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Il Dipartimento Comunicazione di RTVSLO ha rilasciato una nuova dichiarazione sui propri piani per l’Eurovision Song Contest 2026.
RTVSLO, l’emittente pubblica slovena, ha condiviso una dichiarazione ufficiale al sito Eurovoix, che rivela i propri piani di partecipazione al concorso del prossimo anno a Vienna.
La dichiarazione recita quanto segue: “EUROVISION È UN PROGETTO DI PACE, UGUAGLIANZA E RISPETTO TRA LE NAZIONI.
Se Israele rimane tra i paesi partecipanti, RTV Slovenija non prenderà parte all’Eurovision Song Contest 2026.
In qualità di emittente di servizio pubblico con un’importante missione pubblica, RTV Slovenija sottolinea che i principi fondamentali dell’emittenza pubblica sono incompatibili con gravi sofferenze umane, la soppressione dei media liberi e l’abuso di eventi culturali per scopi politici, come testimoniato negli ultimi a
nni.Per 69 anni, l’Eurovision ha cercato di unire le nazioni attraverso la musica e di costruire ponti dopo guerre e divisioni. I suoi valori si fondano sulla pace, l’uguaglianza e il rispetto. Alla luce della devastante situazione a Gaza, RTV Slovenija si chiede se la partecipazione di Israele sia coerente con questi valori. È essenziale che le stesse regole si applichino a tutti i paesi partecipanti.
Allo stesso tempo, in qualità di emittente di servizio pubblico, esprimiamo profonda preoccupazione per l’ostruzione deliberata dei media indipendenti reportage e la morte di oltre 200 giornalisti. Siamo anche al fianco delle famiglie in Israele che aspettano ancora il ritorno dei loro cari, così come di tutti coloro che lottano per la pace.
Se la decisione sulla partecipazione di Israele dovesse cambiare, RTV Slovenija sarà pronta a rientrare nel concorso.”
RTVSLO (Slovenia), RTÉ (Irlanda), AVROTROS (Paesi Bassi) e RTVE (Spagna) hanno dichiarato che non parteciperanno se Israele prenderà parte al 70° Eurovision Song Contest, mentre RÚV (Islanda) ha dichiarato che potrebbe ritirarsi. L’Eurovision Song Contest, che sottolinea la propria neutralità politica, ha affrontato quest’anno polemiche legate alla guerra a Gaza.
Al netto di eventuali ritiri per la questione israelo-palestinese, al momento i Paesi che dovremmo vedere all’Eurovision Song Contest 2026 sono: Albania, Australia, Austria (paese organizzatore), Azerbaigian, Cechia, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda (da confermare), Islanda (da confermare), Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi (da confermare), Regno Unito, San Marino, Serbia, Slovenia (da confermare), Spagna (da confermare), Svezia, Svizzera e Ucraina.
L’Assemblea generale dell’’European Broadcasting Union (EBU-UER), l’ente che riunisce le emittenti pubbliche di numerosi Paesi, terrà un voto a novembre per decidere se escludere o meno l’emittente pubblica israeliana KAN della prossima edizione dell’Eurovision Song Contest 2026. La decisione arriva dopo una serie di minacce di boicottaggio avanzate da diversi Paesi, che contestano la partecipazione dello Stato ebraico come atto di protesta contro i crimini perpetrati nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Anche tre consiglieri di amministrazione della Rai – Alessandro Di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale – hanno chiesto che il servizio pubblico rinunci a prendere parte alla manifestazione.
Va ricordato che la presidente dell’EBU-UER, Delphine Ernotte-Cunci, in una lettera indirizzata agli Stati membri, ha sottolineato come il dibattito sulla partecipazione di Israele alla kermesse internazionale abbia generato «diversità di opinioni senza precedenti» tra le emittenti pubbliche europee, tanto da richiedere una «base democratica più ampia» per prendere una decisione. Il voto avverrà durante una riunione straordinaria dell’Assemblea generale, che si terrà online all’inizio di novembre.
Da quando le Forze di Difesa di Israele (IDF) ha iniziato a bombardare e poi invadere la Striscia di Gaza nel 2023, la presenza di Israele alla competizione canora, che risale al 1973, ha attirato critiche e proteste. Diverse emittenti pubbliche ne hanno chiesto, infatti, l’esclusione come successe per la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Non è la prima volta che la presenza israeliana accende tensioni intorno all’Eurovision Song Contest. Nel 2025 la cantante Yuval Raphael, sopravvissuta alla strage del 7 ottobre al festival musicale Supernova perpetrato da Hamas, fu più volte contestata durante la sua esibizione. Già l’anno precedente Eden Golan era stata costretta a modificare il testo del brano ritenuto troppo politico, cantando sotto la protezione dello Shin Bet (una delle tre agenzie d’intelligence israeliane) e venendo accolta da fischi e polemiche.
Nonostante le minacce di boicottaggio da parte di alcuni Paesi, l’EBU-UER ha confermato che la 70ª edizione dell’’Eurovision Song Contest 2026 si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026. ÖRF, il broadcaster pubblico austriaco ospitante, ha rassicurato che l’evento si svolgerà come previsto, anche qualora alcune emittenti decidano di ritirarsi.
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