
Marco Mengoni apre uno spiraglio sul suo possibile ritorno al Festival di Sanremo 2026.
Marco Mengoni potrebbe tornare al Festival di Sanremo 2026. Il cantante di “Due vite”, reduce da anni di trionfi artistici, non ha escluso la possibilità di rimettere piede sul palco dell’Ariston. E le sue parole al TG1 hanno già acceso l’entusiasmo dei numerosi estimatori.
Marco Mengoni sta vivendo un periodo di enorme fermento. Dal 19 novembre a metà dicembre sarà in tour in tutta Europa: Ginevra, Stoccarda, Zurigo, Francoforte, Londra, Monaco e Madrid sono solo alcune delle tappe che lo vedranno protagonista davanti al pubblico internazionale. Nel frattempo, l’artista ha stupito pubblicando un nuovo singolo natalizio in inglese, Coming Home, ma le sorprese potrebbero non essere finite.
Marco Mengoni non chiude affatto la porta a un ritorno al Festival di Sanremo nel febbraio 2026. Intervistato dal Tg1, il cantante ha lasciato intendere che l’idea non è così lontana: “Quante vite in sedici anni di carriera? Una, ma molto intensa e quindi adesso aspetto la seconda. Tornare al Festival di Sanremo? Perché no?! Dipende sempre dal progetto. Io sono sempre quello dell’ultimo momento, quindi non lo so. Ma mai dire mai”.
Una risposta che non conferma, ma nemmeno smentisce. E che basta a far salire l’attesa dei fan: Mengoni tornerà davvero sul palco che gli ha regalato alcune delle sue esibizioni più amate? Per ora, il “mai dire mai” resta la porta migliore da tenere socchiusa. La risposta lascia spazio all’immaginazione, e alimenta l’attesa in vista dell’annuncio ufficiale dei Big in gara.
La storia di Marco Mengoni è intrecciata da sempre a quella del Festival. Il suo debutto all’Ariston avvenne nel 2010 con Credimi ancora, brano che gli valse il terzo posto. Tre anni dopo arrivò la consacrazione definitiva con la vittoria di “L’essenziale”.
Nel 2014 è tornato come ospite speciale, interpretando Io che amo solo te di Sergio Endrigo, mentre nel 2023 ha conquistato nuovamente il primo posto con Due vite. Nella successiva edizione del 2024, invece, ha affiancato la conduzione della prima serata della 74ª edizione, aggiungendo un nuovo capitolo al suo rapporto con la kermesse.
Alla domanda su un eventuale ritorno nel 2026, Mengoni non ha chiuso la porta, lasciando aperta ogni ipotesi. “Mai dire mai”, ha ribadito, suggerendo che la decisione finale potrebbe arrivare all’ultimo momento, come già accaduto in passato.
Per ora non ci sono conferme ufficiali, ma che si tratti di un ritorno in gara o di un’ospitata, Marco Mengoni resta una delle presenze più attese del prossimo Festival: vedremo se deciderà – o meno – di calcare veramente il palcoscenico del Teatro Ariston.

Aggiornamento: Laura Pausini unica co-conduttrice al Festival di Sanremo 2026?
Laura Pausini alza l’asticella e pone una condizione chiara per salire sul palco del Festival di Sanremo 2026: essere l’unica co-conduttrice al fianco di Carlo Conti.
Una richiesta che, secondo più fonti concordanti, sta rallentando la trattativa con la Rai.
Le indiscrezioni arrivano dal settimanale «Oggi», attraverso il giornalista Alberto Dandolo, e sono state riprese da diverse testate. La cantante avrebbe accettato di affiancare Conti solo a fronte di un ruolo esclusivo, senza altre figure femminili coinvolte nelle cinque serate del festival.
Il conduttore, però, non sarebbe pronto a rinunciare al format che negli anni ha caratterizzato la sua direzione artistica: una conduzione corale, con più donne sul palco in alternanza. Secondo i rumor, la posizione di Pausini avrebbe messo in discussione l’intero assetto previsto per la 76ª edizione.
Per la cantante, tornare all’Ariston non è un passaggio casuale: nel 1993 vinse la sezione Giovani con «La solitudine» e, negli anni, ha consolidato un profilo internazionale che renderebbe la sua presenza un valore forte per la Rai. Tuttavia, la richiesta di esclusività costringe la produzione a una scelta netta.
La tempistica apre ulteriori pressioni: la cantante ha già annunciato l’«Io Canto World Tour», al via il 27 marzo 2026 da Pamplona, lasciando febbraio libero per un eventuale impegno sanremese.
La Pausini prosegue i preparativi del tour mondiale, con focus sulla produzione dei nuovi show. In attesa della decisione definitiva della Rai, la cantante resta disponibile alla co-conduzione, ma solo alle sue condizioni: ruolo unico, presenza continuativa e massima centralità sul palco dell’Ariston.
Aggiornamento: Con un tweet pubblicato su X la cantante Laura Pausini ha smentito le voci circolate su di lei e la sua possibile partecipazione al festival di Sanremo 2026.
Non bastava la querelle con Gianluca Grignani e neppure la difficile situazione con la cugina emersa a seguito della morte dello zio. Laura Pausini è finita al centro di un nuovo caso mediatico che riguarda Sanremo 2026 ma questa volta, stanca dei pettegolezzi, la cantante di Solarolo ha deciso di intervenire e sulla piattaforma X ha messo a tacere i gossip.
Al centro dell’ultimo caso, che vede protagonista Laura Pausini, c’è la sua presunta partecipazione al prossimo festival di Sanremo nei panni di co-conduttrice. Sulle pagine della rivista Oggi nella rubrica “I buoni, i belli, i cattivi” Alberto Dandolo ha fatto sapere che Carlo Conti vorrebbe Laura Pausini al suo fianco come co-conduttrice per tutte e cinque le serate, ma l’artista, secondo il magazine, avrebbe posto una condizione ben precisa: «Essere l’unica donna con questo ruolo a salire sul palco dell’Ariston». E l’aut aut che avrebbe messo in difficoltà il direttore artistico di Sanremo: «La condizione posta dalla cantante potrebbe rallentare le trattative con Conti, compromettere il buon esito». Per Laura non si tratterebbe della prima co-conduzione di un evento musicale importante: nel 2022 condusse al fianco di Mika e Alessandro Cattelan l’Eurovision Song Contest di Torino.
Mentre Carlo Conti ha evitato di commentare il gossip circolato sul web, Laura Pausini ha deciso di intervenire per mettere un freno alle speculazioni.
Stanca di finire sempre al centro di questioni delicate, soprattutto nel momento in cui si prepara a uscire con un nuovo album e ha annunciato il nuovo tour mondiale nel 2026, la cantante di Solarolo ha smentito la notizia con un tweet pubblicato sulla sua pagina X.
«Nel giorno in cui esco con un duetto con una donna poi, perché si inventano queste cattiverie? Perché così tante falsità su di me? Che nazione strana l’Italia», ha scritto Pausini, commentando un post nel quale si faceva riferimento proprio al suo presunto aut aut a Carlo Conti.

Aggiornamento: Carlo Conti studia un nuovo format (con tre figlie d’arte). Ed esplode la polemica.
Carlo Conti avrebbe scelto tre figlie d’arte per il suo Festival di Sanremo. Aurora Ramazzotti, Jolanda Renga e Anna Lou Castoldi saranno i volti e le voci del nuovo format in diretta streaming su Raiplay in cui saranno intervistati tutti i cantanti in gara.
Nomi, in attesa di conferma, che hanno già scatenato le polemiche sui social: «Conti ha scelto tre ragazze a caso…», dicono alcuni. Le tre prescelte, infatti, sono tutte già più o meno conosciute: Aurora è la figlia del cantante Eros Ramazzotti e della conduttrice di Canale 5 Michelle Hunziker; Jolanda è nata dall’amore tra l’attrice Ambra Angiolini e il cantante Francesco Renga, mentre Anna Lou fa la cantante ed è la figlia di Asia Argento, attrice e regista e del cantante Morgan.
Ma per chi ha memoria in materia di Festival canori non è la prima volta che succede di vedere al Teatro Ariston “figli di…”.
Era successo anche nel 1989: quell’anno condussero Rosita Celentano, Paola Dominguín, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi. “Venne definita – ricorda il settimanale Nuovo Tv – l’edizione dei figli d’arte e viene ricordata come la meno riuscita nella storia del Festival”.

Aggiornamento: Prefettura di Imperia, al via i preparativi per la sicurezza del Festival di Sanremo 2026.
Nella mattinata di oggi, presso la Prefettura di Imperia, si è tenuto un primo incontro concernente gli aspetti di safety e security relativi alla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, che si svolgerà dal 24 al 28 febbraio 2026.
All’incontro, presieduto dal Prefetto di Imperia Antonio Giaccari, hanno partecipato il Questore, dott. Andrea Nicola Lo Iacono, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Simone Martano, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Omar Salvini, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Ing. Amedeo Pappalardo, il Comandante della Capitaneria di Porto, C.F. Luigi Cuciniello, nonché i referenti di Rai Festival, Rai Produzione TV e Rai Pubblicità.
Nel corso della riunione sono stati esaminati, in via preliminare, i profili di sicurezza relativi allo svolgimento della manifestazione, e sono stati assunti i primi necessari raccordi operativi concernenti le misure da adottare in occasione dell’evento.

Aggiornamento: “- 100 a Sanremo 2026 e ancora non ho scelto una canzone.”, la rivelazione arriva dallo stesso conduttore e direttore artistico del prossimo Festival, rassicura tra il serio e il facetodi Conti “È tutto sotto controllo”.
Mancano 100 giorni al via di Sanremo 2026 e Carlo Conti ha pubblicato sui social una foto piuttosto eloquente; la domanda è d’obbligo? Chi parteciperà al prossimo Festival? Il dado è tratto, per Carlo Conti è il momento della scelta.
Lunedì 17 novembre 2025 è giorno della chiusura dei termini per la presentazione delle canzoni da proporre per la partecipazione alla categoria principale del Festival di Sanremo: poi ancora qualche giorno di riflessione per il direttore artistico Carlo Conti e nel giro di una settimana o due il fatidico momento dell’annuncio al Tg1 delle 13.30, previsto per domenica 23 novembre 2025 o più probabilmente il 30 novembre 2025, dei nomi (e anche il numero che potrebbe arrivare fino a 30 dai 26 previsti dal Regolamento) dei Big che saliranno sul palco del prossimo Festival di Sanremo (24-28 febbraio 2026). E come ogni anno si scatenano rumors, anticipazioni e spesso anche fantasie su chi ci potrà essere, con elenchi ben più lunghi dei posti effettivamente disponibili.
Paradossalmente, per molti appassionati di toto-nomi, il Festival si conclude, anziché cominciare, in quella data e la vera “settimana santa” non è quella dello svolgimento del Festival ma quella dell’attesa del momento in cui sul video compare colui che in questo caso è artefice del destino di molti prodotti discografici e anche in qualche caso di carriere artistiche da puntellare o da lanciare, accettando o meno le proposte arrivate da valutare.
Ogni anno la sfida per indovinare i nomi del cast appassiona social e siti, ma col tempo i direttori artistici hanno sempre meglio protetto le proprie info, fino ad arrivare all’annuncio al Tg1 con il foglietto scritto a mano proprio per evitare fughe di notizie (leggendario quando l’annuncio avveniva nella serata di Sanremo Giovani e certi folli spulciavano orari di treni ed aerei cercando di verificare se sul mezzo ci fosse o meno qualche artista). Per cui ormai più che di spoiler fondati, spesso gli articoli o i post sono fatti di sensazioni e fantasie.
Proviamo anche qui a mettere insieme qualche tassello,aggiornando progressivamente nei giorni di attesa dell’annuncio quanto man mano percepito decrittando dichiarazioni sparse e facendo calcoli sui tempi di uscita delle novità discografiche, fermo restando che l’avvento delle pubblicazioni digitali svincola ormai del tutto la pubblicazione di un brano per la gara da un nuovo disco in arrivo o da uno pubblicato pochi mesi prima del Festival.
La sfida è immaginare un cast bilanciato in tutti i generi possibili, ma gli schemi puntualmente possono saltare per assenza di proposte convincenti in un comparto o particolare abbondanza di qualità in un altro, il tutto senza dimenticare la variabile case discografiche: negli ultimi anni, dall’arrivo di Pico Cibelli e Gianluca Guido in direzione, la Warner ha pressoché triplicato gli inviti ai propri artisti a partecipare, la Sony ha sempre parte da leone avendo il roster più ampio tra le major, la Universal tradizionalmente sta più defilata, con poche partecipazioni ma di spessore.Poi una certa quantità deve rappresentare il mondo della discografia indipendente (il che non significa strettamente lo stile musicale indie), da cui però è improbabile trovare in gara più di una proposta per label, massimo due.
Proviamo quindi ad applicare queste regole da manuale Cencelli, ragionando per quote, sia di genere fisico degli artisti (uomini, donne, gruppi o duetti), che di genere musicale.
Il punto di partenza è la dichiarazione resa poche settimane fa da Carlo Conti al Festival dello Spettacolo, quando ha ipotizzato un cast di 28-30 cantanti, spiegando di avere tre livelli di valutazione, paradiso-purgatorio-inferno, e che tra il primo e il secondo, avrebbe inserito circa 40 canzoni. Se fosse così sarebbe a buon punto, ma nelle restanti tre settimane potrebbero essere pervenute altre proposte, oltre a quella porta che resta sempre aperta per qualche super big: e si sa che questi aspettano spesso l’ultimo momento, fiutando l’aria su possibili avversari in concorrenza per i posti più dignitosi. Inoltre il direttore ama molto le sfide uno-contro-uno, per cui non è da escludere che, fatta una base con quei nomi o brani più convincenti che già dal primo ascolto o dal curriculum hanno forza per essere dentro, sull’altra metà del cast giochi di Cencelli con ballottaggi tra proposte simili, scegliendone uno per tipo.
Salvo poi appunto sbiellare ogni schema in caso di arrivo di proposte bomba all’ultimo.
Lasciando quindi per ora stare i super big, dei quali si leggono più smentite che conferme, sia tra nomi storici che contemporanei, proviamo ad elencare qualche nome, basandoci sulle voci più diffuse, sul cui fondamento non si può giurare poichè tutti sono abbottonatissimi.
Questi alcuni nomi cui dire no sarebbe se non un suicidio, quanto meno un’opportunità buttata, per cui sono superiori alla quota per genere, la base della prima parte del cast, diciamo una decina di posti tra i vari: Alfa, Blanco, Madame, Emma, coppia Fedez/Masini, coppia Rkomi/Elodie. Non è da escludere che tutti insieme si presentino, ma nemmeno certo, soprattuto i primi due che paiono fiutare l’aria in attesa di un eventuale ritorno, Alfa per non bruciare il momento d’oro della sua carriera, Blanco per calibrare adeguatamente il rilancio (ma “Maledetta rabbia” e la ripubblicazione in duetto del brano di Giorgia sono già stati ottimi punti di ripartenza, oltre ai tre brani come autore lo scorso anno in gara).
Questo pugno di nomi, se tutti confermassero, sarebbe già il presupposto per un ottimo festival imbevuto di contemporaneità.
Poi ci va un lotto di esordienti, non importa quanto affermati o meno. Per questo secondo blocco occorre attingere a indie e urban in particolare. Per il primo, i nomi più affermati sono Coez e Carl Brave, ma hanno chance anche Frah Quintale, Venerus e Chiello, oltre ai già visti ma fugacemente Aiello e Fulminacci. Per molti di loro può avere un certo peso la resa live, non sempre impeccabile, per cui è probabile che ne entri, se tutti si sono presentati, uno per blocco, o che tutto la scelta ricada sui più conosciuti, tra l’altro approdati di recente in Warner. Migliore resa e stile compositivo più classico possono avere Giorgio Poi e Tropico, che potrebbero essere la quota Lucio Corsi dello scorso anno, sia pure con meno impatto di immagine, così come la quota Joan Thiele potrebbe essere un ballottaggio tra Emma Nolde (attenzione però a non sovraccaricare quota Sugar) e La Niña, oppure prenderle entrambe, dando anche visibilità al Club Tenco, invertendo clamorosamente le parti tra le due rassegne sanremesi.
Quota urban molto sfaccettata: Conti predilige proposte che uniscano il rap al pop, per cui Tredici Pietro, Fred De Palma, Luchè, l’emergente Sayf, il giovanissimo Kid Yugi rappresentano un quadro sufficientemente variegato per infilarli forse anche tutti, inserendoci anche Carl Brave come quota cantautorap o MR.Rain che sta riaffacciandosi con un nuovo lavoro.
Poi c’è la quota talent, che più che gente da lanciare, a meno di non dare credito a Trigno o Holden, che non si sono proposti tra i giovani, offre gente in cerca di puntellare una traballante carriera, da Sangiovanni a Sarah Toscano, al duo LDA/AKA 7even. Possono essere in competizione per due o tre posti assieme alle proposte di Sanremo Giovani dell’anno scorso, Settembre ed Alex Wyse, con quest’ultimo che potrebbe spuntarla nel caso in cui partecipasse Alfa, provenendo dalla stessa casa discografica. Da X-Factor, poca ciccia: forse i Patagarri, entrando in quota band con gli Eugenio in Via di Gioia, che potrebbe essere anche la “quota Brancale” dello scorso anno, ripescando dalle Nuove Proposte di molti anni fa.
Quota over con poche chance: visti i deboli risultati delle ultime edizioni, possibile si riduca alla sola Patty Pravo, che ha rinviato l’album annunciato l’estate scorsa. Tra gli uomini qualche chance per Michele Zarrillo e Fausto Leali, ma debole. Non è anagraficamente in quota over, ma lo stile melodico si confà anche a quel pubblico di riferimento Sal Da Vinci.
Per i cantautori, si propongono i non più giovanissimi ma nemmeno over Ermal Meta, Enrico Nigiotti, Diodato.
Per le donne, tutti danno per certa Emma, poi quota cantautrice Levante, quota urban Madame, quota ritorno e ritmo Serena Brancale. Poi l’intrigante idea di cavalcare la cronaca e lanciare California da solista. Questi i nomi più papabili, cui se ne potrebbe aggiungere qualcuno da una quota dispersi, in silenzio da qualche tempo o con brani di minore successo ma non proprio fuori da tutti i giri, è suddivisa tra Baby K o Elettra Lamborghini, Anna Tatangelo o Chiara Galiazzo, Malika Ayane e/o Arisa, Mara Sattei o Big Mama.
Sono circa 40-45 nomi, come quantità corrispondente al Paradiso-Purgatorio di Conti. E da qui è quasi fatto il cast: provando a ricalcare quello dello scorso anno, due uomini pop (Irama, Achille Lauro), due cantautori contemporanei (Brunori, Gabbani), una cantautori generazione precedente (Cristicchi), due donne pop (Elodie, Gaia), due cantautrici (Noemi, Francesca Michielin), una donna urban (Rose Villain), sei urban di cui due rap (Fedez, Emis Killa poi ritiratosi), tre pop-rap (Rkomi, Rocco Hunt, Willy Peyote), un exploit estivo ma fuori da suo stile (Tony Effe); quattro gruppi, di cui uno pop (Kolors), uno pop melodico generazione precedente (Modà), un duo (Coma_Cose), un producer con feat. (Shablo), un ex talent (Sarah), due ex Sanremo Giovani (Clara, Olly), un Sanremo Giovani di anni prima (Serena Brancale), un cantautorap (Bresh), due indie (Lucio Corsi, Joan Thiele), due over (Marcella, Massimo Ranieri), una “ciliegina” come disse Conti all’annuncio (Giorgia). Spulciando la lista precedente, con nomi piuttosto probabili, un cast sovrapponibile è facilmente costruibile.
Certamente però non sarebbe, pochi nomi a parte, un mix esaltante, ovviamente al netto dell’ascolto delle canzoni, che spesso celano sorprese clamorose da nomi inizialmente accolti con un punto interrogativo. Carte poi che possono essere sparigliate se si affasciassero altri nomi più o meno in voga, rimpiazzando i papabili attuali o modificando lo spazio per ciascuna quota, ribadendo però che da qui in poi sono tutte supposizioni non al momento verificabili ma nemmeno impossibili, ovviamente non tutte insieme. Per cui, proviamo a fare uno sforzo di immaginazione e di ottimismo per inserire almeno 3-4 nomi bomba in più. È un’ipotesi, per cui da qui in poi, vale tutto, senza riscontri.
In quota urban, Tedua e Anna, o anche il più navigato Salmo, ora votato a una contaminata forma di country blues. Sono numeri uno assoluti, non solo per la popolarità tra i giovani al momento ma anche per qualità e originalità della proposta. Non è agevole immaginare si siano convinti o meno, ma su Anna lo scorso anno Conti disse che la sua manager voleva prepararne adeguatamente l’arrivo tenendo l’opzione per le prossime edizioni. E aveva anche aggiunto che chi non trovava posto o non si sentiva di partecipare nel 2025 avrebbe poi avuto più chance per il 2026.
Idem Geolier, con un album pronto e un duetto con Gigi D’Alessio nel cassetto, per fare definitivamente incriccare la macchina del televoto. Chissà.
Oppure osare, inserendo personaggi che potrebbero essere un po’ abrasivi per il pubblico adulto televisivo ma cantori disincantati delle nuove generazioni urbane, come Artie 5ive o 22simba.
In quota pop superbig, Mahmood, Elisa, Marco Mengoni hanno dischi in uscita e tour in preparazione e qualcuno ha fatto dichiarazioni sibilline e altri non parlano da troppo tempo. Mengoni ha detto una mezza frase scatenando il putiferio, può avere illuso tutti ma anche sognare di puntare al record di Claudio Villa e Domenico Modugno; Mahmood ha sempre detto che fosse per lui verrebbe al Festival ogni anno e può a sua volta sia puntare al suddetto record e anche arrivare sesto come due anni fa e godersi il disco più venduto dell’anno ugualmente. Con Mengoni sarebbe una sfida tra le ugole e le personalità più significative della musica italiana degli ultimi 15 anni, anche con riscontri esteri. Elisa negli ultimi singoli pur belli non ha brillato in riscontri e potrebbe avere bisogno. Unico dubbio per averli tutti, troppi di loro e di altri citati appartengono alla Universal, che difficilmente manderebbe i suoi cavalli migliori in quantità a scontrarsi direttamente. Ma una “ciliegina” ci sarà sicuramente, per cui…
Meno agevole pensare a Tananai o Annalisa, l’uno che ha chiesto pausa, l’altra appena uscita col disco, ma anche “mai dire mai”, mentre invece non direbbero mai mai ad un ritorno Achille Lauro e Irama, ma è piuttosto improbabile. Conti vorrebbe Noemi, che in pubblico ha detto no ma non si sa cosa abbia risposto all’invito, ed anche i Kolors sarebbero sempre pronti alla chiamata.
Come band il panorama è arido: la discografia è cambiata, la resa live grazie alla tecnologia non rende necessari ensemble stabili. Ci sono i Boomdabash per una quota pop. In quota rockband oggi ci sarebbero solo i Fast Animals and Slow Kids. A Conti le band piacciono al punto di averci costruito un intero talent show, possibile che provi ad agganciare I Subsonica, che giusto ieri hanno annunciato un nuovo album e avrebbero partecipato anche nel 2024 col disco precedente. Meno credibile che accettino invito del direttore i suoi conterranei Negrita o Litfiba.
I Subosnica fanno parte del blocco revival anni 90-00, che potrebbe attingere anche a Francesco Renga, che ha cambiato etichetta ma che Conti non ha mai voluto nel cast nemmeno dieci anni fa quando il cantante bresciano girava sui massimi di popolarità, o Nek, dopo i no di Irene Grandi, che spara a zero sul Festival ma l’anno scorso ha certamente mandato il pezzo, e Fabrizio Moro. Tra gli altri papabili inseriamo Zero Assoluto (con discrete chance grazie al riscontro su TikTok), Neffa e Finley.
Nella terra anni 80-90 Luca Carboni è tornato in pista ma reggere una settimana come Sanremo dopo la malattia non è semplice, in più ha detto di avere sospeso la lavorazione del disco perchè ha nuove idee. Biagio Antonacci due anni fa aveva declinato, non amando la gara, ma potrebbe averne bisogno.
In quota indie, il nome che mai ha sfiorato il Festival ma manca da un po’ dalle scene è Calcutta. Anche Tommaso Paradiso, anche se oggi decisamente più mainstream pop, non ha mai partecipato disdegnando ancora un mese fa il concetto di gara, ma non è detto che la sua nuova casa discografica non gli chieda di dare spinta in più al nuovo disco.
La quota over potrebbe tracimare se spuntassero Loredana Bertè, che in estate aveva detto di avere progetti per inizio anno con un album, Fiorella Mannoia, che ha saggiato il terreno con un singolo che non ha avuto riscontri, e il debutto clamoroso di Gianna Nannini, che in estate ha strozzato un singolo pop potenzialmente fortissimo come “Panorama”, inviandolo solo alle radio e senza un album dietro, per poi cambiare anche management. Se ne vocifera da anni. Così come se Rettore volesse completare l’album già uscito con un pezzo bomba, aumenterebbe la tentazione per Conti di allargare la quota over con una sfida tra superdive.
E poi ci sono anche dei mammasantissima della canzone che stanno brigando attorno a nuovi dischi: Riccardo Cocciante per un album scritto con Mogol, Renato Zero già fuori col disco ma con un tour che fa pausa proprio a fine febbraio, Antonello Venditti con un brano scritto da Ultimo. Sono tutti di età fra i 75 e gli 80, chissà se puntano all’ospitata o alla gara?
Ecco, Ultimo. Se fosse lui a fiutare l’aria e vedere quale concorrenza si dipana per piazzare la zampata finale? Oppure un inedita sfida padre-figlio: mai in gara al Festival è successo che fossero avversari in gara. C’è un giovane rapper molto quotato per una partecipazione ed ha un genitore che ama la gara, è in grande forma, non fa dischi da un po’ e sta per avviare un tour celebrativo di anniversario rotondo.
Le canzoni del Festival di Sanremo, il loro mercato e l’impatto sul pubblico: questi gli ingredienti dell’unica guida che mette i brani di fronte alle classifiche di vendita. Con un capitolo dedicato a ciascuna edizione, il racconto delle canzoni all’interno del mercato discografico, con uno sguardo particolare all’esportazione di musica italiana all’estero. Un modo per riscoprire la storia delle grandi canzoni del Festival e l’evoluzione del mercato fonografico, dal 1951 ad oggi, ed i mutamenti nel gusto del pubblico. Non mancano i racconti legati allo spettacolo, con aneddoti per ciascuna edizione, del Festival italiano più famoso al mondo.
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