ESC 2026 – 🇮🇹 Italia: Risultato della prima serata del Festival di Sanremo 2026 – Aggiornato

Si è appena conclusa la prima serata dell’edizione numero 76 del Festival di Sanremo, che ha visto esibirsi tutti i 30 artisti in gara quest’anno al Teatro Ariston, ciascuno con il proprio brano, votati dalla giuria della Sala stampa, TV e web e al termine delle votazioni è stata stilata una classifica provvisoria dei 30 artisti in gara, dove sono state annunciate le prime cinque posizioni.

La “Top 5” della prima serata: Arisa – “Magica favola”, Fulminacci – “Stupida sfortuna”, Serena Brancale – “Qui con me”, Ditonellapiaga – “Che fastidio” e Fedez e Masini – “Male necessario” (indicata in ordine casuale, non è mostrata la posizione di ognuna). Olly – ‘Balorda nostalgia‘, Gianna Pratesi e il figlio Alessandro, Tiziano Ferro‘Ti scatterò una foto’, ‘La differenza tra me e te’, ‘Senza scappare mai più’, ‘Lo stadio’, ‘Xdono’ e ‘Sono un grande‘, Gaia – ‘Chiamo io chiami tu‘ (in collegamento dal Suzuki Stage di Piazza Colombo), Vincenzo De Lucia (nei panni di Laura Pausini), Max Pezzali‘Sei un mito’, ‘Nella notte’, ‘La regina del Celebrità’ e ‘Disco Inferno’ (in collegamento dalla Costa Toscana), Kabir Bedi, Nicola Savino (in collegamento dal DopoFestival). A co-condurre Laura Pausini e Can Yaman. 

La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si è aperta con un omaggio a Pippo Baudo, conduttore di 13 edizioni della manifestazione (un record assoluto), scomparso lo scorso anno: a lui Carlo Conti ha scelto di dedicare questa edizione del Festival. Il primo cantante a esibirsi non è uno dei trenta big in gara quest’anno, ma il vincitore in carica Olly: il cantautore genovese torna all’Ariston a distanza di un anno dalla vittoria con “Balorda nostalgia”, per il tradizionale passaggio di consegne. Ospite della serata Tiziano Ferro, che si è letteralmente mangiato il palco con un medley composto da “Ti scatterò una foto”, “La differenza tra me e te”, “Lo stadio”, “Xdono” e “Sono un grande”. Nella prima serata vota la sala stampa: per ogni performance/canzone i giornalisti esprimono un voto da 1 a 10, determinando così la prima classifica parziale di cui verranno svelate solo le prime posizioni. Come sempre argomentiamo come sono state attribuite le votazioni sulla base delle canzoni che avevamo già ascoltato in anteprima e anche durante le prove, e sulle performance viste per la prima volta in tv.

Al termine dello show, il conduttore, Carlo Conti e co-conduttori Laura Pausini e Can Yaman, hanno comunicato i primi 5 posti della classifica parziale, ottenuta dai voti della Giuria della Sala Stampa, Tv e Web. Per ogni performance/canzone i giornalisti devono esprimere un voto da 1 a 10, determinando così la prima classifica parziale. 

La “Top 5” della Sala Stampa della prima serataAl termine della prima serata Carlo Conti legge con Laura Pausini e Can Yaman la top 5 degli artisti in gara al Festival votati dalla Sala Stampa.

Terminata l’esibizione di tutti i 30 Big in gara, Carlo Conti, Laura Pausini e Can Yaman hanno comunicato al pubblico le prime 5 posizioni in classifica, non in ordine di piazzamento. Una cinquina fornita in maniera “randomica”, senza un’ordine e una graduatoria.

Per la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, la sola a votare per questo primo appuntamento, la “Top 5” è composta da:

  • Arisa – “Magica favola”
  • Fulminacci – “Stupida sfortuna”
  • Serena Brancale – “Qui con me”
  • Ditonellapiaga – “Che fastidio”
  • Fedez e Masini – “Male necessario”

Questa sera si sono esibite tutte e 30 le canzoni in gara ed è toccato ai giornalisti accreditati (composta dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web) – un voto per testata- esprimersi con un voto da 1 a 10 per ogni canzone. Il risultato complessivo ha determinato una classifica delle 30 canzoni eseguite in serata, ma al pubblico è stata comunicata solo la top 5. Lo stesso sistema che tocca a Radio mercoledì e giovedì, nelle due serate in cui si esibiscono di nuovo i cantanti – mentre il televoto è basato su preferenza secca. Un sistema di voto che è diverso dall’anno scorso e ha generato qualche polemica: le cover di venerdì non contano, quando si arriverà al ballottaggio finale di 5 artisti i voti non si azzerano ma si sommano a quelli di tutta la settimana (e stampa e radio non daranno preferenza secca, ma voteranno di nuovo in maniera graduale). Il risultato è che quest’anno il televoto conterà molto di più, quindi quella che vedete ora è una cinquina che con ogni probabilità verrà ridefinita.

È ovviamente un verdetto molto parziale che può essere ribaltato o comunque mutato con il voto della Prensa e del pubblico tramite il sistema di Televoto da telefonia fissa e da telefonia mobile. Quindi ancora tutto da decidere tra i Campioni.

La 76esima edizione del Festival di Sanremo sarà trasmessa in diretta su su Rai1 dal Teatro Ariston, dal 24 al 28 febbraio 2026, con la conduzione, di Carlo Conti, il quale sarà anche il direttore artistico; nel corso delle serate sarà affiancato tutte le cinque serate sarà affiancato da Laura Pausini, e accanto a loro vari co-conduttori e co-conduttrici, tra cui Can Yaman nella prima serata, Pilar Fogliati, Achille Lauro e Lillo nella seconda serata, Irina Shayk nella terza serata, Gianluca Gazzoli nella seconda e terza serata per la gara delle Nuove proposte, Bianca Balti nella quarta serata e Nino Frassica e Giorgia Cardinaletti nella serata finale. Quest’anno la competizione vede concorrere trentaquattro artisti, che presenteranno altrettanti brani suddivisi in due sezioni: la sezione Campioni, composta da trenta artisti di chiara fama che presenteranno brani inediti e quella sezione Nuove proposte, composta da quattro giovani cantanti emergenti, di cui due qualificati tramite Sanremo Giovani 2025 (Angelica Bove e Nicolò Filippucci) e due tramite Area Sanremo 2025 (Blind, El Ma & Soniko e Mazzariello). Questi ultimi, a differenza delle edizioni precedenti, presenteranno il medesimo brano con il quale si sono qualificati gareggiando durante la suddetta competizione. Durante la prima serata sono stati eseguite tutte le 30 canzoni in gara, nella seconda ascolteremo 15 delle 30 canzoni in gara oltre ai quattro artisti della sezione Nuove proposte in due sfide dirette composte da due artisti ciascuna, nella terza serata sentiremo le restanti 15 delle 30 canzoni in gara oltre i due artisti finalisti della sezione Nuove proposte e sarà proclamata la canzone vincitrice della sezione Nuove proposte. La quarta serata ascolteremo tutti i 30 artisti in gara esibirsi con un pezzo da loro scelto, sia italiano che internazionale, e pubblicate entro il 31 dicembre 2025. La serata della finale riascolteremo le 30 canzoni in competizione e i primi cinque della classifica si scontreranno ancora prima di conoscere il vincitore di questa edizione. Al termine della serata verrà proclamata la canzone/artista Vincitrice del Festival di Sanremo 2026.

Come già accaduto durante le edizioni precedenti, al vincitore della sezione Campioni sarà riservato, salvo rinuncia, il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026, che si svolgerà dal 12 al 16 maggio a Vienna, in Austria.

Ecco il riassunto e le emozioni della prima serata del Festival: Saranno la voce di Pippo Baudo e il jingle che caratterizzava i suoi Festival ad aprire la prima serata della 76ma edizione della kermessa sonora di Sanremo che Carlo Conti ha deciso di dedicare al conduttore scomparso lo scorso mese di agosto.

Dopo l’omaggio a Pippo Baudo, a prendersi la scena all’Ariston è Olly, vincitore dell’edizione 2025 con ‘Balorda Nostalgia’, visibilmente emozionato, ha mostrato la sua gratitudine a quel palco e al Festival che gli ha cambiato la vita.

“È bello cominciare da dove eravamo rimasti”, dice Carlo Conti. E in teatro è subito karaoke.

“Bentornata a casa”: Carlo Conti accoglie così sul palco Laura Pausini, co-conduttrice di Sanremo 2026. Ma a presentarla è Pippo Baudo, con la clip del 1993 con cui lanciò l’artista che debuttava all’Ariston con La Solitudine. “Sono molto felice, grazie per questo sogno”, dice Pausini, che rende omaggio a Giorgio Armani fasciata in un abito sirena di velluto di seta blu notte di Privé. L’artista ricorda che, quando Conti le ha proposto la conduzione, ha telefonato proprio Baudo: “Laura sei pronta, non aver paura, vai, mi ha detto. E allora eccoci qua”.

Omaggio a Peppe Vessicchio. Nel corso della prima serata, Carlo Conti ricorda il direttore d’orchestra e arrangiatore scomparso lo scorso 8 novembre all’età di 69 anni.

“Ci ha lasciato troppo presto, noi vogliamo ricordarlo così”, ha detto Carlo Conti introducendo un video commemorativo di Peppe Vessicchio, con pillole di tutti i conduttori con il grande maestro che ha fatto la storia dell’orchestra sanremese, da Mike Bongiorno a Pippo Baudo e lo stesso Conti. 

“È arrivato nelle nostre case con la forza del suo talento ma è stato anche un uomo, un padre, un amico e un marito meraviglioso”, ha detto Laura Pausini. Conti ha ricordato anche Maurizio Costanzo.

Elegante in completo nero con collana nera, camicia con gli ultimi bottoni sbottonati e giacca scintillante, Can Yaman è entrato sulle note di “Sandokan” all’Ariston, co-conduttore della prima serata. Dopo aver scherzato sulla sua abbronzatura, Carlo Conti e Laura Pausini si sono lasciati coinvolgere dal modello e attore che ha chiesto di provare a seguirlo in un brano. “Sono arrivato come un cucciolo” in turco, ha provato a ripetere cantando Laura Pausini, andando dietro a quello che diceva Yaman.

La centenaria Gianna Pratesi è stata invitata a parlare del suo voto a sostegno della Repubblica contro il fascismo (il 2 giugno del 1946 votò per Repubblica). Sul finale, prima di congedarla, Laura Pausini l’ha baciata e ha riaffermato quanto il suo voto abbia reso le donne libere e che nella sua storia, in qualche modo, riecheggiavano le vicende del film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani”.

Tiziano Ferro torna sul palco del festival di Sanremo, infiamma e fa ballare l’intera platea. L’artista di Latina festeggia quest’anno i 25 anni di “Xdono”, la celebre hit che lo ha reso famoso al grande pubblico. La sua performance all’Ariston inizia con “Ti scatterò una foto”. Poi un medley con “La differenza fra me e te”, “Lo stadio”, e infine “Xdono”. Ferro ha poi cantato il suo ultimo singolo, “Sono un grande”, con un trasporto particolare, fino a commuoversi sul finale.

Max Pezzali fa cantare tutti dal palco del Party Boat.

Kabir Bedi al Festival di Sanremo 2026. La kermesse canora quest’anno coincide con i 50 anni dal primo Sandokan, uno degli sceneggiati più famosi della storia della tv italiana interpretato da Kabir Bedi per la regia di Sergio Sollima, che andò in onda sul primo canale della Rai, in sei episodi, proprio tra il 6 gennaio e l’8 febbraio 1976.

Dopo tanta attesa finalmente si è alzato il sipario sull’edizione 2026 del Festival di Sanremo. La strada che dal Festival di Sanremo porta a Vienna comincia oggi, martedì 24 febbraio 2026, al Teatro Ariston. 30 artisti, da questa sera fino a sabato, si daranno battaglia per vincere la 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana e per avere il diritto di rappresentare l’Italia alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 che si terrà il 12, 14 e 16 maggio 2026 presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria. Chi conquisterà il biglietto per Vienna succederà ad Lucio Corsi, in gara lo scorso anno con “Volevo essere un duro”, con cui ha raggiunto il 2° posto a Sanremo e il 5º posto a Basilea. Chi sventolerà il tricolore azzurro, dunque, quest’anno? Da stasera lo si comincia a scoprire.

Il primo dei cinque appuntamenti della settantaseiesima edizione della manifestazione ha visto esibirsi i 30 artisti in gara. Nell’ordine: Ditonellapiaga, Michele Bravi, Sayf, Mara Sattei, Dargen D’Amico, Arisa, Luchè, Tommaso Paradiso, Elettra Lamborghini, Patty Pravo, Samurai Jay, Raf, J-Ax, Fulminacci, Levante, Fedez e Marco Masini, Ermal Meta, Serena Brancale, Nayt, Malika Ayane, Eddie Brock, Sal Da Vinci, Enrico Nigiotti, Tredici Pietro, Bambole Di Pezza, Chiello, Maria Antonietta e Colombre, Leo Gassmann, Francesco Renga, Lda & Aka7even. Le esibizioni sono state votate dalla giuria della Sala stampa, TV e web. In tutto sono ammessi al voto un massimo di 150 rappresentanti dei media accreditati al Festival.

Cala il sipario sulla prima puntata dell’edizione numero 76 del Festival di Sanremo, che vede quest’anno sul palco Carlo Conti, nella duplice veste di conduttore e direttore artistico, il quale aveva già precedentemente ricoperto tale ruolo dal 2015 al 2017 e nuovamente anche per l’edizione 2025-2026, durante le cinque serate sarà affiancato da Laura Pausini e da vari co-conduttori, tra cui Can Yaman nella prima serata, Pilar Fogliati, Achille Lauro e Lillo nella seconda serata, Irina Shayk e Ubaldo Pantani nella terza serata, Gianluca Gazzoli nella seconda e terza serata per la gara delle Nuove proposte, Bianca Balti nella quarta serata e Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica nella serata finale.

A presentare lo show di apertura della kermesse Carlo Conti è stato accompagnato da Laura Pausini e Can Yaman.

Nella serata di questa sera si sono esibiti come ospite a sorpresa Olly e Tiziano Ferro – “Xdono”, “Sono un grande”

Ospite speciali fuori dall’Ariston è stato Gaia con il brano “Chiamo io chiami tu” (in collegamento dal Suzuki Stage di Piazza Colombo) e Max Pezzali (in collegamento dalla Costa Toscana).

Al via il 76° Festival della Canzone Italiana con Carlo Conti che per la prima volta nella storia sua e della kermesse è emozionato. Ad accompagnare il conduttore sul palco dell’Ariston Carlo Conti e Can Yaman, co-conduttori di questa prima serata.

La gara entra subito nel vivo con le esibizioni delle 30 canzoni degli artisti in gara. A giudicare i brani degli artisti sarà, per questa prima serata, la Giuria della Sala stampa, TV e web. Al termine delle votazioni verrà stilata una classifica provvisoria.

I 30 Artisti in gara che si sono esibiti in questa prima serata sono stati (Rivedi le esibizioni):

PrimaFestival, con Ema Stokholma, Manola Moslehi e Carolina Rey.

Carlo Conti annuncia l’inizio del Festival, accolto dagli applausi del pubblico. Si comincia subito e non può essere altrimenti visto che si esibiranno tutti e 30 i Big in gara.

1.Ditonellapiaga – “Che fastidio!” (How annoying!) (M. Carducci, D. Castroni, E. Ruzzi, A. Casagni). Si comincia con uno dei pezzi davvero forti in gara. Look da bambola contemporanea, ritmo radiofonico, orecchiabile e immediato, che entra in testa al primo ascolto e non ti molla più. Base acid, ritornello pronto per i meme, gran messa in scena – tutto fatto con idee e racconto. Dizione migliorabile.

2.Michele Bravi – “Prima o poi” (Sooner or later) (M. Bravi, T. Santoni, G. Grande). Un brano classico nel suo stile (intenso, elegante e velato da quella malinconia delicata che lo contraddistingue), che sembra arrivare da un Sanremo del passato. Sguardo ipnotico e magnetico, capace di catturare l’attenzione in pochi istanti. Per quanto lui abbia una voce delicata e controllata, il pezzo non decolla del tutto e non riesce a toccare le corde giuste. Da rivedere nei prossimi passaggi. 

3.Sayf – “Tu mi piaci tanto” (I really like you) (A. S. Viacava, L. Di Biasi, G. De Lauri). Sguardo commosso, voce che tiene botta all’emozione per un pezzo pop ma potente con un ritornello leggero, facile e trascinante, destinato a restare nelle orecchie a lungo, con un balletto che da domani sapremo tutti, e delle strofe con tanti riferimenti alla storia e all’attualità. Alla fine saluta mamma e papà. La sua genuinità è contagiosa proprio come la canzone. 

4.Mara Sattei – “Le cose che non sai di me” (The things you don’t know about me) (S. Mattei, D. Mattei, A. Donadei, E. Brun). Una ballata che rischia di perdersi tra le tante di stasera. Mara Sattei appare molto emozionata sul palco, la performance è buona, ma la canzone fatica a decollare, per ora rischia di essere troppo già sentita. La voce è indubbiamente molto bella e raffinata e la fa arrivare alla sufficienza, però il brano resta poco incisivo. Attualmente non convince del tutto.

5.Dargen D’Amico – “Ai ai” (J. M. L. D’Amico, E. Roberts, G. Fazio, P. Bagni). Dargen, con la sua leggerezza ironica, prova a far muovere corpo e cervello con una canzone sull’intelligenza artificiale, ma il pezzo ritmato con un significato attuale e tutt’altro che superficiale, non mette le ali, nonostante un ritornello piacione e, come spesso accade, anche questa è destinata a restare in radio a lungo. 

6.Arisa – “Magica favola” (Magical tale) (R. Pippa, G. Anastasi, M. Cantagalli, F. Dalè, C. Frigerio). Sarebbe perfetta come colonna sonora di un film Disney – ma siamo a Sanremo e si torna sempre alle ballad. VArisa incanta con una canzone dal sapore fiabesco, sospesa tra sogno e delicatezza. La sua voce, chiara e calda, rende l’interpretazione ancora più intensa ed emozionante, ma Arisa in versione Disney non convince.

7.Luchè – “Labirinto” (Maze) (L. Imprudente, D. Petrella, S. Tognini, R. Castagnola). Il brano fatica a lasciare il segno e non riesce a trovare una vera direzione. La voce, visibilmente emozionata, non basta a far decollare la canzone, che resta sottotono e poco incisiva. Quando arriva il ritornello e il pezzo si apre, anche Luché sembra trovare la luce che lo porta fuori dai cunicoli, ma nelle parti più diffcili è maggiormente in focus mentre nelle barre appare ancora incerto ed emozionato. Non convince.

8.Tommaso Paradiso – “I romantici” (The romantics) (T. Paradiso, D. Petrella, D. Simonetta). Alle prove sembrava in calo e invece in questa prima serata si presenta convinto: interpretazione dolce amara per una canzone nel suo stile fresco ed estivo, con atmosfere leggere che riscalda. In un mare di pezzi che dicono poco o nulla, può lasciare il segno. Manca però un ritornello davvero forte e memorabile, capace di restare nelle orecchie per settimane.

9.Elettra Lamborghini – “Voilà” (E. Roberts, A. Bonomo, P. Celona). Elettra Lamborghini sorprende con un vestito elegante e giovane, lontano dallo stile più audace e succinto a cui ci ha abituati. La canzone è fresca e leggera, accompagnata da un balletto che aggiunge un tocco di armonia e rende l’esibizione ancora più curata.

10.Patty Pravo – “Opera” (G. Caccamo). Canzone debolissima, tuttavia, l’impressione è quella di uno stile ormai un pò superato, che fatica a rinnovarsi e resta indietro rispetto ai tempi. Patty Pravo porta sul palco la sua eleganza classica e la voce potente che l’ha sempre contraddistinta. Dispiace per quello che rappresenta nella musica italiana, ma proprio non ci siamo, per la canzone e la performance.

11.Samurai Jay – “Ossessione” (Obsession) (G. Amatore, S. Sellitti, L. Stocco, V. Coppola, F. Catitti). Ritmo latino che convince già al primo ascolto; lo ricorderemo sicuramente a lungo.

12.Raf – “Ora e per sempre” (Now and forever) (R. Riefoli, S. Riefoli). Raf si presenta elegante e con la sua consueta professionalità. Non originalissima, fuori dal tempo, ma nel suo genere e nel suo mondo funziona, la performance è migliorabile. L’esibizione è ben cantata, frutto di grande esperienza, ma manca forse quel guizzo sorprendente capace di lasciare davvero il segno.

13.J-Ax – “Italia starter pack” (A. Aleotti, A. Bonomo, L. Buso). J-Ax punta su uno stile western e un ritmo country, lontano dal suo solito sound. Country folk in salsa italiana con violini, banjo e cappelli da cowboy: la trasformazione è servita. Resta però un pezzo dal ritmo contagioso, che probabilmente canteremo già da domani mattina.

14.Fulminacci – “Stupida sfortuna” (Stupid bad luck) (F. Uttinacci, P. Paroletti). Canzone che oscilla tra immagini malinconiche e ritmi leggeri. Una sorta di delicata filastrocca che potrebbe entrare presto nelle case di tutti, grazie alla sua immediata anima radiofonica. Rimane una delle più piacevoli di questa edizione, è scritta e arrangiata bene. Questa prima performance ha però alcune sbavature. 

15.Levante – “Sei tu” (It’s you) (C. Lagona). Un pezzo difficile, intenso, splendente. Levante mette in scena una performance asciutta e potente, che può ancora crescere. Una voce potente e arrabbiata, carica di energia e determinazione, che arriva dritta al pubblico. L’interpretazione è intensa e coinvolgente: forte, calda e capace di lasciare un segno già dal primo ascolto.

16.Fedez & Masini – “Male necessario” (Necessary evil) (F. L. Lucia, M. Masini, A. La Cava, A. Iammarino, N. Lazzarin, F. Abbate). Le due voci non sempre risultano perfettamente armoniose tra loro. L’intenzione è intensa e sentita, ma l’equilibrio vocale fatica a trovare una fusione davvero convincente. Masini canta con intensità, ma c’è troppo “storytelling” e recitazione. Vincerà, o ci andrà vicina: è pensata per quello. 

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17.Ermal Meta – “Stella stellina” (Star, little star) (E. Meta, D. Faini, G. Pollex). La produzione di Dardust è efficace e anche l’arrangiamento funziona, ma la canzone, che parla di guerra, sembra rimanere incastrata tra i troppi “non detti” e le metafore. La camicia indossata da Ermal Meta aveva un dettaglio che non poteva passare inosservato. Aveva un nome scritto sopra il colletto, Amal. Ecco, rappresenta simbolicamente le bambine vittime di Gaza e della guerra che sta portando morte e distruzione in Palestina. Nelle prossime sere vedremo nomi differenti.

18.Serena Brancale – “Qui con me” (Here with me) (S. Brancale, C. Avarello, N. Bruno, A. Bruno, F. Barnaba, S. Mineo). Una canzone molto sanremese che in un Festival di dieci anni fa avrebbe vinto a mani basse. Un pezzo cantato con maestria. Serena Brancale sfoggia una voce pazzesca, intensa e potente, capace di arrivare dritta al cuore. Il testo è bellissimo e profondamente commovente: una sorta di lettera aperta alla mamma scomparsa nel 2020, che rende l’interpretazione ancora più autentica e sentita. Resta però la sensazione che Serena risulti più naturale e credibile nelle ballate estive e solari con cui si è fatta conoscere fino ad oggi, dove la sua energia e la sua personalità emergono con maggiore spontaneità. L’orchestra è diretta dalla maestra e sorella Nicole. Occhio, potrebbe arrivare lassù. 

19.Nayt – “Prima che” (Before) (W. Mezzanotte, S. Tognini). Un gradino sopra gli altri. Non è la classica canzone che esplode al primo ascolto, ma Nayt, nuovo a Sanremo, porta un brano introspettivo e coerente con il suo percorso. Si percepisce tutta la sua profondità, sostenuta da un ritmo non travolgente ma comunque coinvolgente, che accompagna e valorizza il testo. Gli archi rendono tutto emotivo, ma non lacrimevole: è un pezzo dalla forza sotterranea che avvolge ed emoziona. 

20.Malika Ayane – “Animali notturni” (Nocturnal animals) (M. Ayane, E. Roberts, F. Mercuri, G. Cremona, L. Faraone, S. Marletta). Malika Ayane si presenta sul palco in modo semplice ed elegante, senza eccessi. La sua voce potente si unisce a un ritmo raffinato, creando un’atmosfera intensa ma misurata. Ritmo e nostalgia, sottolineati dalla regia in bianco e nero. È una di quelle esibizioni che, nonostante l’orario, possono restare nella memoria di chi ascolta. Deve ancora crescere un pò nella performance, ma in un Sanremo tendenzialmente noioso, viene voglia di muoversi.

21.Eddie Brock – “Avvoltoi” (Vultures) (E. Iaschi, L. Iaschi, V. Leone). È una canzone arrabbiata, dal testo diretto e senza filtri. La rabbia è così intensa da travolgere l’interpretazione: la voce grezza di Eddie Brock, che potrebbe essere un punto di forza e potrebbe arrivare lontano, come da nessuna parte, ma finisce per trasformarsi in un’esecuzione troppo urlata.

22.Sal Da Vinci – “Per sempre sì” (Forever yes) (S. M. Sorrentino, F. Sorrentino, A. La Cava, F. Abbate, F. Mercuri, G. Cremona, E. Maimone). Un brano dal sapore di balera: chiudendo gli occhi si immaginano facilmente coppie che volteggiano sulla pista da ballo. La voce è profonda e ben impostata, segno di un’esperienza solida alle spalle. Il ritmo è simpatico e trascinante, ma nel contesto del Sanremo di oggi appare meno in linea con le tendenze attuali.

23.Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare” (Every time I can’t fly) (E. Nigiotti, F. Pagnozzi e L. De Crescenzo). Canzone sussurrata, che suona come una confidenza tra Enrico e il pubblico, costruita attraverso immagini semplici ma capaci di arrivare dritte al cuore. La cadenza livornese, che affiora tra le parole, diventa la sua firma distintiva e aggiunge autenticità all’interpretazione. Un pezzo sensibile, cantato bene, ma che si perde tra le onde del cast.

24.Tredici Pietro – “Uomo che cade” (Man who falls) (P. Morandi, A. Di Martino, M. Spaggiari). Un brano potente e forte, che ha un suo potenziale e un bel groove, con un’energia che potrebbe trovare spazio anche in radio. La canzone ha un linguaggio diretto e giovane, buona fusione tra le strofe rappate e la parte cantata, dove sembra però più credibile e incisivo, ma Pietro lo interpreta in modo esagerato, quasi urlato. 

25.Chiello – “Ti penso sempre” (I’m always thinking of you) (R. Modello, T. Ottomano, F. Cigarini, S. Cigarini, M. Pigoni). Chiello sembra un personaggio uscito da un manga e approdato sul palco dell’Ariston, con un’estetica e una presenza scenica fortemente riconoscibili. La canzone fragile e introspettiva. L’interpretazione privilegia l’emotività, puntando tutto sull’intensità e sull’impatto espressivo, ma non arriva davvero fino in fondo, manca il quid con cui fare il salto. Bello il giro di chitarra (c’è dietro Tommaso Ottomano, il genietto che collabora con Lucio Corsi) e le atmosfere che emana.

26.Bambole di pezza – “Resta con me” (Stay with me) (L. Cerri, A. Spigaroli, M. Ungarelli, F. Tarducci, C. A. Dolci, D. Piccirillo, F. Rossi, S. Borrelli).Prima rock band tutta al femminile all’Ariston, come segnala Carlo Conti: brano sempliciotto e a tratti stereotipato, ma l’energia positiva e di unione che emana ci piace. 

27.Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta” (Happiness, that’s all) (L. Cesarini, G. Imparato, F. Catitti). La loro è una canzone simpatica e divertente in superficie, ma sostenuta da un testo che riesce a mescolare leggerezza pop e riflessione più profonda. Un equilibrio non semplice, che funziona proprio grazie alla naturalezza con cui alternano ironia e sentimento, rendendo la proposta fresca ma non superficiale. Bello l’omaggio di Maria Antonietta che ha indossato un vestito che richiamava un abito storico indossato da Nada. Maria Antonietta e Colombre ricordano, per dinamica e complicità sul palco, i Coma_Cose delle passate edizioni.  

28.Leo Gassmann – “Naturale” (Natural) (L. Gassmann, M. Davì, A. Casali, F. Savini). Leo Gassmann questa sera è apparso più energico e acceso del previsto: la canzone è sembrata quasi urlata, intensa e attraversata da una rabbia trattenuta che ha modificato il suo abituale registro più morbido. Il brano, che racconta una storia d’amore complicata, acquista così un tono ancora più struggente: la sua voce rende tutto carico di dolore e partecipazione emotiva. Uno dei tanti pezzi che parte e rimbalza indietro. Non riesce a imporsi. 

29.Francesco Renga – “Il meglio di me” (The best of me) (F. Renga, A. Caputo, M. Davì, S. Tartaglino, S. E. Reo, D. Sartore). Francesco Renga si presenta elegante, con quella voce calda e profonda che da sempre rappresenta il suo marchio di fabbrica. La canzone si muove nelle sue consuete sonorità, tra melodia intensa e atmosfera romantica, confermando uno stile riconoscibile.

30.LDA & Aka 7even – “Poesie clandestine” (Clandestine poems) (L. D’Alessio, L. Marzano, A. Caiazza, V. Petrozzino, R. Romito, F. D’Alessio).Ballata partenopea dal sapore fresco e giovane, capace di mantenere energia e attenzione anche in chiusura di serata. Un brano immediato e coinvolgente, che ha tutte le carte in regola per essere cantato — e ballato — ancora per molte settimane.

Prima dei saluti, è tempo di scoprire la classifica parziale della prima serata (elaborata sulla base del voto espresso dai giornalisti accreditati al Festival): 

Classica provvisoria della prima serata. La prima serata del Festival di Sanremo si è chiusa ben oltre l’una di notte, lasciandosi alle spalle una maratona musicale in cui tutti e 30 gli artisti in gara hanno finalmente svelato i propri brani. Una serata lunga, densa, a tratti estenuante, che ha però iniziato a delineare i primi equilibri della competizione: a votare è stata la sala stampa, chiamata a esprimere un giudizio da 1 a 10 per ogni esibizione. Il risultato è una prima classifica parziale, volutamente monca, di cui sono state annunciate solo le prime cinque posizioni, abbastanza però per accendere dibattiti, aspettative e prime inevitabili polemiche. Ecco qui sotto le prime cinque posizioni con i brani e gli artisti più votati dalla sala stampa. Importante: sono posizioni randomiche, sono le canzoni più votate, ma non sono in ordine di graduatoria. A fine serata è stata comunicata solo una top 5 della classifica parziale, così composta:

  • Arisa – “Magica favola”
  • Fulminacci – “Stupida sfortuna”
  • Serena Brancale – “Qui con me”
  • Ditonellapiaga – “Che fastidio”
  • Fedez e Masini – “Male necessario”

La “top five” della Sala Stampa. Terminata l’esibizione di tutti i 30 cantanti in gara, Carlo Conti, Laura Pausini e Can Yaman hanno comunicato al pubblico le prime 5 posizioni in classifica. Per la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, la sola a votare per questo primo appuntamento, questo il quintetto al vertice.

Il Festival di Sanremo 2026 si svolgerà dal 24 al 28 febbraio 2026.  A co-condurre le prossime serate, insieme ad Carlo Conti, affiancato sul palco tutte le sere da Laura Pausini, troveremo Pilar FogliatiAchille Lauro e Lillo, Irina Shayk e Ubaldo Pantani, Bianca Balti, Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica che affiancheranno il direttore artistico rispettivamente nella seconda, terza, quarta e quinta serata del Festival.

Nella seconda serata di domani sera si esibiranno la prima metà dei trenta Campioni con il proprio brano in gara, così come nella terza serata si esibirà la restante metà dei trentaCampioni con il proprio brano in gara, votati dalla giuria delle radio (50%) e dal pubblico a casa tramite televoto (50%). Al termine delle votazioni sarà stilata una classifica provvisoria degli artisti in gara, dove verranno annunciate le prime cinque posizioni, senza ordine di piazzamento. 

Nella quarta serata verrà eliminato il limite di riferimento temporale per le cosiddette “cover”: i cantanti in gara, affiancati da un artista Ospite, interpreteranno una canzone edita – da loro individuata in accordo con il Direttore Artistico e con Rai – tratta dal repertorio italiano ed internazionale e pubblicata sino al 31 dicembre 2025. Durante la serata tutti gli artisti si esibiranno accompagnati da ospiti italiani e/o stranieri oppure, in alternativa, due Campioni possono esibirsi insieme nella stessa cover. Al termine della serata verrà stilata la classifica di serata: l’esibizione più votata sarà proclamata vincitrice della serata cover. A differenza delle edizioni precedenti, questa classifica non sarà inclusa nella classifica provvisoria delle tre serate precedenti.

Nel corso della Serata Finale si esibiranno nuovamente i 30 artisti, ciascuno con il rispettivo brano in gara, votati dal pubblico a casa tramite televoto. Al termine delle votazioni sarà stilata la classifica finale, determinata dalla media tra le percentuali della serata finale e quelle delle serate precedenti, che stabilirà la classifica definitiva dalla trentesima alla sesta posizione.

Dopo l’azzeramento dei voti precedenti per i primi cinque classificati, essi si esibiranno nuovamente e saranno votati dalla Giuria della sala stampa (33%), dalla Giuria delle radio (33%) e dal pubblico a casa tramite televoto (34%). La somma dei voti di tutte le tre componenti decreterà infine la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2026.

Il vincitore del Festival di Sanremo 2026 avrà la possibilità di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026.

RIVEDI LA PRIMA SERATA DI SANREMO 2026 >> Termina così il primo appuntamento con il Festival 2026. Appuntamento a domani sera, mercoledì 25 febbraio 2026, toccherà a 15 Big e alle 4 Nuove Proposte. Le Nuove proposte saranno protagoniste di due sfide dirette (Nicolò Filippucci contro Blind, El Ma e Soniko; e Angelica Bove contro Mazzariello). L’artista più votato di ognuna avrà accesso alla finale della terza serata. Le esibizioni saranno votate dalla giuria della sala stampa, TV e Web (33%), dalla giuria delle radio (33%) e dal pubblico a casa tramite televoto (34%).

I Big saranno votati dalla giuria delle radio (50%) e dal pubblico a casa tramite televoto (50%). Al termine delle votazioni sarà stilata una classifica provvisoria, di cui saranno annunciate le prime cinque posizioni senza ordine di piazzamento

Gli ascolti della prima serata del Festival 2026. Sono stati 9 milioni 600 mila, con uno share del 58 per cento, i telespettatori che – secondo la Total Audience rilasciata da Auditel – hanno visto la prima serata del 76° Festival della Canzone italiana.

Sono stati 9 milioni 600 mila, con uno share del 58 per cento, i telespettatori che – secondo la Total Audience rilasciata da Auditel – hanno visto la prima serata del 76° Festival della Canzone italiana.

La prima parte, dalle 21.42 alle 23.34, è stata vista da 13 milioni e 158 mila telespettatori, con il 57,7% di share.

La seconda, dalle 23.38 all’1.32, da 6 milioni e 45 mila telespettatori, pari al 58,7% di share.

Il picco di ascolto alle 21.59 con 15 milioni 782 mila, quella di share all’1.17 con il 64.5 per cento.

Sanremo Start, dalle 20.41 alle 21.37, ha avuto un ascolto di 13 milioni 109 mila con uno share del 51.1.

Il primo appuntamento con il Dopofestival, dall’1.32 all’1.59, è stato visto da 2 milioni 154 mila telespettatori con il 52.8 di share.

Il Prima Festival, dalle 20.30 alle 20.39, ha avuto un ascolto di 8 milioni 53 mila, con il 36.3.

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