Sanremo 2024: Il Festival di Sanremo più digitale di sempre

Il podio del 74° Festival della Canzone Italiana è stato il più giovane dell’era di Amadeus con i tre finalisti, Angelina Mango, Geolier e Annalisa che hanno fatto scendere l’età media a 27,6 anni. Il più giovane e il più digitale.

Sanremo ha mostrato una decisa virata, già iniziata nel ‘21-‘22 e ora conclamata, verso un’audience più giovane, sempre più vicina al “popolo” dello streaming musicale.

I dati digital di Sanremo 2024. Se la media complessiva dello share delle cinque serate del Festival è stata del 66 per cento, lo share del pubblico tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto la cifra record dell’85,2%.

In questa fascia si collocano anche i voraci consumatori di streaming, che ascoltano brani sulle piattaforme per oltre sette ore alla settimana (oltre a 5 ore su video streaming musicale), la fetta più importante oggi dei fan di musica registrata.

Sempre più social e coinvolgente anche sul fronte dei device digitali, l’evento sanremese di fatto completa quella transizione digitale iniziata proprio nell’era di Amadeus, grazie alle scelte artistiche che hanno puntato sugli artisti molto forti nei consumi. Per il terzo anno di fila le case discografiche hanno portato in gara l’artista più venduto dell’anno nella Top of The Music di FIMI GfK, la classifica ufficiale italiana. Rkomi nel 2021, Lazza nel 2022 e Geolier nel 2023.

Complessivamente gli artisti in gara avevano già collezionato 512 platini contro i 341 degli artisti in gara nel 2023.

Secondo i dati di RAI la serata finale ha visto oltre 15 milioni mila telespettatori. La “Total Audience” della serata finale è stata la seguente: ai 14 milioni 301 mila spettatori che hanno visto il Festival sugli schermi tradizionali, si sono aggiunti i 400 mila connessi su “Small Screen” – con un picco di 816 mila device connessi – e altri 400 mila con i video on demand.

Raiplay. Ancora numeri rilevanti anche su RaiPlay: oltre 25 milioni di visualizzazioni nella sola la giornata della finale, il miglior risultato di sempre, mentre i device connessi alla fruizione lineare della finale segnano il record di sempre per Sanremo sulla piattaforma del servizio pubblico, con una crescita di oltre il 55% rispetto al 2023 e portando a 10 milioni di ore (+40% sul 2023), il tempo speso live complessivamente nelle cinque serate.

Il consumo vod di questo Festival, oltre 1200 i contenuti pubblicati sulle piattaforme digitali Rai, vale complessivamente 31,8 milioni di streams e più di 4 milioni di ore di fruizione.

Streaming. Allo stesso tempo si è consolidato anche il successo dei brani sulle piattaforme streaming.

Dopo le prime due serate il totale brani Sanremo in top ten di Spotify erano dieci come nel 2023 ma gli stream erano aumentati del 32%. 

Dalla prima edizione del festival di Amadeus del 2020 gli stream hanno visto una crescita del +579% superando i 25 milioni nel 2024 solo con le prime due serate.

La playlist di Spotify sul Festival è stata la più ascoltata a livello globale e 5 brani sono subito entrati in top 200 global: Mahmood, Geolier, Annalisa, Irama, Mango.

Numeri molto rilevanti anche su Amazon Music e soprattutto su YouTube.

Per la prima volta ben 5 brani hanno conquistano la Daily Top Music Video Global, entrando nella Top 100.

Questi 5 video (Geolier, Annalisa, Irama, Angelina Mango e Mahmood) hanno avuto gli “highest debut” a livello globale (su 12 “highest debut” in data 7 febbraio in tutto il mondo, 5 erano di music video di artisti in gara). 

Su Raiplay “La Rondine” di Angelina Mango risultava la clip più fruita dal 2022 con 1,7 milioni di stream e oltre 110 mila ore di fruizione ed è stata sabato 10 febbraio il contenuto più visto dell’intero perimetro Auditel. Tra le canzoni in gara, le esibizioni più viste su RaiPlay sono “La noia” di Angelina Mango, “Sinceramente” di Annalisa e Loredana Bertè con “Pazza”.

La demografia. Sul consumo online, i target che registrano i tassi di crescita più elevati rispetto al 2023 sono i 14-24enni e i 25-34enni. Circa il 60% deli utenti live ha meno di 34 anni (fonte: Mapp) e più del 10% degli utenti lineari del Festival si collega dall’estero (fonte: Mapp).  

Dall’inizio del Festival i nuovi iscritti a RaiPlay sono stati 100 mila, il 60% dei quali under 35, e portano il totale utenti registrati a 25 milioni e 300 mila iscritti.

Sempre dai dati rilasciati da RAI per quanto riguarda il mondo social, nelle 5 serate del Festival di Sanremo (6-11 febbraio) i profili e le pagine Rai i cui contenuti sono dedicati al racconto dell’evento hanno prodotto 6.600 post, con un engagement totale di 29 milioni di interazioni (più 142% rispetto all’edizione del 2023) e 736 milioni di impression. 

Cresce ancor la community delle pagine e dei profili Rai dedicati al racconto del festival, da inizio del festival sono 700 k i follower aggiunti.

Nella settimana del festival i 78,4k contenuti pubblicati dagli utenti su Tiktok hanno ottenuto oltre 2 miliardi di impression (+66% vs 2023).

Il venerdì, con il Festival ancora in corso, e con solo due giorni di rilevazione dei brani in gara, tutta la top ten FIMI GfK era dominata dagli artisti del festival e venti brani erano presenti nelle prime trenta posizioni.

I dati in crescita. Lo streaming complessivamente, tra premium e free, mostrava una crescita del 33% rispetto al 2022.

Solo sulla piattaforma di Spotify sono cresciuti anche gli ascoltatori degli artisti in gara dopo la partecipazione al festival. Complessivamente, il lunedì dopo l’evento, rispetto alla settimana precedente gli ascoltatori sono saliti del 62%.

Nel 2024 dopo il festival gli artisti in gara avevano 87 milioni di ascoltatori contro 56 milioni degli artisti in gara nel 2023 e 51 milioni nel 2022.

Già nel 2023 gli ascolti in streaming dei brani in gara avevano complessivamente superato per la prima volta il miliardo di riproduzioni con una crescita del 23% rispetto all’edizione 2022 e del 198% rispetto a quella del 2020, testimoniando il ruolo fondamentale degli investimenti delle case discografiche nel percorso di valorizzazione della musica italiana.

Un’eredità importante. L’allineamento sempre più pronunciato tra artisti in gara e fan giovanissimi che sono diventati il vero pubblico protagonista attivo dell’evento, tra streaming, social e l’immancabile televoto è un’eredità importante che viene lasciata al prossimo direttore artistico e al management di RAI e non deve andare sprecata.

Chi prenderà il posto di Amadeus troverà un sentiero già segnato con case discografiche ed artisti con i quali costruire la prossima edizione.

Aggiornamento: Sanremo 2024, è record anche su Spotify. Quello appena concluso è il Festival ‘più ascoltato di sempre’ sul DSP. Che ‘premia’ Geolier, e…

La settantaquattresima edizione del Festival della Canzone Italiana è stata la più ascoltata su Spotify di sempre: a rivelarlo sono i gestori italiani del servizio streaming, in base ai numeri registrati sulla piattaforma tra gli scorsi 7 e 11 febbraio.

I brani presentati in gara, durante i giorni del Festival, hanno superato abbondantemente i 100 milioni di ascolti complessivi, registrando quasi il 30% in più rispetto alla passata edizione (andando a comporre interamente la Top 30 in Italia nei primi due giorni), generando un aumento degli ascolti di musica italiana sulla piattaforma – il 14% in Italia e il 10% a livello globale – rispetto a quelli registrati tra i 2 e il 6 febbraio. 35mila sono state le playlist a tema Sanremo create dalla prima metà del mese scorso a oggi, un numero che rappresenta oltre il 14% del totale di playlist degli utenti dedicate al festival presenti sulla piattaforma.

Riguardo le canzoni in gara, il pubblico di Spotify ha premiato “I p’ me, tu o’ te” di Geolier, seconda classificata all’Ariston, piazzando “Tuta gold” di Mahmood (sesta nella classifica finale) sul secondo gradino del podio e “Sinceramente” di Annalisa sul terzo. La prima classificata al Festival, “La noia” di Angelina Mango, si è rivelata essere la quarta canzone più ascoltata dagli utenti del DSP, seguita da “Tu no” di Irama – che, come Annalisa, si riconferma nella stessa posizione della classifica finale – e “Tutto qui” di Gazzelle. “Casa mia” di Ghali si posiziona al settimo posto, seguita da “Un ragazzo una ragazza” dei The Kolors, “Due altalene” di Mr. Rain e – in chiusura di top ten – “Pazza” di Loredana Berté.

Andando ad analizzare il profilo degli ascoltatori nel dettaglio, Spotify ha osservato come Geolier abbia conquistato soprattutto gli under 24 della Generazione Z, mentre la canzone più ascoltata dagli utenti tra i 25 e i 34 anni si è rivelata essere “Tuta gold” di Mahmood. “Sinceramente” di Annalisa è risultata la preferita della fascia di pubblico compresa tra i 35 e i 44 anni, mentre gli utenti over 55 hanno accordato i propri favori a “La noia” di Angelina Mango.

Riguardo alla distribuzione territoriale degli ascolti, nelle città capoluoghi del nord Italia, da Milano a Torino, Genova e Bologna, la canzone più ascoltata è stata “Tuta gold” di Mahmood mentre, nel sud della Penisola, il brano con il maggior numero di ascolti è “I p’ me, tu p’ te” di Geolier, ascoltata in grandi centri urbani come Roma, Napoli, Bari e Palermo.

Fuori dai confini italiani, il brano di Sanremo 2024 più ascoltato su Spotify è stato “Tuta gold” di Mahmood, seguito da “Sinceramente” di Annalisa, “La noia” di Angelina Mango, “I’ p’ me, tu p’ te” di Geolier, “Tu no” di Irama, “Un ragazzo una ragazza” dei The Kolors, “Casa mia” di Ghali, “Tutto qui” di Gazzelle, “Pazza” di Loredana Berté e “Due altalene” di Mr. Rain.

Aggiornamento: Via il Festival da Sanremo? La protesta della discografia. Gli addetti ai lavori polemici con la città: spazi obsoleti e infrastrutture insufficienti. 

Non è la prima volta – già per la manifestazione del 2021, in piena emergenza Covid, si parlò di cambiare location – e non sarà l’ultima: al termine della settantaquattresima edizione del Festival della Canzone Italiana Sanremo, come città ospitante della più importante rassegna musica italiana, torna a essere messa in discussione. A immaginare la rivoluzione sono i protagonisti della discografia italiana, i cui pareri sono stati raccolti da Salvatore Merlo per Il Foglio.

Sanremo, per il ceo di FIMI Enzo Mazza, “è una città che probabilmente pensa di poter vivere di rendita, ma senza investimenti diventa sempre più fosforescente la distanza tra la modernità di un Festival di grande successo e l’obsolescenza di una città che non vuole crescere”. Dello stesso avviso è Mario Limongelli, presidente di PMI – Produttori Musicali Indipendenti: “Il festival ha bisogno di spazi, di un teatro adatto a uno spettacolo ormai così grande, ha bisogno di un’offerta ricettiva all’altezza, e di un contesto che garantisca spostamenti certi e rapidi agli artisti”. Perché, aggiunge Limongelli, il Festival porta in dota alla città un indotto da 100 milioni di euro, ma – alla luce delle condizioni delle infrastrutture locali, “c’è da chiedersi cosa se ne facciano di tutto questo denaro”.

Mentre per Caterina Caselli “bisognerebbe invitare la città, intesa anche come impresa cittadina e non solo il Comune, a investire”, per Mazza “il problema è che mentre noi (discografici) siamo lì per lavorare, mentre intorno a questo Festival cresce un business enorme, la città di Sanremo è interessata soltanto a che Amadeus parli dei fiori e che qualche migliaio di persone passeggi in città consumando panini di gomma e cocacole”. Anche l’Ariston, come venue, è in discussione: “I talent show sulla musica hanno il doppio o il triplo del pubblico in sala, malgrado facciano solo il 2% di share”, conclude Limongelli, “Mentre Sanremo hai il 70% di ascolti e viene girato in un ex cinema con il pubblico ridottissimo”.

Il marchio del Festival è di proprietà del Comune. La giunta sanremese lo scorso novembre ha rinnovato con durata biennale la convenzione con il servizio pubblico, che scadrà dopo la prossima edizione della manifestazione: l’accordo prevede un incremento di circa 450mila euro e una convenzione con Rai Pubblicità.

 

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