ESC 2027 – 🇩🇪 Germania: SWR conferma la partecipazione della Germania all’ESC 2027

Anche la Germania sarà in gara ad Eurovision 2017 che si svolgerà in Bulgaria dopo la vittoria di Dara con “Bangaranga” di Dara sul palco della Wiener Stadthalle.

SWR, la tv della Renania Palatinato con sede a Stoccarda, che dall’edizione 2026 sovrintende all’organizzazione di Eurovision per conto di ARD, ha giudicato positivamente il suo debutto anche se, per bocca della stessa capodelegazione Tina Sikorski, c’è necessità per la Germania di proposte più aderenti al mainstream e di una selezione con una maggiore varietà musicale.

Saran Engels, nonostante una serie di prestazioni tutto sommato positive, ha pagato dazio: “Fire” è apparsa da subito estremamente generica, sicuramente non caratterizzante l’ampia varietà della scena musicale tedesca.

E troppe cose rimandavano- all’occhio e all’orecchio dell’eurofan esperto – alla quasi omonima “Fuego” di Eleni Foureira, seconda in quota Cipro nel 2018. Alla fine Sarah Engels ha chiuso in posizione 23 con appena 12 punti, tutti peraltro arrivati dalle giurie, quindi con un sonoro zero al televoto.

Alla luce di questo – anche per il fatto che Engels ha vinto facilmente una selezione nazionale dove era l’unico nome con un po’ di popolarità Sikorski non si nasconde. Commentando su Linkedin il risultato tedesco dice: “Nel complesso, SWR e ARD possono considerare ESC 2026 un grande successo. Allo stesso tempo, questo non significa che non vogliamo continuare a migliorare. Per il 2027, puntiamo a ottimizzare ulteriormente i nostri formati e processi. Vogliamo fornire contenuti eccezionali che raggiungano ancora più persone. E naturalmente, stiamo lavorando per un risultato migliore per quanto concerne Eurovision 2027. Per raggiungere questo obiettivo, continueremo a perseguire il nostro percorso di stretta e fiducia collaborazione con l’industria musicale, offrendo al contempo opportunità e piattaforme affidabili e sostenibili per gli artisti. I nostri obiettivi per l’ESC 2027, sia per la scelta del cantante che per quello della canzone, sono quelli  artisti ancora più di talento alla preselezione tedesca, incoraggiare una maggiore diversità stilistica oltre il pop mainstream, e includere più canzoni che siano “in qualche modo diverse” e spicchino veramente.”

Irving Wolther, giornalista, musicologo e massimo esperto tedesco del concorso, noto anche col moniker Dr.Eurovision, più volte anche nella delegazione tedesca, non ha paura ad ammettere che la Germania non abbia ben chiaro cosa sia l’Eurovision oggi. Anche per questo non riesce più ad attrarre i grandi nomi né del pop, né della scena schlager.

Così oggi, quando ad un tedesco si chiede come arriverà la Germania ad eurovision, “fanno tutti spallucce e rispondono: ultimo posto, con qualche punto di consolazione dai paesi vicini. Forse andrà meglio l’anno prossimo”

Sottolinea Wolther: “Noi tedeschi non abbiamo mai considerato l’Eurovision Song Contest come una piattaforma politica, un luogo in cui si comprendesse appieno la sua identità. Noi ci limitiamo a commentare i costumi più divertenti. Altri paesi, ad esempio, utilizzano l’Eurovision Song Contest per affrontare temi sociali: un contributo serbo sul sistema sanitario in crisi, uno greco sulla frenesia consumistica. E la Germania? Mandiamo sempre una bambola puzzolente.”

L’esempio che fa Wolther, ne ha parlato recentemente anche in una intervista al sito web.de, è di una Germania che guarda solo al pubblico televisivo: “In Germania, la radiotelevisione pubblica funge da filtro per la selezione dei partecipanti all’Eurovision Song Contest. E secondo uno studio di GfK, l’età media degli spettatori di ARD è superiore ai 60 anni. Questo influenza ogni decisione: quali format funzionano, quali artisti vengono invitati, come viene strutturato il programma di supporto e cosa viene considerato “rappresentativo”. Con questo metro di scelta, gli artisti che hanno qualcosa da dire, come Capital Bra, non verrebbero mai a partecipare ad uno show che in Germania si rivolge al pubblico boomer. Il risultato sono spesso artisti destinati principalmente al proprio pubblico più adulto e non ai 160 milioni di persone che in Europa guardano lo show. Chi vota in Polonia, in Portogallo o in Svezia, non ha alcun rapporto  nostalgico con i successi tedeschi. Valuta ciò che vede: pertinenza, energia, attitudine e originalità. E il risultato è quello che abbiamo ottenuto.”

Wolther cita Capital Bra non a caso: si tratta di un rapper russo naturalizzato tedesco da anni in cima alle classifiche, l’arista più ascoltato su Spotify in Germania e quello di maggior successo nel XXI secolo secondo Billboard, con oltre 10 dischi di platino all’attivo in un Paese nel quale uno si prende con 100.000 copie degli album e 300.000 dei singoli

Ancora Wolther, sul panorama musicale tedesco: “La Germania non è un paese senza voce politica, senza libertà artistica, senza diversità musicale. La scena rap affronta temi come migrazione, identità e classe sociale. Gli artisti indie si confrontano con il femminismo, l’ansia climatica e le realtà queer. In Germania esiste una scena musicale vibrante, diversificata e politicamente consapevole. Semplicemente non è mai ad Eurovision. Dove invece, la Germania manda ciò che è sicuro, ciò che non offende nessuno ma che  è funzionale solo al suo pubblico. E finisce in fondo alla classifica. Non perché la Germania non abbia buona musica. Ma perché manca il coraggio di mandare questa musica dove conta davvero.”

Ciò che dovrebbe cambiare non è certo un segreto. Secondo Wolther, l’Eurovision Song Contest deve essere trattato per quello che è: una piattaforma culturale e politica, non un semplice intrattenimento.

“Questo vale per tutte le tappe del processo: dal percorso di avvicinamento, ai programmi di supporto, sino alla selezione. La Germania ha bisogno di un messaggio. Cosa vuole dire questo Paese di sé? Non è una domanda retorica, ma la questione centrale per qualsiasi contributo di successo all’Eurovision. Richiede personalità e creatività. E gli artisti che potrebbero veicolare questo messaggio devono essere invitati seriamente, alla pari e in un contesto che prenda sul serio il loro lavoro. Finché ciò non accadrà, si terranno alla larga”.

Se SWR avrà recepito la lezione lo scopriremo presto. Certamente, la Germania ha bisogno disperatamente di un risultato adeguato al suo blasone. Dopo la vittoria di Lena nel 2010, dall’anno successivo sono arrivati solo tre piazzamenti in top 10. Ma in a parlare davvero in realtà sono i 4 ultimi posti e tre penultimi nelle ultime 10 edizioni.

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