
Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato per una delle decisioni più attese del calendario dell’Eurovision Song Contest. La sfida per diventare la città ospitante dell’Eurovision Song Contest 2026 è ormai giunta alle battute finali e vede fronteggiarsi due sole candidate: Vienna e Innsbruck. Dopo la vittoria di JJ all’ultima edizione, l’Austria si prepara a organizzare il più grande evento musicale europeo, che si terrà a maggio 2026.
Secondo il quotidiano austriaco Kurier, la città ospitante dell’Eurovision Song Contest 2026 sarà rivelata mercoledì 20 agosto 2025 e non l’8 agosto 2025 com’era previsto, ponendo fine a mesi di speculazioni ed eccitazione.
La decisione finale spetta ora a Vienna e Innsbruck, le due città rimanenti che hanno presentato ufficialmente la propria candidatura per ospitare l’Eurovision Song Contest 2026 dopo la vittoria dell’Austria nell’edizione del 2025. Entrambe le città offrono punti di forza convincenti. Vienna, centro culturale con una comprovata esperienza, avendo ospitato l’Eurovision Song Contest nel 1967 e nel 2015, offre infrastrutture di livello mondiale e un riconoscimento internazionale. D’altra parte, Innsbruck rappresenta un’alternativa fresca e dinamica, vantando un’arena all’avanguardia con uno splendido scenario alpino e una solida tradizione nell’ospitare grandi eventi internazionali come le Olimpiadi invernali. Sebbene ciascuna città incarni una visione distinta dell’esperienza dell’Eurovision Song Contest, solo una avrà l’onore di diventare la capitale musicale europea il prossimo maggio.
Stando a quanto pubblicato da Kurier, la decisione finale sarà comunicata dall’ÖRF nella seconda metà di agosto. I sindaci di Vienna e di Innsbruck riceveranno la notizia per telefono tra le 7:00 e le 8:00 CEST del mattino. Questa comunicazione personale dovrebbe avvenire prima che la notizia venga resa pubblica, in modo che entrambi i leader comunali la sentano direttamente dalla fonte.
Poco dopo, verso le 8:30, la città prescelta verrà ufficialmente annunciata in diretta radiofonica radiofonica su Ö3, durante il popolare programma radiofonico mattutino di Ö3, Ö3-Wecker, seguita da una conferenza stampa ufficiale nel pomeriggio.
Inoltre, ÖRF suggerisce che la finale dell’Eurovision Song Contest 2026 potrebbe svolgersi il 16 maggio 2026 (12 maggio 2026 e 14 maggio 2026, prima e seconda semifinale) o il 23 maggio 2026 (19 maggio 2026 e 21 maggio 2026, prima e seconda semifinale). Pertanto, si stanno valutando le seguenti opzioni per il calendario dell’Eurovision Song Contest 2026.
Sempre secondo kurier ÖRF ha già concluso i negoziati con le città candidate, nel più assoluto riserbo. L’emittente pubblica austriaca ha tenuto ampie discussioni dopo la presentazione delle loro proposte.
Entrambe le città hanno presentato i propri dossier all’ÖRF, che sta conducendo trattative sotto stretta riservatezza. I progetti e i budget rimangono segreti, ma i criteri di scelta saranno legati soprattutto alla solidità organizzativa e finanziaria.
Vienna punta sulla sua esperienza e infrastruttura. La città vorrebbe ospitare il concorso per la terza volta (le precedenti 1967 e 2015), con lo slogan “Europe, shall we dance?”. La sede dello show sarebbe la Wiener Stadthalle che, con la sua capacità di 16.000 posti, ha già ospitato l’Eurovision Song Contest nel 2015, un’ottima rete di trasporti, che può essere raggiunta voli diretti da 195 destinazioni e con ottimi collegamenti ferroviari ed ha una grande capacità ricettiva di 82.000 posti letto.
Innsbruck, dal canto suo, si presenta con un progetto sostenuto da un forte gioco di squadra locale, con lo slogan “Europe, shall we dance?”. La sede proposta per l’Eurovision Song Contest 2026 è l’Olympiahalle, che ha una capacità di 12.000 spettatori ed è a soli 15 minuti a piedi dal centro. Nelle vicinanze ci sono Tivoli Stadium e la Kleine Eishalle. L’Eurovision Village sarebbe sulla Landestheaterplatz, nel cuore della città vecchia. Con oltre 23.000 strutture ricettive e 340.000 letti, e quasi 40 milioni di visitatori/anno, la regione punta su ospitalità e qualità.
Secondo Michael Krön, produttore esecutivo di ÖRF per l’ESC, la sfida resta ‘aperta’: “Entrambe le città hanno presentato candidature eccellenti, con grande professionalità”.
Che si tratti del fascino imperiale di Vienna o dello spirito alpino di Innsbruck, una città sta per diventare il cuore pulsante del programma radiofonico più amato d’Europa, e scopriremo molto presto di quale si tratta. Qualunque sarà la scelta, l’Austria promette uno spettacolo memorabile, con una finale seguita da oltre 170 milioni di spettatori in tutto il mondo.
Da ricordare che con la vittoria del cantante austriaco JJ con “Wasted Love” alla 69ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2025 che si è svolto presso la St. Jakobshalle a Basilea, in Svizzera, dal 13 al 17 maggio 2025, la competizione europea torna in Austria per la terza volta nella storia. Il paese dell’Europa centrale aveva già trionfato all’evento musicale nel 1966 con l’artista Udo Jürgens e il brano “Merci, Chérie” e, più recentemente, nel 2014 con Conchita Wurst e il suo inno “Rise Like a Phoenix”.
Sarà la terza edizione della manifestazione a svolgersi in Austria, in un clima di tensione e malcontento generale. L’ÖRF si trova ad affrontare un’edizione complessa, piena di sfide e dalla quale ci si aspettano cambiamenti e soluzioni da parte dell’EBU-UER. Con l’attenzione rivolta al sistema di Televoto, influenzato dal complesso contesto geopolitico e dalle guerre in corso, per il secondo anno consecutivo il voto degli spettatori è stato manipolato da Israele.
Inoltre, gli scarsi risultati nei Balcani mettono a repentaglio la partecipazione del Montenegro, che torna nel 2025 dopo due anni di assenza. A tutto questo si aggiungono i rifiuti di Paesi di lunga data come Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Macedonia del Nord, Romania e Turchia.
A tutto questo si aggiungono gli scarsi risultati e la mancanza di interesse da parte di Repubblica Ceca e Australia, che non riescono ad arrivare alla finale da diversi anni.
Nel 2026, l’Eurovision Song Contest celebrerà il suo 70° anniversario in un momento complesso, in cui le emittenti radiotelevisive cercano di apportare cambiamenti per renderlo di nuovo un evento inclusivo e recuperarne i valori.
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