Sanremo 2026: Oggi il vertice decisivo tra RAI e Comune di Sanremo

Le fasi finali del negoziato per l’organizzazione delle prossime tre edizioni, con eventuale proroga di altri due-tre. Sul tavolo anche ‘Area Sanremo’ e ‘Sarà Sanremo’, mentre sembra confermata la data del 2026 per fine febbraio.

Inizierà alle 9.00 di questa mattina, mercoledì 3 settembre 2025, l’incontro finale per provare a chiudere, una volta per tutte, l’accordo che deciderà il futuro del Festival è a porte chiuse tra i vertici della RAI composta da sei dirigenti Rai tra gli altri da Paola Marchesini, Direttrice Coordinamento Iniziative Strategiche e responsabile ad interim della Direzione Staff del Direttore Generale Corporate; Williams Di Liberatore, Direttore dell’Intrattenimento Prime Time; Francesco Spadafora, Direttore Affari Legali e Societari del servizio pubblico radiotelevisivo; Davide Di Gregorio, Direttore dello Staff dell’Amministratore Delegato e Alberto Longatti, Direttore Risorse Televisive e Artistiche; il Comune di Sanremo, rappresentato dal sindaco Alessandro Mager e al Turismo, Manifestazioni e Sport Alessandro Sindoni, l’assessore alla Cultura Enza Dedali, il capo di gabinetto Giulio Camillino; insieme anche i tre membri della Commissione di Valutazione nominata per la manifestazione di interesse e per la finalizzazione della convenzione  guidata dal segretario generale Monica Di Marco e le dirigenti comunali Rita Cuffini e Cinzia Barillà, che regolerà l’affidamento al servizio pubblico delle prossime tre edizioni del Festival della Canzone Italiana – con un’opzione di rinnovo per ulteriori due anni (fino al 2030) e la titolarità del format e la gestione del marchio “Festival di Sanremo”. Presente anche l’avvocato Harald Bonura, che segue la pratica sin dagli inizi. Come riferito dai media italiani l’esito finale dell’incontro potrebbe essere comunicato entro oggi, mercoledì 3 settembre 2025.

Secondo quanto fatto trapelare a oggi il Comune potrebbe vedere crescere il proprio contributo dai circa 5 milioni di euro all’anno registrato negli ultimi anni agli oltre 7 milioni di euro, grazie a una quota fissa pari a 6,5 milioni ai quali è prevista l’aggiunta dell’1% sui ricavi pubblicitari RAI (norma prevista dal bando pubblicato dal Comune lo scorso aprile ma decisamente sgradita – non solo per ragioni prettamente finanziarie – in Rai): dal canto suo, il servizio pubblico potrebbe vedersi riconosciuta la titolarità del format dell’evento. Le indiscrezioni di stampa parlano di “parti molto vicine”.

Da capire anche se, all’interno dell’accordo verranno inserite ‘Area Sanremo’ e ‘Sarà Sanremo’, i due appuntamenti che, tra l’altro, si svolgeranno a breve (ottobre il primo e dicembre il secondo) e che fanno da preludio alla kermesse canora di febbraio. Altro nodo da sciogliere è anche quello della data per il prossimo Festival, che dovrà forzatamente slittare di un paio di settimane rispetto a quella classica di inizio mese per evitare la sovrapposizione con le Olimpiadi di Milano-Cortina.

Ultima incognita, nel lunghissimo negoziato, resta il rimborso da accordare alle etichette discografiche in gara con i propri artisti al Festival: alla fine dello scorso mese di luglio il CEO di FIMI Enzo Mazza aveva chiesto che al Comune di Sanremo di “assumersi degli impegni, sia economici che di sviluppo infrastrutturale, per garantire la mutua soddisfazione di tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione di uno dei più importanti eventi musicali internazionali”. La principale associazione di discografici italiani aveva fatto sapere di essere pronta a disertare l’evento, così come già successo in occasione dell’edizione 2004 della manifestazione canora.

Ora non rimane che attendere che termini la riunione e che la parte sanremese dia l’annuncio tanto atteso.

Aggiornamento: La posizione di PMI ‘Nessuna minaccia di diserzione, ma la volontà di collaborare per la piena riuscita del Festival’. 

Mentre RAI e Comune di Sanremo sono impegnate nella fasi finali del negoziato per la stipula della convenzione che regolerà le prossime tre edizioni (con opzione di rinnovo per ulteriori due) del Festival della Canzone Italiana, PMI – Produttori Musicali Indipendenti, per mezzo di una nota ufficiale, ha reso nota la propria posizione riguardo le modalità di organizzazione del principale evento canoro italiano.

Da parte della maggiore associazione di rappresentanza della discografia indipendente nazionale non c’è “nessuna minaccia di diserzione, ma la volontà di collaborare per la piena riuscita del Festival”.

“Abbiamo chiesto alla RAI in maniera trasparente e senza scomodare intermediari che vengano garantiti rimborsi equi alle case discografiche e che si apra un confronto su una nuova impostazione delle politiche di sponsorship, a beneficio diretto di chi salirà sul palco”, ha dichiarato Mario Limongelli, Presidente PMI: “Per ottenere queste legittime richieste non servono santi in paradiso, ma un dialogo diretto e costruttivo con RAI, capace di valorizzare davvero la musica italiana e il ruolo di tutti i soggetti coinvolti”.

“PMI conferma, quindi, il proprio impegno a lavorare con RAI per garantire condizioni eque e trasparenti a tutte le realtà della filiera musicale, tutelando i diritti di artisti e artiste e valorizzando l’apporto delle etichette discografiche al successo del Festival della canzone Italiana”, conclude la nota.

“Mentre abbiamo assistito nel tempo ad una crescita del Festival e degli ascolti RAI, di cui siamo certamente contenti e a cui abbiamo contribuito portando i nostri artisti con le loro canzoni, non abbiamo visto un proporzionale impegno della città di Sanremo e della proprietà del Teatro Ariston nel rinnovarsi per essere al passo coi tempi”, aveva spiegato Limongelli nel febbraio del 2024, quando aveva iniziato a prendere quota il malcontento della discografia per il trattamento economico accordato alle etichette durante la manifestazione canora: “Certamente non riusciamo ad immaginarci un Festival di Sanremo in un’altra location, ma possiamo invece pensare che laddove si può migliorare lo si debba fare, perché uno spettacolo così grandioso non può avere un ‘dietro le quinte’ non all’altezza della situazione”.

“Il contributo spese che riceviamo da RAI è insufficiente a ripagare tutti i costi che dobbiamo sostenere, infatti le nostre aziende partecipano sapendo che avranno una perdita secca da mettere a bilancio”, aveva concluso Limongelli: “Il Festival non è solo quello che si vede in tv, ma dietro c’è una macchina complessa che gira e che va rispettata, una macchina fatta di persone che lavorano e che devono essere messe in grado di farlo al meglio proprio a beneficio dello spettacolo che tutti ammiriamo in televisione”.

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