
L’emittente pubblica slovacca STVR ha ufficialmente confermato che la Slovacchia non tornerà alla 71ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2027, che svolgerà in Bulgaria, in seguito alla vittoria di DARA con la canzone ‘Bangaranga’ nell’edizione precedente. La decisione riguardante la scelta della città ospitante tra Burgas e Sofia è fissata per agosto 2026.
Nonostante l’ottimismo iniziale e i tentativi passati di pianificare un rientro, la decisione è stata presa principalmente per ragioni economiche, di budget e organizzativi, ma non esclude un ritorno nelle prossime edizioni.
Dopo le indiscrezioni che avevano alimentato l’ottimismo dei fan, l’emittente pubblica della Slovacchia STVR ha confermato ufficialmente in riposta alle richieste dei medi e degli appassionati, che il Paese non prenderà parte all’Eurovision Song Contest 2027, in programma in Bulgaria. SVTR ha ribadito che i costi legati ai diritti di licenza, alla produzione e alla logistica rimangono sproporzionatamente alti rispetto ai ricavi e all’impatto sociale nel Paese.
La decisione arriva pochi giorni dopo le dichiarazioni del direttore generale di Rádio Slovensko, Jindřich Bardan, che aveva rivelato come la Slovacchia avesse tentato di rientrare già nell’edizione 2026. Il progetto, però, era stato accantonato a causa degli elevati costi di partecipazione, pur lasciando intendere che il ritorno sarebbe stato solo una questione di tempo.
A mettere fine alle speranze è stata la stessa STVR, rispondendo a una domanda di un fan dell’Eurovision Song Contest. L’emittente pubblica della Slovacchia ha spiegato che oltre la mancanza di una gestione dirigenziale stabile dopo la recente ristrutturazione che ha trasformato la vecchia RTVS nell’attuale STVR, allo stato attuale, l’importante investimento economico richiesto dalla competizione non è giustificato dal livello di popolarità che il concorso registra in Slovacchia.
L’azienda ha precisato che la partecipazione all’Eurovision Song Contest viene valutata ogni anno, ma l’attuale situazione economica attuale dell’emittente e l’assenza di una guida stabile ai vertici dell’emittente hanno portato a escludere molto presto la presenza nell’edizione del 2027.
Nonostante il forfait per l’edizione del 2027, STVR ha espresso un cauto ottimismo, lasciando aperta la possibilità di riconsiderare la partecipazione negli anni successivi a fronte di condizioni finanziarie più favorevoli. Una volta nominato il nuovo management, l’emittente intende rivalutare diversi progetti strategici, tra cui un possibile ritorno alla manifestazione europea, a condizione che siano disponibili le risorse economiche necessarie.
Una posizione analoga è stata espressa anche per lo Junior Eurovision Song Contest. Attualmente la televisione pubblica preferisce investire nel sostegno ai giovani artisti attraverso produzioni radiofoniche e televisive, oltre a collaborazioni con festival regionali e iniziative culturali. Anche in questo caso, però, i costi di partecipazione sono stati giudicati troppo elevati rispetto alla notorietà della competizione nel Paese.
Il Paese sembrava molto vicina a un rientro. I vertici dell’emittente avevano inviato una delegazione a Vienna per valutare un ritorno a sorpresa, ma i piani erano sfumati per mancanza di tempo nel garantire i finanziamenti. La stessa dirigenza aveva ammesso di aver pianificato un ritorno già per il 2026, rimandandolo poi con la forte intenzione di concretizzarlo nel 2027. Tuttavia, le difficoltà di bilancio hanno imposto un nuovo stop. STVR ha comunque specificato che la partecipazione all’Eurovision viene valutata annualmente e non esclude del tutto un ritorno futuro quando la situazione finanziaria si sarà stabilizzata.
Negli ultimi anni non sono mancati rumors e aperture verso un possibile rientro, ma anche questa volta i problemi economici hanno prevalso. Le recenti dichiarazioni dei vertici di STVR, tuttavia, lasciano intendere che la volontà di tornare sul palco dell’Eurovision Song Contest non è stata accantonata definitivamente e che, con una maggiore stabilità finanziaria e organizzativa, la Slovacchia potrebbe riprendere in considerazione la partecipazione nelle prossime edizioni.
La Slovacchia manca dall’Eurovision Song Contest dal 2012, quando Max Jason Mai rappresentò il Paese con ‘Don’t Close Your Eyes’. Il brano si classificò all’ultimo posto nella propria semifinale, senza conquistare l’accesso alla finale.
La Slovacchia ha partecipato all’Eurovision Song Contest sette volte, debuttando nel 1994. Ci fu un tentativo di partecipazione nel 1993, ma la canzone scelta non superò la selezione di Lubiana. A causa dei risultati deludenti nelle competizioni del 1994, 1996 e 1998 (canzoni scelte internamente), la Slovacchia fu costretta per regolamento a saltare le edizioni del 1995, 1997 e 1999, rinunciando poi a partecipare all’edizione del 2000 ed a quelle successive per problemi economici.
Nel 2008 la televisione slovacca annunciò l’intenzione di tornare all’evento, ma per mancanza di fondi (che pure in passato contrinse la tv di stato STV a rinunciare alla manifestazione) fece retromarcia. Nel 2009 ritornò a partecipare dopo un’assenza durata 11 anni, e si presentò anche nelle successive tre edizioni. Nelle prime due, il paese ha usato una lunga selezione nazionale dove furono scelti brani in lingua slovacca e si fermò alla semifinale: 18º e 16º. Per il 2011 dopo una serie di conferme e smentite, la nuova radiotelevisione di stato RTVS (nata con la fusione di STV e Slovenský Rozhlas proprio in tale periodo) ha poi deciso di partecipare all’evento, e ha scelto internamente le TWiiNS con I’m Still Alive, prima canzone in inglese portata dal paese, classificata 13ª in semifinale. La selezione interna è stata usata anche nel 2012, per la scelta di Miro Šmajda, che si è presentato col nome d’arte di Max Jason Mai, ultimo in semifinale con il brano rock Don’t Close Your Eyes. Nel 2013 il paese si ritira nuovamente dall’evento per problemi finanziari.
Negli anni 2020 la Slovacchia ha espresso l’intenzione di tornare al concorso canoro, assicurandosi prima di possedere condizioni “economiche ed artistiche” favorevoli.
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