
L’emittente pubblica austriaca ÖRF, organizzatore dell’evento non sportivo più seguito al mondo nel 2026, ha annunciato maggiori informazioni sull’Eurovision Song Contest 2026, relative alla vendita dei biglietti (tickets), al reclutamento dei volontari (volunteering) e ai primi progetti per le cartoline che vedremo nei tre spettacoli dal vivo (Live Shows’ Postcards).
Martedì 18 novembre 2025, a 175 giorni prima della Prima Semi-Finale della 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest, l’emittente pubblica austriaca ÖRF ha condiviso importanti novità sull’edizione che segnerà il 70º anniversario della kermesse. Vienna si prepara ad accogliere fan da tutta Europa con un progetto che unisce innovazione, tradizione e una forte attenzione alla sostenibilità.
Le Cartoline (The Postcards) – una Fusione tra il mondo Analogico e Digitale. Le Cartoline (The Postcards), da sempre elemento distintivo del concorso, sono una tradizione di lunga data all’Eurovision Song Contest. Originariamente concepite per coprire il tempo necessario per cambiare il set tra le canzoni in gara, oggi sono diventate molto più di questo. Sono ormai elementi artistici importanti degli spettacoli, che mettono in risalto il Paese ospitante e gli artisti partecipanti. Nel 2026 vivranno una trasformazione creativa senza precedenti, affidate a Gebhardt Productions, saranno una fusione tra il mondo analogico e quello digitale.
Ogni Cartolina (Postcard) inizierà con una scena in cui gli artisti che osserveranno una cartolina dall’Austria, ripresi nel loro Paese d’origine. La telecamera poi “entrerà” nella cartolina, trasformando lo scenario nel paesaggio austriaco raffigurato e improvvisamente gli artisti si ritroveranno immersi nel paesaggio austriaco, completamente immersi nel mondo della cartolina.Alla fine del breve filmato, i partecipanti poseranno per un selfie con lo sfondo austriaco. L’inquadratura si bloccherà, la telecamera si allontanerà e la Cartolina verrà appesa al muro.
Le cartoline non saranno solo contenuti televisivi, verranno anche realizzati come vere e proprie cartoline fisiche, così che i fan possano collezionarle e spedirle in tutto il mondo, diventando un simpatico souvenir di Vienna 2026.
Le riprese delle Cartoline sono iniziate a ottobre, per catturare l’Austria nel maggior numero possibile di stagioni. E per Vienna 2026, la Cartolina ha anche un riferimento storico: la prima ‘cartolina di corrispondenza’ (correspondence card) fu inviata dall’Austria-Ungheria nel 1869 dal carinziano Emanuel Herrmann. Con questo concept, ÖRF non mira solo a stabilire nuovi standard nella progettazione creativa, ma anche a rendere omaggio alla storia del ‘cartolina di corrispondenza’ (correspondence card) sul più grande palcoscenico musicale del mondo.

Prime informazioni sulla vendita dei biglietti (Ticket Sales). Dopo il successo riportato nell’Eurovision Song Contest 2015, ospitato anch’esso a Vienna, che registrò 100.000 spettatori in 9 show sold-out, l’ÖRF ha confermato un sistema di vendita regolato e sicuro.
L’esperienza dimostra che l’interesse per i biglietti per gli spettacoli è enorme. È quindi essenziale per garantire un processo di vendita dei biglietti regolamentato, equo e sicuro, verrà utilizzato un collaudato sistema di biglietteria a più fasi, simile a quelli impiegati in altri grandi eventi. La vendita dei biglietti inizierà con una fase di registrazione obbligatoria, durante la quale i fan dovranno registrarsi per essere autorizzati all’acquisto successivo dei biglietti. Accesso ai ticket solo per chi completa la registrazione ufficiale. L’obiettivo della registrazione è garantire un equo accesso ai biglietti e impedire ‘acquisti bot’ (bot purchases) o rivendite commerciali.
Solo chi seguirà la procedura ufficiale può essere certo di acquistare biglietti validi ed evitare siti web falsi.
Informazioni dettagliate sulla vendita dei biglietti e sulle registrazioni saranno pubblicate lunedì 24 novembre 2025 sui siti web e sugli account social media dell’Eurovision Song Contest e dell’ÖRF.
I biglietti per i tre spettacoli: le due semi-finali e la finale, e le prove generali saranno disponibili per l’acquisto solo nella seconda fase, ancora segreta.
Volontari (Volunteers). Dietro ogni Eurovision Song Contest ci sono migliaia di persone. Tra i più importanti ci sono i volontari, essenziali per il perfetto svolgimento del più grande evento musicale dal vivo al mondo.
Anche per l’edizione 2026 il ruolo dei volontari sarà centrale. ÖRF è alla ricerca di un massimo di 800 volontari per Vienna 2026. Il processo di selezione inizierà a breve per tutti coloro che sono interessati a sostenere l’evento con il loro impegno volontario. Si cercano volontari adulti, altamente motivati, di tutte le età, con interessi diversificati e una buona conoscenza del tedesco e dell’inglese.
I selezionati ricopriranno diversi ruoli dal 1° al 17 maggio 2026, in diverse sedi, tra cui il Media Centre e gli sportelli informativi (Information Desks) della Wiener Stadthalle, l’Eurovision Village a Rathausplatz e l’aeroporto di Vienna.
La procedura di registrazione per i volontari inizia lunedì 1 dicembre 2025 sul sito web songcontest.ORF.at. Gli interessati possono già pre-registrarsi direttamente sul sito web per ricevere informazioni sull’inizio ufficiale del periodo di registrazione.
Sostenibilità e accessibilità all’Eurovision Song Contest. L’Eurovision Song Contest è il più grande evento musicale dal vivo al mondo, il che comporta una grande responsabilità. ÖRF, con la sua organizzazione, intende dimostrare che intrattenimento di livello mondiale e tutela del clima vanno di pari passo. L’emittente pubblica austriaca si propone di organizzare l’Eurovision Song Contest 2026 secondo i criteri di due marchi ecologici austriaci: ‘Green Event’ e ‘Green Producing in Film and Television’.
ÖRF punta alla doppia certificazione Ecolabel. Nel 2015, l’Eurovision Song Contest di Vienna ha stabilito nuovi standard ed è diventato il primo concorso di questa portata in Europa a ricevere l’Ecolabel austriaco ‘Green Event’. Questo lavoro pionieristico, così come gli insegnamenti tratti da esso, hanno portato allo sviluppo dello standard riconosciuto a livello internazionale ‘Green Producing in Film and Television’.
ÖRF è consapevole che un evento di questa portata ha inevitabilmente un impatto ambientale. Tuttavia, l’obiettivo è mantenere l’impronta di CO₂ il più bassa possibile. Pertanto, l’attenzione si concentra su quattro aree: energia, mobilità, rifiuti e approvvigionamento sostenibile.
Per il concept illuminotecnico della show, ÖRF seguirà i rigorosi requisiti della certificazione ‘Green Producing’. L’elettricità della Wiener Stadthalle proviene in gran parte dal proprio impianto fotovoltaico e non sono presenti generatori di riserva costantemente in funzione. Le consegne dei materiali sono pianificate in modo efficiente. Verranno impiegate esclusivamente aziende di catering con certificazione ambientale, che utilizzano alimenti di stagione, biologici e prodotti in modo equosolidale. Saranno inoltre iinstallati sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti di facile utilizzo.
I revisori indipendenti dell’Ecolabel austriaco, incaricati dal Ministero Federale dell’Agricoltura, delle Regioni e del Turismo, verificano il rispetto di tutti i criteri. Anche la Wiener Stadthalle è certificata EMAS. Tutte le conoscenze acquisite saranno documentate e trasmesse al Paese vincitore come linee guida.
Accessibilità e inclusione. L’Eurovision Song Contest è un evento per tutti. Di conseguenza, l’inclusione e l’accessibilità in tutti gli ambiti degli eventi legati al concorso sono di grande importanza per ÖRF, che mira a dare un segnale forte alle persone con disabilità: nella programmazione, alla Wiener Stadthalle e durante le proiezioni pubbliche.
Una pietra miliare nella progettazione di un concorso canoro accessibile era già stata raggiunta a Vienna nel 2015. All’epoca, per la prima volta, i brani partecipanti venivano trasmessi con la lingua dei segni internazionale. Quella che all’epoca era una novità assoluta è ormai diventata una consuetudine. Nel 2026, ÖRF riprodurrà tutti i brani con la lingua dei segni e li offrirà a tutte le emittenti partecipanti per la trasmissione.
Inoltre, ÖRF trasmetterà naturalmente tutti gli spettacoli dal vivo su ORF ON in un formato accessibile, con sottotitoli e traduzione nella lingua dei segni austriaca per le persone con problemi di udito e con audiodescrizione per le persone con disabilità visive.
Il Direttore Generale dell’ÖRF, Roland Weißmann, ha riassunto gli annunci della giornata: “La 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest è qualcosa di davvero speciale. Stiamo lavorando a pieno ritmo per ispirare tutta l’Europa, offrire spettacoli unici e creare un festival per tutti. Puntiamo sull’unità e vogliamo creare momenti speciali.”
L’Eurovision Song Contest 2026 sarà la 70ª edizione dell’annuale concorso canoro. Il concorso si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con la canzone “Wasted Love” nell’edizione precedente; sarà la terza edizione a svolgersi nella capitale austriaca, dopo quelle del 1967 e 2015.
La decisione sulla partecipazione di Israele è ancora in sospeso. Ma i preparativi per l’Eurovision Song Contest 2026 a Vienna sono già in pieno svolgimento e nonostante le misure di riduzione dei costi, l’Ente radiotelevisivo austriaco (ÖRF) ha annunciato uno spettacolo da record.
Si prevede che la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest stabilisca un record dei paesi partecipanti. Ciò significherebbe che più di 43 paesi dovrebbero partecipare. Il Direttore Generale dell’ÖRF, Roland Weißmann, ha dichiarato che dietro le quinte sono attualmente in corso sforzi diplomatici per raggiungere questo obiettivo: “Stiamo promuovendo la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest con il maggior numero possibile di paesi membri. E sono ottimista sul fatto che avremo un numero record di paesi partecipanti”.
Al momento i seguenti paesi hanno confermato la loro partecipazione: Albania, Australia, Austria, Azerbaigian, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Polonia, Regno Unito, Cechia, Romania, San Marino, Serbia, Svezia, Svizzera, Ucraina.
Paesi confermati, ma hanno problemi legati alla partecipazione di Israele: Finlandia, Irlanda, Islanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna. Nonostante un’iniziale conferma, la partecipazione di questi paesi è incerta dovuta a che non parteciperebbero all’edizione 2026 se a Israele sarebbe ancora consentito di prendere parte alla manifestazione canora, e che avrebbero atteso l’esito della prossima assemblea generale EBU-UER, prevista per il mese di dicembre, per prendere una decisione in merito alla propria partecipazione. Ulteriormente, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna, hanno dichiarato il ritiro dalla manifestazione qualora a Israele fosse stato ancora consentito di partecipare.
Il Belgio e il Portogallo hanno confermato la partecipazione alla manifestazione europea, ma non conferma la presenza dei due paesi all’evento internazionale: l’emittente pubblica belga francofona RTBF e l’emittente pubblica belga fiamminga VRT ha riferito che non hanno ancora ufficializzato la propria partecipazione, poiché sono ancora in corso trattative con l’EBU-UER riguardo al futuro del concorso. Si attende quindi una conferma ufficiale; mentre l’emittente pubblica portoghese RTP ha chiarito in una breve dichiarazione che anche se nel regolamento si stabilisce che la canzone vincitrice “rimane abilitata a rappresentare RTP all’Eurovision Song Contest”, che tale regolamento non conferma la presenza di RTP all’evento internazionale, aggiungendo che ulteriori precisazioni dovranno essere fornite dal dipartimento di comunicazione dell’emittente.
Mentre Armenia e Georgia, non hanno confermato la loro partecipazione. Si attende quindi una conferma ufficiale.
Inoltre, nonostante l’emittente pubblica macedone MRT ha inizialmente annunciato un possibile ritornola Macedonia del Nord al concorso per il 2027, citando le attuali difficoltà finanziarie e la necessità di concentrarsi sull’organizzazione di festival e competizioni locali, la stessa emittente ha dichiarato che una partecipazione effettiva all’edizione 2026 del concorso era ancora in discussione. Si attende quindi una conferma ufficiale.
Il Kazakistan e il Canada hanno manifestato il possibile debutto alla manifestazione, ma per entrambi paesi la partecipazione al concorso richiederebbe un invito diretto da parte dell’EBU-UER, poiché le due emittente sono attualmente membro associati all’ente paneuropeo; una situazione analoga si verifica annualmente con l’Australia, che partecipa all’Eurovision Song Contest su invito dell’EBU-UER, nonostante non sia un membro attivo dell’organizzazione.
Paesi non partecipanti: Andorra, Slovacchia, Bosnia ed Erzegovina, Russia e Bielorussia (in seguito all’espulsione a tempo indeterminato di tutte le emittenti televisive russe e bielorusse dall’EBU-UER, i due paesi non dispongono dei diritti di partecipazione e trasmissione del concorso canoro).
L’emittente pubblica israeliana IPBC, il 28 giugno 2025, ha confermato la partecipazione di Israele all’edizione 2026 del concorso. Tuttavia, in relazione allo scoppio della guerra Israele-Hamas, con la successiva invasione della striscia di Gaza delle forze armate israeliane, e sull’interferenza del governo israeliano sull’esito del televoto dell’edizione precedente (che ha visto la vittoria della proposta israeliana nel televoto nonché la seconda posizione nella classifica finale), ha portato diverse emittenti partecipanti a presentare ulteriori richieste all’EBU-UER per escludere Israele dal concorso. In particolare, le emittenti di Irlanda (RTÉ), Paesi Bassi (AVROTROS/NPO), Slovenia (RTV SLO) e Spagna (RTVE) hanno annunciato il loro ritiro dalla competizione nel caso Israele non sarà escluso, mentre altre emittenti hanno indicato la loro intenzione di partecipare a condizione che determinate condizioni siano soddisfatte dall’EBU-UER. A causa di ciò, il gruppo di controllo della manifestazione ha esteso la scadenza di conferma, prima della quale le emittenti possono ritirare l’intenzione di partecipazione senza incorrere in una sanzione finanziaria, dal 13 ottobre 2025 a metà dicembre per consentire un’ampia consultazione con le emittenti sulla partecipazione israeliana. Una riunione straordinaria in cui si sarebbe dovuta svolgere una votazione con tutte l’emittenti membri dell’organizzazione riguardante la partecipazione israeliana al concorso, si sarebbe dovuta svolgere nel mese di novembre, ma è stata annullata in seguito all’attuazione di un accordo di cessate il fuoco e di un piano di pace volto a porre fine alla guerra, posticipando la decisione alla prossima assemblea generale EBU-UER in programma nel mese di dicembre.
Come accennato prima, la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2026 sarà decisa il 4 e 5 dicembre 2025 durante l’Assemblea Generale dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER). Weißmann ha sottolineato la posizione dell’Austria. L’ESC è organizzato dalle emittenti pubbliche, non dai singoli paesi. Pertanto, Israele è una parte naturale dell’Eurovision Song Contest. Paesi che si erano precedentemente ritirati, come Bulgaria, Romania e Moldavia, sono confermati. L’interesse dell’Austria a partecipare ha spinto Weißmann a esclamare: “Evviva, evviva il Canada!”.
La 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con la canzone “Wasted Love” nell’edizione precedente; sarà la terza edizione a svolgersi nella capitale austriaca, dopo quelle del 1967 e 2015. See you in Vienna!
Aggiornamento: La crisi si aggrava, Spagna accusa l’Austria di politicizzare il concorso.
La crisi che circonda Eurovision Song Contest 2026 ha appena aggiunto un nuovo capitolo, con la Spagna che punta direttamente il dito contro il paese ospitante, l’Austria. José Pablo López, presidente dell’emittente pubblica spagnola RTVE, ha smentito qualsiasi tentativo di mediazione da parte della televisione austriaca ÖRF e ha accusato apertamente i suoi vertici di “politicizzare il concorso”, un colpo diretto nel bel mezzo della più grande tempesta istituzionale che l’EBU-UER abbia affrontato da decenni.
Il contesto. La situazione era già tesa, a pochi giorni dall’Assemblea Generale dell’EBU-UER, dove si deciderà il futuro della televisione israeliana KAN dopo la guerra a Gaza, il direttore generale dell’ÖRF, Roland Weißmann, aveva difeso pubblicamente la partecipazione di Israele, parlando di un “tempo di diplomazia” all’interno dell’organizzazione. Diplomazia che, a quanto pare, non ha incluso i paesi più preoccupati: Spagna, Irlanda, Islanda, Slovenia e Paesi Bassi.
Secondo i media austriaci, le dichiarazioni di Weißmann miravano a convincere le delegazioni riluttanti per evitare un’uscita storica di diversi paesi dal concorso. Ma RTVE ha risposto con un netto rifiuto.
L’accusa diretta della Spagna. “Qui non hanno chiamato”, ha affermato José Pablo López, smentendo completamente la presunta trattativa. E non si è fermato qui, lanciando un chiaro messaggio al paese ospitante: “Il presidente dell’ÖRF sì che si è incontrato con il presidente di Israele, così resta chiara la politicizzazione del concorso”.
Weißmann si era infatti recato a Gerusalemme all’inizio di novembre per incontrare Isaac Herzog e rappresentanti del canale KAN, un gesto che la Spagna considera incompatibile con il principio da sempre sostenuto dall’EBU-UER, in Eurovision Song Contest non competono i paesi, ma le televisioni pubbliche.
López ha sottolineato proprio questa contraddizione: “Non era un festival in cui non partecipano i paesi, ma le televisioni? Questo diceva l’UER” e ha chiuso con due parole emblematiche: “Senza complessi”.
La posizione di RTVE e le tensioni in Europa. La posizione di RTVE non è nuova, ma negli ultimi giorni si è indurita: la Spagna ha ribadito che non parteciperà a Vienna 2026 se Israele sarà tra i partecipanti, una posizione condivisa da altre televisioni europee che chiedono l’esclusione temporanea di KAN finché continuerà l’offensiva a Gaza.
Dall’altra parte, Austria, supportata pubblicamente dalla Germania, si presenta come principale difensore della continuità di Israele nel concorso, facendo pressione sull’UER affinché KAN rimanga nel festival nonostante le minacce di boicottaggio.
Il futuro di Eurovision Song Contest 2026. La votazione decisiva, o secondo fonti interne una risoluzione senza voto formale, arriverà all’inizio di dicembre. Sarà allora chiaro se Eurovision 2026 sarà ricordato come un’edizione storica per la sua celebrazione… o per la sua frattura interna.
Nel frattempo, Vienna si prepara con infrastrutture di alto livello e grandi ambizioni per il 70° anniversario del festival, ma se l’obiettivo è un’edizione senza polemiche, sembra chiaro che Eurovision Song Contest 2026 non sarà una semplice passeggiata sul Danubio.
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