SANREMO 1973 (23a Edizione)

Festival di Sanremo 1973. 

Tutto ma proprio tutto quello che c’è da sapere su Sanremo 1973, la classifica della decima edizione della kermesse vinta da Peppino Di Capri con “Un grande amore e niente più”. 

Per la 23esima edizione del Festival della canzone italiana, la conduzione fu affidata per la settima volta da Mike Bongiorno, reduce dallo straordinario successo del famoso quiz televisivo“Rischiatutto”, affiancato dall’attrice Gabriella Farinon. 

La commissione bocciò tre proposte di lusso, quelle di Ivano Fossati e Lucio Dalla, ma anche di un giovanissimo Antonello Venditti, cantautore che non metterà mai piede in gara, se non come co-autore nel ’92 di “Strade di Roma” cantata da Michele Zarrillo. 

Trenta canzoni in concorso affidate a numerosi e interessanti esordienti, da Roberto Vecchioni a Drupi, passando per Umberto Balsamo, Wess, Gilda Giuliani, Toni Santagata, le Figlie del Vento, Carmen Amato, Lolita, i Jet, Mocedades, Alberto Feri, Bassano, Lionello, i Pop Tops, Alessandro e Christian De Sica, giovane attore romano figlio del maestro Vittorio che iniziò la sua carriera proprio come cantante.

In concorso diversi veterani, tra cui annoveriamo: Sergio Endrigo, Milva, Gigliola Cinquetti, iRicchi e Poveri, Fausto Leali, i Camaleonti, Dori Ghezzi, Memo Remigi, Anna Identici, Donatello, Peppino Gagliardi, Lara Saint Paul, Junior Magli, oltre a Peppino Di Capri che si aggiudicò il titolo di vincitore con “Un grande amore e niente più”.

Ad imporsi nelle classifiche di vendita all’indomani di Sanremo 1973 fu proprio la canzone vincitrice, seguita da “Tu nella mia vita” della coppia Wess e Dori Grezzi, futuri trionfatori di “Canzonassima” qualche mese più tardi con la celeberrima “Un corpo e un’anima”. 

Tra gli altri 45 giri che ottennero successo all’indomani del Festival, citiamo: “Vado via“ interpretata dall’esordiente Drupi, “Mistero“ dell’ormai esperta Gigliola Cinquetti, “Serena” di Gilda Giuliani, “L’uomo che si gioca il cielo a dadi“ di Roberto Vecchioni (sua prima e unica partecipazione prima del trionfo datato 2011 con “Chiamami ancora amore”, ben trentotto anni dopo questo suo debutto), “Da troppo tempo“ di Milva, “Elisa Elisa” dei Sergio Endrigo e l’ironica “Sugli sugli bane bane“ de Le Figlie del Vento.

  • Edizione: 23ª Edizione del Festival della Canzone Italiana
  • Periodo: Dall’8 Marzo 1973 al 10 Marzo 1973
  • Sede: Salone delle feste del Casinò municipale di Sanremo
  • Direttore artistico: Vittorio Salvetti
  • Presentatore: Mike Bongiorno e Gabriella Farinon
  • Emittente TV: Nazionale, Eurovisione
  • Emittente radio: Secondo programma
  • Orchestra diretta da:
  • Partecipanti: 30 interpreti 
  • Vincitore: Peppino di Capri con “Un grande amore e niente più
  • Premio della critica: No
  • Trasmesso da: 
  • Organizzazione: RAI e Casinò di Sanremo
  • La Formula: 30 canzoni in gara eseguite dallo stesso numero di interpreti (Roberto Vecchioni, Sergio Endrigo, Milva, Gigliola Cinquetti, i Ricchi e Poveri, Fausto Leali, Drupi, Umberto Balsamo, Wess, Christian De Sica, Camaleonti, Dori Ghezzi, Memo Remigi, Anna Identici, Donatello, Peppino Gagliardi, Lara Saint Paul, Gilda Giuliani, Toni Santagata, Le Figlie del Vento, Carmen Amato, Lolita, Jet, Mocedades, Alberto Feri, Bassano, Lionello, Pop Tops, Alessandro, Junior Magli e Peppino Di Capri). Una interpretazione per brano, 16 pezzi qualificati per la serata finale.

Primo Festival a essere ripreso con telecamere a colori, a beneficio delle televisioni estere: in Italia si continuerà a vedere il Festival in bianco e nero fino al 1977, cioè subito dopo l’arrivo sul mercato degli apparecchi televisivi in grado di ricevere il segnale a colori. Da quest’anno e fino al 1980 la RAI trasmetterà in TV solo la serata finale della kermesse mentre le altre verranno trasmesse soltanto alla radio. 

Il ventitreesimo Festival di Sanremo si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dall’8 al 10 marzo 1973 con la conduzione di Mike Bongiorno e Gabriella Farinon.

La Rai trasmise alla radio tutte e tre le serate, mentre in TV solo la finale: benché irradiata in Italia in bianco e nero, si trattò della prima finale del Festival registrata dalla Rai con telecamere a colori e incisa su nastro magnetico. A fine 2016, la televisione della Repubblica Ceca restituì alla Rai una copia a colori del Festival, incompleta in quanto assenti le esibizioni di Fausto Leali e dei Camaleonti, che figurava nell’archivio della sua progenitrice Československá televize che la diffuse – in differita – nell’allora Cecoslovacchia.

Precedentemente era emerso solo un frammento dell’esibizione di Gilda Giuliani, replicato a colori, nel corso del programma “Bella senz’anima”, puntata del 25 settembre 1977, condotto da Vanna Brosio e Augusto Martelli che dimostra la presenza del video della serata finale alle Teche Rai almeno negli anni immediatamente successivi alla messa in onda.

A vincere il Festival fu Peppino di Capri con Un grande amore e niente più, davanti a Peppino Gagliardi e a Milva. Fu il primo festival condotto, per le prime due serate, da una donna, Gabriella Farinon, mentre Mike Bongiorno presentò insieme a lei la serata finale, dati gli impegni settimanali con il quiz a premi Rischiatutto.

A partire da questa edizione la direzione artistica è affidata a Vittorio Salvetti, storico patron del Festivalbar, che manterrà tale ruolo fino all’edizione del 1978.

Storia. L’edizione fu anticipata da alcune polemiche, come la squalifica di Rosa Balistreri con il brano Terra che non senti poiché non inedito (fu proposto il 20 ottobre 1972 durante la trasmissione televisiva Stasera… Rrrosa). A presentare ricorso fu Umberto Bindi che figurava tra i sei artisti esclusi “di riserva”, ma non fu comunque ripescato per la partecipazione alla gara. Un’altra polemica arrivò da parte di Adriano Celentano, che attraverso un telegramma annunciò di non poter partecipare alla manifestazione con il brano L’unica chance poiché colpito da una leggera gastrite la cui guarigione sarebbe stata “prevista per domenica 2 marzo ore 09.30” (dunque a Festival concluso), polemizzando con la commissione per la scelta di escludere diversi artisti di chiara notorietà in favore di un eccessivo numero di nuove leve.

La Rai non trasmise in TV le prime due serate per problemi sorti all’interno dell’organizzazione con il comune di Sanremo (cosa che poi si ripeterà anche negli anni successivi, fino al 1980), ma alcune canzoni emersero ugualmente: notabilmente, tra quelle di maggior successo nella classifica, la melodica tradizionale Un grande amore e niente più di Peppino di Capri, vincitrice della kermesse, e la raffinata Da troppo tempo di Milva, tra quelle degli esordienti Serena, interpretata da Gilda Giuliani, e tra quelle escluse dalla finale Vado via, di Drupi, che raggiunse alte posizioni nella Hit Parade inglese e francese.

La scarsa attenzione che la Rai rivolse a tale edizione segnò di fatto l’inizio di un periodo di forte declino per la kermesse canora, che si protrarrà per tutto il resto del decennio. Solo nel 1981, a seguito dell’avvento in Italia delle TV private a diffusione nazionale, il Festival di Sanremo tornò ad avere una grande importanza mediatica e ad essere nuovamente trasmesso integralmente dalla Rai anche in TV.

In questa edizione vi fu inoltre il debutto di Roberto Vecchioni, un insegnante milanese destinato a divenire uno dei nomi più importanti del panorama cantautorale italiano.

Il primo Sanremo a colori. Per molto tempo quella del 1973 è stata considerata una delle edizioni perdute del Festival, perché non era disponibile nessun filmato della serata finale, fino al 2017, quando la struttura Rai Teche ha recuperato alcuni filmati a colori della serata finale in Repubblica Ceca. Tale evento, insieme al ritrovamento della finale del Festival di Sanremo 1967 probabilmente a Malta, è stato annunciato durante la puntata del 25 gennaio 2017 di Porta a porta. La puntata è stata resa disponibile per la prima volta a colori per il pubblico italiano (all’epoca in Italia l’evento fu trasmesso in bianco e nero) il giorno seguente sul portale Rai Play.[8] Questa edizione è stata infatti la prima ad essere ripresa dalla Rai con telecamere a colori, anche se sul territorio nazionale tale tecnologia non era ancora attiva, se non in via sperimentale (si dovette infatti aspettare il 1977 per l’avvio ufficiale delle trasmissioni televisive a colori). A beneficiare di questa innovativa tecnica di trasmissione furono però i paesi dell’Eurovisione (a partire proprio da quell’anno per le TV che vi aderivano era stato infatti introdotto l’obbligo della trasmissione a colori per la diffusione dei programmi a livello continentale), tra i quali l’allora Cecoslovacchia, dove sono state ritrovate le registrazioni.

La Rai, oltretutto, non possedeva materiale riguardante questa e altre edizioni della manifestazione. Per lungo tempo si diffuse l’ipotesi che un incendio, divampato nei locali dell’archivio Rai negli anni ottanta, avesse distrutto i nastri: in occasione del ritrovamento della finale di questa edizione, l’allora direttrice di Rai Teche Maria Pia Ammirati smentì tale ipotesi, affermando che più semplicemente durante gli anni settanta, non esistendo ancora una cultura di conservazione del materiale audio-visivo, la Rai non registrava gli eventi trasmessi in diretta.[8], circostanza comunque smentita dal fatto che di altre annate sanremesi le Teche conservano copie non solo della serata finale ma anche delle serate ad eliminazione del giovedi e del venerdi. Ad oggi, l’unico Festival di cui non è rimasto alcun contributo video è quello del 1975: per quello del 1976 ha sopperito una ripresa commentata della televisione spagnola, mentre per quello del 1974 è stata mostrata nell’agosto del 2021 una parte dell’esibizione di Milva in una registrazione effettuata in bianco e nero.

Partecipanti. I brani selezionati sarebbero dovuti essere 32 ma furono esclusi: Terra che non senti di Rosa Balistreri (non inedito) e L’unica chance di Adriano Celentano (che si ritirò polemicamente in quanto ritenne il cast di artisti in gara di quell’edizione non abbastanza prestigioso).

Interprete Ultime partecipazioni al Festival
Alberto Feri Esordiente
Alessandro (Alessandro Pintus) Esordiente
Anna Identici 1972
Bassano (Antonio Bassano Sarri) Esordiente
Camaleonti (I Camaleonti: Livio Macchia, Paolo De Ceglie, Gerry Manzoli, Dave Sumner , “Tonino” Antonio Cripezzi) 1970
Carmen Amato Esordiente
Christian De Sica Esordiente
Donatello (Giuliano Illiani) 1972
Drupi (Giampiero Anelli) Esordiente
Fausto Leali 1972
Gigliola Cinquetti 1972
Gilda Giuliani (Egilda Giuliani) Esordiente
Jet (J.E.T., j.e.t.: Gianni Casciano, Franco Gatti, Angelo Sotgiu, Gerolamo Rebollino, Francesco Doriani e Sergio Bertola) Esordienti
Junior Magli (Luigi Pazzaglini) 1969
Lara Saint Paul (Silvana Areggasc Savorelli) 1972
Le Figlie del Vento (Rosa Giannoccaro, Tonia Tassari, Ledi Codognato e Piera Lecce) Esordienti
Lionello (Ambrogio Franco Lionello) Esordiente
Lolita (Graziella Franchini)  Esordiente
Memo Remigi (Emidio Remigi) 1969
Milva (Maria Ilva Biolcati) 1972
Mocedades (Amaya Uranga (María Icíar Amaya Uranga Amézaga), Estíbaliz Uranga Amézaga, Izaskun Uranga Amézaga, Roberto Uranga Amézaga, Rafael Blanco Rivas, Sergio Blanco Rivas, Javier Garay (Francisco Javier Garay Barrenechea)) Esordienti
Peppino Di Capri (Giuseppe Faiella) 1971
Peppino Gagliardi 1972
Pop Tops (Los Pop Tops, The Pop Tops: José Lipiani, Alberto Vega López, Ignacio Pérez Romero, Julián Luis Angulo, Enrique Gómez Molina, Ray Gómez, Phil Trim) Esordienti
Ricchi e Poveri (Franco Gatti, Angela Brambati, Marina Occhiena ed Angelo Sotgiu) 1972
Roberto Vecchioni Esordiente
Sergio Endrigo 1971
Toni Santagata (Tony Santagata, Antonio Morese) Esordiente
Umberto Balsamo (Umberto Rosario Balsamo) Esordiente
Wess e Dori Ghezzi (Wesley Johnson e Dori Ghezzi) Esordiente e 1970

Canzoni e classifica.

• Finalisti:

  • 1.”Un grande amore e niente più” (F. Califano, G. Wright, G. Faiella, C. Mattone) Peppino Di Capri, 1.710 voti
  • 2.”Come un ragazzino” (G. Amendola, P. Gagliardi) Peppino, 1.482 voti Gagliardi
  • 3.”Da troppo tempo” (L. Albertelli, G. Colonnello) Milva, 1.463 voti
  • 4.”Dolce frutto” (C. Minellono e U. Balsamo) Ricchi e Poveri, 1.430 voti
  • 5.”Serena” (V. Pallavicini e G. Mescoli) Gilda Giuliani, 1.413 voti
  • 6.”Tu nella mia vita” (Lubiak, F. Monti Arduini) Wess e Dori Ghezzi, 1.295 voti
  • 7.”L’uomo che si gioca il cielo a dadi” (R. Vecchioni) Roberto Vecchioni, 1.246 voti
  • 8.”La bandiera di sole” (V. Pallavicini e F. Leali) Fausto Leali, 1.226 voti
  • 9.”Amore mio” (V. Pallavicini e F. Leali) Umberto Balsamo, 1.224 voti
  • 10.”Mi son chiesta tante volte” (P. P. Preti e G. Guarneri) Anna Identici, 1.197 voti
  • 11.”Come sei bella” (G. Bigazzi e C. Cavallaro) Camaleonti, 1.170 voti
  • 12.Tu giovane amore mio”” (G. Pieretti, F. Monachesi, R. Gianco e A. Nicorelli) Donatello, 1.131 voti
  • 13.”Il mondo è qui” (M. Remigi) Memo Remigi, 1.111 voti
  • 14.”Tre minuti di ricordi” (M. Del Prete e A. Pintus) Alessandro, 1.065 voti
  • 15.”Straniera straniera” (F. Specchia e F. Chiaravalle) Lionello, 1.050 voti
  • 16.”Una casa grande” (A. Lo Vecchio, N. Aprile e N. Villa) Lara Saint Paul, 990 voti

• Non Finalisti:

  • “Addio amor” (M. Gallerani, G. Bosisio e M. Nobile) Mocedades 
  • “Angeline” (R. Nisi Marsella e C. Daiano) Pop Tops 
  • “Anika na-o” (F. Piccarreda e P. Cochis e P. Cassano) Jet 
  • “Cara amica” (F. Specchia P. Prencipe e V. Caruso) Bassano 
  • “Dove andrai” (D. Mariano) Carmen Amato 
  • “Elisa Elisa” (S. Bardotti e S. Endrigo) Sergio Endrigo 
  • “Innamorata io?” (A. Celentano e F. Chiaravalle) Lolita 
  • “Mistero” (C. Mattone) Gigliola Cinquetti 
  • “Mondo mio” (P. Conte e G. Conte) Christian De Sica 
  • “Ogni volta che mi pare” (F. Evangelisti e P. Pintucci) Alberto Feri 
  • “Povero” (L. Medini e M. Mellier) Junior Magli 
  • “Sugli sugli bane bane” (F. Chiaravalle, P. Tomelleri e A. M. Piccioli) Le Figlie del Vento 
  • “Vado via” (E. Riccardi e L. Albertelli) Drupi 
  • “Via Garibaldi” (T. Santagata) Toni Santagata 

Regolamento. Una interpretazione per brano, 16 brani qualificati per la serata finale.

Sigle. Le sigle della XXIII edizione del Festival di Sanremo furono composte rispettivamente da Percy Faith (titolo Bach’s Lunch) e da Giampiero Boneschi (titolo Sanremo ventitré).

Orchestra. I direttori d’orchestra furono:

  • Gianfranco Lombardi per Peppino Gagliardi
  • Natale Massara per Milva e Wess e Dori Ghezzi
  • Gian Piero Reverberi per Ricchi e Poveri e Umberto Balsamo
  • Gino Mescoli per Gilda Giuliani
  • Sergio Parisini per Roberto Vecchioni
  • Franco Orlandini per Anna Identici
  • Detto Mariano per Alessandro
  • Paolo Tomelleri per Lionello
  • Massimo Salerno per Lara Saint Paul

Canzoni di riserva. Per quest’anno, furono comunicate 6 canzoni “di riserva”, che potenzialmente avrebbero potuto subentrare in caso di ritiri o squalifiche:

  • Vento caldo di Ivano Fossati
  • Sinfonia per un violino di Umberto Bindi
  • Made in Italy di Jimmy Fontana
  • Violino di Oreste Vainiglia
  • Awa Malaia de La Famiglia degli Ortega
  • Aspetta di Gilda

Esclusi. Sui giornali del periodo vengono diffusi i nomi degli artisti non accettati dalla commissione e, in molti casi, anche il titolo del brano (che in alcuni casi sarà inciso in seguito); ecco alcuni nomi di altri artisti candidati alle selezioni:

  • Renato Arrouh
  • Tony Astarit
  • Gloria Christian
  • Lucio Dalla – Un’auto targata TO
  • Tony Dallara
  • Don Backy – Sognando
  • Pino Donaggio – Per amore
  • Mirna Doris
  • Fiammetta
  • Piero Focaccia – Con quest’acqua e questo vento
  • Little Tony
  • Louiselle
  • Junior Magli
  • Mal
  • Paolo Mengoli
  • Donatella Moretti – La ballata del disoccupato
  • Nada – Ancora un pò d’amore
  • I Nuovi Angeli – La povera gente
  • Rita Pavone – L’amore è un poco matto
  • Robertino
  • I Romans
  • Santino Rocchetti
  • Rossano
  • Marisa Sacchetto
  • Marisa Sannia
  • Annarita Spinaci
  • Antonello Venditti
  • Bruno Venturin
  • Carmen Villani – Chissà se mi pensi