
Fedez e Marco Masini assenti alla foto di rito di Sanremo 2026: spunta l’ipotesi di un trattamento di favore.
Il Festival di Sanremo 2026 non è ancora iniziato, ma le polemiche sono già al centro dell’attenzione mediatica. A far discutere è l’assenza di Fedez e Marco Masini dalla tradizionale foto di gruppo per TV, Sorrisi e Canzoni, appuntamento simbolico che ogni anno riunisce tutti gli artisti in gara.
Secondo quanto riportato da Dagospia e rilanciato dal giornalista Giuseppe Candela, i due cantanti avrebbero scattato la foto in anticipo, già domenica sera, a porte chiuse e senza incontrare il resto dei Big. Gli altri artisti sarebbero invece stati immortalati il giorno successivo, lunedì, alimentando il sospetto di un trattamento di favore.
L’assenza di Fedez e Masini non è passata inosservata neppure in tv. Durante il programma La Volta Buona, l’inviato Domenico Marocchi ha raccontato di aver presidiato per ore il retro dell’Ariston, notando come tutti i Big fossero presenti tranne loro due. Secondo alcune indiscrezioni, l’arrivo di Fedez a Sanremo con un jet privato potrebbe aver facilitato un accesso separato, evitando così l’incontro con gli altri artisti in gara.
Intanto, mentre monta la polemica, cresce anche il toto-vincitore di Sanremo 2026. Proprio il duo formato da Fedez e Marco Masini è considerato tra i principali favoriti, dopo il successo del loro duetto nella Serata delle Cover dello scorso anno. A contendergli la vittoria ci sarebbe Tommaso Paradiso, altro nome forte di questa edizione.
Grande attenzione anche alle voci femminili, con Arisa in cerca di un nuovo trionfo e Malika Ayane pronta a lasciare il segno. Non mancano i contrasti generazionali e stilistici: dalla raffinatezza di Levante e Serena Brancale all’energia pop di Elettra Lamborghini, fino al ritorno rap di J-Ax.
È ancora presto per fare previsioni definitive, ma una cosa è certa: Sanremo 2026 è già entrato nel vivo, tra polemiche, indiscrezioni e pronostici che promettono un’edizione ricca di colpi di scena.

Aggiornamento: La Rai smentisce ufficialmente il ritorno di Amadeus: nessun rientro nei piani editoriali. Stop ai rumors accesi da Fiorello e alle ipotesi su Sanremo.
Negli ultimi giorni si erano moltiplicate le voci su un possibile ritorno di Amadeus in Rai, ma a spegnere definitivamente ogni indiscrezione è arrivata una nota ufficiale di Viale Mazzini. L’azienda di servizio pubblico ha chiarito la propria posizione con parole nette: il rientro del conduttore non è previsto nei piani editoriali.
«In merito ad alcuni articoli di stampa usciti in questi giorni – pur ribadendo la stima professionale nei confronti del conduttore – Rai precisa che il suo ritorno non rientra nei piani editoriali dell’azienda», si legge nel comunicato. Una presa di posizione che chiude, almeno per ora, ogni spiraglio su un possibile riavvicinamento.
Ad alimentare le indiscrezioni era stato Fiorello, che in diretta su Rai Radio 2, con il consueto tono ironico de La Pennicanza, aveva parlato di un presunto ritorno di Amadeus in Rai. Una battuta diventata rapidamente “notizia”, anche grazie alle allusioni su nuovi format e a un improbabile ritorno a Sanremo.
Lo stesso Fiorello, chiamato nuovamente in causa, ha poi ridimensionato tutto con sarcasmo, ribadendo il carattere scherzoso delle sue affermazioni.
A raffreddare ulteriormente le speculazioni ci aveva pensato anche Pier Silvio Berlusconi. L’amministratore delegato di MFE-MediaForEurope ha definito “fantatelevisione” l’ipotesi di un approdo di Amadeus a Mediaset, ricordando come il conduttore sia attualmente sotto contratto con Discovery Italia e come i contratti non vengano annullati con facilità.
Il Festival di Sanremo 2024 ha rappresentato l’ultimo capitolo del lungo rapporto tra Amadeus e la Rai. Dopo 25 anni nell’azienda pubblica e cinque edizioni del Festival da direttore artistico e conduttore, culminate in ascolti record, Amadeus ha scelto di non rinnovare il contratto in scadenza nell’agosto 2024, intraprendendo una nuova avventura professionale con Discovery.
La smentita della Rai mette fine ai rumors su un ritorno imminente, ma lascia aperto il tema del futuro televisivo di Amadeus. I risultati ottenuti sul Nove non hanno finora replicato il successo degli anni Rai e il suo percorso resta tutto da definire. Per ora, però, una cosa è certa: il rientro in Rai non è all’orizzonte.
Aggiornamento: Carlo Conti torna a parlare di Sanremo 2026 e lo fa chiarendo fin da subito un punto fondamentale: il Festival non sarà guidato dall’ossessione degli ascolti. Interpellato da Askanews, il conduttore e direttore artistico ha spiegato di non sentire alcuna pressione legata ai numeri, ribadendo che, se fosse stato così, non avrebbe mai accettato di rimettersi alla guida della kermesse.
A margine della presentazione di una mostra dedicata ai manifesti storici del Mandela Forum di Firenze, Conti ha ricordato come il Festival abbia vissuto una crescita costante negli ultimi quindici anni, a partire proprio dalle sue prime edizioni fino ai successi delle gestioni di Claudio Baglioni e Amadeus. Proprio per questo, ha sottolineato, tornare oggi avrebbe avuto poco senso se il peso degli ascolti fosse stato un problema.
Per Carlo Conti l’obiettivo resta uno solo: la musica. «A me interessa che le canzoni diventino patrimonio di tutti, che vengano ascoltate in radio e che qualcuna possa restare nel tempo», ha dichiarato. Una visione che ribadisce la natura storica del Festival, inteso come vetrina della canzone italiana, non come una semplice competizione televisiva basata sugli share.
Guardando a Sanremo 2026, Conti si dice fiducioso e impaziente di arrivare a febbraio per dare il via a quello che definisce un vero e proprio “carrozzone”. L’auspicio è che il Festival possa continuare a essere un momento di incontro e di rilancio anche dal vivo, con artisti pronti a tornare sui palchi italiani dopo la manifestazione, come già accaduto negli ultimi anni.
Il messaggio è chiaro: Sanremo 2026 punterà sull’identità musicale, sulla qualità delle canzoni e sul piacere dello spettacolo, lasciando gli ascolti sullo sfondo.
Aggiornamento: Sanremo sta già lavorando per accogliere il 76° Festival della Canzone Italiana con un ricco programma di eventi collaterali che coinvolgeranno radio, editori, social media e attività di intrattenimento aperte gratuitamente a cittadini e turisti. La Giunta ha definito le location e le modalità di utilizzo degli spazi pubblici durante la settimana del Festival, in programma dal 24 al 28 febbraio 2026.
Ancora una volta il Villaggio delle Radio verrà allestito lungo corso Imperatrice, nel tratto sottostante il Casinò, tra corso degli Inglesi e il civico 14. L’area, estesa per circa 120 metri e chiusa temporaneamente al traffico veicolare, ospiterà truck e motorhome radiofonici di rilevanza nazionale, oltre a spazi dedicati a editori e social media, con una quota riservata anche alle realtà locali e del territorio limitrofo. Confermata anche piazza Muccioli, che sarà destinata a un’emittente radiofonica nazionale con attività di intrattenimento e un progetto specifico di coinvolgimento degli istituti scolastici sanremesi, sulla scia del successo registrato nelle precedenti edizioni. Tra le nuove location individuate figurano inoltre una porzione di piazza Eroi Sanremesi, prospiciente la fontana dedicata a Siro Carli, e la spiaggia comunale dell’Arenella, in corso Trento Trieste, che ospiteranno iniziative aperte al pubblico.
La delibera prevede anche la possibilità di utilizzare ulteriori spazi cittadini, su indicazione dell’Assessore al Turismo, ampliando così l’offerta di eventi diffusi in città e rafforzando il progetto “Tra Palco e Città”. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato valorizzare l’immagine di Sanremo come “Città della Musica”, dall’altro generare ricadute economiche positive attraverso il canone unico patrimoniale e i corrispettivi legati alle convenzioni con i soggetti partecipanti. Per l’assegnazione degli spazi, il Comune pubblicherà un avviso esplorativo fino al 27 dicembre. Le proposte saranno valutate in base all’importanza mediatica dei soggetti, alla qualità dei progetti di intrattenimento, agli allestimenti, all’esperienza maturata in eventi analoghi e alle attività promozionali previste a favore della città.
Da ricordare che il 76° Festival di Sanremo 2026 si tiene al Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026 e viene trasmesso in diretta su Rai1, Radio2 e RaiPlay. 30 artisti in gara con 30 canzoni inedite, oltre alle consuete cover della quarta serata che anche quest’anno non contano per la classifica finale. Confermate le “Nuove Proposte”, con quattro artisti che si esibiscono in una gara separata per contendersi il titolo.
Olly ha vinto il Festival di Sanremo 2025 con “Balorda nostalgia”, in seconda posizione si è classificato Lucio Corsi con “Volevo essere un duro” e in terza posizione Brunori Sas con “L’albero delle noci”.
I 30 cantanti e le canzoni in gara a Sanremo 2026:
- Arisa – “Magica favola”
- Bambole di Pezza – “Resta con me”
- Chiello – “Ti penso sempre”
- Dargen D’Amico – “Ai ai”
- Ditonellapiaga – “Che fastidio!”
- Eddie Brock – “Avvoltoi”
- Elettra Lamborghini – “Voilà”
- Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
- Ermal Meta – “Stella stellina”
- Fedez & Masini – “Male necessario”
- Francesco Renga – “Il meglio di me”
- Fulminacci – “Stupida sfortuna”
- J-Ax – “Italia starter pack”
- LDA & Aka 7even – “Poesie clandestine”
- Leo Gassmann – “Naturale”
- Levante – “Sei tu”
- Luchè – “Labirinto”
- Malika Ayane – “Animali notturni”
- Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
- Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”
- Michele Bravi – “Prima o poi”
- Nayt – “Prima che”
- Patty Pravo – “Opera”
- Raf – “Ora e per sempre”
- Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
- Samurai Jay – “Ossessione”
- Sayf – “Tu mi piaci tanto”
- Serena Brancale – “Qui con me”
- Tommaso Paradiso – “I romantici”
- Tredici Pietro – “Uomo che cade”
I conduttori. Carlo Conti è il conduttore e direttore artistico di Sanremo 2026.
Il Dopofestival. È Nicola Savino a condurre il “Dopofestival” che torna su Rai1 dal 24 al 27 febbraio, alla fine di ogni serata del Festival.
Il PrimaFestival. Il PrimaFestival, in onda subito dopo il Tg1 delle 20, introdurrà la serata e sarà condotto da Ema Stokholma, Manola Moslehi e Carolina Rey.
Il Suzuki Stage. Daniele Battaglia sarà il conduttore del Suzuki Stage, il palco di piazza Colombo.
Le Nuove Proposte. Le Nuove Proposte in gara a Sanremo 2026 sono 4: i primi 2 artisti classificati di Sanremo Giovani 2025 (Angelica Bove e Nicolò Filippucci) e i 2 artisti provenienti da Area Sanremo (Blind, El Ma & Soniko e Mazzariello) che sono stati selezionati dalla Commissione musicale Rai.
Gianluca Gazzoli, già conduttore di Sanremo Giovani, affiancherà sul palco Carlo Conti durante la gara delle Nuove Proposte a Sanremo 2026.
Nell’edizione 2025, Settembre ha vinto la gara delle Nuove Proposte superando in finale Alex Wyse.
Il programma delle 5 serate di Sanremo 2026.
Già dalla prima serata, martedì 24 febbraio, ascoltiamo tutte e 30 le canzoni in gara. Nella seconda e terza serata (mercoledì 25 e giovedì 26 febbraio), si esibisce solo la metà (15) degli artisti in gara. Durante la seconda serata, le 4 Nuove Proposte si sfideranno in una doppia sfida che porterà in finale le 2 canzoni vincenti. La finale tra le 2 Nuove Proposte rimaste in gara si terrà durante la terza serata e verrà proclamato il vincitore della categoria Nuove Proposte.
Nella quarta serata di venerdì 14 febbraio, tradizionalmente dedicata alle cover, i 30 artisti in gara dovranno esibirsi insieme ad artisti loro ospiti (compresi tra questi anche “gruppi”) di conclamata fama (italiani o stranieri) con una canzone scelta tra i brani facenti parte del repertorio italiano o internazionale e pubblicati entro il 31 dicembre 2025. Verrà poi proclamato il vincitore delle serata Cover.
Nella quinta serata, la Finale, si esibiranno i 30 cantanti in gara e verrà stilata una classifica delle prime 5 posizioni (comunicate senza ordine di piazzamento) che porteranno a una nuova votazione per decretare il vincitore del Festival.
Il regolamento di Sanremo 2026 – Giurie, votazioni e classifiche.
- Si confermano tre le giurie che determineranno le classifiche della competizione, ma al Televoto e alla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web si aggiunge una Giuria delle Radio.
- Durante la prima serata le 30 canzoni in gara verranno votate dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e saranno comunicate al pubblico le canzoni nelle prime 5 posizioni in classifica senza ordine di piazzamento.
- Nel corso della seconda e della terza serata le canzoni in gara (15 per serata) saranno invece votate dal pubblico attraverso il Televoto e dalla Giuria delle Radio. In queste serate verrà comunicata la classifica delle prime 5 posizioni senza ordine di piazzamento.
- Nel corso della quarta serata, la serata dedicata alle Cover, i 30 Artisti in gara saranno votati da tutte e 3 le Giurie: dal pubblico con il Televoto (34%), dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web (33%) e dalla Giuria delle Radio (33%) e sarà proclamato il vincitore di serata.
- Nella finalissima, la quinta serata, verranno reinterpretate nuovamente tutte le 30 canzoni in gara, votate dalle 3 giurie e, al termine delle esibizioni, verranno cumincate le prime 5 posizioni in classifica senza ordine di piazzamento. Si procederà a una nuova votazione da parte delle tre giurie (Televoto, Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e Giuria delle Radio) dei primi 5 brani per poi arrivare al podio e alla proclamazione della canzone vincitrice del Festival. I voti si sommeranno a quelli delle votazioni precedenti. Verranno proclamate anche le canzoni classificatesi seconda, terza, quarta e quinta.
La corsa al posto all’Ariston costa di più, ecco una guida ragionata (e senza sorprese) ai nuovi prezzi e a come comprare i biglietti.
Il Comune di Sanremo, d’intesa con la Rai, ha ritoccato verso l’alto il listino, con un aumento medio del 20% rispetto allo scorso anno. Una scelta che fotografa la trasformazione del Festival più popolare d’Italia in un’esperienza sempre più contesa, regolata dalla domanda e da una capienza che, per quanto iconica, resta limitata.
Il 76° Festival di Sanremo si svolgerà da martedì 24 a sabato 28 febbraio 2026, in diretta su Rai 1, Radio2 e RaiPlay, con Carlo Conti alla guida come conduttore e direttore artistico. Lo spostamento a fine febbraio — rispetto alla consuetudine di inizio mese — è legato alla sovrapposizione con i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. Queste informazioni sono state confermate dal regolamento e dai canali ufficiali della Rai.
Dopo anni di sostanziale stabilità, il 2026 inaugura un nuovo livello tariffario. Ecco il dettaglio, confermato da più testate e dagli atti di Palazzo Bellevue.
- Platea (prime quattro serate, martedì–venerdì): 240 € a serata.
- Platea (serata finale, sabato): 875 €.
- Galleria (prime quattro serate): 132 € a serata.
- Galleria (serata finale): 430 €.
- Carnet 5 serate – Platea: 1.835 € (il carnet nessuno sconto).
- Carnet 5 serate – Galleria: 958 € (il carnet).
La chiave di lettura è esplicita: “è il mercato a imporre questi aumenti”, spiegano dal Comune di Sanremo, richiamando la richiesta elevatissima e la storica scarsità di posti disponibili all’Ariston. Sui social monta il malumore, ma il segnale è chiaro: assistere dal vivo alla kermesse è un privilegio sempre più “premium”.
Per acquistare i biglietti è necessario registrarsi sul sito sanremo2026rai.vivaticket.it dal 22 dic 2025 all’8 gennaio 2026. I spettatori saranno selezionati casualmente (con notaio) e riceveranno comunicazione via email tra il 15 gen e il 3 feb 2026.
Quanto è l’aumento rispetto al 2025. Il salto è tracciabile numeri alla mano:
Platea, serate 1–4: da 200 € a 240 €.
Galleria, serate 1–4: da 110–120 € a 132 € (a seconda delle fonti, la base 2025 oscillava tra 110 e 120 €).
Finale in platea: da 730 € a 875 €.
Finale in galleria: da 360 € a 430 €.
In media, un +20% che spinge verso l’alto il costo d’accesso, soprattutto per l’ultimo atto del sabato.
Il Teatro Ariston non è un’arena modulabile: la sua capienza massima “a teatro” è attorno ai 2.000 posti, con 1.242 in platea, 662 in galleria e 96 nei palchi. Tradotto: ogni sera l’offerta di sedute è rigidamente finita e la pressione della domanda fa il resto. A ciò si aggiungono i costi vivi di noleggio della struttura per il triennio 2026–2028, per cui il Comune di Sanremo ha approvato un impegno complessivo di oltre 8,4 milioni di euro (IVA inclusa): 2,781 milioni per il 2026, 2,832 per il 2027, 2,883 per il 2028. Una parte di questa copertura deriva dal corrispettivo che la Rai riconoscerà al Comune nell’ambito della convenzione.
Questi numeri aiutano a contestualizzare il listino: la macchina organizzativa del Festival — fra palinsesto, logistica, allestimenti, sicurezza e location — è un cantiere ad altissima complessità, che riflette nei biglietti l’aumento generalizzato dei costi e la rarità del bene “posto all’Ariston”.
Ad oggi (19 dicembre 2025) le modalità di acquisto dei biglietti per il 2026 non sono ancora state annunciate in via ufficiale. Tuttavia, è plausibile che la procedura ricalchi da vicino quella del 2025, basata su: una pre-registrazione online in una finestra temporale definita; una selezione casuale (lotteria) tramite software alla presenza di un notaio; l’invito all’acquisto (massimo due biglietti per persona) da parte del fornitore del servizio biglietteria, entro termini prefissati.
Nel 2025, per esempio, la pre-registrazione era aperta dal 19 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025, e gli aventi diritto sono stati selezionati e invitati all’acquisto dal 13 al 27 gennaio 2025. Se il modello venisse confermato, è lecito aspettarsi una tempistica analoga tra fine dicembre 2025 e gennaio 2026. In ogni caso, meglio diffidare di qualsiasi voce non proveniente dai canali ufficiali di Rai e Teatro Ariston.
La composizione della sala conta. La platea (fino a 1.242 posti) garantisce prossimità al palco, riprese “televisive” più immersive e un impatto acustico che molti ritengono superiore. La galleria (662 posti) è la soluzione più “popolare” (entro i prezzi del Festival), con una visione più ampia della scena. La scelta è anche strategica: nelle serate “centrali” (mercoledì e giovedì) l’equilibrio tra qualità dell’esperienza e prezzo può essere più favorevole.
Il carnet 5 serate compatta l’esperienza ma non il prezzo: in platea costa 1.835 €, in galleria 958 €. Non c’è sconto rispetto alla somma delle singole serate. In pratica si paga la comodità di avere tutto il Festival garantito, a fronte di un esborso importante e della gestione logistica (alloggi, spostamenti, giorni di ferie).
La notizia del rialzo ha polarizzato i commenti. Da un lato, l’argomento “mercato”: pochi posti, domanda enorme, prezzi che inseguono il valore percepito del “live” all’Ariston. Dall’altro, l’obiezione sociale e culturale: una kermesse finanziata anche dalla pubblicità e a forte ruolo di servizio pubblico dovrebbe mantenere una soglia di accesso più inclusiva. Nel frattempo, ci sono segnali concreti: già nel 2025 le richieste per i biglietti di “Domenica In” post-Finale avevano sfiorato quota 5.000, il triplo dell’anno precedente — un piccolo termometro del desiderio di “esserci” in Riviera.
Ogni annuncio sui biglietti innesca un effetto domino sul turismo: le strutture ricettive di Sanremo e dintorni vedono crescere le richieste con settimane (se non mesi) d’anticipo e tariffe che, nella settimana del Festival, possono impennarsi. Alcune testate segnalano punte di rialzo molto marcate durante i giorni clou: una variabile da mettere a budget se si pianifica l’esperienza completa.
Non si paga solo la sedia. Il valore del biglietto incorpora la promessa di uno show costruito con cura — e aspettative — altissime: 30 Big selezionati da Carlo Conti (inizialmente previsti 26, poi aumentati a 30), serate tematiche, orchestra, una macchina televisiva che gestisce in diretta cinque prime serate consecutive. La line-up dei Campioni è stata svelata al Tg1 il 30 novembre 2025, con la promessa (esplicitata dallo stesso Conti) di un Festival che fotografi la varietà della produzione italiana tra debutti e ritorni.
Se cercate l’esperienza “una volta nella vita”, la platea della finale è l’apice — ma a un prezzo che ormai parla il linguaggio degli eventi premium. Se puntate al miglior rapporto qualità/prezzo, le prime quattro serate offrono musica, ritmo e colpi di scena con un esborso più gestibile, soprattutto in galleria. In ogni caso, la variabile decisiva resta una: la fortuna al sorteggio (se confermato), perché all’Ariston i posti sono — e resteranno — pochi rispetto alla domanda.
Il Festival, del resto, vive anche di questo paradosso: è l’evento più “pop” della televisione italiana, ma dal vivo è un club esclusivo da circa 2.000 persone a sera. Una contraddizione che ne alimenta, da sempre, il fascino.
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