ESC 2026 – 🇩🇪 Germania: La ministra tedesca dell’Istruzione Karin Prien: “Escludere Israele sarebbe un atto di antisemitismo”

La Germania si schiera apertamente a favore della partecipazione di Israele alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 che si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.

La ministra tedesca il Ministero dell’Istruzione, della Famiglia, degli Anziani, delle Donne e della Gioventù nel futuro governo guidato da Friedrich Merz, Karin Prien ha definito ogni tentativo di esclusione di Israele dal concorso “un chiaro atto di antisemitismo”, sottolineando come una simile decisione minerebbe lo spirito di unità e dialogo culturale alla base della competizione europea.

Nel suo intervento, la ministra Prien ha ribadito con fermezza la posizione del governo tedesco, che considera l’Eurovision Song Contest una piattaforma dedicata alla musica e alla cooperazione culturale, non alla politica internazionale: “Gli artisti non dovrebbero essere puniti per le politiche dei loro governi. Eurovision è un palcoscenico che unisce, non divide, e la Germania continuerà a sostenere la partecipazione di Israele.”

Le parole della prima ministra ebrea in un governo federale si allineano con la posizione del Cancelliere tedesco, che nelle scorse settimane aveva già invitato l’EBU-UER (European Broadcasting Union) a non trasformare la manifestazione in un’arena di scontro politico.

Pur mantenendo posizioni critiche nei confronti del governo di Benjamin Netanyahu, Berlino continua a essere uno dei principali alleati di Israele in Europa.

Il governo tedesco ha infatti ribadito che, anche nei momenti di tensione geopolitica, la cultura deve rimanere uno spazio neutrale e inclusivo, dove la libertà artistica prevale sulle divisioni politiche.

In questa direzione si è espressa anche la ARD, l’emittente pubblica tedesca responsabile della partecipazione del Paese all’Eurovision Song Contest, dichiarando di rifiutare ogni forma di boicottaggio culturale o di esclusione motivata da ragioni politiche.

Un recente sondaggio citato dai media tedeschi mostra che il 65% dei cittadini tedeschi si oppone all’esclusione di artisti o sportivi israeliani da competizioni internazionali.

La maggioranza ritiene che tali eventi debbano restare “un terreno di incontro tra culture”, indipendentemente dai conflitti politici in corso.

Questo dato contrasta con la situazione nel Regno Unito, dove l’opinione pubblica appare più divisa e, in alcuni casi, favorevole a un’esclusione simbolica di Israele dalle manifestazioni europee.

La European Broadcasting Union (EBU-UER), che organizza l’Eurovision Song Contest, ha confermato che la decisione definitiva sulla partecipazione di Israele verrà presa il 4 dicembre 2025, durante l’assemblea generale dei membri.

Tuttavia, l’organizzazione ha lasciato intendere che la discussione potrebbe essere rinviata o modificata in base agli sviluppi della situazione in Medio Oriente.

Una scelta prudente che riflette il delicato equilibrio tra principi artistici, sensibilità politiche e sicurezza internazionale.

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