ESC 2019 – Estonia: ERR conferma la partecipazione a Israele 2019

L’emittente pubblica estone ERR/ETV ha confermato oggi che l’Estonia parteciperà alla 64ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà per la terza volta in assoluto Israele (dopo l’Eurovision Song Contest 1979 e l’Eurovision Song Contest 1999), grazie alla vittoria di Netta Barzilai con la canzone “TOY” (צעצוע).

Il metodo e il meccanismo che verrà utilizzato per selezionare la canzone e il concorrente estonio per l’edizione 2019 dell’ESC sarà l’Eesti Laul, il format che è stato adottato gli ultimi 11 anni con ottimo succeso. Nei prossimi mesi saranno rilasciati ulteriori dettagli sulla edizione 2018 dell’Eesti Laul.

ERR rilascerà ulteriori dettagli sull’Eesti Laul 2019, pubblicando anche il Regolamento completo questo mercoledì 5 settembre.

Nel 2018 Elina Netšajeva (Elina Nechayeva) ha rappresentato l’Estonia all’Eurovision Song Contest 2018 con il brano lirico interamente in italiano “La forza” (Jõud), classificandosi ottava con 245 punti.

Elina ha partecipato a Eesti Laul 2018, il programma estone per la ricerca per il rappresentante nazionale all’Eurovision Song Contest, cantando “La forza”. Nella serata finale del 3 marzo 2018 è risultata la più votata dal pubblico, vincendo il programma e garantendosi la possibilità di rappresentare l’Estonia all’Eurovision Song Contest 2018. L’artista si è esibita nella Prima Semi-Finale della manifestazione, ottenendo la qualificazione alla Finale, classificandosi quinta con 201 punti. Durante la serata finale, tenutasi il 12 maggio 2018, Elina si è classificata all’ottavo posto con 245 punti.

L’Estonia ha debuttato all’Eurovision Song Contest nel 1994 con Silvi Vrait e il suo brano “Nagu Merelaine” (Like a seawave). In un totale di ventitre partecipazioni (14 finali) ha vinto la manifestazione una volta nel 2001 con Tanel Padar, Dave Benton & 2XL e il suo brano “Everybody”.

Nel 1993 l’Estonia, assieme ad altre sei nazioni che desideravano partecipare all’ESC per la prima volta, dovette partecipare ad una semifinale che si svolse a Lubiana: si classificò solo al 5° posto e non poté partecipare all’Eurovision Song Contest 1993. Sul sito ufficiale dell’Eurovision questa partecipazione non viene calcolata. Solo 1 la edizione a cui non ha partecipato (relegata) nel 1995.

Con l’introduzione delle Semifinali, ha raggiunto la finale nel 2009, 2011, 2012, 2013, 2015 e 2018, che l’ha visto entrare nella top ten 3 volte: nel 2009 con Urban Symphony e la canzone “Rändajad” (Nomads, Travellers) posizionandosi al 6° posto, con Ott Lepland e il brano “Kuula” (Listen) posizionandosi ancora una volta al 6° posto e con Elina Born & Stig Rästa e il brano “Goodbye to Yesterday” posizionandosi al 7° posto nel 2015.

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La 64ª edizione dell’Eurovision Song Contest si terrà per la terza volta in assoluto Israele (dopo l’Eurovision Song Contest 1979 e l’Eurovision Song Contest 1999), grazie alla vittoria di Netta Barzilai con la canzone “TOY” (צעצוע).

Due le città candidate ad ospitare l’evento: Gerusalemme, con il Pais Arena Jerusalem, פיס ארנה ירושלים‎, HaPais Arena Yerushalayim) come possibile sede e Tel Aviv, con il Tel Aviv Convention Center, מרכז הירידים – תל אביב‎ (Padiglione 2).

Al momento 22 paesi hanno già confermato la loro presenza: dopo l’Israele (selezione: HaKoKhav HaBa L’Eurovizion 2019) – automaticamente in Finale in quanto paese organizzatore, Belgio (selezione: selezione interna), Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (selezione: Dansk Melodi Grand Prix 2019 – DMGP 2019), Estonia (selezione: Eesti Laul 2019), Finlandia (selezione: Uuden Musiikin Kilpailu – UMK 2019), Francia (selezione: Déstination Eurovision 2019), Germania, Irlanda, Lettonia (selezione: Supernova 2019), Lituania (selezione: “Eurovizijos” dainų konkurso nacionalinė atranka 2019), Malta (selezione: The X Factor Malta), Norvegia (selezione: Norsk Melodi Grand Prix 2019), Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca (selezione: Eurovision Song CZ 2019), Serbia (selezione: Beovizija 2019), Svezia (selezione: Melodifestivalen 2019), Svizzera (selezione: selezione interna) ed Ucraina (selezione: Vidbir 2019).

Inoltre ha dimostrato interesse e voglia di partecipare alla prossima edizione senza ancora aver preso una decisione definitiva, la Slovacchia, assente dal 2013.

Per l’Italia non dovrebbero esserci dubbi, dopo che l’edizione 2018 è stata un grande successo a livello mediatico, di audience e share televisivo. Inoltre, resta il dubbio su come verrà scelto il rappresentante italiano.

Tuttavia, alcuni paesi non hanno ancora preso nessuna decisione in merito alla loro partecipazione all’ESC 2018, ma sono pronti a confermare presto la presenza o meno: Albania, Austria, Grecia, Islanda, San Marino, Portogallo, Spagna, Romania, Russia, Regno Unito, Armenia, Azerbaigian, Belarus, Georgia, Ungheria, ERI di Macedonia, Moldavia, Montenegro e Slovenia.

Resta l’incognita l’Australia, se l’EBU-UER deciderà di farla partecipare o meno dopo che per il 2015 era stata dichiarata come partecipazione unica e straordinaria. Dal 2016 continua a partecipare nonostante per il momento non vi sia alcuna conferma ufficiale, anche se Jon Ola Sand vorrebbe rendere permanente la partecipazione all’ESC del paese oceanico.

Mentre hanno confermato l’assenza l’Andorra, per motivi economici a causa della mancanza di sponsor e per via degli alti costi di partecipazione; Monaco e il Lussemburgo, che non hanno intenzione di rientrare nella competizione neanche quest’anno, portando così rispettivamente a 12 e 25 le edizioni consecutive di assenza; Slovacchia, assente dal 2013; Liechtenstein, non debutterà a causa della scomparsa del direttore dell’emittente televisiva, Peter Kölbel; Kazakhstan, visto che Khabar Agenzia è diventata dal 1°gennaio 2016 membro associato dell’EBU-UER, si sta pensando di far entrare lo Stato nel concorso per questa edizione; Kosovo ha tentato di partecipare, ma non essendo riconosciuto come vero e proprio stato perché amministrativamente parte di un’altro paese, non hao mai partecipato; Bosnia ed Erzegovina, non prenderà parte all’evento a causa dei forti debiti nei confronti dell’EBU-UER e Turchia, assente dal 2012 per vari motivi, in disaccordo con il metodo di votazione e contro la qualificazione automatica alla Finale dei Big 5 (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) e includendo la vittoria di Conchita Wurst all’Eurovision Song Contest 2014;  e la Bosnia ed Erzegovina, a causa dei forti debiti nei confronti dell’EBU-UER.

Anche se l’elenco definitivo dei paesi partecipanti all’edizione 2018 dell’ESC sarà possibilmente soggetta a cambiamenti fino al rilascio della lista ufficiale dei partecipanti da parte dell’EBU-UER in programma nel mese di Gennaio 2018. Il termine per i paesi partecipanti per presentare le loro domande di partecipazione preliminare si concluderà entro il 15 settembre 2018. In seguito tutti i paesi partecipanti avranno un periodo di grazia entro il 10 ottobre 2018 per confermare ufficialmente la propria iscrizione o ritirarsi senza pagare la penale, novità introdotta dall’EBU-UER l’edizione 2015. Dopo quella data, non sarà più possibile il ritiro, o meglio, sarà possibile ma pagando una sanzione monetaria. Il sorteggio che determinerà la composizione delle Semifinali (in quale metà delle due Semifinali si esibiranno i Paesi sorteggiati) e la Semi-Finale in cui avrà diritto di voto i Paesi già qualificati alla Finale (Big Five + Israele), si svolgerà a fine gennaio.

A causa del concorso in Israele, e potenzialmente nella città di Gerusalemme per la terza volta, alcuni paesi hanno espresso il loro malcontento e hanno chiesto un boicottaggio, come parte del movimento di Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. Sebbene l’Islanda abbia confermato la partecipazione provvisoria alla competizione del 2019, più di 25.000 islandesi hanno firmato una petizione chiedendo all’emittente nazionale islandese RÚV di boicottare l’evento. Il musicista islandese Daði Freyr ha dichiarato che non parteciperà alla selezione nazionale islandese Söngvakeppnin e ha invitato RÚV a boicottare l’evento, affermando su Twitter: «Non possiamo immaginare di prendere parte con la coscienza pulita al divertimento che è l’Eurovision mentre lo stato israeliano e il suo esercito esercitano una tale terribile violenza contro il popolo palestinese». Fu quindi annunciato che RÚV avrebbe organizzato una riunione per decidere se boicottare l’evento, in seguito alle chiamate dei fan islandesi. L’Islanda aveva già gareggiato nella competizione nel 1999 tenutasi a Gerusalemme; Il Lord Sindaco di Dublino Mícheál Mac Donncha, che è stato bandito dall’entrare in Israele a causa del suo sostegno al movimento BDS, ha dichiarato che l’Irlanda dovrebbe ritirarsi dal concorso 2019 a causa del suo svolgimento in Israele. Anche il politico del Sinn Féin, Lynn Boylan ha chiesto un boicottaggio tramite Twitter: «Israele vince l’Eurovision, quindi rendiamo il BDS più efficace che mai nel 2019». L’eurodeputata Nessa Childers ha dichiarato: «Gerusalemme? La mia mente è sconvolta, pensavo Tel Aviv». Anche il membro dello Sinn Féin, Órla Nic Biorna, ha espresso il suo malcontento. Anche l’Alternativa Irlandese ha chiesto il boicottaggio del concorso. Inoltre Charlie McGettigan, vincitore dell’Eurovision Song Contest 1994, ha anche chiesto a RTE di boicottare l’evento affermando: «Guarda, non siamo d’accordo con tutto ciò, a festeggiare mentre altre persone stanno morendo». L’ex conduttore televisivo irlandese Mike Murphy, ha richiesto il boicottaggio dell’evento. L’Irlanda aveva già gareggiato nella competizione nel 1979 e nel 1999 tenutasi a Gerusalemme; Il Partito di Sinistra di Malmö ha suggerito che Eurovision Song Contest non dovrebbe svolgersi in Israele, dichiarando: «È assolutamente irragionevole per Israele ospitare questa gigantesca competizione musicale mentre l’occupazione è in corso. Vogliamo che Israele venga escluso dall’Eurovisione per motivi umanitari. Non possiamo continuare a ballare mentre la persecuzione del popolo palestinese continua… Boicottaggio di Israele ora!». La Svezia ha confermato la partecipazione provvisoria al concorso del 2019 e aveva già gareggiato nella competizione nel 1979 e nel 1999 tenutasi a Gerusalemme; e il Regno Unito – Alcuni sostenitori del partito Liberaldemocratico hanno invitato il partito e il governo del Regno Unito a boicottare l’evento, sostenendo che la loro partecipazione condonerebbe “scandalose violazioni dei diritti umani”. Il Regno Unito ha confermato la partecipazione provvisoria al concorso del 2019 e aveva già gareggiato nella competizione nel 1979 e nel 1999 tenutasi a Gerusalemme.

Inoltre Yaakov Litzman, leader del partito ultra-ortodosso United Torah Judaism e Vice Ministro della Sanità israeliano, ha redatto una lettera ai ministri del Turismo, delle comunicazioni, della cultura e dello sport, in cui chiedeva che l’evento non violasse Leggi religiose: “Nel nome di centinaia di migliaia di cittadini ebrei di tutte le popolazioni e comunità per le quali l’osservanza dello Shabbat è vicina al loro cuore, mi appello a voi, già in questa fase iniziale, prima della produzione e di tutti gli altri dettagli dell’evento è iniziato, per essere severi [nell’assicurare] che questa faccenda non nuocia alla santità dello Shabbat e di operare in ogni modo per impedire la profanazione d’esso, ci mancherebbe, come la legge e lo status quo che richiedono”. Secondo la legge religiosa ebraica, lo Shabbat – il santo sabato – è osservato da poco prima del tramonto di venerdì sera fino a sabato sera. La trasmissione del sabato sera dello spettacolo, che inizierà alle 22:00 ora locale, non entrerà in conflitto con questo. Tuttavia, lo spettacolo della giuria del venerdì sera e le prove del sabato pomeriggio lo avrebbero fatto. Proteste simili sono emerse nel periodo precedente alla competizione tenutasi in Israele nel 1999, ma alcuni paesi in competizione hanno permesso di apportare alcune modifiche per risolvere il problema. Il presidente del comitato dell’Eurovisione dell’EBU-UER, il dott. Frank-Dieter Freiling, ha dichiarato di essere ben consapevole della tensione e ha intenzione di discuterne nelle sue comunicazioni con l’emittente israeliana.