
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov (Сергей Лавров) allontana il ritorno della Russia all’Eurovision Song Contest e critica duramente il concorso, parlando di “criteri di satanismo manifesto”.
Il ritorno della Russia all’Eurovision Song Contest è estremamente lontano e di fatto escluso nel breve e medio termine, come confermato ufficialmente dalla stessa European Broadcasting Union (EBU). Nonostante recenti dichiarazioni dei vertici dell’organizzazione abbiano riaperto un dibattito teorico, la situazione reale vede una chiusura totale a causa della mancanza di requisiti fondamentali da parte di Mosca.
La Russia sembra sempre più distante da un possibile ritorno all’Eurovision Song Contest. A spegnere le recenti indiscrezioni è stato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov (Сергей Лавров), che ha criticato apertamente il contest europeo durante una conferenza stampa successiva all’incontro con il ministro degli Esteri della Guinea Equatoriale.
Le dichiarazioni arrivano dopo le aperture espresse da Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, che nelle scorse settimane aveva lasciato intendere che un futuro rientro della Russia nella competizione non fosse da escludere. Una possibilità che Lavrov ha però respinto con toni molto duri.
Il supervisore esecutivo dell’ESC, Martin Green, ha recentemente sollevato polemiche spiegando che il ban della Russia non è legato direttamente alla guerra in Ucraina, bensì al fatto che le sue emittenti non sono in grado di dimostrare alcuna indipendenza dal Cremlino, violando i regolamenti stringenti sui media del servizio pubblico.
Secondo il ministro russo, Mosca “non tollererebbe i criteri che oggi determinano la partecipazione all’Eurovision”, arrivando a definire il concorso legato a forme di “satanismo manifesto”. Parole che segnano una netta presa di distanza culturale e politica dall’evento organizzato dall’European Broadcasting Union – EBU-UER.
Lavrov ha inoltre sottolineato come la Russia si senta oggi più vicina a realtà internazionali come BRICS e Shanghai Cooperation Organisation, considerate promotrici di valori tradizionali e del patrimonio culturale nazionale.
Nel discorso è stato citato anche Intervision, il progetto musicale sostenuto da Mosca come alternativa culturale all’Eurovision Song Contest. Secondo Lavrov, il concorso avrebbe l’obiettivo di valorizzare musica e tradizioni artistiche dei Paesi partecipanti.
La Russia è esclusa dall’Eurovision Song Contest dal 2022, anno dell’invasione dell’Ucraina. Dopo la sospensione, le emittenti statali russe (come Channel One e VGTRK) hanno lasciato l’EBU-UER, rendendo di fatto impossibile la partecipazione del Paese alla manifestazione europea.
Di fronte all’estromissione permanente dall’Eurovision Song Contest, il governo russo ha intrapreso una strada alternativa autonoma. Il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto per far rinascere l’Intervision Song Contest, un festival musicale di epoca sovietica concepito come il diretto rivale dell’Eurovision Song Contest e destinato ai soli paesi considerati geopoliticamente “alleati” della Russia.
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