ESC 2019 – Bosnia ed Erzegovina: BHRT bannata dai servizi dell’EBU-UER a causa dei troppi debiti

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L’emittente pubblica bosniaca BHRT sanzionata come fu per la Romania nel 2016: deve 3 milioni di euro al consorzio che associa diversi operatori pubblici e privati del settore della teleradiodiffusione su scala nazionale, l’EBU-UER.

Vietata anche la trasmissione di tutti gli eventi sportivi e di spettacolo la cui produzione televisiva è dell’EBU-UER.

Della situazione economica del servizio pubblico della Bosnia Erzegovina,  stretto nella morsa dei debiti, apparentemente insolvibili vista anche la presenza sotto lo stesso ombrello di tre emittenti espressione delle varie realtà etniche del Paese (BHRT come entità federale, RTVFBiH  in lingua croata e bosniaca e RTRS, la tv dei serbi di Bosnia), avevamo già parlato più volte.

L’assenza della Bosnia dalle edizioni 2017 e 2018 era dovuta proprio ai problemi economici ma oggi è la stessa BHRT, attraverso il suo capodelegazione eurovisivo a comunicare che la situazione debitoria è precipitata e la EBU ha sanzionato con ‘ban’ da tutti gli eventi eurovisivi l’emittente: “BHRT non potrà prendere parte allo Junior Eurovision 2018 nè all’Eurovision 2019  perchè siamo sotto sanzione da parte della EBU-UER. Questo vuol dire che non potremo prendervi parte fino a che non avremo saldato il debito con EBU-UER.”

La European Broadcasting Union conferma: “BHRT è attualmente esclusa da tutti i servizi della EBU-UER per via dell’alto livello della situazione debitoria.”

Questo significa, per essere chiari, il divieto di trasmettere anche Champions League ed Europa League – le due massime manifestazioni calcistiche, che la EBU-UER produce a livello televisivo – e qualunque altro tipo di produzione internazionale che porti il marchio della EBU-UER.

Un anno fa si erano mossi persino il Parlamento Europeo – nonostante la Bosnia non sia parte della UE – ed il Consiglio d’Europa (l’organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti umani, l’identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa, del quale invece la Bosnia è membro) per sollecitare la tv e la EBU-UER aveva cercato di trovare una soluzione, ma il debito ha ormai raggiunto 3 milioni di euro.

Non si tratta soltanto della ‘fee’ – la tassa di ingresso per l’Eurovision – ma della quota che ciascuna tv nazionale membro versa al consorzio per accedere ai servizi forniti.

La Bosnia Erzegovina dunque, bannata come successe con la Romania nel 2016 ma va ricordato che è già da 2015 che la EBU-UER lanciò l’allarme e nonostante questo BHRT riuscì comunque a mettere insieme il denaro per partecipare ad Eurovision nel 2016. Poi due anni di assenza volontaria ed infine questo ban.