una profonda revisione del sistema dei media pubblici, accusato negli ultimi anni di essere stato utilizzato come strumento di propaganda dai governi guidati da Viktor Orbán.

Le modifiche mirano a smantellare il sistema che ha permesso all’amministrazione Fidesz-KDNP di utilizzare i media statali per diffondere propaganda.

Tra i principali cambiamenti figurano la cessazione dei poteri dei membri del Consiglio dei media di NMHH, del Consiglio di amministrazione della Fondazione per i media di servizio pubblico e degli attuali dirigenti di Duna Media Services e MTVA; è inoltre prevista la dissoluzione di queste strutture e di amministrazione della Fondazione.

I responsabili del Consiglio dei media e dei media pubblici saranno scelti tramite un concorso pubblico tra i candidati più qualificati dal punto di vista professionale.

La riforma prevede lo scioglimento dell’attuale struttura del servizio pubblico. MTVA (Médiaszolgáltatás-támogató és Vagyonkezelő Alap) e Duna Média Service (Duna Médiaszolgáltató) saranno sostituite da due società non commerciali: Magyar Rádió és Televízió Nonprofit Zrt. (MTV, “Hungarian Radio and Television” LLC) e Magyar Távirati Iroda Nonprofit Zrt. (MTI, “Hungarian Information Agency” LLC). Contestualmente termineranno gli incarichi degli attuali vertici di MTVA, di Duna Médiaszolgáltató e degli organismi di vigilanza. I nuovi dirigenti saranno selezionati attraverso procedure pubbliche e non più tramite nomina diretta.

La riforma prevede anche la creazione di un Consiglio indipendente per il servizio pubblico (üggetlen Közmédia Testület, Independent Council on State Media), incaricato di vigilare sull’indipendenza editoriale e e la gestione economica delle nuove strutture e sarà responsabile dell’approvazione dei contratti più importanti (tre membri del consiglio sono nominati dal partito di governo e tre dai gruppi parlamentari di opposizione. Le organizzazioni professionali dei media che non sono considerate organizzazioni politiche possono nominare altri tre membri. I sei membri nominati dalle fazioni sono eletti nel consiglio per un mandato di quattro anni (ma non oltre la formazione del nuovo Parlamento), mentre i membri nominati dalle organizzazioni professionali dei media sono eletti per due anni), e di un nuovo Fondo per la Stampa (Létrejön a Sajtóalap, Press Foundation), gestito dalla NMHH (Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság, National Media and Infocommunications Authority), destinato a sostenere economicamente i media indipendenti.

A giugno, Péter Magyar, l’attuale Primo Ministro ungherese, ha dichiarato che il governo avrebbe presto presentato al Parlamento un disegno di legge per una completa trasformazione del sistema radiotelevisivo pubblico. La scorsa settimana, l’impero mediatico dell’ex primo ministro Viktor Orbán è crollato, due mesi dopo la sconfitta elettorale.

Si prevede che questi cambiamenti porteranno a una gestione più trasparente dei media e rafforzeranno l’indipendenza editoriale dei media. 

Questi cambiamenti influenzeranno la struttura e il funzionamento del servizio pubblico radiotelevisivo, nonché l’equilibrio tra il sostegno statale e l’autonomia dei media nel paese.

L’Ungheria sta probabilmente entrando in una nuova fase nel campo dei media pubblici, che potrebbe alterare gli equilibri di influenza governativa sullo spazio informativo.

MTVA ed Duna Média Service sono nate nel 2011 durante il governo di Viktor Orbán, Primo Ministro ungherese per 16 anni, dalla fusione delle emittenti pubbliche Magyar Televizió, Magyar Radió e Duna Média, e dell’agenzia di stampa Magyar Távirati Iroda. Sia MTVA e Duna Média Service sono state accusate di essere eccessivamente assoggettate al controllo governativo.

La riforma potrebbe avere effetti anche su un eventuale ritorno dell’Ungheria all’Eurovision Song Contest. MTVA è infatti l’attuale membro ungherese dell’European Broadcasting Union (EBU), requisito indispensabile per prendere parte alle manifestazioni organizzate dall’Unione. Al momento non è ancora chiaro se la nuova Magyar Rádió és Televízió sarà riconosciuta come successore legale dell’attuale emittente pubblica, mantenendone automaticamente anche l’adesione all’EBU. In caso contrario, la nuova emittente dovrebbe presentare una nuova domanda di adesione.

Non si tratterebbe comunque di una situazione senza precedenti. Nel 2018, ad esempio, l’attuale emittente nazionale israeliana, KAN ottenne una deroga che le consentì di partecipare all’Eurovision mentre era ancora in attesa dell’approvazione definitiva della propria adesione all’EBU. L’ammissione ufficiale arrivò pochi mesi dopo, permettendo a Israele di organizzare regolarmente l’edizione 2019 del concorso.

La riforma arriva in un momento in cui si torna a parlare di un possibile ritorno dell’Ungheria all’Eurovision Song Contest. Lo scorso maggio, in un’intervista rilasciata all’emittente pubblica austriaca ÖRF, il primo ministro Péter Magyar aveva infatti dichiarato di aver incaricato il ministro competente di valutare concretamente la possibilità di riportare il Paese nella competizione europea.

L’Ungheria ha debuttato all’Eurovision Song Contest nel 1994, ottenendo subito il suo miglior risultato di sempre con il quarto posto di Friderika Bayer con la canzone “Kinek mondjam el vétkeimet?”, che si classificò al quarto posto con 122 punti, inclusi quattro set da 12 punti. Questo risultato rimane il migliore nella storia dell’Ungheria al concorso. In realtà, il primo tentativo dell’Ungheria di prendere parte all’Eurovision risale al 1993. La televisione ungherese selezionò l’attrice e cantante Andrea Szulák con il brano “Árva reggel”, ma, a causa dell’elevato numero di Paesi candidati, l’EBU organizzò una preselezione denominata Kvalifikacija za Millstreet, riservata ai sette aspiranti nuovi partecipanti. L’Ungheria si classificò al penultimo posto e non riuscì così ad accedere all’Eurovision Song Contest. L’Ungheria ha avuto una storia altalenante nella competizione, essendosi ritirata tra il 1999 e il 2004, nel 2006, nel 2010 e dal 2020. Il Paese manca dalla manifestazione dal 2019 con Joci Pápai e con il brano “Az én apám”, non riuscendo a qualificarsi per la Finale. Un eventuale ingresso della nuova emittente pubblica nell’EBU potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per riportare il Paese sul palco della competizione musicale europea.

Resta ora da capire come verrà gestita la transizione tra il vecchio e il nuovo sistema e quali saranno le ripercussioni internazionali di questa decisione, soprattutto in relazione all’EBU e al possibile ritorno dell’Ungheria all’Eurovision Song Contest.

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