Sanremo 2027: Ecco il Festival di Sanremo 2027 dal respiro “internazionale” di Stefano De Martino – Aggiornato

Quest’oggi, venerdì 3 luglio 2026 al Teatro delle Muse di Ancona, si sono presentati i palinsesti Rai autunno‑inverno 2026/2027, con la musica come protagonista, naturalmente con il Festival di Sanremo 2027, che subirà una vera e propria rivoluzione e punterà su un’impronta molto più globale grazie alla direzione artistica di Stefano De Martino.

Sanremo 2027 che si annuncia più “internazionale” con la novità di una serata dedicata alla selezione del rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest. Il percorso verso il Festival inizierà ufficialmente venerdì 18 dicembre con ‘Sarà Sanremo’, serata in diretta dal Teatro del Casinò, condotta dallo stesso De Martino, che svelerà i giovani in gara e, per la prima volta, riunirà sul palco i Campioni selezionati.

L’offerta musicale non si ferma a Sanremo 2027, sono previste due serate evento dedicate a Sal Da Vinci, eroe dell’ultimo Festival, che condurrà il suo primo one-man-show dal titolo “Meravigliosamente”, due serate – in onda venerdì 20 e 27 novembre 2027 su Rai Uno – tra musica, grandi storie e grandi ospiti, racconta i cinquant’anni di carriera del vincitore del Festival di Sanremo 2026 con “Per sempre sì”. L’evento rientra tra le iniziative di promozione della candidatura UNESCO della canzone napoletana classica a patrimonio dell’umanità e dei progetti di internazionalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese. È realizzato con la partecipazione del Ministero del Turismo.

Il Festival di Sanremo 2027 sarà guidato da Stefano De Martino dal 16 al 20 febbraio 2027 e punterà su una forte rivoluzione dal respiro internazionale e contemporaneo. Per dare un taglio globale alla kermesse, il nuovo conduttore e direttore artistico ha messo in atto una precisa strategia artistica e organizzativa.

“Stefano de Martino è il più giovane conduttore del Festival, ha 36 anni, e per questo è una scommessa. Sarà un Sanremo ancora più internazionale e globale: è la direzione che abbiamo scelto e che Stefano sta perseguendo con la sua squadra”, ha detto l’ammistratore delegato Rai Giampaolo Rossi nel presentare la nuova, attesissima edizione dell’evento in programma a febbraio 2027 che ha come obiettivo è trasformare l’evento in un format di respiro europeo, aprendo le porte alle tendenze musicali mondiali e ai grandi ospiti internazionali.

Il contratto di De Martino prevede anche un secondo anno di gestione del Festival (quindi anche per l’edizione 2028) “per creare continuità al progetto editoriale che si svilupperà quest’anno”, ha specificato Williams Di Liberatore, direttore intrattenimento Prime Time.

Per dare concretezza a questa visione, Stefano De Martino ha scelto figure di alto livello e con grande esperienza discografica. De Martino ha scelto come braccio destro, nella direzione musicale al lo storico manager e direttore artistico dei Måneskin, Fabrizio Ferraguzzo. La sua figura, centrale nel mercato discografico globale, servirà a intercettare sonorità moderne e a dare un’impronta fortemente competitiva all’estero. Oltre a Ferraguzzo, la squadra tecnica include alla regia, a Luigi Antonini, già noto per il suo lavoro a X Factor, dietro la macchina da presa e Marco Calzavara, X Factor) dietro la macchina da presa e Marco Calzavara alla scenografia per dare uno stile visivo moderno e accattivante.

Inoltre, la modernizzazione del Festival passerà attraverso scelte strutturali precise come meno cantanti in gara rispetto alle ultime edizioni per dare maggiore spazio alla qualità; un ospite internazionale di rilievo per ogni serata, selezionato non come semplice elemento di spettacolo, ma per integrarsi attivamente nel ritmo contemporaneo dello show ed una possibile; slegare la vittoria finale del Festival dal pass per l’Eurovision Song Contest, con l’introduzione di una serata speciale dedicata ai talenti emergenti strettamente connesso alle grandi piattaforme digitali globali ed una serata ad hoc all’interno della settimana per decretare il rappresentante italiano della competizione europea.

• IL FESTIVAL DI SANREMO. Conduce: Stefano De Martino. In onda dal 16 al 20 febbraio 2027 su Rai 1. Il Festival di Sanremo prosegue nella sua evoluzione di grande evento crossmediale, con la settimana della kermesse che si trasforma in un appuntamento che ormai non vede solo l’Italia, ma che acquisisce una cassa di risonanza internazionale. La progettazione del Festival comporta un impegno lungo tutto l’anno ed è proprio dall’autunno che si porranno le basi televisive che ci condurranno al suo inizio.

• SARÀ SANREMO. Conduce: Stefano De Martino. In onda venerdì 18 dicembre 2026 su Rai 1. In prima serata su Rai 1, in diretta dal Teatro del Casinò di Sanremo, andrà in onda Sarà Sanremo, l’evento che apre ufficialmente il percorso verso il Festival di Sanremo 2027. A guidare la serata sarà il Direttore Artistico Stefano De Martino, che accompagnerà gli spettatori in questo viaggio tra presente e futuro della musica italiana. Protagonisti saranno i giovani artisti, chiamati a giocarsi l’ultima e più importante occasione per realizzare il proprio sogno. La serata sarà anche il momento in cui il Festival inizierà a prendere forma, per la prima volta saranno infatti riuniti sullo stesso palco gli artisti selezionati quali Campioni del Festival di Sanremo 2027.

• MERAVIGLIOSAMENTE. Conduce: Sal Da Vinci. In onda venerdì 20 e 27 novembre 2026 su Rai 1. Un grande show che in due serate, tra musica, grandi storie e grandi ospiti, umorismo ed emozioni racconta i cinquant’anni di carriera del cantante italiano più popolare del momento. Nasce così Meravigliosamente, lo spettacolo che per la prima volta vede Sal Da Vinci protagonista di un suo programma in onda su Rai 1 in prima serata. Le canzoni saranno uno degli elementi chiave dello show. Ciascun brano sarà scelto e interpretato come il capitolo di un racconto più ampio dove troveranno spazio incontri con star italiane e internazionali, omaggi al repertorio della tradizione e dei nostri autori più importanti. Senza dimenticare il naturale rapporto che lega Napoli, e quindi Sal, all’America e al mondo. Meravigliosamente non sarà soltanto musica. Sal Da Vinci fin dai suoi esordi da bambino, ha tenuto insieme musica e teatro, questa sua componente sarà valorizzata insieme ai volti più celebri della tv, della fiction e del cinema. Le due serate saranno costruite attorno alla carriera straordinaria di un artista che non vuole auto celebrarsi ma che anzi, con la complicità dei suoi compagni di viaggio, sa bene come abbandonarsi al gioco dell’ironia. L’evento rientra tra le iniziative di promozione della candidatura UNESCO della canzone napoletana classica a patrimonio dell’umanità e dei progetti di internazionalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese. Inoltre, è realizzato con la partecipazione del Ministero del Turismo.

Aggiornamento: Sanremo 2027 prende forma mese dopo mese. Anche se alla 77ª edizione del Festival mancano ancora diversi mesi, la macchina organizzativa è già al lavoro e iniziano ad arrivare le prime informazioni ufficiali, insieme a indiscrezioni e dichiarazioni che aiutano a delineare il nuovo corso della manifestazione guidata da Stefano De Martino.

Chi vincerà la settantasettesima edizione del Festival della Canzone Italiana non sarà, necessariamente, il o la rappresentante dell’Italia all’Eurovision Song Contest 2027. A confermare le indiscrezioni anticipate all’inizio dello scorso giugno da Dagospia e Repubblica è stato il direttore artistico e conduttore dei prossimi due Festival di Sanremo, Stefano De Martino, in occasione della presentazione dei palinsesti Rai per la stagione 2026 / 2027.

Il “nuovo” Festival prevede che le due serate iniziali, quelle di martedì e mercoledì, siano dedicate alle canzoni in gara. La serata di giovedì sarà consacrata, come da qualche anno a questa parte, alle cover, mentre quella del venerdì, prima del gran finale, sarà “occupata” dalle performance che determineranno – secondo un meccanismo ancora da definire – la partecipazione all’Eurovision Song Contest. “Gli artisti avranno l’opportunità di mettere in scena, secondo la loro idea creativa, la loro performance”, ha spiegato – come riferisce l’agenzia ADNKronos – De Martino: “E questo credo sia già un piccolo slancio verso l’internazionalità del Festival”.

È stata confermata anche una riduzione dei brani in gara, che non saranno più 30, come accaduto in occasione della scorsa edizione della manifestazione, per – prosegue De Martino – “dare respiro alle esibizioni e al racconto del Festival, soprattutto per focalizzarci di più sugli artisti”.

“Il pubblico non scompare, cambia”, ha ricordato l’ad della RAI Giampaolo Rossi, annunciando che l’Italia organizzerà l’anno prossimo dopo Sanremo il Latin Grammy Celebration.

Come informa un comunicato della RAI, La Latin Recording Academy ha nominato l’Italia come Paese ospite del Latin GRAMMY Celebra, il format di tributo dell’Academy acclamato a livello internazionale. Prodotto in collaborazione con la RAI, broadcaster ufficiale dell’evento, lo speciale celebrerà la musica italiana, il talento delle sue star e l’influenza culturale delle canzoni made in Italy nel mondo. Nella primavera del 2027, la RAI realizzerà Latin GRAMMY Celebra, un evento tributo ufficiale della Latin Recording Academy che renderà omaggio ad artisti italiani iconici e a brani che hanno lasciato un segno indelebile nella musica italiana, ispirando il pubblico di tutto il mondo. Trasmessi in prima serata su Rai 1, gli speciali – prodotti dalla Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Fremantle – proporranno esibizioni indimenticabili di acclamate star italiane e internazionali. Ogni puntata celebrerà uno o più cantanti leggendari — selezionati in collaborazione con la Latin Recording Academy — la cui musica ha contribuito a rendere il repertorio italiano senza tempo e influente attraverso le generazioni e in tutto il mondo.

Nelle ultime settimane le indiscrezioni vedono De Martino, che sta ascoltando le canzoni da selezionare, pare ne siano già arrivate oltre 500, e sta facendo tutte le valutazioni sul cast, in forte pressing per avere Emma Marrone in gara tra i Big, mentre circola il nome dell’attore e modello Michele Morrone per una possibile partecipazione nello show.

Rimaniamo in attesa di conoscere ulteriori dettagli sul regolamento ufficiale; i criteri di selezione dei Big; le eventuali modifiche alle giurie; i co-conduttori; gli ospiti; e il cast degli artisti in gara.

Aggiornamento: Tutte le novità annunciate dal direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2027, a margine della presentazione dei Palinsesti Rai 2026-2027 ad Ancona.

Chi vincerà la settantasettesima edizione del Festival della Canzone Italiana non sarà, necessariamente, il o la rappresentante dell’Italia all’Eurovision Song Contest 2027: a confermare le indiscrezioni anticipate all’inizio dello scorso giugno da Dagospia e Repubblica è stato il direttore artistico e conduttore dei prossimi due Festival di Sanremo, Stefano De Martino, in occasione della presentazione dei palinsesti Rai per la stagione 2026 / 2027.

Il conduttore è stato confermato alla conduzione e alla direzione artistica del Festival sia nel 2027 sia nel 2028m e da dicembre debutta anche con Sarà Sanremo, in onda venerdì 18 dicembre in prima serata su Rai 1 dal Teatro del Casinò di Sanremo, la serata che seleziona le Nuove Proposte e apre ufficialmente la strada verso il Festival.

A ufficializzarlo è stato Williams Di Liberatore, direttore del Prime Time Rai, che ha spiegato come l’accordo con De Martino copra un biennio proprio per dare continuità al progetto editoriale che prenderà forma con la prossima edizione. In altre parole la Rai ha già blindato il 2028, scommettendo su uno dei volti diventati più solidi della rete.

“Il venerdì ci sarà una nuova serata che noi chiamiamo ‘serata performance’. Gli artisti tornano con il brano in gara, ma avranno la possibilità, secondo la loro idea creativa, di mettere in scena uno spettacolo come quando si esibiscono nei propri live. E quella serata determinerà un vincitore che andrà a rappresentare l’Italia all’Eurovision”. Lo ha annunciato Stefano De Martino, direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2027, a margine della presentazione dei palinsesti Rai ad Ancona.

De Martino ha poi delineato la struttura delle cinque serate, in programma dal 16 al 20 febbraio 2027 al Teatro Ariston: “Il martedì e mercoledì si esibiranno tutti i cantanti in gara con le loro canzoni. Il giovedì ci sarà la serata delle cover a cui siamo tutti affezionati, mentre il venerdì invece ci sarà questa serata performance, che determinerà poi chi ci andrà a rappresentare all’Eurovision, dove gli artisti avranno l’opportunità di mettere in scena secondo la loro idea creativa una performance ispirata al brano in gara. Sabato sera il gran finale con il vincitore del Festival di Sanremo”. 

Il conduttore spiega: “Questo perché girando per palchi mi sono reso conto che ci sono degli artisti, tantissimi, sempre di più, che quando poi li vai a vedere nel live restituiscono molto al pubblico con la loro idea, col loro mondo di riferimento estetico e quindi era giusto secondo me portare parte di quel mondo”. Quella sera gli artisti “si metteranno proprio a nudo e avranno a disposizione tutta la squadra dell’Ariston per mettere in pratica le loro idee. Questo credo che sia già un piccolo slancio verso l’internazionalità del Festival”.

Interpellato sull’ascolto dei brani, De Martino ha già ricevuto numerosi brani e ha ironizzato: “In questo momento sì, per questo non vi seguo troppo. Da quelle poche canzoni che ho ricevuto sta arrivando di tutto e di più. C’è tantissima musica nuova italiana, ci sono tantissimi nuovi cantautori, c’è un grande ritorno alla musica suonata e ci sono tanti performer. Spero di rappresentare molte di queste realtà sul palco”.

Sulla preparazione dell’evento, De Martino ha sottolineato l’importanza del collettivo: “Come si prepara un Festival? Serve una grande squadra, bisogna capire quali sono le persone che possono condividere la tua visione e aiutarti a metterla in pratica, perché da soli non si fa nulla”. E sul passaggio di testimone da Carlo Conti, definito in conferenza oggi dall’ad Rossi un atto di fiducia generazionale, ha aggiunto: “Sono molto contento, sono pregno della fiducia che mi è stata data e spero di restituirla con tanto impegno. Spero che non si siano sbagliati”.

De Martino ha aperto anche alla presenza di ospiti internazionali: “Sì, assolutamente sì. Ci stiamo già lavorando e appena avremo i nomi ve li comunicheremo. È un sogno ed è la nostra idea”.

Inoltre, ha lanciato un invito a Vasco Rossi per l’anno del Giubileo e dei suoi 50 anni di carriera: “Vasco ha le chiavi dell’Ariston, quando vuole entrare entra. Sarebbe un sogno”.

Nessuna anticipazione, invece, sul futuro dei giovani: “Se cambierà la formula delle Nuove Proposte? Sì, ma è una sorpresa, non ve la posso ancora dire”. Infine, a chi gli chiede una parola per descrivere il suo Sanremo, De Martino ha risposto: “‘Boh’, ti piace ‘boh’? Perchè tanto chi lo sa. La parola me la dirai tu alla fine del mio Sanremo”.

“L’intenzione è quella di diminuire il numero dei brani, proprio per dare respiro alle esibizioni, per dare un pò di respiro al racconto del Festival, soprattutto per focalizzarci di più sul trattamento che avranno tutti gli artisti”, ha spiegato il conduttore del festival di Sanremo 2027 Stefano De Martino, che rivela la sua idea di festival, quello che si prepara a condurre a febbraio 2027.

L’obiettivo del direttore artistico è valorizzare al massimo la centralità della musica e l’identità dello spettacolo sul palco dell’Ariston. “Sceglierò con la mia testa perché alla fine è giusto che il direttore artistico si prenda la responsabilità di dire i sì e i no, anche se si tratta di ascolti condivisi con la mia squadra”, ha detto.

Quanto al passaggio di testimone da parte di Carlo Conti, definito dall’Ad Giampaolo Rossi in conferenza stampa «un atto di fiducia generazionale», il conduttore ha detto di sentirsi «molto contento» e «investito della fiducia» ricevuta. «Spero di restituirla con tanto impegno. Spero che non si siano sbagliati», ha aggiunto.

“Credo che Amadeus, dopo i cinque festival gloriosi che ha fatto, avrà una fila intestata a lui ormai all’Ariston. Sono io che sono in terra straniera”, ha detto De Martino, commentando con una battuta le parole dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, che ha aperto a un possibile ritorno in Rai del conduttore dopo l’addio a Discovery a patto che ci sia un’”idea per un progetto editoriale”. “Credo che quello che ha detto Giampaolo Rossi sia vero, che la Rai per definizione non è un’azienda chiusa. Io che faccio parte di questa squadra di talent non posso che essere felice se questa squadra si arricchisce”, ha concluso.

La preparazione di Sanremo “sta andando bene, perchè grazie a Carlo Conti che mi ha investito così presto ho avuto modo di iniziare a lavorare molto presto. Abbiamo già iniziato a macinare, a costruire tutto quello che è il telaio di questa macchina e quindi siamo operativi ormai da quando è finito il festival”. A parlare con i giornalisti è Stefano De Martino, prossimo conduttore del festival di Sanremo e oggi tra le star del palinsesti della Rai presentati ad Ancona. Sanremo quest’anno sarà più internazionale, spiega il conduttore: “L’idea è proprio di far affacciare un pò l’Europa e il mondo ancora di più a Sanremo. Perché studiando proprio il Festival mi sono reso conto, insieme a tutti gli altri, che è l’unico evento che esiste dedicato alla musica così corposo. Per cinque sere un Paese si ferma per ascoltare delle canzoni. Perché Sanremo è questo: io trovo che questo sia romanticissimo e che parli molto bene della cultura italiana. L’idea è ampliare ancora di più il perimetro per far sì che tutti si rendano conto che Sanremo esiste e che fa scuola ormai da sempre. Anche perché l’Eurovision, come sapete, nasce proprio imitando il Festival”.

Aggiornamento: Williams Di Liberatore difende la ‘Serata Performance’. 

La rivoluzione annunciata da Stefano De Martino, il conduttore e direttore artistico, che ha firmato un contratto che lo lega alla kermese canora per due anni, per il Festival di Sanremo 2027, in programma a febbraio 2027 dal 16 al 20, sulla scelta di modificare la connessione diretta tra il vincitore del Festival di Sanremo e la rappresentanza italiana all’Eurovision Song Contest, continua a far discutere.

Per la prima volta dal ritorno dell’Italia all’Eurovision Song Contest, infatti, il vincitore del Festival non rappresenterà automaticamente l’Italia alla manifestazione europea. Il rappresentante italiano sarà scelto durante una speciale “Serata Performance”, in programma il venerdì sera del Festival. Una novità destinata a modificare profondamente un meccanismo che, dal 2015 a oggi, ha accompagnato alcuni dei migliori risultati italiani nella storia recente dell’Eurovision Song Contest.

A difendere questa scelta rivoluzionaria del Festival con la serata performance del venerdì legata a Eurovision Song Contest è stato Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, intervistato da Fanpage: “Quello dell’internazionalizzazione rappresenta proprio il modello della mia direzione Intrattenimento Prime Time sugli eventi. Per il Festival, internazionalizzare significa anche introdurre la famosa “serata performance”, che serve a definire l’artista che poi va all’Eurovision. Si crea una serata evento all’interno del Festival che diventa più di una serata normale.”

Di Liberatore ha poi spiegato perché, a suo avviso, questa nuova formula possa rappresentare un valore aggiunto: “Avendo frequentato e visto Eurovision, so che la valutazione della performance e della musica non passa solo dall’ascolto, ma anche dall’aspetto visivo. All’Eurovision vincono le performance complete: visual, coreografie, effetti speciali, sonorità e parole. Resta, naturalmente, la base della canzone italiana, ma si dà un assist evolutivo all’interno di una serata speciale del Festival. Non abbiamo questo tipo di paura.”

Secondo il dirigente Rai, inoltre, l’azienda è pronta a sostenere questo nuovo progetto anche dal punto di vista produttivo: “È uno sforzo grande che la Rai e lo staff della direzione artistica fanno. Lo staff va alimentato da figure professionali che possano dare valore a Sanremo, che è un sistema evolutivo negli anni e deve sempre crescere. Abbiamo ottime maestranze Rai in continuo aggiornamento; l’insieme dello staff e dell’azienda si impegnerà per avere un’evoluzione anche in questo senso.”

Le dichiarazioni arrivano pochi giorni dopo la presentazione del nuovo format del Festival, durante la quale Stefano De Martino ha confermato che il venerdì sera sarà introdotta la “serata performance” e che sarà interamente dedicato alla selezione italiana per l’Eurovision Song Contest, separando quindi il vincitore del Festival di Sanremo dall’artista che volerà alla competizione europea.

L’obiettivo dichiarato dalla Rai è quello di selezionare un artista già pronto ad affrontare il palco dell’Eurovision Song Contest. Tuttavia, il cambio di regolamento lascia inevitabilmente qualche interrogativo.

Dal 2015, anno in cui il vincitore del Festival di Sanremo ha acquisito il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest (salvo rinuncia), l’Italia è diventato una delle nazioni più competitive della manifestazione. Una formula che negli ultimi undici anni ha dato risultati eccezionali.

I risultati ottenuti dall’Italia negli ultimi undici anni parlano da soli. Dal 2015 a oggi è arrivata una vittoria con i Måneskin nel 2021, accompagnata da un secondo posto con Mahmood nel 2019, un terzo posto con Il Volo nel 2015 e un quarto posto con Marco Mengoni nel 2023. A questi si aggiungono tre quinti posti, conquistati da Ermal Meta e Fabrizio Moro nel 2018, Lucio Corsi nel 2025 e Sal Da Vinci nel 2026, oltre a due sesti posti ottenuti da Francesco Gabbani nel 2017 e dal duo Mahmood e Blanco nel 2022. Completa il quadro il settimo posto di Angelina Mango nel 2024, mentre Francesca Michielin, sedicesima nel 2016, rappresenta l’unica eccezione, essendo l’unica artista italiana a non essere riuscita a conquistare un piazzamento nella Top 10 dell’Eurovision Song Contest in questo periodo.

Questa separazione, quella di dedicare una specifica serata, distinta dalla proclamazione del vincitore del Festival, per scegliere l’artista destinato a rappresentare l’Italia, è stata introdotta per la prima volta nel regolamento per l’edizione 2027. La necessità di questo cambiamento è oggetto di discussione per diversi motivi chiave, come  giudicare una performance “in ottica eurovisiva” sul palco del Teatro Ariston presenta forti limiti strutturali.  Le dimensioni del palco e le caratteristiche tecniche dell’Ariston non possono competere con i colossali allestimenti in uso all’Eurovision Song Contest progettato per ospitare produzioni televisive di livello internazionale. All’estero gli artisti possono contare su led wall giganteschi, pavimenti video, scenografie automatizzate, effetti speciali, impianti luce di ultimissima generazione e tecnologie sceniche che il teatro sanremese, per dimensioni e caratteristiche, non può offrire. Per questo motivo, valutare una “performance eurovisiva” sul palco dell’Ariston potrebbe restituire solo una rappresentazione parziale di ciò che gli artisti saranno realmente in grado di realizzare qualche mese dopo sul palco europeo.

La sfida lanciata dalla Rai è senza dubbio ambiziosa e potrebbe aprire una nuova fase nella storia del Festival. Resta però una domanda destinata ad accompagnare il dibattito dei prossimi mesi: aveva davvero senso cambiare una formula che, dal 2015 a oggi, ha portato l’Italia stabilmente ai vertici dell’Eurovision Song Contest?

Aggiornamento: La macchina del Festival di Sanremo 2027 si è ufficialmente messa in moto, anche se alla “settimana santa” della musica italiana, quella che nel 2027 cadrà dal 16 al 20 febbraio, mancano ancora più di sette mesi. Stefano De Martino è già al lavoro. Del resto, lo aspetta una sfida importante, forse la più grande della sua carriera finora: raccogliere l’eredità di un Festival che arriva alla fine di un ciclo e provare a immaginarne uno nuovo. L’ultima edizione, quella di quest’anno, ha rappresentato una sorta di punto di chiusura del percorso iniziato con i Festival firmati da Amadeus e proseguito poi con Carlo Conti. Un modello che ha riportato Sanremo al centro del racconto popolare, ha ampliato il pubblico e ha ridefinito il rapporto tra televisione, musica e social. Ora cambia il regista. E, con lui, potrebbero cambiare alcune regole del gioco.

Un’aria di cambiamento si era già respirata nelle ultime settimane. Il primo, di cambiamento, è stato annunciato proprio in occasione della presentazione dei palinsesti Rai: De Martino ha ufficializzato alcune novità sul regolamento del Festival, confermando le anticipazioni circolate nei giorni precedenti. Il vincitore del Festival non sarà più automaticamente il rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest. Una separazione che cambia il peso della vittoria e introduce un nuovo elemento di competizione: una serata dedicata alle performance pensate per conquistare il pass per l’Eurovision Song Contest. Le prime due serate saranno dedicate alle canzoni in gara, il giovedì resterà quello delle cover, mentre il venerdì sarà occupato dalle esibizioni attraverso cui gli artisti potranno proporre una performance costruita secondo la propria idea creativa: «Gli artisti avranno l’opportunità di mettere in scena, secondo la loro idea creativa, la loro performance — ha spiegato De Martino — e questo credo sia già un piccolo slancio verso l’internazionalità del Festival». Una scelta che racconta già una direzione: rendere Sanremo non soltanto una gara di canzoni, ma anche un luogo di spettacolo, immagine e visione internazionale. Resta da capire quanto questa trasformazione sarà profonda e quanto riuscirà a modificare un meccanismo che, negli ultimi anni, ha trovato un equilibrio molto preciso.

Ma, regolamento a parte, che musica si ascolterà a Sanremo 2027? Più che dalle dichiarazioni, il Festival di Stefano De Martino si sta raccontando attraverso la sua agenda. Negli ultimi mesi il futuro direttore artistico è stato visto in molti luoghi simbolo della musica contemporanea: festival indipendenti, grandi concerti internazionali, incontri con artisti e operatori del settore. A maggio è passato dal Mi Ami di Milano, il raduno della musica indipendente italiana, dove sul palco si sono alternati, tra gli altri, Tutti Fenomeni, La Nina, Fresh Mula e Faccianuvola. Una presenza che ha fatto parlare perché il Mi Ami rappresenta un osservatorio privilegiato su quella parte di scena musicale che spesso anticipa tendenze e nuovi linguaggi. La domanda, però, è lecita: De Martino sta davvero cercando di intercettare mondi lontani dalla tradizione sanremese oppure sta anche costruendo il posizionamento di un direttore artistico che vuole apparire vicino ai circuiti più contemporanei? Lo stesso interrogativo accompagna le sue presenze ai concerti di Rosalía, Bad Bunny e Olivia Dean, tre nomi che raccontano altrettante direzioni del pop internazionale: la contaminazione tra generi, la centralità della performance e un’idea di artista sempre più globale. Segnali di curiosità musicale, certo, ma anche tappe inevitabilmente simboliche per chi si prepara a guidare il principale evento musicale italiano e vuole dimostrare di guardare oltre i confini dell’Ariston.

Anche i social restituiscono questa ricerca. De Martino ha condiviso, tra gli altri, brani di Andrea Laszlo De Simone, autore lontano dalle logiche del pop più immediato e molto apprezzato dalla critica. Un riferimento che può essere letto come la traccia di un gusto personale, ma anche come il tentativo di accreditarsi come un direttore artistico interessato alla ricerca e alla qualità, non soltanto ai grandi numeri. La vera sfida sarà capire se questi ascolti, questi incontri e queste frequentazioni si tradurranno poi nella musica che arriverà sul palco dell’Ariston. Perché un conto è osservare i nuovi fenomeni, un altro è riuscire a portarli dentro un Festival che deve contemporaneamente parlare a un pubblico generalista, mantenere la propria identità e continuare ad avere un peso nel mercato discografico.

Il primo indizio concreto potrebbe arrivare dal cast. Per ora l’unica indiscrezione che sembra avere basi più solide riguarda una possibile reunion dei Maneskin, resa plausibile dal rapporto tra De Martino e Fabrizio Ferraguzzo, manager della band e figura che avrà un ruolo importante nella costruzione del prossimo Festival, se non da direttore artistico “ombra” almeno da consulente. «Non so se faranno la reunion però mi hanno detto che hanno una riunione da fare a Sanremo, e molto probabilmente potrebbe essere che accada proprio la settimana del Festival. Non so», ha detto De Martino. Se l’operazione della reunion dovesse andare in porto, sarebbe un colpo importante per entrambe le parti. Sanremo si assicurerebbe un’esclusiva di grande richiamo anche a livello internazionale: il ritorno sul palco dell’Ariston della band italiana più conosciuta all’estero negli ultimi anni avrebbe un valore simbolico e mediatico enorme, capace di attirare l’attenzione anche fuori dai confini nazionali. Ma sarebbe un’occasione altrettanto rilevante per Damiano David e soci. Dopo il successo globale seguito alla vittoria sanremese del 2021 e all’exploit internazionale con l’Eurovision, la band ha attraversato una fase di pausa e ridefinizione. Un ritorno proprio sul palco che ne ha segnato la consacrazione rappresenterebbe una vetrina potentissima per riaccendere i riflettori sulla loro musica, rilanciare il racconto del gruppo e presentarsi nuovamente a un pubblico vastissimo. Si vedrà.

Se davvero Sanremo 2027 sarà un Festival di rottura, però, non lo diranno soltanto i grandi nomi. Lo diranno soprattutto le scelte più piccole: quali artisti verranno scoperti, quali linguaggi troveranno spazio, quale idea di musica verrà premiata. Sarà rottura, tradizione o entrambe le cose?

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