
L’emittente pubblica armena AMPTV (ARMTV, 1TV / Հ1) ha ufficialmente confermato oggi la sua partecipazione alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 che si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.
Il metodo e il meccanismo per selezionare la canzone e il concorrente armeno per l’edizione 2026 dell’ESC è ancora da determinare. Sembra che sarà una selezione interna, il format che è stato utilizzato ancora una volta come selezione nazionale lo scorso anno. Nei prossimi mesi saranno rilasciati ulteriori dettagli.
Saranno dunque come previsto ed annunciato 35 i Paesi, con le rispettive emittenti pubbliche in concorso dal 12 al 16 Maggio 2026 prossimi alla Wiener Stadthalle di Basilea.
Si attende ora il 12 Gennaio 2026, data chiave perchè ci sarà il tradizionale passaggio delle chiavi con la città sede dell’ultima edizione, ovvero Basilea e subito dopo l’allocation draw ovvero il sorteggio delle semifinali
Sarà in questa sede che si conoscerà anche in quale delle due semifinali si esibirà fuori gara il rappresentante italiano, che uscirà dal Festival di Sanremo 2026. Si tratterà ovviamente della stessa semifinale nella quale l’Italia sarà chiamata a votare.
L’Armenia è stata rappresentata nella scorsa edizione tenutasi a Basilea dal cantante armeno Parg (Պարգ, pseudonimo di Pargev Vardanyan, Պարգեւ Վարդանյան) e la canzone “Survivor” (Վերապրած), pubblicato il 21 marzo 2025. ARMTV ha annunciato la sua partecipazione a Depi Evratesil (Դեպի Եվրատեսիլ, Towards Eurovision), la competizione organizzata dall’emittente ARMTV per selezionare il rappresentante armeno all’Eurovision Song Contest 2025. Nella finale si è esibito come primo concorrente su dodici partecipanti e, dopo essere stato l’artista preferito dal pubblico, nonché la seconda proposta preferita dalla giuria nazionale ed internazionale, Parg è stato proclamato vincitore dell’evento; ha quindi guadagnato il diritto di rappresentare l’Armenia sul palco eurovisivo di Basilea. Dopo aver convinto il pubblico anche nella seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest, si è esibito nella finale del 17 maggio, dove si è classificato al 20º posto con 72 punti.
Il paese ha debuttato all’ESC 2006 (17 partecipazioni, 14 finali), partecipandovi senza interruzioni fino al 2012 per poi riprendere dall’anno successivo. Non ha mai vinto la competizione e i suoi risultati migliori sono il 4º posto ottenuto nel 2008 da Sirusho (Սիրուշո) (diede i voti nel 2007 e nel 2009) con la canzone “Qélé, Qélé” (Քելե Քելե) e nel 2014 da Aram Mp3 (Արամ Mp3) con brano “Not Alone” (Միայնակ չէ).
La partecipazione viene curata dall’emittente televisiva statale ARMTV; AMPTV; 1TV / Հ1.
La nazione ha mancato la finale in 3 occasioni (2011 con Emmy (Էմմի) e il brano “Boom Boom” (Բում Բում); 2018 con Sevak Khanagyan (Սևակ Խանաղյան) e il brano “Qami” (Քամի) e 2019 con Srbuk (Սրբուկ) e la canzone “Walking Out” (Քամի)) e ha utilizzato un metodo variegato per la selezione del proprio rappresentante: dal 2007 al 2011 e nel 2013 ha organizzato una generica finale nazionale, tra il 2017 e il 2018 e nel 2020 ha utilizzato il Depi Evratesil, mentre nelle rimanenti occasioni ha optato per una selezione interna.
Nel 2021, ha annunciato il ritiro dalla manifestazione citando le forti crisi governative del paese a seguito alla guerra del Nagorno Karabakh del 2020, confermando il suo ritorno per l’edizione seguente.
Stesso risultato è stato ottenuto nel 2007 con la canzone “Anytime You Need” (Ցանկացաց ժամանակ քեզ պետք է) eseguita da Hayko (Հայկո). L’anno dopo ottiene la migliore prestazione con la canzone “Qélé, Qélé” (Քելե Քելե),di Sirusho (Սիրուշո) (diede i voti nel 2007 e nel 2009) che arriva quarta e prende il maggior numero di 12 punti. Nel 2009 con il brano “Jan Jan” (Ջան Ջան) di Inga & Anush (Ինգա և Անուշ) conquistano la quarta finale di fila e il 10° posto, l’anno dopo con la canzone “Apricot Stone” (Ծիրանի Կորիզ) di Eva Rivas (Եվա Ռիվաս) arriva settima.
La serie di buoni risultati si ferma nel 2011, quando il brano “Boom Boom” (Բում Բում) di Emmy (Էմմի) non raggiunge la finale. Nel 2012 non partecipa, dopo essere stata sorteggiata nella seconda semifinale, a causa delle mancate condizioni di sicurezza (dato che la manifestazione si tiene in Azerbaigian, a causa dello stato di guerra latente con lo stesso stato); l’EBU-UER la sanziona per questo ritiro tardivo con il pagamento della quota di partecipazione più un ulteriore 50% e l’obbligo di trasmissione di tutte e 3 le serate. Nonostante ciò non sia stato fatto (in quanto ha trasmesso solo la serata finale), il Paese torna nella competizione nel 2013 con il brano “Lonely Planet” (Միայնակ մոլորակ) dei Dorians (Դորիանս), raggiungendo il 18° posto nella classifica finale.
Nel 2014 l’Armenia ha raggiunto la top 10 dopo 4 anni con Aram Mp3 (Արամ Mp3) e il suo brano “Not Alone” (Միայնակ չէ), raggiungendo il 4° posto in Finale, diventando così per la seconda volta il miglior risultato di sempre nella manifestazione; nel 2015 il supergruppo Genealogy composto dai membri discendente da persone vittime del genocidio armeno avvenuto nel 1915 con il brano “Face the Shadow” (Առերեսվի՛ր ստվերին), si sono piazzati al sedicesimo posto in Finale e nel 2016 la cantante e modella Iveta Mukuchyan (Իվետա Մուկուչյան) e il suo brano “LoveWave” (Սիրո ալիք) ha ottenuto 249 punti, regalando all’Armenia un dignitoso settimo posto su 26 partecipanti. Iveta è stata la settima più televotata della serata con 134 punti; ha vinto il televoto in Francia, Georgia e Russia. È inoltre risultata la decima preferita dalle giurie, che le hanno attribuito 115 punti, tra cui un massimo di 12 punti da Bulgaria, Russia e Spagna. Ha mancato la finale tre volte, nel 2011, nel 2018 e nel 2019.
Il 2020 ha segnato il ritorno del Depi Evratesil, vinto dalla cantante greco-armena Athena Manoukian (Αθηνά Μανουκιάν; Աթենա Մանուկյան) con “Chains on You” (Շղթաներ քեզ վրա). Tuttavia l’Eurovision Song Contest 2020 è stato annullato nel mese di marzo 2020 a causa della pandemia di COVID-19. Nel 2021, ha annunciato il ritiro dalla manifestazione citando le forti crisi governative del paese a seguito alla guerra nell’Artsakh, confermando il suo ritorno per l’edizione seguente.
Nel frattempo ed a conclusione di un periodo difficile, culminato con il boicottaggio di cinque tv (Spagna, Slovenia, Paesi Bassi, Irlanda e Islanda) dopo l’ammissione in concorso di Israele, Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest per conto di EBU ha deciso di scrivere alla fanbase.
Dopo le numerose defezioni da parte di diverse radiotelevisioni pubbliche europee (una reazione all’annuncio che Israele parteciperà regolarmente alla gara nel 2026, nonostante la gravissima situazione umanitaria nella striscia di Gaza), il direttore di Eurovision Song Contest Martin Green ha voluto rispondere personalmente ai fan del concorso con una lettera aperta pubblicata sui social, in cui si dichiara comprensivo e consapevole dei sentimenti forti suscitati dalla decisione di EBU. “Nessuno di noi può fare a meno di sentirsi toccato da ciò che sta succedendo in Medio Oriente negli ultimi anni” scrive. “Voglio che tutti sappiate che vi capiamo perfettamente”.
La lettera, però, ribadisce il fatto che Eurovision Song Contest è nato 70 anni fa in un’Europa frammentata e divisa, e che “l’unico modo per continuare a creare unità è assicurarsi di seguire la guida delle regole che ci siamo dati”, prosegue. “Ci assicureremo che tutte le tv partecipanti le rispettino e, se non dovessero farlo, vi garantisco che non lo tollereremo”. La lettera, infine, si rivolge al pubblico irlandese, spagnolo, islandese, sloveno e olandese: “Le vostre radiotelevisioni pubbliche, come tutti i nostri membri, hanno preso la decisione più giusta per loro e hanno contribuito al dibattito con grande dignità: rispettiamo la loro posizione, e continueremo a lavorare con loro in maniera amichevole, sperando che tornino presto a far parte del concorso. “In un mondo complicato, possiamo essere davvero uniti solo attraverso la musica”, conclude la missiva.
A stretto giro è arrivata anche una comunicazione ufficiale di EBU – European Broadcasting Union: “Sulla scia della recente discussione dell’Assemblea Generale sull’Eurovision Song Contest, diversi membri dell’EBU sono stati criticati per la posizione che hanno assunto nel dibattito. Mentre i media di servizio pubblico sono sempre aperti alle critiche e alle critiche, l’EBU ritiene che alcuni degli attacchi ai nostri Membri – su entrambi i lati dell’argomento – siano stati del tutto imprecisi e male informati. Il dibattito sull’Eurovision Song Contest è stato rispettoso e articolato. I membri che esprimevano le loro opinioni riflettevano le loro opinioni e il loro pubblico su questo difficile problema, non su quelli di alcuna prospettiva politica o di partito politico. L’EBU rispetta il diritto dei membri di prendere una decisione individuale sulla partecipazione all’Eurovision Song Contest, qualunque sia la decisione. Non vediamo l’ora di lavorare con coloro che prendono parte a Vienna e speriamo che quei membri importanti che non parteciperanno al 2026 torneranno all’Eurovision Song Contest molto presto. Continueremo a lavorare con loro per cercare di raggiungere questo obiettivo.”
Si apre dunque, a questo punto la stagione delle selezioni nazionali, che si preannuncia infuocatissima, visto che già in Portogallo, alcuni degli autori che prenderanno parte al Festival da Canção, hanno lasciato intendere che rinunceranno alla partecipazione in caso di vittoria, per non dividere il palco con Israele.
Dopo Islanda, Spagna, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia anche la partecipazione del Portogallo all’Eurovision Song Contest del prossimo anno che si terrà a Vienna, in Austria, potrebbe essere a rischio, in quanto 11 dei 16 concorrenti del Festival da Canção, il concorso di selezione portoghese, si sono rifiutati di rappresentarli in caso di vittoria in segno di protesta contro la controversa partecipazione di Israele alla manifestazione canora.
Gli artisti portoghesi che si sono chiamati fuori hanno dichiarato: “Con le parole e con le canzoni, agiamo entro le possibilità che ci vengono date. Non accettiamo complicità con la violazione dei diritti umani. Nonostante l’esclusione della Russia dall’Eurovision 2022 per motivi politici (l’invasione dell’Ucraina), siamo rimasti sorpresi nel vedere che la stessa posizione non è stata adottata nei confronti di Israele, che, secondo le Nazioni Unite, sta commettendo atti di genocidio contro i palestinesi a Gaza.”
L’emittente televisiva portoghese RTP ha rilasciato una propria dichiarazione in risposta. “Indipendentemente dalla decisione degli artisti che sottoscrivono la dichiarazione, RTP organizzerà nuovamente il Festival da Canção e ribadisce la sua partecipazione all’Eurovision Song Contest 2026.”
Nemo, voce svizzera che ha vinto l’Eurovision Song Contest nel 2024, ha deciso di restituire il premio ottenuto per la mancata esclusione di Israele dalla kermesse. L’annuncio del cantante, prima persona non binaria a trionfare all’Eurovision, è arrivato mentre l’Islanda, dopo Spagna, Irlanda, Slovenia e Paesi Bassi, ha rinunciato a gareggiare a Vienna a maggio alla prossima edizione della competizione. Questo il testo che ha pubblicato sui social: “L’anno scorso ho vinto l’Eurovision e mi è stato assegnato un trofeo. E anche se sono grato alla comunità intorno a questo concorso e a ciò che questa esperienza mi ha insegnato sia come persona che come artista, oggi non sento più che questo trofeo debba stare sulla mia mensola. Eurovision dice di rappresentare unità, inclusione e dignità per tutti. Ma la partecipazione di Israele, durante quello che la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’Onu ha concluso essere un genocidio, mostra un chiaro conflitto tra quegli ideali e le decisioni prese”.
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